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SUMMARY:DULCIS MELANCHOLIA
DESCRIPTION:Luca Guglielmiclavicembalo\, piano-forte \n        Johann Sebastian BachPreludio\, Adagio e Fuga BWV deest “per il Padre Martini di Bologna” (clavicembalo)\nPreludio BWV 846/1 (piano-forte)\nPreludio\, Fuga e Allegro BWV 998 (piano-forte)\nFantasia sopra un Rondò BWV 918 (piano-forte)\nRicercare à 3 BWV 1079/1 da L’Offerta Musicale (piano-forte)\nFantasia e Fuga BWV 904 (clavicembalo)\nToccata BWV 914 (clavicembalo)\nSuite BWV 996 (clavicembalo)   \n      Programma di salaDownload\n      \nDulcis Melancholia \nMargherita d’Austria (1480-1530) \nuna biografia in musica   \n\n\n        \n        \nLa giovinezza e i matrimoni di Margherita \nAnon./arr. P. Stryckers\, J. Desprez\, H. Isaac\, A. Bruhier\, Anon./ arr. P. Stryckers \n\n\n\nIl regno di Margherita \nAnon./ arr. P. Stryckers\, Anonimo\, Laurentius d.a\, P. de La Rue\, L. Milan\, Anon./arr. P. Stryckers \n\n\n\nLa sventura di Margherita \nP. de La Rue\, A. Brumel\, L. Milan/Anon\, L. de Narvaez \n\n\n\nLa morte di Margherita \nJ. Desprez \, J. Desprez/ H. Newsidler \n\n\n        \n        \n\n        \nUNA BIOGRAFIA MUSICALE DI MARGHERITA D’AUSTRIA \n\n\n\nPour ung jamais ung regret me demeure\, \nQui sans cesser nuyt et jour\, à toute heure\, \nTant me tourmente que bien vouldroie morir\, \nCar ma vie est fors seulement languir…   \n\n\n\nQuesti sono alcuni versi di un poema di Margherita d’Austria\, reggente dei Paesi Bassi\, mecenate\, poetessa e forse anche compositrice. Pieno di auto-commiserazione e di pessimismo\, questa poesia\, chiamata Fraw Magretsen lied in una fonte tedesca\, identifica completamente la figlia di Massimiliano d’Austria e di Maria di Borgogna\, anche se la sua vita ebbe momenti di gioia.\nMargherita perse la madre all’età di soli due anni e fu immediatamente promessa al delfino di Francia\, che ruppe il fidanzamento poco prima che il matrimonio avesse luogo. Alcune chansons (quali Tous nobles cueurs di Pierre de La Rue e Tous les regretz) riflettono enfaticamente il dolore che Margherita deve aver sofferto in quella occasione. Ma ella ebbe anche momenti più felici alla corte di Francia\, illustrati\nnel programma di questa sera dalla danza Roti ouIly iolueyx e da Belle pour l’amours de vous di Josquin Desprez. Nel 1493 Margherita fu “restituita” al padre\,\nl’imperatore Massimiliano e tornò quindi in Olanda. Perse il primo marito Juan di Castiglia e il loro figlio. I suoi sentimenti sono qui illustrati dal lamento disperato di Didone\, messo in parole magnificamente da Virgilio Dulces exuviae.\nNel 1501 sposò Filiberto\, duca di Savoia. Fu questo un periodo di felicità e di prosperità\, con spazio per musicha di danza e canzone gioiose\, quali Et que la dira di H. Isaac e Vray dieu qui me confortera di A. Bruhier. Le due canzoni provengono dal piccolo canzoniere di Margherita fatto in Savoia.\nMa il fato la colpì ancora: nel 1504 Filiberto morì. Si stabilì quindi a Malines e nel 1507\, dopo la morte del fratello Filippo\, ebbe la reggenza in attesa della maggiore età del nipote\, che sarebbe diventato Carlo V. Margherita si consolò con le arti (le “schöne kunsten”) sia come collezionista e partecipante attiva o come supporter. Si circondò di figure importanti quali il medico Cornelius Agrippa\, Adriano di Utrecht (futuro papa Adriano VI)\, Erasmo e artisti quali il pittore Bernard van Orley e il miniaturista Gerard Horenbot. L’organista Henri Bredemers le diede una educazione musicale e l’introdusse al clavicordo e ad altri strumenti. Che Margherita avesse ampi interessi culturali è evidente dalla sua ricchissima biblioteca “Borgognona”. Uno dei suoi molti libri fu Très riches heures du duc de Berry un libro di preghiere riccamente illustrato dai fratelli Van Limburg. \nPossedeva anche una raccolta di dipinti di Van Eyck\, Memling e Bosch\, raccolta che fu visitata da Albrecht Duerer.\nIl grande chansonnier che fu compilato per lei dal copista di corte Petrus Alamire contiene molte chansons malinconiche. Con Pourquoy non\, Se je souspire e la bellissima Doleo Super te Margherita piangeva la perdita di tutti i suoi amati e le molte chansons regretz nel suo chansonnier parlano eloquentemente dei suoi tormenti. Il suo compositore preferito Pierre de la Rue\, si dimostrò particolarmente abile nel mettere in musica le emozioni di Margherita.