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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nAVVISO. La PROVA APERTA si terrà alle ore 17.45. Sarà presente il solo Quartetto Jerusalem \n\n\n\nElisabeth Leonskaja è una delle grandi figure del pianismo internazionale ed è un onore poterla ospitare per la prima volta nella nostra stagione. Ci si presenta in una duplice veste: quella solistica (Schubert) e quella cameristica (Dvořák). Un ambito\, quest’ultimo\, che ha sempre coltivato con amore e con passione collaborando nel tempo con il Quartetto Borodin\, con il Quartetto Berg\, ed oggi con il Quartetto Jerusalem. “Lisa Leonskaïa” – annotò Sviatoslav Richter in Le Miroir – “avec qui ce fut toujours un bonheur de jouer”: quella felicità che trovarono assieme nelle Sonate di Mozart rielaborate da Grieg per due pianoforti o nel Concerto per due pianoforti di Poulenc (1993). E in una amicizia che durò tutta la vita. \n\n\n\nNata a Tblisi in Georgia (dove nel 2016 ha ricevuto la massima onorificenza del paese)\, nel 1978 ha lasciato l’Unione Sovietica\, per fare di Vienna e dell’Austria la sua nuova patria. La sua carriera internazionale prese il via nel 1964 con la vittoria del Premio Enesco a Bucarest e le affermazioni al Concorso Marguerite Long- Jacques Thibaud di Parigi e al Premio Regina Elisabetta del Belgio. Nel 2020 ha ricevuto l’International Classical Music Award (ICMA). Mozart e Schubert sono al centro del suo vasto repertorio. Fra le sue incisioni al riguardo sono da ricordare l’Integrale recente (2016-2019) delle Sonate di Schubert\, un nuovo ciclo mozartiano per Warner e i concerti di Beethoven n. 3\, 4\, 5. \n\n\n\nIl Quartetto Jerusalem invece era già stato nella nostra stagione nel 2003. È oggi\, dopo più di trent’anni dalla sua fondazione nel 1993\, uno dei più affermati quartetti ed è presente nelle più importanti sedi concertistiche: significativo il ciclo Beethoven alla Wigmore Hall di Londra e quello dedicato a Bartók al Festival di Salisburgo. Così come numerosi premi (Diapason d’Or\, BBC Music Magazine Award for chamber music…) hanno accompagnato la sua ricca discografia (Harmonia Mundi\, BIS). \n\n\ncon il contributo della\n\n\n“Un pianoforte per Padova”. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)
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SUMMARY:in occasione di Dowland400 (1563-1626)
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nNell’anniversario dei 400 anni dalla morte di John Dowland (1563 – 1626) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nLe Lachrimae or Seven Teares\, pubblicate a Londra nel 1604\, rappresentano una delle opere più articolate e influenti di John Dowland. Si tratta di una raccolta di 21 brani per consort di 5 viole da gamba e liuto\, aperta da sette pavane che elaborano motivi derivati dalla celebre Lachrimae pavan (originariamente intitolata Flow my teares)\, vero e proprio “tema manifesto” della sensibilità dowlandiana: il tema consiste in un semplice tetracordo discendente\, figura retorica musicale della melancholia.Le sette Lachrimae costituiscono una sorta di ciclo unitario\, in cui un unico materiale tematico viene variato con grande ingegnosità contrappuntistica e attenzione alla densità espressiva. Le restanti danze — galliarde\, almains e altre pavane — completano la raccolta offrendo un ampio panorama della scrittura strumentale inglese di primo Seicento\, mostrando un caleidoscopio di complessità ritmica e contrappuntistica.Il frontespizio della stampa è adornato da un epigramma latino: “Aut Furit\, aut Lachrimat\, quem non Fortuna beavit” (“Chi non è stato benedetto dalla Fortuna o si infuria o piange”). Dowland sottolinea nella sua dedica che esistono diversi tipi di lacrime: “le lacrime che la musica piange” possono essere piacevoli; “le lacrime non sono sempre versate nel dolore\, ma a volte anche nella gioia e nell’allegria”.La disposizione delle voci nella stampa del 1604 è particolare: una voce è scritta in fondo alla pagina\, leggibile normalmente\, una voce in cima alla pagina\, da leggere al contrario\, e una al centro\, da leggere di lato. Lo scopo di questa impaginazione è quello di facilitare il raduno dei musicisti attorno a un tavolo e di far suonare le danze tra amici o in un contesto privato per un numero ristretto di ospiti. (T. Baù) \n\n\n\nIl Consort di viole (Consorteria delle Tenebre) nasce come quartetto nella primavera 2016. Teodoro Baù\, giovane violista italiano ben noto al pubblico padovano\, nel 2021 ha vinto il Primo Premio e il Premio Outhere al Concorso MA Festival di Bruges; in precedenza (2015) aveva ottenuto il primo premio al 6. Concorso Bach-Abel di Köthen. \n\n\ncon il contributo della
