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SUMMARY:Un Pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Jean-Efflam Bavouzetpianoforte Un Pianoforte per Padova \n\nMaurice Ravelintegrale dell’opera per pianoforte\n(in ordine cronologico e con due intervalli) Sérénade grotesque (1893)\nMenuet antique (1895)\nPavane pour une infante défunte (1899)\nJeux d’eau (1901)\nSonatine (1905)\nMiroirs (1905) Menuet sur le nom de Haydn (1909)\nValses nobles et sentimentales (1911)\nGaspard de la nuit. 3 Poèmes d’après Aloysius Bertrand (1908)   À la manière de Chabrier (1913)\nÀ la manière de Borodine (1913)\nPrélude (1913)\nLe tombeau de Couperin (1914-17) \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n“Un Pianoforte per Padova”\nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\ncon il contributo della\n\n\nCon il suo straordinario talento Fazil Say cattura la straordinaria attenzione di critica e pubblico. Già a sedici anni attirò l’attenzione del compositore Aribert Reimann in visita a Ankara nel 1986. Fazil ricevette le prime lezioni di pianoforte da Mithat Fenmen\, che a sua volta aveva studiato con Cortot a Parigi. Si è perfezionato come pianista classico con David Levine\, vincendo nel 1994 il primo premio al Concorso Internazionale Young Concert Artists. Da allora Say suona in tutto il mondo con le più importanti orchestre e direttori\, nelle più famose sale da concerto. Ha inciso album per Teldec e Naive; le sue incisioni Sony hanno ricevuto numerosi premi discografici e dal 2016 è artista esclusivo Warner. Ma la personalità artistica di Fazil Say si esprime significativamente anche nella sua attività di compositore. Il suo catalogo – edito da Schott a Magonza – annovera molte opere di successo come il Concerto n. 2 per pianoforte “Silke Road”\, Black Hymns\, Requiem für Metin Altiok\, Gezi Park 1\, 2\, 3 etc. Recenti (2022) sono la Sinfonia n. 5 e il Concerto per violino n. 2.\n\nUna nuova sua composizione sarà nel programma del nostro concerto\, che comprende\, in omaggio al centenario della morte di F. Busoni la celeberrima versione pianistica della Chaconne di J.S. Bach (dalla II Partita per violino solo)\, la Sonata op. 31 n. 2 “La tempesta” di Beethoven (una sonata del 1802\, l’anno di una “nuova via” per l’autore) e una scelta di pagine di C. Debussy (Préludes\, Premier livre\, del 1909/10 e la neobarocca Suite bergamasque del 1890/1905). \n\n\n\nFoto © Fethi Karaduman  \n\n\n\n\n\n\n\n\nI biglietti sono in vendita da Gabbia Dischi\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto. Le vendite online sono sospese.\nPer informazioni e prenotazioni: info@amicimusicapadova.org
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DESCRIPTION:Jean-Efflam Bavouzetpianoforte Un Pianoforte per Padova \n        Maurice Ravelintegrale dell’opera per pianoforte\n(in ordine cronologico e con due intervalli) Sérénade grotesque (1893)\nMenuet antique (1895)\nPavane pour une infante défunte (1899)\nJeux d’eau (1901)\nSonatine (1905)\nMiroirs (1905) Menuet sur le nom de Haydn (1909)\nValses nobles et sentimentales (1911)\nGaspard de la nuit. 3 Poèmes d’après Aloysius Bertrand (1908)   À la manière de Chabrier (1913)\nÀ la manière de Borodine (1913)\nPrélude (1913)\nLe tombeau de Couperin (1914-17) \n        con il contributo della\n        \nSergej Rachmaninov è uno degli autori più noti e più amati dal pubblico e che però ha avuto presenze piuttosto rare nei nostri programmi. L’occasione dell’anniversario