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Inge Spinette e Jan Michiels

piano duo

Lore Binon

Mélisande: soprano

Reinoud Van Mechelen

Pelléas: tenore

Ivan Thirion

Golaud: baritono

Jérôme Varnier

Arkel: basso

Angélique Noldus

Geneviève: mezzosoprano

Camille Bauer

Yniold: soprano

Claude Debussy

IMPRESSIONS DE PELLÉAS
da “Pelléas et Mélisande” dramma lirico di Maurice Maeterlinck
(versione di Marius Constant per canto & due pianoforti, 1992)

Una straordinaria occasione, quella di celebrare i 100 anni della morte di Claude Debussy con il suo "Pelléas et Melisande", il dramma lirico in 5 atti su testo di Maurice Maeterlinck, a cui Debussy lavorò dal 1893 al 1902.E’ uno dei capolavori assoluti del teatro musicale di tutti i tempi e la proposta ci viene da Jan Michiels, che ha inserito la città di Padova (unica in Italia) in una tournée, che nel marzo 2018 toccherà varie città in Belgio e in Olanda. Jan Michiels recupera la versione ("Impressions de Pelléas") che Marius Constant realizzò nel 1992 per lo spettacolo di Peter Brook: una versione per sei cantanti e due pianoforti, che, con grande finezza, riduce (da 150 minuti a 95 ca) i cinque atti in un solo flusso musicale. Con Jan Michiels la pianista Inge Spinette e sei giovani cantanti. In un certo modo si ricrea così una possibile situazione storica. Debussy infatti era solito, prima della prima rappresentazione del Pelléas (24 e 30 aprile 1902), suonarne dei frammenti per la cerchia dei suoi amici e non si può non ricordare l’emozionante momento in cui, prima dell’inizio delle prove, a Debussy, a casa del direttore d’orchestra A. Messager, fu presentata la compagnia di canto (c’era anche la moglie di Messager e A. Carré, regista e direttore dell'Opéra-Comique). Messager racconta che Debussy si mise al pianoforte e cantando tutti i ruoli, con la sua voce profonda e cavernosa e trasportandoli talvolta una ottava sotto, eseguì tutta l’opera. All’inizio una sorta di scetticismo, di resistenza, poi un’attenzione via via più sostenuta, un’emozione crescente e quando risuonarono le ultime note della morte di Melisande, silenzio e lacrime di commozione. "Dimenticate, vi prego, di essere dei cantanti" fu la raccomandazione finale di Debussy.