\nDal 1515 fino alla partenza di Carlo V per la Spagna\, Margherita visse una vita molto ritirata\, ma dopo il 1519 le fu restituita la reggenza. Nonostante i vincoli (a volte segreti) che l’imperatore Carlo aveva messo nella reggenza\, Margherita fu in grado sia di governare in modo talmente esemplare (a giudizio di Carlo) da portare a prosperità i Paesi Bassi che di combinare l’arte del governo con la cultura. La musica quindi continuò a giocare un ruolo  prominente nella sua vita: musica sacra e profana\, spesso scritta da compositori di corte\, si ascoltava ogni giorno a Malines. \nMa la sua vita non fu tutta così triste\, come apprendiamo dallo storico Jean Lemaire de Belges che così descriveva la vita musicale a corte nel suo poema del 1505 Le premier epitaphe de l’Amant vert\, scritto per la morte dell’amatissimo pappagallo\nverde di Margherita:   \n\n\n\nBien me plaisoit te voire chanter et rire \nDancer\, jouer; tant bien lire et escrire\, \nPeindre et pourtraire\, accorder monocordes \nDont bien tu scais faire bruire les cordes   \n\n\n\nDa un punto di vista musicale possiamo ccompagnare questa storia con qualche opera dal libro musicale di Lauwereyn van Watervliet che commissionò uno chansonnier molto variato con opere su testi francesi\, latini\, olandesi e anche italiani. Questi brani completano bene l’immagine del repertorio in uso nelle Fiandre del Cinquecento\, soprattutto pezzi profani a tre voci. Sembra evidente che musica di compositori stranieri come lo spagnolo Luis Milan siano state eseguite a corte.\nL’organista di corte de Orto può aver eseguito opere quali Si sumpsero di Obrecht (l’incipit del testo si riferisce al salmo 138) e Si dedero di Agricola.\nNaturalmente Margherita sarebbe stata sempre associata inevitabilmente con la sua predilezione per la malinconia. La sua morte nel 1530 non può essere meglio illustrata che con il bellissimo motet-chanson In pace in idipsum / Que vous madame.\nJosquin ha usato il testo del salmo 10 in questo brano\, che parla della serena morte; il testo fa anche parte della Messa da Requiem. La leale Margherita non potrebbe aver avuto una morte più dolce; ma la sua morte la risparmiò dalla fine ingloriosa della reggenza. Suo nipote\, l’imperatore Carlo\, pensava che la zia fosse troppo energica e pianificava di privarla della sua posizione di reggente\, nonostante la\npace delle dame del 1529 così efficacemente negoziata da Margherita che prevedeva che il re di Francia Francois I abbandonasse le sue mire sulle Fiandre e Artois.\nCon la sua morte Malines perse la sua più importante governante\, ma grazie ai due chansonnier che lasciò e a un manoscritto di Basses dances\, mantenuti nell’antica biblioteca borgognona (ora parte della Biblioteca reale di Brussels) noi possiamo ascoltare gli echi della dolce e amara vita di Margherita d’Austria ancora oggi dopo più di 450 anni. \n\n\n\n(nota a cura di Capilla Flamenca)
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SUMMARY:Berio\, Bach\, Zimmerman
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SUMMARY:Robert Schumann
DESCRIPTION:Luca Guglielmiclavicembalo\, piano-forte \n        Johann Sebastian BachPreludio\, Adagio e Fuga BWV deest “per il Padre Martini di Bologna” (clavicembalo)\nPreludio BWV 846/1 (piano-forte)\nPreludio\, Fuga e Allegro BWV 998 (piano-forte)\nFantasia sopra un Rondò BWV 918 (piano-forte)\nRicercare à 3 BWV 1079/1 da L’Offerta Musicale (piano-forte)\nFantasia e Fuga BWV 904 (clavicembalo)\nToccata BWV 914 (clavicembalo)\nSuite BWV 996 (clavicembalo)   \n      Programma di salaDownload\n      \n6° e ultimo concerto   \n\n\n\nin collaborazione con CARRARO spa \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nSonata in sol magg. “per la gioventù” op. 118 n. 1 \n\n\n\nAllegro (Lebhaft) – Thema mit Variationen (Ziemlich\nLangsam) – Puppenwiegenlied (Nicht Schnell) –\nRondoletto (Munter) \n\n\n\nFu nel 1848\, dopo il completamento dell’ambiziosa opera Genoveva e i primi progetti per le musiche destinate