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nin memoria di Géza Anda (1921-1976) \n\n\n\nQuando ho deciso di suonare questo programma\, mi è sembrato un po’ come incontrare e ricordare il ventenne Géza Anda che nel 1941 tenne il suo concerto di diploma a Budapest proprio con questo programma molto impegnativo. Il programma ci dice molto sul giovane pianista che si era diplomato nella classe di Dohnányi e ci dà anche un’idea della direzione che avrebbe preso questo artista così sensibile. La musica barocca non era al centro del suo repertorio\, ma la Ciaccona in sol maggiore di Händel era un’eccezione. Trovo interessante che non fosse solo lui a suonarla in quel periodo: anche Annie Fischer\, anch’essa allieva di Dohnányi\, la suonò diverse volte. Gli altri compositori furono tutti estremamente importanti per Anda durante tutta la sua vita. Fu il primo pianista a registrare tutti i concerti per pianoforte di Mozart. La musica di Schumann e Brahms era tra le più importanti per lui\, e abbiamo sue esecuzioni leggendarie di brani di entrambi i compositori. Con la Sonata di Liszt ebbe un forte legame anche con l’Accademia Liszt di Budapest e con lo stesso Liszt\, attraverso István Thomán\, Bartók e Dohnányi. In quei tempi\, quando Géza era studente lì\, la figura di Liszt era una tradizione vivente\, una vibrazione ancora chiara e presente nell’atmosfera dell’Accademia. \n\n\n\nMi sento fortunato perché\, anche se non ho potuto incontrarlo\, attraverso il Concorso Géza Anda ho potuto conoscere la sua vedova\, la signora Hortense Anda-Bührle\, e anche il figlio Gratian. Ho potuto studiare nel suo studio\, vedere i suoi spartiti e la sua meravigliosa biblioteca. Grazie a queste esperienze mi sento ancora più familiare con l’atmosfera che circondava lui e la sua vita. Dedico questo programma a questo artista eccezionale e alla sua eredità artistica. (D. Várjon) \n\n\n\nDénes Várjon\, musicista universale: eccellente solista\, interprete di musica da camera di prima qualità\, direttore artistico di festival musicali\, pedagogo molto stimato\, è dal 2003 uno dei nostri musicisti in residence\, sia come solista (ciclo Schumann\, 2005-2008; ciclo Beethoven/Bartók\, 2015-2019) che come camerista (L. Kavakos\, V. Eberle\, M. Perenyi\, I. Vardai\, J. Widmann). Nel 2016 è stato insignito del Premio Bartók-Pástorzy\, massimo riconoscimento della vita musicale ungherese in passato assegnato a interpreti quali G. Cziffra\, A. Doráti\, A. Fischer\, A. Schiff. \n\n\ncon il contributo della\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)
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SUMMARY:Schoenfield\, Ligeti\, Weinberg\, Bartok
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nLa suggestione di questo programma nasce da due CD recentemente pubblicati da Delphian e da Champs Hill\, intitolati rispettivamente “Eastern Reflections “e “Ostinata”. I due CD presentano tre straordinari giovani musicisti attivi a Londra\, che sono stati selezionati e promossi da YCAT. Si tratta del clarinettista israeliano Jonathan Leibovitz\, della violinista francese Charlotte Saluste-Bridoux e del pianista e compositore australiano Joseph Havlat. \n\n\n\nIl programma è costruito attorno ai Contrasti di Bartók\, la composizione scritta nel 1938 per Benny Goodman (e di cui Goodman\, Szigeti e il compositore ci hanno lasciato una memorabile registrazione). Di qui si diramano vari percorsi\, tutti legati all’area culturale e musicale dell’Europa Centrale e Orientale\, con richiami alla musica popolare\, al klezmer\, ecc. Abbiamo così la Sonata per clarinetto e pianoforte (1945) di Weinberg\, la Sonata n. 2 per violino solo (1958) di Bacewicz (la compositrice polacca fu anche attiva professionalmente come violinista)\, il Trio (1932) dell’armeno Chačaturjan\, Baladă și joc di un giovanissimo Ligeti\, qui in una versione per clarinetto e violino. In apertura del programma il Trio (scritto nel 1990 per David Shifrin) di Paul Schoenfield (1947- 2024)\, compositore e pianista americano\, a cui fu assai cara la fusione di musica popolare e classica. \n\n\ncon il contributo della
