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Ludovico Degli Innocenti

flauto

Amedeo Salvato

pianoforte

Johann Sebastian Bach

Sonata BWV 1030

Edgard Varèse

Density 21.5

Sergej Prokofiev

Sonata op. 94

André Jolivet

Chant de Linos

Claude Debussy

Prélude à l’après-midi d’un faune

Francis Poulenc

Sonata

Ludovico Degli Innocenti (Padova 1995) si è diplomato al Conservatorio C. Pollini nella scuola di C. Montafia e si perfeziona attualmente a Stoccarda con D. Formisano. Le affermazioni in numerosi concorsi (Krakamp, Gazzelloni, Cilea) lo hanno avviato una promettente carriera concertistica, nella quale suo partner abituale al pianoforte è Amedeo Salvato, uno dei pianisti di riferimento nell’ambito del repertorio flautistico come pianista ufficiale del Falaut Festival, della James Galway Flute Convention, del Concorso Gazzelloni etc. Un duo che ha debuttato con successo nel marzo scorso ai concerti di Domenica in Musica alla Sala dei Giganti. In apertura del programma la Sonata n.1 in si min. di Bach: dalla densa scrittura cromatica e dallo stile canonico, è un’opera della maturità che risale agli anni di Lipsia (ca 1735). Due importanti sonate alla fine della prima e della seconda parte: quella di Prokofiev op. 94 del 1942-3 (una sonata che Prokofiev trascrisse poi per il violino di D. Oistrach per assicurarle un maggiore interesse) e quella di Poulenc (1956-7) che l’autore dedicò a J.P. Rampal, con il quale la eseguì al Festival di Strasburgo. La Sequenza di Berio è la prima della lunga serie di Sequenze: Berio la compose a Darmstadt nel 1958, dove si trovava anche Severino Gazzelloni, e la Sequenza nasce nel segno del virtuosismo e dell’intelligenza musicale del grande flautista italiano. Chant de Linos di Jolivet è invece una commissione del 1944 del Conservatorio di Parigi per un concorso che fu vinto da J.P. Rampal. La più celebre composizione orchestrale di Debussy, il Prélude à l’après-midi d’un faune (1894) dal poema di Mallarmé è presentata qui in una versione con pianoforte di Karl Lenski, che si basa su una primissima versione del brano (ms. Collezione Cortot) e sulla versione di Debussy per due pianoforti (1895).

 

foto (c) E. Degli Innocenti