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RossoPorpora

Paola Valentina Molinari, Lucia Napoli - canti
Andrés Montilla-Acurero, alto
Massimo Altieri, Riccardo Pisani - tenori
Guglielmo Buonsanti - basso
Emanuele Marcante, Maria Ines Zanovello - violini
Teodoro Baù - viola da gamba
Dario Carpanese - organo
Nicola Lamon - clavicembalo
Jadran Duncumb - tiorba

Walter Testolin

direttore

Claudio Monteverdi

Cremona 1567 - 1590
Ave Maria (Sacræ cantiunculæ - 1582)
Ch'ami la vita mia (Madrigali a cinque voci, libro primo - 1587)
Non si levava ancor l'alba novella (Il secondo libro de madrigali a cinque - 1590)
Ecco mormorar l'onde (Il secondo libro de madrigali a cinque - 1590)

Mantova 1590 - 1612
Viola sola
Rimanti in pace (Il Terzo libro de madrigali a cinque - 1592)
A un giro sol de begl'occhi (Il Quarto libro de madrigali a cinque - 1603)
Sì ch'io vorrei morire (Il Quarto libro de Madrigali a cinque - 1603)
Organo solo
T'amo mia vita (Il Quinto libro de madrigali a cinque - 1605)
Amor se giusto sei (Il Quinto libro de madrigali a cinque - 1605)

Venezia 1613-1643
A quest'olmo (Concerto, il Settimo libro de madrigali - 1619)
Amor che deggio far (Concerto, il Settimo libro de madrigali - 1619)
Altri canti di Marte (Madrigali guerrieri & amorosi - 1638)
Hor che'l ciel e la terra (Madrigali guerrieri & amorosi - 1638)
Beatus vir (Selva morale & spirituale - 1640)

Italia mia: storia e geografia del madrigale italiano (3° concerto)

La vita di Claudio Monteverdi, in un concerto

 

Si conclude con il concerto di questa sera il progetto triennale dedicato alla "storia e geografia del madrigale italiano" ed affidato all’ensemble RossoPorpora che Walter Testolin ha costituito nel 2011 con l’intenzione di ridare all’interpretazione del madrigale l’attenzione alla restituzione degli stati d’animo e di rispetto della struttura del verso poetico italiano. Intenzioni che ben si adattano a Claudio Monteverdi a cui con gratitudine, in occasione del 450° anniversario della nascita, è dedicato il programma. Si ripercorre la sua straordinaria carriera dalla prima pubblicazione del 1582 (le Sacræ cantiunculæ a tre voci nelle quali si presenta come allievo di Ingegneri) fino alla monumentale raccolta Selva Morale & Spirituale del 1640, con la quale l'ormai vecchio Maestro di cappella della Serenissima Repubblica di Venezia lasciava il suo testamento spirituale nel repertorio sacro. Tra questi due estremi, un percorso che tocca tutti i libri di madrigali, prima a cappella, poi con l'ingresso del basso continuo e infine con la partecipazione di due violini, in una concertazione sempre più ricca e sfarzosa.