del 2023 ci dà modo di presentare un florilegio delle sue composizioni pianistiche. \n\n\n\nL’interprete\, Alexander Romanovsky\, è\, come ha scritto la rivista Musica\, un “pianista perfetto per la scrittura densa di Rachmaninov e i colori bruniti della sua musica”. Il 2023 vede Romanovsky impegnato a Roma nell’integrale delle opere pianistiche per la I.U.C. e nella maratona dei 4 Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Milano. Così come la sua discografia (Decca) annovera l’op. 42 e gli Études Tableaux op. 33. \n\n\n\nUcraino\, naturalizzato italiano\, vincitore del Concorso pianistico Busoni nel 2001 a soli diciassette anni\, Alexander Romanovsky ha compiuto gli studi all’Accademia di Imola con L. Margarius e nel 2009 ha conseguito l’Artist Diploma al Royal College di Londra. “Un grande talento del pianoforte” (Carlo Maria Giulini) riconosciuto in una prestigiosa attività musicale internazionale\, che vede Romanovsky presente nelle maggiori sale (Concertgebouw di Amsterdam\, Teatro alla Scala di Milano\, Accademia di S. Cecilia di Roma\, Teatro Colón di Buenos Aires\, Sala Suntory di Tokyo\, ecc) da solo e con le orchestre e i direttori più importanti (V. Gergiev\, V. Spivakov\, M. Pletnev\, A. Pappano\, G. Noseda\, J. Conlon\, ecc). \n\n        \n        \n\n        \nSOLD OUT
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SUMMARY:Dedicato a Zoltán Kocsis
DESCRIPTION:Jean-Efflam Bavouzetpianoforte Un Pianoforte per Padova \n        Maurice Ravelintegrale dell’opera per pianoforte\n(in ordine cronologico e con due intervalli) Sérénade grotesque (1893)\nMenuet antique (1895)\nPavane pour une infante défunte (1899)\nJeux d’eau (1901)\nSonatine (1905)\nMiroirs (1905) Menuet sur le nom de Haydn (1909)\nValses nobles et sentimentales (1911)\nGaspard de la nuit. 3 Poèmes d’après Aloysius Bertrand (1908)   À la manière de Chabrier (1913)\nÀ la manière de Borodine (1913)\nPrélude (1913)\nLe tombeau de Couperin (1914-17) \n      Programma GeneraleDownload\n      \nDedicato a Zoltán Kocsis \n\n        con il contributo della\n        \nGiovanni Bertolazzi è un giovane pianista veronese che\, dopo gli studi a Venezia con Massimo Somenzi\, si sta affermando in Italia e all’estero come una delle personalità artistiche più interessanti della sua generazione. Lo provano anche le affermazioni in diversi concorsi in Italia e all’estero (oltre 40 i premi conseguiti). \n\n\n\nIl premio più significativo è il 2° Premio (oltre a 5 premi speciali) al Concorso Pianistico Internazionale Franz Liszt di Budapest del 2021 (il concorso prestigioso che lanciò a suo tempo il giovane Dino Ciani). Bertolazzi ha poi conseguito nel 2022 il Tabor Foundation Award assegnatogli dalla Verbier Festival Academy in Svizzera. \n\n\n\nLa sua attività concertistica annovera già sedi\, enti e società concertistiche importanti: da La Fenice di Venezia\, alle Serate Musicali di Milano\, agli Amici della Musica di Firenze\, al Bologna Festival\, ai Concerti del Quirinale a Roma\, oltre alle varie presenze a Budapest\, Tallinn\, Londra\, Verbier. \n\n\n\nLa musica di Franz Liszt è al centro degli interessi musicali di Giovanni Bertolazzi. Ad essa è dedicato il recentissimo CD del 2022 che Giovanni ha registrato con il pianoforte Borgato Grand Prix 333. \n\n\n\nE a Liszt è dedicata parte del programma del concerto con Totentanz (1838\, 1859) e Preludio a Weinen\, Klagen\, Sorgen\, Zagen (1859\, 1863). Una prima parte invece “classica”\, con la Sonata n. 23 di Haydn (1774\, dalle Sonate op. 13 dedicate al Principe Esterházy) e la Sonata op. 7 di Beethoven\, una vera “sonata grande” del 1796/7 (a parte l’op. 106\, è la sonata più lunga da lui composta). In chiusura una celebre trascrizione pianistica\, fatta da Guido Agosti nel 1928\, dalla Suite del balletto L’oiseau de feu di Igor Stravinskij.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova. Omaggio a Radu Lupu
