19 Aprile 2027, lunedì 20:15 –

© Marco Borggreve
Calidore Quartet
JEFFREY MYERS violino
RYAN MEEHAN violino
JEREMY BERRY viola
ESTELLE CHOI violoncello
Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827)
Ludwig van Beethoven
Grande fuga op. 133
Leoš Janáček
Quartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer"
Ludwig van Beethoven
Quartetto op. 131
Il Calidore Quartet è una delle più significative e recenti espressioni della grande tradizione quartettistica americana, che ha nello Juilliard, nel Guarneri e nell’Emerson alcuni degli esempi più fulgidi. Si è formato nel 2010 alla Colburn School di Los Angeles ed è salito alla ribalta con i massimi premi conseguiti al Concorso ARD di Monaco di Baviera e poi nei concorsi di Amburgo, Fischoff, Coleman, Chesapeake, Yellow Springs. Nel 2016 ha vinto la M-Prize International Chamber Music Competition ed è stato scelto e sostenuto dal Borletti Buitoni Trust di Londra. Altri riconoscimenti sono stati quelli dell’Avery Fischer Career Grant, del Lincoln Center Emerging Artist Award, e della BBC Radio 3/New Generation Artists. È attualmente quartetto in residenza dell’Università del Delaware e lo è stato anche all’Università di Toronto e del Michigan. Fra i mentori del Calidore Quartet possiamo citare l’Emerson, l’Ebène, A. Steinhardt, G. Pichler etc. Ed appunto alla lezione del Quartetto Guarneri e del Quartetto Berg che è da ricondurre il loro impegno beethoveniano. Un impegno – quello dell’integrale dei Quartetti di Beethoven – che è nato negli anni della pandemia Covid-19 e che è stato realizzato successivamente con le registrazioni per SIGNUM a partire dal febbraio 2023 fino al 2025 e quindi prima della esecuzione in concerto del ciclo completo nell’estate 2023 nel Festival Music @Menlo in California. Un ciclo che il Calidore ha eseguito anche nella stagione 2024/25 del Lincoln Center a New York. Il primo volume dell’integrale (dedicato agli ultimi quartetti) ha ricevuto nel 2024 il BBC Music Magazine Chamber Award e il secondo volume è stato nominato Editor’s Choice dal Gramophone Magazine. Precedenti incisioni per SIGNUM erano state dedicate a Schumann, Shaw, Šostakovič e a Prokof’ev, Janáček, Golijov, Mendelssohn in un album intitolato Resilience.

