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SUMMARY:Bach\, Chopin\, Shostakovich
DESCRIPTION:Dénes Várjonpianoforte \n        Joseph HaydnSonata Hob. XVI.34 Béla Bartók2 Elegie op. 8b\nSonatina\nAll’Aria aperta Frédéric ChopinNotturno in do diesis minore op. post. Leo JanacekBuona notte e Le nostre serate da “Sul sentiero di rovi Frédéric ChopinNotturno op. 27 n. 1 Maurice RavelGaspard de la nuit \n      Programma di salaDownload
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SUMMARY:Berio\, Bach\, Zimmerman
DESCRIPTION:Dénes Várjonpianoforte \n        Joseph HaydnSonata Hob. XVI.34 Béla Bartók2 Elegie op. 8b\nSonatina\nAll’Aria aperta Frédéric ChopinNotturno in do diesis minore op. post. Leo JanacekBuona notte e Le nostre serate da “Sul sentiero di rovi Frédéric ChopinNotturno op. 27 n. 1 Maurice RavelGaspard de la nuit \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \n        \n        \n\n        \nLUCIANO BERIO\nLes mots sont allés …. \n\n\n\nLa composizione Les mots sont allés … (“recitativo” per violoncello solo) fa parte di una serie di omaggi dedicati a Paul Sacher (1906 – 1999)\, il celebre direttore d’orchestra (Orchestra da Camera di Basilea\, Collegium Musicum Zürich)\, e mecenate\nsvizzero (cofondatore della Schola Cantorum Basiliensis\, fondatore della Sacher\nStiftung a Basilea nel 1973). Nel 1976\, ed esattamente il 28 aprile\, il compleanno\ndi Sacher era stato festeggiato dall’esecuzione di 10 Variazioni sul nome\nEs-A-C-H-E-Ré (com’è noto nei paesi di lingua tedesca alle lettere corrispondono le\nnote): i compositori erano B. Britten\, C. Beck\, H. Holliger\, K. Huber\, C. Halffter\, L.\nBerio\, W. Fortner\, H. Dutilleux\, W. Lutoslawski\, A. Ginastera.\nP. Boulez (con Messagesquisse per sette violoncelli) e H.W. Henze si aggiunsero a\nquesto omaggio. Thomas Demenga è stato uno dei primi interpreti di questo ciclo di\nomaggi che ha anche inciso per l’etichetta ECM.\nIl 2 maggio 1976 M. Rostropovich ne fu interprete a Zurigo\, pochi giorni dopo il\ncompleanno di Sacher.
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SUMMARY:Robert Schumann
DESCRIPTION:Dénes Várjonpianoforte \n        Joseph HaydnSonata Hob. XVI.34 Béla Bartók2 Elegie op. 8b\nSonatina\nAll’Aria aperta Frédéric ChopinNotturno in do diesis minore op. post. Leo JanacekBuona notte e Le nostre serate da “Sul sentiero di rovi Frédéric ChopinNotturno op. 27 n. 1 Maurice RavelGaspard de la nuit \n      Programma di salaDownload\n      \n6° e ultimo concerto   \n\n\n\nin collaborazione con CARRARO spa \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nSonata in sol magg. “per la gioventù” op. 118 n. 1 \n\n\n\nAllegro (Lebhaft) – Thema mit Variationen (Ziemlich\nLangsam) – Puppenwiegenlied (Nicht Schnell) –\nRondoletto (Munter) \n\n\n\nFu nel 1848\, dopo il completamento dell’ambiziosa opera Genoveva e i primi progetti per le musiche destinate al Manfred di Byron\, che Schumann concentrò la sua attenzione sulla creazione di una serie di brevi pezzi\, destinati\, in un primo momento\, al compleanno della sua primogenita Marie. Il progetto si sviluppò\, con frequenti aggiunte di nuove composizioni che venivano utilizzate con profitto nella crescita\nmusicale dei figli dell’autore. Si arrivò infine ad una sistemazione editoriale della serie definitiva\, comprendente 43 brani e integrata\, nella seconda edizione\, da una raccolta di Musikalische Haus-und Lebensregeln (Regole per i giovani musicisti). Il progetto educativo di Schumann si completò in seguito con una serie di Lieder (Liederalbum für die Jugend Op. 79) e\, nel 1853\, tre sonate per pianoforte (Drei Clavier-Sonaten für die Jugend Op. 118)\, seguite infine dai brani per pianoforte a quattro mani Kinderball Op. 130. \nMarco Bellano\, 2005 \n\n\n\nSonata n. 2 in sol min. op. 22 \n\n\n\nSo rasch\, wie möglich – Andantino – Scherzo\n(Sehr rasch und markiert) – Rondo (Presto\, Prestissimo\,\nQuasi cadenza) \n\n\n\nNonostante la particolare predisposizione all’espressione artistica tramite cicli di piccole composizioni\, Schumann ha comunque raggiunto esiti particolarmente felici anche nel campo delle grandi forme classiche\, come quella della sonata per pianoforte\, sebbene con scelte e gusto assolutamente personali. La seconda delle sue tre sonate\, l’Op. 22\, è forse quella dotata della struttura più definita ed identificabile.\nNonostante questi chiari confini\, tuttavia\, non mancano occasioni di ambiguità per l’interprete: molto si è scritto\, ad esempio\, sulle umoristiche indicazioni di tempo del primo movimento\, in cui al pianista viene chiesto\, nell’ordine\, di suonare “so rasch wie möglich” (il più veloce possibile)\, poi\, nella Coda\, poi “Schneller” (più veloce)\, e nelle battute finali “Noch Schneller” (ancora più veloce). Ma queste bizzarre notazioni sono al servizio di un materiale musicale cristallino. Il primo tema\, privo d’introduzione\,\nè un fibrillante moto perpetuo adagiato su un tessuto di arpeggi della mano sinistra\, che si muta in un più gentile secondo tema dopo una transizione guidata\nda sincopi. L’intensità ritmica conosce una pausa solo breve\, e si riafferma già prima dell’inizio dello sviluppo\, in cui i due temi si mescolano prima di ricomparire\, sostanzialmente inalterati\, a chiusura del movimento\, suggellato definitivamente dalla\npotente Coda.\nL’Andantino successivo può essere annoverato tra le più riuscite composizioni del genere mai scritte da Schumann\, seguito da uno Scherzo molto compatto e dall’accettuata ritmicità\, che però nel Trio recupera le sincopi già ascoltate nel secondo tema del primo movimento.\nIl finale della Sonata ebbe una genesi travagliata. Sia Schumann che Clara Wieck (non ancora sua moglie) trovarono il primo brano composto allo scopo insoddisfacente ed eccessivamente complesso.\nNel 1838 fu dunque creato un nuovo finale\, più proporzionato e migliorato dal punto di vista della coerenza con il resto dell’opera. Si tratta di un brano scritto in forma di “rondò-sonata”\, che\, oltre a richiamare in più occasioni il primo movimento\, presenta un tema secondario indicato “etwas langsamer” e caratterizzato da diversi ritardando interni. Un importante culmine\, e momento di catarsi per tutte le tensioni dinamiche espresse nell’opera\, è un passaggio in prestissimo denominato “Quasi cadenza”. \nMarco Bellano\, 2005 \n\n\n\nDrei Phantasiestücke op. 111 \n\n\n\nSehr rasch\, mit leidenschaftlichen Vortrag –\nZiemlich langsam\, Etwas bewegter\, Tempo I –\nKraftig und sehr markirt \n\n\n\nL’opera 111 è del 1851. Nei diari e nelle lettere di Schumann (quella all’editore Peters del novembre 1851) la loro composizione risulta essere quella dell’agosto 1851 e sono citati anche come Studi oppure Romanze o Pezzi fantastici. Schumann scrive che non sono pezzi difficili\, ma certamente anche non facili.\nI Drei Phantasiestücke op. 111 e i Gesänge der Frühe op. 133 [Canti del mattino] rappresentano lo stile pianistico dell’ultimo Schumann\, in cui si ritrovano le tendenze dominanti nella sua musica vocale di questo periodo: la dizione semplice\, lapidaria\, in unione con accordi di quattro voci in una scrittura omoritmica scorrevole di tipo corale. Entrambe le opere\, ma specialmente i Gesänge der Frühe hanno nel complesso\nun tono innodico\, elevato\, dovuto soprattutto alla costante regolarità del movimento generale nel quale domina un andamento tranquillo e sono evitate le sincopi\, e alla ripetizione di rigide formule melodiche e ritmiche. \nA. Edler \n\n\n\nKreisleriana\, fantasie