“Altri scrivono poesia, lei stessa è poesia” (R. Schumann, 1838)
“Per Clara Schumann” è un progetto dell’Istituto di Cultura Italo-Tedesco e degli Amici della Musica di Padova con la collaborazione del Conservatorio Cesare Pollini di Padova
Clara Schumann la compositrice
Il repertorio dei virtuosi comprendeva naturalmente le loro opere. Le prime composizioni di Clara Wieck erano pezzi di bravura e pezzi caratteristici per pianoforte, destinati a infiammare il pubblico dei concerti.
A partire dalle quattro Polonaises, op. 1, per pianoforte, quasi tutte le sue opere furono pubblicate e recensite favorevolmente. Tra le opere della sua giovinezza spicca il Concerto per pianoforte e orchestra, op. 7, che iniziò a scrivere all’età di tredici anni.
Una volta sposata, i lieder ebbero un ruolo di primo piano nelle sue composizioni, compresa l’antologia Liebesfrühling op. 37, pubblicata assieme a Robert. Il loro studio congiunto di Bach culminò in opere come le Sei fughe sul nome BACH op. 60 per organo di Robert e i Preludi e Fughe di Clara su temi di Bach e Schumann.
L’uso sapiente delle tecniche polifoniche è presente anche nel Trio per pianoforte e archi in sol minore op. 17, la sua opera più estesa e forse più importante.
Aveva progettato di dedicare l’edizione a stampa a Fanny Hensel (la sorella di Mendelssohn) quando seppe della sua morte improvvisa il 14 maggio 1847: “Avrei voluto dedicarle il mio Trio, che aspettavo a giorni dalla tipografia, e ora è morta!”.
Il violinista Joseph Joachim(1831-1907), amico di Clara, rimase stupito dal finale del Trio, dichiarando di non riuscire a credere che “una donna potesse comporre qualcosa di così solido e così serio”.
Dopo la morte di Robert (1856), Clara smise di comporre e si dedicò interamente all’attività concertistica.
Chiaretta Wieck e Beethoven (Franz Grillparzer )
Quando Clara Wieck suonò la Sonata Appassionata di Beethoven a Vienna nel 1838, Grillparzer scrisse una poesia di cui esiste una traduzione d’epoca sulla Rivista viennese del 1838 (una rivista in italiano, edita a Vienna).
Chiaretta Wieck e Beethoven
Fastidio del mondo e della vita
Sdegnoso un negromante
In arca adamantina e ben munita
Gli incanti suoi serrò,
Gittonne in mar la chiave e trapassò.
A disserrarla ogni argomento umano
Tentar gli inetti indarno,
Chè, come il suo signor, dorme l’arcano.
Ride e li guarda a far
Scherzosa pastorella in riva al mar.
La donzelletta, spensierata e grave
Tuffa la man nell’onde
E afferra, ed alza, e vede … era la chiave!
Balza ispirata allor
ver l’arca che la fissa in suo baglior.
Schiude -il coperchio scocca: ossequiosi
N’escon gli spirti e chinansi
Di quella ingenua ai cenni graziosi,
Che in suo poter sovran
Scherzando i guida coll’eburnea man.
Nota della Rivista: La signora Claretta Wieck è, chi nol sapesse, un’esimia suonatrice di pianoforte, che forma attualmente le delizie di Vienna. La presente poesia fu dettata dall’autore all’occasione che essa eseguì con grande applauso la celebre sonata in F minore di Beethoven.
NdR. Franz Grillparzer (Vienna, 15 gennaio 1791 – Vienna, 21 gennaio 1872) è stato uno scrittore e drammaturgo austriaco.



