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SUMMARY:Una vita romanzata: infanzia e giovinezza di Giuseppe Tartini
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nESPLORAZIONI TARTINIANE 2024passeggiate culturali a Padova sulle tracce di Giuseppe Tartinia cura delle Guide dell’Associazione Tartini2020Luogo d’incontro: Sagrato della CattedraleLuoghi visitati: interni della Cattedrale con particolare riferimento alle Cappelle e opere Settecentesche; via Vescovado\, Laboratorio di Liuteria\, Chiesa di S.Maria dei Servi\, Via Roma\, Via C. Battisti\, Chiesa di S. Caterina
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SUMMARY:Omaggio a Sandro Dalla Libera
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nPresentazione di Luigi Collarile (Notando #12\, Periodico del Conservatorio C. Pollini di Padova)Download\n\n\n\nSandro Dalla Libera Magister Organi(28 marzo 1912 – 6 ottobre 1974) \n\n\n\na cinquant’anni dalla sua scomparsa \n\n\n\n\n\nSANDRO DALLA LIBERA \n\n\n\nRicorre oggi\, 6 ottobre\, il cinquantesimo anniversario della morte di Sandro Dalla Libera. Come lo zio Ernesto\, il monsignore della musica sacra attivo sostenitore della Riforma Ceciliana\, era nato in un paesino dei Colli Berici\, Zovencedo.  Arguto\, Sandro\, generoso\, sereno\, mai stanco di suonare e di insegnare\, aveva una decisa venerazione per lo zio monsignore\, che abitava a Vicenza con la sorella. Lo avevano accolto in casa bambino dopo la morte del padre alla fine della Grande Guerra. E proprio a due passi da quella casa aveva compiuto i suoi studi classici nel Seminario vicentino. Sarà poi a Roma e a Siena che perfezionerà gli studi organistici. A Siena con Fernando Germani. Con Gianfrancesco Malipiero\, a Venezia\, invece perfeziona e approfondisce la Composizione.Nel contempo aveva coltivato anche la ricerca musicologica e archivistica. I suoi studi si erano prevalentemente rivolti allo strumento prediletto: lo interessò particolarmente la produzione organistica veneziana rinascimentale\, da Merulo ad Andrea e Giovanni Gabrieli\, di cui redasse molte trascrizioni in prima edizione moderna. Come ricordava Mario Messinis “è stato un lavoro paziente\, condotto senza ostentazione ma con lena indefessa”.Né mancarono i lavori didattici\, come la vastissima antologia organistica Liber Organi\, in dieci tomi\, che è stata un punto di riferimento fondamentale non solo per gli insegnanti di Conservatorio ma anche per la rinascita e l’affermazione della musica organistica ben oltre gli ambiti del servizio liturgico.E poi i due volumi\, editi dalla Fondazione Cini\, sull’Arte degli Organi a Venezia e nel Veneto. Sono un’opera vasta e capillare\, che costò allo studioso lunghi anni di ricerca\, una catalogazione critica e minutamente commentata di tutti gli organi veneziani e della diocesi di Céneda\, a tutela di un patrimonio che ormai stava andando lentamente in rovina.Nel ricordo di Bepi De Marzi incontriamo invece Sandro nella Cattedrale di Vicenza\, alla fine delle messe solenni\, con i cento cantori del Seminario Vescovile intorno alla consolle e lo zio monsignore seduto placidamente in disparte\, addossato al grande organo Mascioni.Accettava con un sorriso arguto le richieste dei seminaristi. «Maestro\, la Tripla! no\, la Dorica! la Toccata! Böellmann! ma è meglio Widor! no\, maestro\, suoni il Vento!». Il Vento\, per i seminaristi del coro\, era lo Studio sinfonico di Marco Enrico Bossi\, dove il pedale svolgeva una specie di moto perpetuo di effetto travolgente.Il grande organista vicentino\, continua Bepi De Marzi\, diventato insegnante al Conservatorio di Venezia\, accontentava sempre i desideri musicali degli studenti per il tempo di un “finale” in un’ideale atmosfera concertistica. Anche l’assemblea dell’immensa navata aspettava