al Manfred di Byron\, che Schumann concentrò la sua attenzione sulla creazione di una serie di brevi pezzi\, destinati\, in un primo momento\, al compleanno della sua primogenita Marie. Il progetto si sviluppò\, con frequenti aggiunte di nuove composizioni che venivano utilizzate con profitto nella crescita\nmusicale dei figli dell’autore. Si arrivò infine ad una sistemazione editoriale della serie definitiva\, comprendente 43 brani e integrata\, nella seconda edizione\, da una raccolta di Musikalische Haus-und Lebensregeln (Regole per i giovani musicisti). Il progetto educativo di Schumann si completò in seguito con una serie di Lieder (Liederalbum für die Jugend Op. 79) e\, nel 1853\, tre sonate per pianoforte (Drei Clavier-Sonaten für die Jugend Op. 118)\, seguite infine dai brani per pianoforte a quattro mani Kinderball Op. 130. \nMarco Bellano\, 2005 \n\n\n\nSonata n. 2 in sol min. op. 22 \n\n\n\nSo rasch\, wie möglich – Andantino – Scherzo\n(Sehr rasch und markiert) – Rondo (Presto\, Prestissimo\,\nQuasi cadenza) \n\n\n\nNonostante la particolare predisposizione all’espressione artistica tramite cicli di piccole composizioni\, Schumann ha comunque raggiunto esiti particolarmente felici anche nel campo delle grandi forme classiche\, come quella della sonata per pianoforte\, sebbene con scelte e gusto assolutamente personali. La seconda delle sue tre sonate\, l’Op. 22\, è forse quella dotata della struttura più definita ed identificabile.\nNonostante questi chiari confini\, tuttavia\, non mancano occasioni di ambiguità per l’interprete: molto si è scritto\, ad esempio\, sulle umoristiche indicazioni di tempo del primo movimento\, in cui al pianista viene chiesto\, nell’ordine\, di suonare “so rasch wie möglich” (il più veloce possibile)\, poi\, nella Coda\, poi “Schneller” (più veloce)\, e nelle battute finali “Noch Schneller” (ancora più veloce). Ma queste bizzarre notazioni sono al servizio di un materiale musicale cristallino. Il primo tema\, privo d’introduzione\,\nè un fibrillante moto perpetuo adagiato su un tessuto di arpeggi della mano sinistra\, che si muta in un più gentile secondo tema dopo una transizione guidata\nda sincopi. L’intensità ritmica conosce una pausa solo breve\, e si riafferma già prima dell’inizio dello sviluppo\, in cui i due temi si mescolano prima di ricomparire\, sostanzialmente inalterati\, a chiusura del movimento\, suggellato definitivamente dalla\npotente Coda.\nL’Andantino successivo può essere annoverato tra le più riuscite composizioni del genere mai scritte da Schumann\, seguito da uno Scherzo molto compatto e dall’accettuata ritmicità\, che però nel Trio recupera le sincopi già ascoltate nel secondo tema del primo movimento.\nIl finale della Sonata ebbe una genesi travagliata. Sia Schumann che Clara Wieck (non ancora sua moglie) trovarono il primo brano composto allo scopo insoddisfacente ed eccessivamente complesso.\nNel 1838 fu dunque creato un nuovo finale\, più proporzionato e migliorato dal punto di vista della coerenza con il resto dell’opera. Si tratta di un brano scritto in forma di “rondò-sonata”\, che\, oltre a richiamare in più occasioni il primo movimento\, presenta un tema secondario indicato “etwas langsamer” e caratterizzato da diversi ritardando interni. Un importante culmine\, e momento di catarsi per tutte le tensioni dinamiche espresse nell’opera\, è un passaggio in prestissimo denominato “Quasi cadenza”. \nMarco Bellano\, 2005 \n\n\n\nDrei Phantasiestücke op. 111 \n\n\n\nSehr rasch\, mit leidenschaftlichen Vortrag –\nZiemlich langsam\, Etwas bewegter\, Tempo I –\nKraftig und sehr markirt \n\n\n\nL’opera 111 è del 1851. Nei diari e nelle lettere di Schumann (quella all’editore Peters del novembre 1851) la loro composizione risulta essere quella dell’agosto 1851 e sono citati anche come Studi oppure Romanze o Pezzi fantastici. Schumann scrive che non sono pezzi difficili\, ma certamente anche non facili.