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1 Dicembre 2026, martedì    20:15

Béatrice Martin

clavicembalo

La Serenissima

Jean-Philippe Rameau

Suite in la (da Premier Livre de Piéces de Clavecin)

François Couperin

L’Audacieuse, Les Tricoteuses, L’Arlequine, Les Gondoles de Délos, Les Satires chèvre-pieds (Vingt-troisième Ordre du IVe Livre)

Armand-Louis Couperin

Les Quatre Nations: L’Italienne
L’Arlequine ou La Adam (da Pièces de Clavecin opus 1)

Joseph Bodin de Boismortier

IIe Suite op. 59

Domenico Scarlatti

Sonata K 144, Sonata K 146

Johann Sebastian Bach

Concerto BWV 972 (da A. Vivaldi Concerto n. 9 de "L’estro armonico" RV 230)

Nel 1674, la Repubblica di Venezia inviò a Luigi XIV a Versailles due gondole e quattro gondolieri; le gondole vennero sistemate all’imbocco del Canal, in una serie di edifici chiamati da allora Petite Venise e riscossero un grande successo a corte; la Flottiglia si arricchì e ben presto furono non meno di quattordici a navigare sul Grand Canal. Non c’è dubbio che questa Flottiglia abbia ispirato a F. Couperin il tema principale del suo 23° ordine: Venezia. Ma la “carrozza acquatica” non è l’unica caratteristica veneziana ad aver ispirato i compositori del XVII e XVIII secolo; il Carnevale, dove tutti devono presentarsi in maschera, e la città stessa suscitano stupore, ammirazione, meraviglia. Se Rameau ci propone con la sua Vénitienne una Forlane trascinante e festosa, F. Couperin ci fa assistere a una rappresentazione comica della Commedia dell’arte, con una Arlequine grottesca e sinuosa. Suo cugino A.L. Couperin, vent’anni dopo ne darà un’immagine più maliziosa e stravagante e in L’Italienne ci stupisce per la libertà, l’improvvisazione e la brillantezza. Che contrasto con Boismortier, che infonde alla sua Sérénissime nobiltà e gravità. Lasciamo ora Versailles per ritrovarci a Venezia stessa, dove il giovane D. Scarlatti, prodigio della tastiera, viene mandato dal padre Alessandro a studiare con Gasparini. Nel ricordo di T. Roseingrave “quando iniziò a suonare, si aveva l’impressione che davanti allo strumento ci fossero diecimila demoni!”. Nessuna evocazione musicale di Venezia sarebbe soddisfacente senza la figura emblematica di Vivaldi, maestro della forma concertistica nel ‘700. La perfezione stilistica delle sue opere ha sicuramente contribuito in modo determinante al desiderio di trascrizione di Bach, e questo per il più grande piacere di noi clavicembalisti! (B. Martin)

Dopo il Primo Premio al Concorso Internazionale di Clavicembalo di Bruges nel 1998 Béatrice Martin ha intrapreso una carriera internazionale molteplice: solista, docente (Escola Superior de Música de Catalunya, Juilliard School), continuista.

  • 70° Stagione 2026/27

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