il commiato organistico! \n\n\n\nPrima di diventare direttore del Conservatorio di Padova aveva ideato e realizzato il completo riordino del prezioso Archivio Storico del Teatro La Fenice\, teatro che definiva «il mio immenso amore veneziano». \n\n\n\nHo in mente – prosegue De Marzi – le mani del maestro Sandro\, grandi\, agili\, sicure. «Se volete suonare bene l’organo dovete studiare il pianoforte ogni giorno per un paio d’ore» diceva agli allievi. E i pedali? «Per i pedali ci sono altre due mani con le scarpe lucide» sorrideva dolcemente\, con quello sguardo buono di allampanato e saggio e forte ragazzo dei Monti Berici trasferito al Lido di Venezia «dove\, come amava dire\, il sole spunta prima; dove\, respirando il mare\, incontri Gabrieli\, Vivaldi\, Galuppi…; dove nelle chiese ci si incanta al suono degli organi Nacchini\, Callido…». \n\n\n\nRicorda ancora Mario Messinis “Dalla Libera amava la riservatezza e il suo atteggiamento era deliberatamente dimesso. La discrezione caratterizzava anche le sue interpretazioni organistiche: nell’esecuzione\, concepita in maniera disadorna si avvertiva\, forse\, il riflesso della spoglia attitudine compositiva di Malipiero”. \n\n\n\n\n\n\n\n\nINGRESSO LIBERO
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\nIl programma inizia con una chiara idea di ricerca. La musica è un linguaggio e ad un certo momento qualcuno ha iniziato a indagare sulla natura dei suoi componenti. Qual è l’unità più elementare che può essere utilizzata? Una singolo nota. E Ligeti\, in “Musica Ricercata”\, inizia esattamente così. Una singola altezza viene esplorata in tutte le sue possibilità e qualità espressive\, fino a quando non raggiunge la necessità di … una seconda nota. Il secondo pezzo continua con uno spirito cupo e scuro\, aggiungendo un’altra nota. Dopo questo inizio indagatore\, ci spostiamo a Corigliano\, che inizia con una forma di esplorazione più “liquida”\, ma poi introduce lentamente il tema principale di questa prima metà del programma\, che è il tema del dolore nell'”Allegretto” di Beethoven. “Funérailles” di Liszt conclude con una interpretazione sempre più orchestrale di quello che è considerata un lavoro per la morte di Chopin.La seconda parte ci dà la speranza di poter lasciarci alle spalle le atmosfere del primo tempo\, a partire dal giocoso preludio in fa maggiore di Chopin. È solo un’illusione\, mentre torniamo rapidamente alle cupe atmosfere dei preludi scelti. La nona sonata di Scriabin non è solo una manifestazione mistica dei poteri del male\, ma è anche un terreno musicale in cui armonia\, melodia e ritmo diventano magmatici\, che lascia l’ascoltatore in un stato di stupore ed estasi. Come concludere un viaggio così vario? Le Variazioni “Eroica” di Beethoven sono un’affermazione alla vita in tutti i suoi vari elementi e ricchezza\, una musica tanto ricca di spirito quanto semplice negli strumenti musicali\, dove tutto sembra derivare dalle sole prime quattro note. (A. Gadjiev) \n\n\n\nAlexander Gadjiev è vincitore del Secondo Premio e del Premio Speciale Krystian Zimerman “per la miglior esecuzione di una Sonata” al XVIII Concorso Chopin di Varsavia (2021). Pochi mesi prima aveva vinto il Primo Premio e numerosi altri premi al Concorso Internazionale di Sydney 2021. In qualità di BBC New Generation Artist 2019-2021\, è ancora impegnato ad incidere\, e ad esibirsi in prestigiosi Festival e sale inglesi (come il suo debutto alla Wigmore Hall) e a collaborare con varie orchestre BBC. Nominato Ambasciatore di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025\, Alexander negli ultimi anni è stato invitato ad esibirsi in Giappone e all’interno dei maggiori festival pianistici. \n\n\n\nAlexander torna a Padova dopo i numerosi concerti tenuti a partire dal marzo 2010.