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SUMMARY:Leclair\, Balbastre\, Boccherini\, Tartini\, JCBach\, CPEBach
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nUn viaggio musicale tra affetti\, eleganza e invenzione. Simone Pirri e Christophe Rousset ci accompagneranno attraverso alcune delle più affascinanti sonate per violino e strumento a tastiera del Settecento europeo\, intrecciando stili\, scuole e linguaggi che raccontano un secolo di trasformazioni. Dalla Francia di Leclair\, con il suo Tombeau colmo di pathos e raffinatezza\, perfetta sintesi tra la retorica francese e il virtuosismo italiano\, alla Parigi brillante di Balbastre\, dove il clavicembalo prende vita in un dialogo teatrale con il violino. Dall’Italia cantabile e luminosa di Boccherini al lirismo e virtuosismo appassionato di Tartini\, vera anima visionaria della scrittura violinistica. E infine la Germania dei figli di Bach: Johann Christian\, elegante e cosmopolita\, e Carl Philipp Emanuel\, con il suo stile imprevedibile e ardente\, capace di sorprendere ancora oggi. (S. Pirri) \n\n\n\nSimone Pirri\, astro nascente del violino barocco\, premiato a livello internazionale nei concorsi Premio Bonporti 2023 e premio Tartini 2024\, e già attivo con importanti ensemble europei\, incontra Christophe Rousset\, leggenda della musica antica sia come cembalista che come direttore e fondatore di Les Talens Lyriques. \n\n\ncon il contributo della
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SUMMARY:Brahms\, Schönberg
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nBrahms e Schönberg: è Hanns Eisler a ricordarci della venerazione di Schönberg per il vecchio Maestro e viceversa delle attenzioni di quest’ultimo nei riguardi del giovane musicista. “Schönberg venerava Brahms come il grande costruttore\, egli lo vide personalmente andare in giro per le strade di Vienna\, e quando Alexander von Zemlinsky\, più tardi suo cognato\, mostrò a Brahms il suo quartetto per archi (in re maggiore)\, Brahms\, che solitamente non si interessava di principianti\, incominclò a mostrare interesse. Si informò di questo Schönberg\, e quando Zemlinsky riferì che Schönberg a 18 anni si guadagnava il pane con lavori da copista\, Brahms\, con stupore di Zemlinsky offrì a Schönberg del danaro\, perché potesse frequentare il Conservatorio di Vienna. Questo fu l’onore più grande che Schönberg abbia mai avuto nella sua vita. Schönberg però rifiutò…”. \n\n\n\nE a sua volta Schönberg evoca così i tempi in cui scrisse nel 1899 Verklärte Nacht: “Alla fine del xix secolo i principali esponenti dello Zeitgeist nella poesia erano Detlev von Liliencron\, Hugo von Hofmannsthal e Richard Dehmel\, mentre in musica\, dopo la morte di Brahms\, molti giovani compositori seguivano il modello di Richard Strauss e scrivevano musica a programma. Questo spiega l’origine di Verklärte Nacht: è musica a programma\, che illustra e interpreta la poesia omonima di Richard Dehmel”. \n\n\n\n“Quando incontrai Zemlinsky divenni «brahmsiano». Il suo amore abbracciava sia Brahms che Wagner\, e ben presto divenni anch’io un loro convinto seguace. Nessuna meraviglia\, quindi\, se la musica che composi a quel tempo rispecchia l’influenza di quei due maestri\, a cui si aggiunse un pizzico di Liszt\, di Bruckner e fors’anche di Hugo Wolf. Ecco perché\, nella mia Verklärte Nacht\, la costruzione tematica è basata\, da un lato\, sulla formula wagneriana di «modello e sequenza» sopra un’armonia mutevole\, e\, dall’altro\, sulla tecnica brahmsiana della variazione di sviluppo (come io la