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29 Ottobre 2025, mercoledì    20:15

Bruno Canino e Antonio Ballista

duo pianistico

Un pianoforte per Padova

Maurice Ravel

Sites auriculaires
Introduction et Allegro
La Valse
Frontispice (Mattia Bogoni quinta mano)
Ma mère l’Oye
Rhapsodie espagnole

M. Ravel: Integrale delle opere per pianoforte a 4 mani e per 2 pianoforti

Un concerto per festeggiare, con l’amata musica di Ravel, i 70 anni del Duo Canino Ballista. Così, nel loro ricordo a quattro mani, iniziò al Conservatorio di Milano quella straordinaria esperienza:

“Con l’amico Antonio Ballista appena ammesso nella classe del mio secondo e ultimo maestro di pianoforte, Vincenzo Calace, era il ’54, frequentando anche il corso di musica da camera del maestro Antonio Beltrami, il primo pezzo che ci vede insieme è Ma mère l’Oye; io suono l’acuto, e continuerò a suonarlo per molti decenni. La nostra fedeltà a Ravel non è stata mai rinnegata, anche negli anni in cui si politicizzava il contrasto Debussy/Ravel su chi avesse indicato il futuro: questione pretestuosa e anacronistica, che non dice nulla della grandezza dell’uno e dell’altro”. (B. Canino)

“In un radioso pomeriggio del 1955” ricorda invece Antonio Ballista “Bruno Canino ed io ci siamo incontrati nella classe di musica da camera di Antonio Beltrami. Il Maestro scelse di farci leggere la suite per pianoforte a quattro mani Ma mère l’Oye di Ravel, composizione da me particolarmente amata. Nella nostra lettura, mi sono sorpreso di trovare una sorta di armonia prestabilita tra noi, come se suonare insieme fosse stata una lunga consuetudine. Mai avrei immaginato che in quel pomeriggio sarebbe iniziato un sodalizio durato oltre 70 anni, e una profonda amicizia. Posso considerare nella mia attività Ravel come una pietra miliare. Molte volte è apparso nei concerti del duo, nei miei programmi con cantanti e in quelli di direttore d’orchestra”. (A.Ballista)

Di loro così ha scritto Piero Rattalino: “Riguardo al loro approccio al repertorio tradizionale, il Duo ha percorso con rispetto e amore il repertorio a quattro mani e per due pianoforti da Bach a Bartók, riuscendo a non ghettizzare né l’avanguardia né la storia. È questo un raro merito: non mettere il presente in guerra con il passato, o viceversa, significa concepire la musica come un continuum storico in cui i valori umanistici prevalgono su tutto. E questo è fare della musica una ragione di vita”.

con il contributo di
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

“Un pianoforte per Padova”. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)

Auditorium C. Pollini

Padova Via C. Cassan, 17
Padova, PD 35121
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