Ensemble Dialoghi

Cristina Esclapez fortepiano
Josep Domènech oboe
Lorenzo Coppola clarinetto
Bart Aerbeydt corno
Javier Zafra fagotto

Turno Pomeridiano 16:00

Joseph Haydn

Trio Hob. XV:16 per oboe, fagotto e fortepiano
(dall’originale per flauto, violoncello e fortepiano)

Ludwig van Beethoven

Sonata op. 17 per corno e fortepiano

Joseph Haydn

Andante con espressione dalla Sonata Hob. XVI:48 per fortepiano

Wolfgang Amadeus Mozart

Quintetto K 452


Turno Serale 20:30

Franz Anton Hoffmeister

Sonata n. 1 per clarinetto d'amore e fortepiano

Joseph Haydn

Andante con espressione dalla Sonata Hob. XVI:48 per fortepiano

Ludwig van Beethoven

Quintetto op. 16

Concerto sospeso nel rispetto del DPCM del 24.10.20

 

L’Ensemble Dialoghi si è costituito nel 2014 a Barcellona fra un gruppo di strumentisti a fiato di diverse nazionalità, che condividevano già esperienze artistiche comuni in prestigiosi ensemble orchestrali come la Freiburger Barockorchester, La Petite Bande, Europa Galante, Les Talens Lyriques, Akademie für Alte Musik Berlin, l’Orchestra del ‘700 ecc. Ad essi si è unita la fortepianista spagnola Cristina Esclapez, che insegna a Barcellona nel Conservatorio Superiore di musica del Liceu e che dal 2006 si è avvicinata agli strumenti storici. Recentemente è entrato nella formazione il cornista belga Bart Aerbeydt, attivo in molte affermate formazioni orchestrali barocche.
Il recentissimo debutto discografico di Dialoghi per Harmonia Mundi è dedicato proprio ai due quintetti in programma.
Quello di Mozart, K 452, del 1784, fu composto contemporaneamente ai due concerti per pianoforte K 450 e 451 e, in una lettera al padre, Wolfgang riferendo dello straordinario successo ottenuto scrisse: “io stesso lo considero come la migliore cosa che io abbia mai scritto in vita mia”.
È il modello per Beethoven, che forse ebbe modo di sentirlo a Praga durante il suo soggiorno del 1796, e che compose il suo Quintetto op. 16 fra il 1796-‘97: un quintetto (poi rielaborato nel 1810 in quartetto per pianoforte e archi) con un ruolo molto concertante del pianoforte. 
La  Sonata  op.  17  ci  mostra  un  altro  aspetto  del  Beethoven  pianista,  quello  dell’improvvisatore,  perchè la  Sonata  fu  composta  in  soli  due  giorni  per  una  accademia  del  celebre  cornista  Giovanni  Punto  (Johann Wenzel  Stich)  che  ebbe  luogo  l’11  aprile  1800  all’Hofburgtheater di  Vienna e Beethoven improvvisò la parte  pianistica:  il  successo  fu  tale  che  la  composizione venne interamente risuonata.