chiamo)”. Riconoscendo così il suo debito verso Brahms\, con riferimenti proprio al Sestetto n. 1 del 1860. Riflessioni che esprimerà nel discorso del 1933 e nel testo “Brahms the Progressive” del 1947. \n\n\n\nNei dieci anni che sono passati dal suo concerto a Padova nel 2015 con J.Widmann\, il Quartetto Gringolts ha ricevuto ulteriori importanti consensi nella vita musicale internazionale sia a livello concertistico che discografico per BIS. Diapason d’Or nel 2016 per i quintetti di Glazunov e Taneyev\, Diapason d’Or ancora nel 2017 per i quartetti di Schönberg . Ugualmente segnalati i recenti Quintetti per archi di Brahms da BBC Music Magazine 2024.Al Quartetto si uniscono questa sera due affermati solisti e cameristi: la violista americana Lily Francis e il violoncellista svizzero Christian Poltéra. \n\n\ncon il contributo della
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SUMMARY:Duphly\, Scarlatti\, Bach
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nI brani di questo programma hanno in comune il fatto di essere stati tutti pubblicati quando i compositori erano ancora in vita. A quell’epoca\, erano pochi i maestri che avevano la possibilità\, la fortuna ma anche il successo di poter pubblicare la propria musica\, e non sempre questo tentativo aveva esito positivo. \n\n\n\nJohann Sebastian Bach pubblicò a proprie spese il suo primo ciclo di opere all’età di 46 anni. Era il 1731 e si trattava delle 6 Partite che compongono la ClavierÜbung 1. Nel 1738\, Domenico Scarlatti aveva 53 anni quando pubblicò gli Essercizi. \n\n\n\nQuesti due compositori\, contemporanei sebbene appartenenti a due mondi molto diversi\, pubblicarono le loro opere con il nome di Studi\, a differenza dei francesi che rimasero fedeli ai ritratti musicali\, miniature musicali come ci mostra molto bene Duphly\, uno degli ultimi clavicembalisti eredi della grande tradizione strumentale francese\, morto – dimenticato e in miseria – il 15 luglio 1789\, il giorno dopo la presa della Bastiglia. (B. Alard) \n\n\n\nL’universo di Benjamin Alard è quello della musica di Johann Sebastian Bach ed è proprio per questa affinità musicale che la giuria del Concorso Internazionale di Clavicembalo di Bruges gli ha assegnato il primo premio nel 2004. Ed è dal 2009 che frequenta regolarmente le nostre stagioni concertistiche. Nel 2017 ha iniziato a registrare\, per Harmonia Mundi\, l’opera completa per tastiere di Johann Sebastian Bach (17 volumi\, di cui 10 già pubblicati): una avventura discografica straordinaria e unica nel mondo musicale odierno.  \n\n\n\nBenjamin Alard\, inaugura\, domenica 30 novembre\, la rassegna Concerti per l’Avvento sull’organo neobarocco della chiesa di S. Antonio Abate\, con un programma interamente bachiano. \n\n\ncon il contributo della
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DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nLa natura ermetica delle opere in programma ci conduce in un percorso musicale che sfida le convenzioni formali e drammatiche del repertorio per pianoforte nell’ ‘800. La Sonata op. 54 di Beethoven si distingue per la sua originalità strutturale: composta da soli due movimenti\, è un esempio della libertà creativa del compositore. La Marcia funebre sulla morte d’un Eroe è invece il fulcro della Sonata op. 26. \n\n\n\nLa Sonata 1. X. 1905 “Dalla strada” di Janáček è un’opera di un’intensità straziante\, un lamento di protesta e dolore\, scritta in memoria di un operaio ucciso durante una manifestazione a Brno il 1° ottobre 1905. Nelle Variazioni su un tema di Schumann op. 9\, Brahms omaggia il suo mentore e amico\, Robert Schumann e la sua amata Clara. Scritte in seguito al tentato suicidio di Schumann\, l’opera è permeata da un clima riflessivo e nostalgico. Chiude il programma la Sonata n. 3 op. 23 di Skrjabin\, “Stati d’animo”\, un’opera intrisa di un profondo misticismo e simbolismo. Skrjabin ci conduce in un viaggio spirituale\, attraverso sonorità trascendenti. La sonata rappresenta l’apice dell’esplorazione psicologica e spirituale nel tardo Romanticismo\, offrendo una conclusione contemplativa ma potente a questo percorso musicale.(E. Cecino) \n\n\n\nElia Cecino (2001) è primo premio all’Iturbi International Piano Competition 2023 di València\, e anche premio speciale per la migliore interpretazione di un concerto di Beethoven e per la migliore interpretazione della musica di Chopin. Nel 2019 aveva ricevuto il Premio Venezia. \n\n\ncon il contributo della\n\n\n“Un pianoforte per Padova”. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)
