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5 Settembre 2024, giovedì    18:00 –

L’Humana fragilità

Eleonora Ghiringhelli, Viola da gamba
Francesco Zoccali, Tiorba e Chitarra barocca
Maximiliano Danta, Controtenore, Cornetto e Lirone

Al suon di questa lira: l’incanto musicale di Orfeo

Andrea Falconieri

“La suave melodia” Il primo libro di canzone, sinfonie, etc. (1650)

Emilio de’ Cavalieri

Prologo: “Godi turba mortal” – da “Intermedi et concerti, La Pellegrina” (1591)

Girolamo Kapsberger

Toccata seconda “Arpeggiata” Libro primo d’Intavolatura di Chitarrone (Venezia, 1604)

Antonio Draghi

“Al suon di questa Lira” Dall’opera “La Lira d’Orfeo” (1683)

Athanasius Kircher

“Antidotum Tarantulae” Magnes sive de magnetica arte (1644)

Luigi Rossi

“All’impero d’amore” Dall’opera “L’Orfeo” (1647)

Girolamo Kapsberger

Toccata terza da “primo libro di intavolatura di chitarrone” (1604)

Claudio Monteverdi

“In un fiorito prato” Dall’opera “L’Orfeo, Favola in musica” (1607)

Girolamo Frescobaldi

“Ti lascio anima mia” Secondo Lubro d’arie musicali per cantarsi (1630)

Claudio Monteverdi

Sinfonia – Dall’opera “L’Orfeo, Favola in musica” (1607)

Antonio Brunelli

“Num’infernali” Scherzi, arie, canzonette e madrigali (1614)

Salamone Rossi

“Sonata in dialogo” Il quarto Libro di varie sonate, Venezia (1642)

Claudio Monteverdi

“Ahi vista troppo dolce” Dall’opera “L’Orfeo, Favola in musica” (1607)
“Voglio di vita uscir” SV 337

Girolamo Frescobaldi

“La Superba” Canzoni da sonare a una, due, tre et quattro (1634)

Stefano Landi

“Venite o vaghe stelle” Dall’opera “La morte d’Orfeo” (1619)

Il mito


Ovidio, nelle sue Metamorfosi, ci narra la storia di Orfeo, il talentuoso cantore di Tracia. Secondo il racconto Apollo donò la lira a Orfeo come un dono speciale per riconoscere il suo talento musicale straordinario, con la lira era in grado di creare una musica così meravigliosa da incantare gli animali selvatici, muovere le piante e commuovere gli dei stessi. Orfeo, innamorato di Euridice, sua moglie, fu devastato quando questa morì improvvisamente, morsa da un serpente velenoso. Disperato, decise di scendere negli inferi per cercare di riportarla in vita. Con la sua lira magica e la sua voce melodiosa, affascinò Cerbero e riuscì a entrare nel regno dei morti. 

Incontrò Proserpina, la regina degli inferi, e Plutone, il re degli inferi. La sua musica commosse gli dei e gli abitanti degli inferi. Convinse Plutone e Proserpina a lasciarlo tornare sulla terra con Euridice. Tuttavia, c’era una condizione: non avrebbe dovuto guardare mai indietro fino a quando non fossero tornati sulla superficie terrestre. Orfeo iniziò la salita, guidando Euridice lungo il sentiero oscuro. Ad ogni modo, sopraffatto dall’ansia e il desiderio di assicurarsi che Euridice lo seguisse, appena attraversò al mondo dei vivi si voltò per guardarla, in quel momento, Euridice non aveva ancora attraversato completamente il confine tra il mondo dei morti e quello dei vivi, e fu trascinata indietro, condannata a rimanere per sempre negli inferi. Il cantore di Traccia non riuscì mai a dimenticare Euridice, il suo amore per lei era così profondo che passò il resto della sua vita lamentandone la perdita. La vicenda di Orfeo ed Euridice racconta la potenza dell’amore, della musica e delle sfide che l’umanità affronta di fronte alla morte e ai suoi limiti.