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SUMMARY:Progetto Busoni100 #1
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nLe sei Sonate per violino e cembalo scritte da Bach a Cöthen si distinguono per aver messo da parte il tradizionale ruolo di accompagnamento della tastiera nella musica d’insieme e si spostano verso una scrittura obbligata per tastiera\, fino ad arrivare alla sonata a due integrata secondo la definizione moderna del genere. Nella seconda Sonata per violino Busoni continua nella pratica di arrangiare e trascrivere: le variazioni nell’ultimo movimento sono costruite su un tema del corale “Wie wohl ist mir” di Bach\, estratto dal Quaderno per Anna Magdalena. Busoni considerava la Sonata una composizione di successo: la sua “vera opera 1”. La Fantasia di Schönberg\, scritta nel 1949 e dedicata al violinista canadese Adolph Koldofsky (1905–51)\, è costruita\, come suggerisce il titolo completo (“with piano accompaniment”)\, con la parte del violino come asse principale\, mentre il pianoforte fornisce lo sfondo e il commento. La logica dodecafonica è osservata ovunque; tuttavia\, la spontaneità della narrazione musicale affonda le sue radici nella definizione originale di “fantasia” del periodo rinascimentale\, mentre la struttura del pezzo è volutamente sganciata da ogni archetipo formale. La fondazione della Société Nationale de Musique da parte di Camille Saint-Saëns\, amico e mentore di Fauré\, diede al giovane compositore l’incentivo a creare uno dei suoi pezzi più ispirati e di successo. Saint-Saëns elogiava la composizione per le sue “forme nuove\, modulazioni squisite\, colori insoliti [e] ritmi inaspettati”. (M.Foyle) \n\n\n\nIl programma del concerto oltre a Busoni\, omaggia gli anniversari di Schönberg (1874 – 2024) e di Fauré (1924 – 2024). \n\n\n\nAcclamato per il “suonare di convincente convinzione” (The Daily Telegraph) e per “una sorprendente reciproca empatia\, comprensione e reattività” (Seen and Heard International)\, il Duo Foyle-Štšura si è formato nel 2012 e ha vinto il Beethoven Piano Society of Europe Duo Competition e il Salieri-Zinetti International Chamber Music Competition nel 2015. \n\n\n\nDa allora\, il Duo si è esibito in luoghi come Wigmore Hall\, Purcell Room\, Buckingham Palace\, St. Martin-in-the-Fields\, Bridgewater Hall a Manchester\, Usher Hall a Edimburgo\, Concertgebouw Amsterdam\, così come per St. Magnus International Festival\, Grachtenfestival Amsterdam\, New York Chamber Music Festival\, Cervantino Festival in Messico e Evgeny Mravinsky Festival a Tallinn e San Pietroburgo. Le loro esibizioni sono state trasmesse in diretta su BBC Radio 3\, NPO Radio 4 e Estonian Klassikaraadio. \n\n\n\nDurante la stagione 2018-19\, il Duo ha pubblicato due CD\, “The Great War Centenary: Janáček\, Debussy e Respighi Sonatas” per Challenge Records e “Lutosławski e Penderecki: Complete Violin and Piano Works” per Delphian Records\, entrambi acclamati dalla critica (“interpretazioni eseguite da entrambi gli artisti in stile avvolgente” – BBC Music Magazine\, “esibizioni riccamente dettagliate e appassionate” – The Daily Telegraph\, “il Duo offre un debutto da sogno\, 10/10” – Luister\, “un’uscita straordinaria\, suonata in modo fenomenale” – Stretto). Nel 2020\, il Duo ha registrato l’integrale delle Sonate per Violino e Pianoforte di Beethoven per celebrare il 250° anniversario del compositore.
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DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl ritorno a Padova di Elisso Virsaladze\, dopo i concerti del 17 novembre 2021 e del 2 marzo 2023 con il Quartetto David Oistrach\, è sempre un avvenimento. Per gli appassionati Elisso Virsaladze è un nome mitico\, con una prestigiosa carriera: vincitrice del Concorso Schumann a Zwickau\, docente al Conservatorio di Mosca e alla Musikhochschule di Monaco di Baviera\, oggi anche a Fiesole\, partner della violoncellista N. Gutman e di direttori come J. Temirkanov\, R. Muti\, W. Sawallisch\, K. Kondrashin\, A. Pappano con le più grandi orchestre. Cresciuta in una famiglia a Tbilisi che da generazioni era impegnata nell’arte e nella cultura della Georgia\, Elisso Virsaladze ha preso le prime lezioni di pianoforte dalla nonna\, la Prof.ssa Anastasia Virsaladze e ha proseguito i propri studi nel locale Conservatorio\, prima di trasferirsi a Mosca per seguire i corsi di Yakov Zak e di Heinrich Neuhaus. Una scuola\, quest’ultima\, che ha annoverato tra i suoi studenti anche Sviatoslav Richter\, attenta ai valori spirituali della musica\, alla poesia dell’interpretazione e dell’esecuzione\, piuttosto che alla esibizione pianistica fine a sè stessa. Richter stesso testimoniò sempre la sua più grande ammirazione per quella che era per lui “la miglior donna pianista”\, “una artista di grande nobiltà”\, “l’interprete di eccellenza di Schumann”.
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