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SUMMARY:nel 50° anniversario della morte di D. Šostakovič (1975 - 2025)
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nCome Trio\, ci capita spesso di riflettere sul perché alcune forme musicali siano sopravvissute ai secoli\, restando vive e attuali anche in contesti storici e culturali completamente diversi. La forma in più movimenti\, così frequente nella musica da camera\, è una di queste. Forse intuisce e sintetizza qualcosa di profondamente umano: i modi con cui comunichiamo tra noi. \n\n\n\nNel programma di oggi\, queste modalità prendono vita in tre modi molto diversi. Il Trio di Šostakovič è una sintesi personale di tutti questi movimenti: racconto del sentimento\, danza e parola si mescolano in modo ancora libero e istintivo\, proprio come l’amore adolescenziale da cui questo brano\, dedicato a una giovane coetanea\, è scaturito. Schubert\, invece\, dà a ciascun movimento una funzione chiara: racconta\, canta\, danza e si congeda con la sua grande eleganza viennese. Il Trio di Weinberg\, scritto nel 1944\, trasforma invece questi stessi elementi in qualcosa di profondamente tragico: la narrazione diventa rappresentazione della dicotomia regime-individuo\, la danza si fa convulsione nevrotica\, il canto un lamento dilaniante\, e la conclusione è un punto interrogativo esanime di chi pare non poter concepire l’abisso umano in cui il mondo è sprofondato. Tre opere\, tre epoche\, tre racconti: e una stessa forma\, ancora capace di parlarci con forza oggi. (Trio Concept) \n\n\n\nIl Trio Concept si è formato nel 2013\, con il nome di Trio Chagall\, dall’incontro di tre giovani musicisti torinesi. Nominato ECHO Rising Star per la stagione 2025/2026\, aveva ricevuto nel 2024 il Prix Yves Paternot\, il massimo riconoscimento del festival di Verbier. Nel giugno 2023\, dopo l’affermazione alla Wigmore Hall di Londra\, il Trio è diventato YCAT Artist\, Young Classical Artists Trust\, l’organizzazione londinese sempre all’avanguardia nella scoperta di nuovi talenti. \n\n\ncon il contributo della
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nM. Ravel: Integrale delle opere per pianoforte a 4 mani e per 2 pianoforti \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nUn concerto per festeggiare\, con l’amata musica di Ravel\, i 70 anni del Duo Canino Ballista. Così\, nel loro ricordo a quattro mani\, iniziò al Conservatorio di Milano quella straordinaria esperienza:“Con l’amico Antonio Ballista appena ammesso nella classe del mio secondo e ultimo maestro di pianoforte\, Vincenzo Calace\, era il ’54\, frequentando anche il corso di musica da camera del maestro Antonio Beltrami\, il primo pezzo che ci vede insieme è Ma mère l’Oye; io suono l’acuto\, e continuerò a suonarlo per molti decenni. La nostra fedeltà a Ravel non è stata mai rinnegata\, anche negli anni in cui si politicizzava il contrasto Debussy/Ravel su chi avesse indicato il futuro: questione pretestuosa e anacronistica\, che non dice nulla della grandezza dell’uno e dell’altro”. (B. Canino) \n\n\n\n“In un radioso pomeriggio del 1955” ricorda invece Antonio Ballista “Bruno Canino ed io ci siamo incontrati nella classe di musica da camera di Antonio Beltrami. Il Maestro scelse di farci leggere la suite per pianoforte a quattro mani Ma mère l’Oye di Ravel\, composizione da me particolarmente amata. Nella nostra lettura\, mi sono sorpreso di trovare una sorta di armonia prestabilita tra noi\, come se suonare insieme fosse stata una lunga consuetudine. Mai avrei immaginato che in quel pomeriggio sarebbe iniziato un sodalizio durato oltre 70 anni\, e una profonda amicizia. Posso considerare nella mia attività Ravel come una