DESCRIPTION:Jean-Efflam Bavouzetpianoforte Un Pianoforte per Padova \n        Maurice Ravelintegrale dell’opera per pianoforte\n(in ordine cronologico e con due intervalli) Sérénade grotesque (1893)\nMenuet antique (1895)\nPavane pour une infante défunte (1899)\nJeux d’eau (1901)\nSonatine (1905)\nMiroirs (1905) Menuet sur le nom de Haydn (1909)\nValses nobles et sentimentales (1911)\nGaspard de la nuit. 3 Poèmes d’après Aloysius Bertrand (1908)   À la manière de Chabrier (1913)\nÀ la manière de Borodine (1913)\nPrélude (1913)\nLe tombeau de Couperin (1914-17) \n      programma di salaDownload\n      \n“Un pianoforte per Padova”\nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nOmaggio a Radu Lupu\n“Grazie a Radu Lupu ho iniziato a suonare le Sonate di Schubert. Ho iniziato questo percorso dopo aver ascoltato un recital di Radu a Londra all’inizio degli anni ’70 e poi il mio primo LP registrato nel 1976 è stata la Sonata in Sol maggiore di Schubert. Quindi è stato una delle più grandi ispirazioni per la mia vita di pianista.” (C. Zacharias) \n\n        con il contributo della\n        \n\n\n\n\nChristian Zacharias si è affermato\, come pianista e come direttore d’orchestra\, in una rara combinazione di integrità\, stile unico\, espressività e profondità di visione musicale. Un musicista che “pensa” la musica. Ha cominciato la sua carriera internazionale come pianista e poi ha esteso il campo dei suoi interessi alla direzione d’orchestra\, anche come direttore d’opera: già direttore artistico e principale dell’Orchestre de Chambre de Lausanne con la quale ha realizzato l’integrale dei concerti per pianoforte di Mozart (Diapason d’or\, Choc du Monde de la Musique\, ECHO Klassik)\, delle Sinfonie di Schumann e delle Sinfonie “Berlinesi” di C.P.E.Bach\, a partire dalla stagione 2017/18 è primo direttore ospite della Orquesta y Coro de la Comunidad de Madrid. \n\n\n\nPer questo artista\, nel quale la grande tradizione austro-tedesca e l’amore per Bach\, Haydn\, Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Schumann vivono in tutta la loro freschezza assieme ai prediletti Scarlatti\, Chopin\, Ravel\, gli Amici della Musica di Padova hanno avuto nel corso degli anni una speciale predilezione\, testimoniata dai numerosi concerti a Padova (dal ciclo schubertiano dal 1996/97 per arrivare al concerto del 2003 in ricordo di Vlado Perlemuter di cui Zacharias fu allievo e a quelli del 2013 e 2019).\nÈ ancora Schubert\, con la Sonata op.53 D 950 del 1825/1826\, al centro della ricerca di C.Zacharias\, alla quale si dedicò\, dopo aver sentito a Londra agli inizi degli anni Settanta Radu Lupu\, che fu per Zacharias la più grande delle ispirazioni per la sua vita di pianista. In apertura Le Stagioni di Čajkovskij\, una raccolta di piccoli pezzi\, che uscirono prima\, fra il dicembre 1875 e il novembre 1876 come supplemento mensile del periodico “Novellist” di Pietroburgo. \n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © Andrea Felvégi
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