Filippo Gorini

pianoforte

Johann Sebastian Bach

Contrappunto I da L'Arte della fuga

Karlheinz Stockhausen

Klavierstück IX

Johann Sebastian Bach

Contrappunto II da L'Arte della fuga

Arnold Schönberg

Drei Klavierstücke op. 11

Johann Sebastian Bach

Contrappunto III da L'Arte della fuga

György Kurtág

Splinters op. 6d

Johann Sebastian Bach

Contrappunto IV da L'Arte della fuga

Robert Schumann

Sonata n. 1 op. 11

Filippo Gorini, che avevamo già presentato con successo nei concerti di Domenica in Musica lo scorso gennaio, a soli 22 anni è uno dei pianisti italiani della nuovissima generazione più interessanti. Vincitore nel 2015 del Concorso "Telekom-Beethoven" di Bonn (premio anche del pubblico) allievo di M.G. Bellocchio, di P. Gilliov e di A. Brendel ha articolato un programma del quale è lui stesso a dirci le intenzioni. In un percorso articolato e speculativo, il concerto ci conduce nel cuore dell'Europa in un viaggio a cavallo di tre secoli. Nella prima parte, l'Arte della Fuga di Bach, vero padre della musica occidentale, è utilizzata come punto di partenza per l'esplorazione del "secolo breve". I tre pezzi op. 11 di Schönberg ne segnano sicuramente un punto fermo: l'abbandono della tonalità. Scritti nel 1909, sono brani scarniti fino all'osso per dar vita a un'espressività angosciata e urgente. Segue il "Klavierstück IX" di Stockhausen, composto nel 1961, uno dei brani più noti del secondo Novecento. L'architettura dalle proporzioni matematicamente calcolate dona al brano una rara perfezione di equilibri e dinamismi in un contesto alienante e al contempo avvincente. Le "Schegge" (Szálkák) di Kurtág, compositore tuttora vivente, invece, sono quattro frammenti completati nel 1978, dalla poetica ricca condensata in gesti minimi ma dall'espressività intensa, di grande ricercatezza e sapienza compositiva. La seconda parte del concerto torna al secolo d'oro del pianismo, l'Ottocento, con l'ampia Sonata op. 11 di Schumann: in quattro tempi, Schumann tesse un vero e proprio romanzo di trama epica, dedicato alla futura moglie Clara, che conclude con vigore il concerto.

 

foto © Mat Hennek