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Giulio Tosti

organo

Giulio Tosti

Nebula

In collaborazione con:

Taverna Maderna
Associazione In Chordis et Organo

 
 

 

 

Percepire dei limiti e l’urgenza di affrontarli ci porta a trovare delle soluzioni creative. Qui nasce Nebula: un viaggio nel suono che si lega all’universo introspettivo personale ma crea anche una dimensione spirituale e uno spazio accogliente di condivisione.
Nebula è un progetto musicale che nasce dalla necessità di Giulio Tosti di dare voce al proprio universo musicale senza essere confinato nei limiti tradizionali del proprio strumento e dell’interpretazione del repertorio.
L’organo è uno strumento molto speciale poiché il suo suono è costruito nell’architettura che lo ospita. L’architettura di una chiesa è parte del suono dell’organo e il suono dell’organo è parte dell’architettura di una chiesa. Questo fa sì che un organista debba sempre adattare la propria immaginazione musicale allo strumento su cui suona. L’esecuzione del repertorio organistico tradizionale si confronta costantemente con questa situazione, che può a volte essere percepita come un limite per la propria libertà espressiva. Nel momento in cui la base del lavoro è l’esperienza sonora assoluta, il limite diventa il catalizzatore della scoperta, della ricerca, della manipolazione del materiale sonoro. Tutto ciò prende vita in una creazione estemporanea.
L’intento è di trasformare lo spazio acustico della chiesa in una galassia di suoni. Galassia che sarà diversa ed unica per ogni luogo.
Nebula deve il suo nome al materiale primario di questa ricerca musicale: l’aria. E’ evocativo della nube, della nebbia e della nebulosa. L’aria si pone come materiale plastico che assume forme diverse e contrastanti: fasce di accordi, battimenti, monodie espressive, ritmi ipnotici .
L’idea è quella di proporre a chi ascolta una differente fruizione della musica: non un concerto tradizionale, ma un’esperienza sonora, una meditazione musicale.
L’esecutore crea la musica assieme a chi ascolta: il pubblico fa parte dell’avvenimento sonoro, ogni volta unico, e l’organista è tanto esecutore quanto ascoltatore, il suo orecchio e il suo spirito sono intimamente legati al momento presente. Nebula fa dell’improvvisazione il suo veicolo.
Per realizzare questo progetto Giulio Tosti ha approfondito un lavoro di ricerca sulle possibilità degli organi a trazione integralmente meccanica, esplorando universi timbrici inediti e non convenzionali. Attraverso l’utilizzo di tecniche estese legate alla variazione dell’aria distribuita nelle canne, alle micro variazioni di pressione dei tasti, oltre che alla ricerca del controllo di emissione dei ventilabri e all’utilizzo di tecniche percussive (desunte anche da manuali di batteria), trasforma l’organo a canne in una vera “macchina dei suoni”. L’impianto musicale alla base di questa ricerca va ben oltre il repertorio organistico e la musica classica, sconfinando in mondi musicali anche distanti dall’organo (come la musica elettronica).