op. 16 \n\n\n\nÄusserst bewegt \nSehr innig und nicht zu rasch\, Intermezzo I (Sehr\nlebhaft)\, Erstes Tempo\, Intermezzo II (Etwas bewegter)\, langsamer\, Erstes Tempo \nSehr aufgeregt\, Etwas langsamer\, Erstes Tempo\, Noch schneller \nSehr langsam\, bewegt\, Erstes tempo \nSehr lebhaft \nSehr langsam\, Etwas bewegter\, Erstes Tempo \nSehr rasch\, Noch schneller\, Etwas langsamer \nSchnell und spielend   \n\n\n\nIl 1838 segnò in un certo senso il culmine del periodo pianistico giovanile di Schumann; nacquero i quattro lavori principali op. 17 (Fantasia in do maggiore)\, Kinderszenen op. 15\, Kreisleriana op. 16 e Novelletten op. 21. Schumann stesso sentiva di aver fatto un nuovo passo avanti nello stile pianistico contrassegnato dalla\nsintesi di elementi apparentemente contrastanti: carattere contrappuntistico\, chiarezza comunicativa simile a quella della lingua ed espressività.\n«[…] soprattutto è singolare che quasi tutto ciò che invento abbia forma canonica e che scopra sempre a posteriori come le voci si rispondano\, spesso anche nell’inversione\, con ritmi rovesciati ecc. […]. La mia musica mi pare ora tanto stranamente intrecciata in tutta la sua semplicità\, così piena di un’eloquenza che viene dal cuore\, e fa questo effetto a tutti coloro cui la faccio sentire […]». \nSchumann osserva con meraviglia che tutto si andava compiendo in lui come un processo naturale senza che gli costasse alcuno sforzo: \n«Affluiva in me e io vi univo il mio canto – e allora il più delle volte riusciva. Gioco con le forme. Da circa un anno e mezzo ho come l’impressione di essere in possesso del segreto; è così strano. Molto si trova ancora in me. Se mi rimani fedele tutto verrà alla luce; altrimenti resterà sepolto […]». \nIl titolo Kreisleriana evoca nell’ascoltatore il famoso personaggio del romanzo di E.T.A. Hoffmann\, l’eccentrico direttore d’orchestra Johannes Kreisler\, con le sue sofferenze; egli è lacerato tra il mondo quotidiano\, prosaico\, dominato da ridicoli e gretti borghesucci\, e la sua aspirazione a vivere nel regno della poesia e dell’amore. \nMentre lavorava alla composizione (inizio di maggio) a Schumann si schiudevano «mondi interamente nuovi». Quando Clara conobbe questo ciclo capì veramente\nper la prima volta\, come confessò ella stessa\, tutta la genialità e la novità della musica del suo futuro marito. Le definizioni di Clara «umoristico» e «poi di nuovo mistico » colgono il carattere fondamentale del ciclo\, il quale colpisce per l’abbondanza delle relazioni interne dietro una facciata ricca di contrasti. \nDelle op. 15-20\, Kreisleriana (dedicati a Chopin) era quella più amata da Schumann; lo spirito che la anima è strettamente collegato\, in una specie di rapporto\ncomplementare\, con quello delle altre due raccolte del 1838\, specialmente delle Kinderszenen (originariamente queste ultime dovevano costituire un’opera unica insieme con le Novelletten). \nAnnunciando i Kreisleriana a Clara Schumann scrive: “Quando starai accanto a me mentre siederò al pianoforte – ah\, allora piangeremo tutti e due come bambini\, lo so\, mi sconvolgerà […]”. \nE poche settimane prima: “Era un’eco delle parole che mi hai scritto una volta\, che «a volte ti sembro un bambino» – in breve mi sentivo un fanciullo e ho scritto circa trenta coserelline spassose\, ne ho scelte dodici e le ho chiamate Kinderszenen [Scene infantili]. Ti piaceranno\, ma devi dimenticarti di essere una virtuosa […]”. \nInfine il 3 agosto 1838: “Suona qualche volta i miei Kreisleriana! In alcuni pezzi c’è un amore veramente folle e la tua vita e la mia e tanti dei tuoi sguardi. Le\nKinderszenen sono l’opposto\, soavi\, delicate e felici come il nostro futuro […]”. \nA. Edler
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