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Marie-Elisabeth Hecker

violoncello

Martin Helmchen

pianoforte

Ludwig van Beethoven

12 Variazioni op. 66 su “Ein Mädchen oder Weibchen" dal Flauto Magico di Mozart
Sonata op. 5 n. 1

Gabriel Fauré

Élégie op. 24, Sicilienne op. 78, Papillon op. 77

Sergej Prokofiev

Sonata op. 119

Martin Helmchen è considerato uno dei migliori pianisti della sua generazione ed il pubblico padovano lo ricorderà in una splendida esecuzione delle Diabelli di Beethoven nel 2017. La sua attività di solista si è sviluppata, a partire dalle prime affermazioni (Concorso Clara Haskil, Borletti Buitoni Trust, BBC New Generation Artist etc.) con presenze nelle maggiori sale e collaborazioni prestigiose con Filarmonica di Vienna, di Berlino, London Symphony e direttori come Gergiev, Haitink, Jurowski, Blomstedt. La musica da camera ha sempre svolto un ruolo importante nel suo impegno concertistico, fin dalle prime esperienze con i violoncellisti B.Pergamenschikov e H.Schiff, oltre che con i violinisti F.P.Zimmermann, C.Tetzlaff, J.Fischer, con la violista T.Zimmermann e con altri artisti come J.Banse, S.Meyer.
Oggi Martin Helmchen suona in duo con la moglie, la violoncellista Marie -Elisabeth Hecker e con lei e con la violinista A.Weithaas forma anche un affermato Trio.
Marie-Elisabeth Hecker fece un debutto sensazionale con il successo all’8° Concorso Rostropovich a Parigi nel 2005, vincendo non solo il primo premio ma anche, per la prima volta nella storia del concorso, i due premi speciali. A questa affermazione seguì quella del Borletti-Buitoni Trust nel 2009 e il sostegno della prestigiosa Kronberg Academy.
Suona regolarmente con le maggiori orchestre e direttori come Luisi, Nagano, Thielemann, Saraste, von Dohnanyi, Barenboim, Harding, Herreweghe ed è docente dal 2017 alla Hochschule C.M. von Weber di Dresda. La sua discografia per Alpha Classics comprende le sonate di Brahms, ”l’arpeggione“ di Schubert, il concerto di Elgar etc.

Il programma comprende la Sonata op.119 di Prokofiev, che l’autore scrisse per Rostropovich, che la presentò, assieme a Richter, in un concerto a porte chiuse nel 1949. È una delle sonate più significative del repertorio del Novecento assieme a quelle di Shostakovich, di Britten, di Poulenc etc.
Tre brevi piccoli pezzi di Fauré ci portano in un mondo diverso, quello dei saloni parigini: si tratta di opere scritte fra il 1880 e il 1893.