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9 Febbraio 2027, martedì    20:15

Leonardo Pierdomenico

pianoforte

Un pianoforte per Padova

Jean-Philippe Rameau

Gavotte et six doubles (dalla Suite in la RTC 5)

Claude Debussy

Images, 1re série L 105

Gabriel Dupont

Clair d’étoiles, Le soleil se joue dans les vagues (da "La maison dans les dunes")

Claude Debussy

L’isle joyeuse L 106

Aleksandr Skrjabin

4 Preludi: op. 11 n. 2, op. 13 n. 2, op. 11 n. 5, op. 9 n. 1
Studio op. 42 n. 5
Vers la flamme op. 72

Karol Szymanowski

Métopes op. 29

Aleksandr Skrjabin

Fantasia op. 28

Un pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città

Tra il mito e il mistico: qual è il suono della luce?
Il programma si snoda lungo due percorsi paralleli, uniti dal filo della ricerca timbrica e dell’evocazione. La prima parte muove dalla Francia: la
Gavotte et six doubles di Rameau, esempio di variazione settecentesca, dialoga idealmente con l’Hommage à Rameau che Debussy colloca al centro di Images, vera dichiarazione di debito verso l’antico stile francese. Intorno a questo omaggio, Reflets dans l’eau sviluppa la poetica impressionista della luce e Mouvement è un turbine frenetico che eppure non va da nessuna parte, mentre le pagine di Gabriel Dupont, compositore prematuramente scomparso, condividono con Debussy la stessa sensibilità per l’atmosfera notturna e marina. L’isle joyeuse, ispirato dal quadro Embarquement pour Cythère chiude la sezione con un’esplosione che è insieme sintesi e superamento dell’impressionismo debussyano. La seconda parte è dominata da un simbolismo di matrice diversa, quello mistico-visionario di Skrjabin, che dai primi Preludi op. 11 e op. 13 — debitori di Chopin — giunge, attraverso lo Studio op. 42 n. 5, fino a Vers la flamme, dove l’armonia si dissolve in un crescendo quasi orchestrale verso la luce. Le Métopes di Szymanowski raccolgono l’eredità sia di Skrjabin che di Debussy: questo trittico di quadri ispirati all’Odissea condivide con Skrjabin il gusto per l’armonia ambigua e la scrittura pianistica iridescente, mentre il mito greco sostituisce la mistica russa come fonte d’ispirazione. La Fantasia op. 28 di Skrjabin chiude il programma riportando il discorso alla grande forma, sintesi del suo linguaggio prima della svolta più radicale degli anni successivi. (L. Pierdomenico)

Vincitore del “Raymond E. Buck” Jury Discretionary Award alla Van Cliburn International Piano Competition 2017, Leonardo Pierdomenico è uno degli artisti più interessanti della sua generazione: “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità” (Gramophone). Premiato al Queen Elisabeth di Brussels (2016), allo Chopin di Varsavia (2021) e al Liszt di Utrecht (2020). Vincitore nel 2012 della 28esima edizione del Premio Venezia al Teatro La Fenice a soli 18 anni.

  • 70° Stagione 2026/27

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Ciclo A Prova aperta ore 10.30 Tastiere