Il progetto Busoni100 per ricordare la figura di Ferruccio Busoni, nel centenario della morte, l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven: ecco i due cicli che iniziano tra ottobre e novembre a Padova.
A Berlino, il 27 luglio 1924 nella sua casa di Viktoria-Luise-Platz muore Ferruccio Busoni. Sommo pianista e venerato maestro di molti pianisti e compositori della prima metà del XX secolo, Busoni ebbe in vita una così vasta fama di interprete tale da oscurare la valutazione critica del suo vasto impegno creativo, che lo vide impegnato come compositore, interprete, trascrittore, editore, in un’estetica di ‘unità della musica’ e di ‘eterna armonia’. Busoni compose spaziando dal pianoforte alla musica da camera strumentale e vocale, dalla musica sinfonica al teatro musicale dove si cimentò anche sul piano letterario della scrittura di testi drammatici. Come studioso fu un vero profeta del Novecento avendo previsto – sono parole di Roman Vlad – “assolutamente tutto quello che è successo di peculiare e caratteristico, in campo musicale, dopo di lui”. Il pianista, il pensatore, il creatore sono tre facce d’un medesimo prisma spirituale, una unità estetica che Busoni desiderava fosse apprezzata come manifestazione totale del suo spirito poetico. (Aldo Orvieto)
Il Conservatorio Cesare Pollini e gli Amici della Musica di Padova hanno concepito per i mesi di ottobre/novembre 2024, in aderenza alla multilateralità della lezione busoniana, un progetto composito BUSONI100 che propone un convegno di rilievo internazionale (con la partecipazione di Erinn Knyt e Paul Fleet, due dei più autorevoli studiosi della musica di Busoni), cinque concerti affidati a concertisti di chiara fama e a giovani interpreti ed una masterclass di Herbert Schuch dedicata allo studio del repertorio pianistico di Ferruccio Busoni. Come Anteprima e Coda del progetto gli Amici della Musica presentano un concerto in Sala dei Giganti (in collaborazione con il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori) e la proiezione del film dall’opera Doktor Faust di Busoni (in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italo-Tedesco).
Il 7 dicembre 1949 per ricordare il bicentenario di J.S. Bach e il venticinquesimo anniversario di F. Busoni, il Centro Universitario d’Arte dell’Università di Padova aveva organizzato un concerto di Pietro Scarpini nella Sala dei Giganti con il seguente programma:

Il libretto di sala conteneva un ampio saggio di Gastone Belotti su Ferruccio Busoni, qui sotto disponibile.
Gastone Belotti (Venezia 02.08.1920 – Padova 02.11.1985)
Musicologo e critico musicale italiano. Veneziano di nascita ma padovano di adozione. Studia prima Lettere all’Università di Padova (1938-1948) e poi tra il 1948 e il 1951 Musicologia all’Università di Firenze con Fausto Torrefranca. Nella sua ricerca si concentra sulla musica dei primi decenni dell’Ottocento.
È stato uno dei massimi studiosi di Chopin. È autore della biografia “Chopin – l’uomo” (Milano, Roma 1974, 3 volumi) e della biografia estesa “Chopin” (EdT, Torino, 1984) – contenente la biografia di Chopin, l’analisi delle sue opere suddivise per generi e un capitolo generale che descrive le fonti dello stile di Chopin, la forma, il ritmo, l’armonia, la melodia, lo stile nazionale.
I suoi studi sul musicista polacco ebbero importanti riconoscimenti, tra cui l’appartenenza alla Towarzytwo im. Fryderyka Chopina di Varsavia e l’onorificenza dell’Ordine al merito della cultura polacca.
Nell’immediato dopoguerra, Gastone Belotti, assieme ad altri studenti dell’Università di Padova, Liliana Balotta e Alessandro Prosdocimi, con il supporto del Rettore Egidio Meneghetti, fonda una nuova associazione: il Centro Universitario d’Arte, da cui nel 1957 sono nati gli Amici della Musica di Padova. Tra i primi militanti del Centro ci furono Quirino Principe e Franco Fayenz.