Interviste

Giovanni Bonato: musica è insieme

22 Gennaio 2010

Domenica 24 gennaio 2010 il Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro, ospite del cartellone di "Domenica in Musica", esegue “Stetit Angelus” di Giovanni Bonato, titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio Pollini di Padova.

Vicentino (è nato e vive tutt’ora a Schio), allievo tra Vicenza e Milano di Fabio Vacchi, Adriano Guarnieri e Giacomo Manzoni, Bonato è legato alla città di Padova, dove è titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio “Pollini”.
Alla città ha dedicato anche due lavori, commissionati dall’Orchestra di Padova e del Veneto (“Glass Requiem”, eseguito nella Stagione 2002-2003) e dal Comune di Padova per la “Giornata dell’Ascolto” (“Cassazione” per ottetto di fiati spazializzato, 2007).

E’ il compositore stesso a illustrare il suggestivo “Stetit Angelus”.
«Un pezzo che il Coro Polifonico di Ruda, che ha un ‘sound’ tutto particolare che apprezzo molto, esegue da tempo. E’ tratto da una antifona gregoriana per il 2 ottobre (festa dell’Angelo custode), ed è nato per voci femminili e successivamente trascritto. Si può parlare di una “striscia musicale”, caratterizzata dalla dilatazione della sonorità, a tal punto che la stessa linea melodica principale che fluttua sopra un tappeto sonoro si perde quasi come melodia in sè. Una struttura che dal punto di vista vocale è molto complessa da eseguire».

Veneto terra di cori. E il catalogo di Giovanni Bonato è ricco di partiture vocali e corali.
«E’ una passione che nasce dalla famiglia, e dall’abitudine di mio padre, organista ed egli stesso compositore, di provare molti lavori a casa, con il “gruppo” costituito da noi sette figli. Credo che la mia attenzione ai cori ma più in generale agli ensemble e all’orchestra piuttosto che ai solisti sia riconducibile essenzialmente a questo: a un’idea di musica come lavoro di squadra, come insieme. Anche per questa fondamentale idea di “legame familiare” vorrei dedicare lo “Stetit Angelus” di domenica a mia madre, recentemente scomparsa».

Sonorità dilatate, “strisce di musica”, ma anche l’idea di ‘spazializzazione’ sono al centro dell’opera del compositore.
«Mi affascina moltissimo l’idea di disposizione spazializzata delle fonti sonore, del superamento della disposizione frontale tra esecutori e pubblico, dell’introduzione dello spazio e delle geometrie dell’ambiente come parametri fondamentali nello stesso processo di composizione. Nonostante molto si sia detto dagli anni Cinquanta fino all’opera di Luigi Nono, credo sia un’argomento inesauribile e che può coinvolgere molto anche il pubblico».

La musica contemporanea oggi?
«Vedo che purtroppo nelle sale da concerto ci sono spesso troppo pochi giovani. Non sono contrario al fatto che si distinguano diversi “stili”: parlare di “musica contemporanea” è parlare di tutto e nulla, ma c’è molta confusione tra musica “colta” e “leggera”. E trovo irritanti certe espressioni diffuse dai media, come ad esempio “musica giovane”, con la quale si individua esclusivamente la musica leggera o peggio ancora la musica “da sballo”. Sembra che i giovani siano imbecilli! In realtà ciò che capto nel pubblico più giovane è la voglia di ascolti nuovi, che non significa necessariamente facili, ed è il tipo di domanda che chi programma le stagioni concertistiche dovrebbe più tenere in considerazione».

L’attenzione ai giovani è al centro anche del lavoro di docente del compositore al Conservatorio Pollini.
«Lavoro con un gruppo di ragazzi che vanno dai 15 ai 30 anni, talentati e motivatissimi. Con loro riesco ad instaurare un rapporto di fiducia e a creare un clima molto simile alle antiche “botteghe dell’arte”: insegno loro le regole e i modelli del passato, ma cerco di lasciare spazio allo sviluppo del linguaggio personale di ciascuno. E’ un rapporto vivo e in costante evoluzione».

Per saperne di più
Informazioni complete sulla biografia e sul catalogo delle opere di Giovanni Bonato sono disponibili sul sito web del compositore.
E' possibile ascoltare "Stetit Angelus" su YouTube nell'esecuzione del Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro (Cattedrale di San Giusto, Trieste).

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