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Berlino 1912 - Padova 1924 - Padova 2012

11 Ottobre 2012

E’ il 16 ottobre 1912: alla Choralionsaal di Berlino avviene la prima esecuzione del Pierrot lunaire di A. Schönberg. L’esecuzione ebbe un successo incondizionato; era presente anche Stravinskij che scriverà: “Di una cosa mi ricordo con grande esattezza.... la sostanza strumentale del Pierrot lunaire mi impressionò moltissimo. Con “strumentale” io intende- vo allora non solo la strumentazione di questa musica ma la struttura contrappuntistica e polifonica complessiva di questo stupefacente capolavoro”.
Esattamente cento anni dopo, il 16 ottobre 2012 all’Auditorium C. Pollini, gli Amici della Musica di Padova ripropongono il Pierrot lunaire in una esecuzione affidata al Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e alla voce di Alda Caiello.
Ma questa proposta rimanda anche ad un’altra data importante per Padova: quella del 4 aprile 1924, giorno in cui Schönberg lo diresse nell’ambito dei concerti della Bartolomeo Cristofori, la società nata nel 1921 in stretto collegamento con l’Istituto Musicale C. Pollini. Schönberg dirige un complesso formato da membri del Quartetto Pro Arte di Bruxelles, da L. Fleury (flauto), H. Delacroix (clarinetto), E. Steuermann (pianoforte). La voce è quella dell’attrice Erika Wagner.
Il concerto di Padova del 1924 fu una delle tappe della tournée italiana del Pierrot lunaire promossa da Alfredo Casella con la Corporazione delle Nuove Musiche che Casella aveva fondato assieme a Malipiero e a D’Annunzio nel 1924 a Roma. La tournée costituì un momento fondamentale nella ricezione in Italia della musica di Schönberg, che, in occasione di un concerto di Firenze, ebbe l’occasione e l’onore di avere in sala e poi di conoscere Giacomo Puccini. Nel programma di sala preparato per la tournée (con note anche di Vittorio Rieti, che accostò il Pierrot alla Sagra di Stravinskij: le “due bombe fatte esplodere in pieno successo Debussy”) Casella così scrisse: “il lavoro illustre e singolare che la Corporazione delle Nuove Musiche ha l’alto onore di far conoscere per prima agli italiani, attraverso le dieci esecuzioni di Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Padova, Torino e Milano e sotto la direzione dell’autore, va considerato con somma, acuta attenzione. Esso costituisce senza dubbio una delle più audaci ‘tappe’ della moderna storia musicale, nella quale assume un’importanza paragonabile a quella dell’avvento del cubismo nella pittura o della teoria della relatività nella scienza”.
Recensendo su “La Provincia di Padova” del 5-6 aprile 1924 il concerto, Renzo Lorenzoni, l’eminente pianista padovano allievo di Cesare Pollini ed animatore della Bartolomeo Cristofori e docente dell’Istituto Musicale parlò di un “concerto di raro e magnifico interesse” e scrisse che “la Corporazione delle Nuove musiche […] può andare orgogliosa dei risultati del suo fervore di iniziativa e orgogliose possono pure andarne quelle Società di concerto che hanno voluto offrire ai loro soci questo singolarissimo componimento di battaglia che è anche, rispetto alla coscienza del suo autore, un atto profondo di fede.”

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