
Leonora Armellini
pianoforte
Mattia Ometto
pianoforte
Coro di Voci Bianche Cesare Pollini
coro
Marina Malavasi
direttore del coro
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Francesca da Rimini. Fantasia sinfonica op. 32 (trascrizione per pianoforte a quattro mani di K. Klindworth)
Franz Liszt
Eine Symphonie zu Dantes Divina Commedia S 648 per due pianoforti e coro di voci bianche
Dante e la musica (3° concerto)
Un pianoforte per Padova. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)
con il contributo della

con il patrocinio di Comune di Padova

“La fortuna di Dante in musica incomincia in realtà nell’Ottocento, quando i nuovi generi musicali dell’età romantica consentono di mettere da parte i versi temibili e si ispirano alla figura stessa di Dante o ai personaggi creati dal suo genio. Ecco le Francesche da Rimini, le Pie de’ Tolomei che invadono le scene teatrali; ecco la serie di musiche strumentali, i poemi e le fantasie sinfoniche di Liszt, Čajkovskij, del nostro Pacini: dove semmai qualche verso appare ancora stampato negli spazi fra le note, come nella Dante-Symphonie di Liszt.” (G.Pestelli, 2021).
È la fortuna che troviamo già nelle decorazioni che i Nazareni dipingono nel 1829 a Roma al Casino Massimo al Laterano ispirandosi ad episodi della Divina Commedia, da cui Liszt trasse vari motivi. Dopo la dantesca Fantasia quasi Sonata per pianoforte, Liszt lavorò per molti anni, a partire dal 1847 fino al 1855/56, all’ambizioso progetto di una Sinfonia per la Divina Commedia in tre parti. Le difficoltà relative al Paradiso - alle quali l’aveva richiamato R.Wagner, a cui la sinfonia è dedicata - convinsero Liszt a rinunciare alla terza parte e la sinfonia rimase un torso in due parti, con l’aggiunta del Magnificat per coro di voci bianche.
A Liszt si ispirò anche Čajkovskij, con la sua fantasia sinfonica op.32, ricavata dall’episodio di Paolo e Francesca del V canto dell’Inferno, che il musicista aveva riletto nell’estate 1876. Entrambe sono composizioni sinfoniche che, vengono presentate nella riduzione pianistica. Quella di Liszt per due pianoforti (1859) è dello stesso autore e Liszt amava eseguirla (per es. a casa di G.Doré con C.Saint-Saëns al 2° pianoforte oppure a Vienna con un suo allievo). Quella di Čajkovskij è per pianoforte a 4 mani e fu realizzata da Karl Klindworth (1877/78).
Leonora Armellini - recentissimo 5° Premio al Concorso F.Chopin 2021 - e Mattia Ometto affiancano alla loro attività solistica quella nel “Duo di Padova” e sono già state pubblicate le loro incisioni del Concerto di F.Poulenc e delle opere per due pianoforti di J.Brahms. Il Coro di Voci Bianche Cesare Pollini è stato fondato nel 2007 da Marina Malavasi.