24 Marzo 2026, martedì 20:15 –

@ MikeVanBemmelen
Léon Berben
clavicembalo
Recycling
Leonhard Scholz
Praeludium in do minore (da J.S. Bach, Partita II BWV 826)
Johann Sebastian Bach
Ricercar a 3 (da "Musikalisches Opfer" BWV 1079)
Ferdinando Richardson
Lachrymae Pavan (da J. Dowland)
John Dowland
Fantasia (71), Forlorn Hope Fancy (2)
Jan Pieterszoon Sweelinck
Fantasia Cromatica à 4 SwWV 258
Johann Sebastian Bach
Sonata in la minore BWV 965 (da Sonata Prima di J. A. Reinken)
Ricercar a 6 (da "Musikalisches Opfer" BWV 1079)
Dopo la visita di Bach il 7 e 8 maggio 1747 con la famosa improvvisazione alla corte di Federico II a Potsdam, Bach deve aver subito iniziato a comporre l’opera sul tema reale. Non si conosce esattamente l’aspetto del tema, certamente non con la stessa eleganza con cui Bach lo utilizzò nei due diversi Ricercari in programma.
I diversi risultati sono interessanti, così come le diverse opere che Dowland e Sweelinck compongono su uno stesso tema cromatico. Ci si potrebbe chiedere chi ha ripreso il tema, ma è davvero così importante? È un riutilizzo di altro materiale o il tema è una frase comunemente conosciuta? Per noi è molto più interessante vedere (e sentire) quanto i compositori siano diversi nei loro lavori. Il riciclaggio di altri materiali si vede anche nella famosa Pavana Lachrymae di Dowland. Ci sono così tanti arrangiamenti per strumenti a tastiera di questo lavoro, che possiamo vedere come in un certo senso si cerchino di superarsi a vicenda. Che si tratti di Scholz o di Müthel nel XVIII secolo la musica preesistente è trattata in modo eccezionalmente libero e virtuoso, proprio come nei secoli precedenti: si vuole studiare e comprendere la musica, elaborarla per il proprio strumento, magari rendendola più accessibile. Anche per l’esecutore è rispettoso prendere sul serio la musica (e le vecchie fonti dalle quali possiamo ancora imparare tanto), ma noi esecutori non suoniamo semplicemente e freddamente le note stampate o scritte, creiamo ogni volta l’opera nel momento della rappresentazione. (L. Berben)
Léon Berben è considerato un maestro sia al clavicembalo che all’organo. Ultimo allievo di Gustav Leonhardt, ha studiato anche con Rienk Jiskoot, Ton Koopman e Tini Mathot. Dal 2000 Léon Berben ha lavorato come clavicembalista nel gruppo Musica Antiqua Köln di Reinhard Goebel. E in questa veste, nel 2001, ha debuttato a Padova nelle nostre stagioni. Dal 2006 ha intrapreso una vasta carriera da solista che lo ha portato a partecipare a importanti festival internazionali. Léon Berben terrà anche due concerti – in collaborazione con l’Associazione Padova Urbs Organi – sull’organo neobarocco di S. Antonio Abate (Padova) in occasione della Festa della Musica Antica il 21 e 22 marzo.


