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Veronika Eberle

violino

Dénes Várjon

pianoforte

Johann Sebastian Bach

Sonata n. 3 BWV 1016

Béla Bartók

Sonata n. 2

Leos Janacek

Sonata

Robert Schumann

Sonata n. 3

Alla giovane violinista tedesca Veronika Eberle la nostra associazione ha guardato con attenzione già negli scorsi anni (2009 e 2013): un interesse motivato dal suo talento straordinario e dalla maturità musicale. Qualità queste che l’hanno portata giovanissima, dopo gli studi con C. Poppen e A. Chumachenco, a prestigiosi riconoscimenti (Borletti-Buitoni Trust 2008, New Generation Artist BBC 2011-2013, etc.) e a collaborazioni con direttori quali Sir Simon Rattle (Concerto di Beethoven con la Filarmonica di Berlino al festival di Salisburgo 2006, poi a Londra nel giugno 2014 con la London Symphony Orchestra), Heinz Holliger, Daniel Harding e altri ancora. Al suo fianco Dénes Várjon, uno dei pianisti più apprezzati oggi nell’ambito della musica da camera (ne è un segno anche la sua regolare presenza a Marlboro), anche nelle nostre stagioni dove si è esibito, oltre che come solista, in concerti con L. Kavakos, M. Perenyi, T. Zimmermann, J. Widmann. Il programma si apre con la terza delle 6 Sonate che Bach verosimilmente compose a Köthen negli anni 1718-1722 e prosegue con due importanti pagine della letteratura del Novecento: due opere quasi coeve, la Seconda Sonata di B. Bartók del 1922 (e dedicata come la prima a Jelly d’Aranyi) e la Sonata di Janacek composta a partire dal 1914 e edita dopo varie revisioni nel 1922: una Sonata piena del nazionalismo nascente “all’inizio della guerra nel 1914 quando attendevamo l’arrivo dei russi”. In chiusura la terza sonata di Robert Schumann: una sonata di più raro ascolto rispetto all’op. 105 e all’op. 121 e che Schumann realizzò nel 1853 aggiungendo due movimenti a quelli che aveva scritto, assieme a Dietrich e a Brahms, per la Sonata F.A.E. in onore di Joachim. Una sonata di cui Clara distrusse il manoscritto e che fu ricostruita ed edita solo nel 1956.

 

foto © F.Broede