\nI Drei Phantasiestücke op. 111 e i Gesänge der Frühe op. 133 [Canti del mattino] rappresentano lo stile pianistico dell’ultimo Schumann\, in cui si ritrovano le tendenze dominanti nella sua musica vocale di questo periodo: la dizione semplice\, lapidaria\, in unione con accordi di quattro voci in una scrittura omoritmica scorrevole di tipo corale. Entrambe le opere\, ma specialmente i Gesänge der Frühe hanno nel complesso\nun tono innodico\, elevato\, dovuto soprattutto alla costante regolarità del movimento generale nel quale domina un andamento tranquillo e sono evitate le sincopi\, e alla ripetizione di rigide formule melodiche e ritmiche. \nA. Edler \n\n\n\nKreisleriana\, fantasie op. 16 \n\n\n\nÄusserst bewegt \nSehr innig und nicht zu rasch\, Intermezzo I (Sehr\nlebhaft)\, Erstes Tempo\, Intermezzo II (Etwas bewegter)\, langsamer\, Erstes Tempo \nSehr aufgeregt\, Etwas langsamer\, Erstes Tempo\, Noch schneller \nSehr langsam\, bewegt\, Erstes tempo \nSehr lebhaft \nSehr langsam\, Etwas bewegter\, Erstes Tempo \nSehr rasch\, Noch schneller\, Etwas langsamer \nSchnell und spielend   \n\n\n\nIl 1838 segnò in un certo senso il culmine del periodo pianistico giovanile di Schumann; nacquero i quattro lavori principali op. 17 (Fantasia in do maggiore)\, Kinderszenen op. 15\, Kreisleriana op. 16 e Novelletten op. 21. Schumann stesso sentiva di aver fatto un nuovo passo avanti nello stile pianistico contrassegnato dalla\nsintesi di elementi apparentemente contrastanti: carattere contrappuntistico\, chiarezza comunicativa simile a quella della lingua ed espressività.\n«[…] soprattutto è singolare che quasi tutto ciò che invento abbia forma canonica e che scopra sempre a posteriori come le voci si rispondano\, spesso anche nell’inversione\, con ritmi rovesciati ecc. […]. La mia musica mi pare ora tanto stranamente intrecciata in tutta la sua semplicità\, così piena di un’eloquenza che viene dal cuore\, e fa questo effetto a tutti coloro cui la faccio sentire […]». \nSchumann osserva con meraviglia che tutto si andava compiendo in lui come un processo naturale senza che gli costasse alcuno sforzo: \n«Affluiva in me e io vi univo il mio canto – e allora il più delle volte riusciva. Gioco con le forme. Da circa un anno e mezzo ho come l’impressione di essere in possesso del segreto; è così strano. Molto si trova ancora in me. Se mi rimani fedele tutto verrà alla luce; altrimenti resterà sepolto […]». \nIl titolo Kreisleriana evoca nell’ascoltatore il famoso personaggio del romanzo di E.T.A. Hoffmann\, l’eccentrico direttore d’orchestra Johannes Kreisler\, con le sue sofferenze; egli è lacerato tra il mondo quotidiano\, prosaico\, dominato da ridicoli e gretti borghesucci\, e la sua aspirazione a vivere nel regno della poesia e dell’amore. \nMentre lavorava alla composizione (inizio di maggio) a Schumann si schiudevano «mondi interamente nuovi». Quando Clara conobbe questo ciclo capì veramente\nper la prima volta\, come confessò ella stessa\, tutta la genialità e la novità della musica del suo futuro marito. Le definizioni di Clara «umoristico» e «poi di nuovo mistico » colgono il carattere fondamentale del ciclo\, il quale colpisce per l’abbondanza delle relazioni interne dietro una facciata ricca di contrasti. \nDelle op. 15-20\, Kreisleriana (dedicati a Chopin) era quella più amata da Schumann; lo spirito che la anima è strettamente collegato\, in una specie di rapporto\ncomplementare\, con quello delle altre due raccolte del 1838\, specialmente delle Kinderszenen (originariamente queste ultime dovevano costituire un’opera unica insieme con le Novelletten). \nAnnunciando i Kreisleriana a Clara Schumann scrive: “Quando starai accanto a me mentre siederò al pianoforte – ah\, allora piangeremo tutti e due come bambini\, lo so\, mi sconvolgerà […]”. \nE poche settimane prima: “Era un’eco delle parole che mi hai scritto una volta\, che «a volte ti sembro un bambino» – in breve mi sentivo un fanciullo e ho scritto circa trenta coserelline spassose\, ne ho scelte dodici e le ho chiamate Kinderszenen [Scene infantili]. Ti piaceranno\, ma devi dimenticarti di essere una virtuosa […]”. \nInfine il 3 agosto 1838: “Suona qualche volta i miei Kreisleriana! In alcuni pezzi c’è un amore veramente folle e la tua vita e la mia e tanti dei tuoi sguardi. Le\nKinderszenen sono l’opposto\, soavi\, delicate e felici come il nostro futuro […]”. \nA. Edler
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