La Lira

Col passare del tempo, soprattutto nel contesto dell’umanesimo e del Rinascimento, l’artista è stato riconosciuto come un intermediario tra il cielo e la terra. La sua capacità di catturare l’essenza spirituale dell’umanità e di esprimere la ricerca di verità e bellezza attraverso le arti ha

assunto un ruolo centrale. La lira di Orfeo diventa un simbolo potente di questa missione artistica, in cui l’artista utilizza il proprio talento per elevare l’anima umana, ispirare il pensiero e comunicare sentimenti profondi. L’immagine della lira rappresenta la forza e l’importanza dell’arte nell’arricchimento dell’esperienza umana, aprendo le porte a nuove prospettive e alla connessione con il divino.

Orfeo e la musica del ‘600

Questo mito è stato scelto come tematica ricorrente nella musica per il suo legame con la musica stessa, la potenza dell’amore, l’eroismo e la sfida agli dei, la dualità tra il mondo terreno e soprannaturale, e la musica come strumento di guarigione. La sua figura mitologica offre un terreno fertile per l’esplorazione musicale di emozioni, storie e tematiche universali. Considerando il vasto repertorio dedicato ad Orfeo, soprattutto nel periodo barocco abbiamo voluto ricreare la sua storia selezionando brani musicali che evocano le emozioni e gli affetti narrati lungo la sua vicenda.

Al suon di questa Lira


Nel prologo “Godi turba mortal” l‘Armonia si personifica e si esibisce davanti alla folla umana, portando calma ai loro travagli attraverso il suo canto e la sua musica e ci invita a godere “col canto è col suono” di questa maniera ci prepara lasciando spazio per l’inizio del racconto.


Orfeo, con la sua lira incantata, canta della magia e delle potenzialità di questo strumento divino “Al suon di questa Lira”, mentre la sorte può voltarsi, la virtù rimane costante per chi aspira al giusto cammino. La lira diventa così il suo strumento per esplorare le profondità dell’animo umano e suscitare emozioni profonde.
Euridice, a sua volta, celebra l’amore che la lega ad Orfeo “All’impero d’Amore”, proclamando che nessuno può resistere al potere sovrano dell’amore. Riconosce che anche il potente re degli inferi, Pluto, è stato toccato dall’amore, cercando di superare i confini della sua regalità per abbracciare questa forza universale.



In un secondo momento l’armonia viene interrotta quando la Messaggiera Silvia arriva con notizie funeste “In un fiorito prato”. Racconta dell’evento tragico che ha portato alla morte di Euridice.

Orfeo, tormentato dal dolore, decide di recarsi negli inferi, supplicando pietà per i suoi tormenti e implorando un intervento divino “Num’infernali voi”. Si rivolge agli abitanti infernali, chiedendo se abbiano mai udito lamenti così gravi e se mostreranno compassione per i suoi ingiusti tormenti.
Il Cantore si volge per guardare Euridice, e questa si lamenta del suo sguardo: troppo dolce e troppo amaro “Ahi, vista troppo dolce”. Forse per il troppo amore, Orfeo l’ha privata della possibilità di ritornare sulla terra insieme a lui.

Infine, Orfeo decide di porre fine alla sua esistenza “Volglio di vita uscir”, sentendo che la sua impresa di riportare Euridice indietro è fallita.
Nell’epilogo, Fosforo compare per narrare la metamorfosi della lira di Orfeo, che diventa una costellazione luminosa nel cielo, concludendo il racconto.

Chiostro Albini

Museo Eremitani

Biglietti 5€
disponibili presso il circuito 2tickets.it; presso Gabbia Dischi, via Dante 8;
al botteghino del concerto

in caso di maltempo il concerto si terrà nella Chiesa di S. Gaetano, via Altinate 73

Musica al Museo
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