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L'integrale delle Suites per violoncello solo di J. S. Bach

A forza di considerarlo come organista, come clavicembalista, come l’autore di numerose cantate da chiesa, Passioni e Messe, si dimentica troppo facilmente che Bach era, per formazione, violinista. Nel 1703 comincia la sua carriera di musicista come violinista a Weimar, dove ritorna nel 1708 come Konzertmeister e nel 1717 fu nominato maestro di Cappella a Cöthen. La gran parte di questa piccola orchestra da camera era costituita da strumenti ad arco. Nel 1720 Bach corona la sua carriera violinistica con “Sei Solo a Violino senza Basso accompagnato”, di cui stende di suo pugno una copia di incredibile chiarezza e che chiama “libro primo” sul frontespizio. Si è tentati di pensare che all’epoca intendesse scrivere un “libro secondo” nello stesso genere o che vi lavorasse già. Oggi in genere si presume che le “Sei Suites a Violoncello solo senza Basso”, di cui esiste un autografo (purtroppo non datato) costituiscano questo secondo libro. Il solo punto di riferimento per una eventuale determinazione della data di composizione è costituito dal fatto che il frontespizio ed i titoli sono di mano della seconda moglie di Bach, Anna Magdalena, che egli aveva sposato il 3 dicembre 1721 dopo la morte improvvisa della prima moglie. Sembra dunque che le Sei Suites per violoncello solo siano state scritte direttamente dopo le Sonate per violino solo, nel 1720 o 1721.

Thomas Demenga presenterà queste Suites accompagnandole a opere di compositori contemporanei, operazione che aveva compiuto in una fortunata serie di CD per l'etichetta ECM.