pietra miliare. Molte volte è apparso nei concerti del duo\, nei miei programmi con cantanti e in quelli di direttore d’orchestra”. (A.Ballista) \n\n\n\nDi loro così ha scritto Piero Rattalino: “Riguardo al loro approccio al repertorio tradizionale\, il Duo ha percorso con rispetto e amore il repertorio a quattro mani e per due pianoforti da Bach a Bartók\, riuscendo a non ghettizzare né l’avanguardia né la storia. È questo un raro merito: non mettere il presente in guerra con il passato\, o viceversa\, significa concepire la musica come un continuum storico in cui i valori umanistici prevalgono su tutto. E questo è fare della musica una ragione di vita”. \n\n\ncon il contributo della\n\n\n“Un pianoforte per Padova”. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)
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SUMMARY:Casella\, Berio\, Pilati\, Respighi
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\ncon il contributo della\n\n\nLa quasi totalità dei brani che abbiamo scelto per questo concerto (eccezion fatta per Prokof’ev) parla italiano\, e abbiamo voluto omaggiare la musica e i compositori del nostro paese inserendo anche brani di rara esecuzione\, quali la Sonata di Pilati (Premio Coolidge 1926\, Napoli)\, dal sapore francese che ricorda vagamente un giovane Debussy\, e la coeva (1925) Sonatina più neoclassica di Rieti. Godono invece di maggiore fama e popolarità la Siciliana et Burlesque di Casella e la complicatissima ma innovativa Sequenza di Berio per flauto solo\, un vero caposaldo del repertorio flautistico. Una novità assoluta è l’arrangiamento per pianoforte del suggestivo lavoro orchestrale di Respighi “I pini di Roma” realizzato da Leonardo Pierdomenico\, che è riuscito a trasferire e ricreare sul pianoforte tutte le diverse sonorità e le molteplici timbriche orchestrali. Ma forse il vero protagonista del programma di questa sera è il ‘900\, per la moltitudine di stili\, di gusti e di strutture presenti nei brani di questo programma\, benché la maggior parte degli autori venga dallo stesso paese. La Sonata op. 94 di Prokof’ev\, che chiude il programma\, è forse uno dei pezzi cameristici che meglio incarna e rappresenta il ‘900 cameristico musicale. È un brano completo sotto tutti i punti di vista ed è considerato uno dei più significativi della letteratura flautistica\, per noi è sempre un piacere poterlo eseguire. (A. Navarra) \n\n\n\nAlberto Navarra ha ottenuto un grande riconoscimento nella primavera del 2022\, vincendo la competizione di flauto internazionale Carl Nielsen in Odense (Danimarca)\, dopo i successi nel Concorso Severino Gazzelloni (Italia) nel 2021 e Dorel Baicu (Romania) nel 2020. Nella stagione 2022-23\, Alberto è diventato membro della prestigioso Karajan Akademie dei Filarmonici di Berlino\, ha così potuto studiare e suonare a fianco di flautisti di fama mondiale come Emmanuel Pahud\, Sebastian Jacot e l’intera sezione dei flauti dei Filarmonici. Ha collaborato in qualità di primo flauto con orchestre quali quella del Teatro “La Fenice” a Venezia\, La Filarmonica di Milano\, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento\, Orquesta Freixenet della Escuela Reina Sofia\, Orquestra Simfònica de Barcellona. È ora primo flauto della prestigiosa Tonhalle-Orchester di Zurigo. Leonardo Pierdomenico\, vincitore del Premio della giuria “Raymond E. Buck” al Concorso Van Cliburn 2017\, già Premio Venezia nel 2012\, è un interprete in cui tecnica e qualità del suono si uniscono alla fantasia e alla musicalità.
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SUMMARY:Schumann\, Mendelssohn\, Brahms
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SUMMARY:Beethoven\, Haydn\, Mozart
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SUMMARY:Schubert: Die Winterreise
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\ncon il contributo della\n\n\nUna improvvisa indisposizione non consente a SAMUEL HASSELHORN (baritono) di prender parte\, come previsto\, al concerto in programma per martedì 11 marzo 2025 assieme a AMMIEL BUSHAKEVITZ (pianoforte) \n\n\n\nGli Amici della Musica di Padova ringraziano JÓHANN KRISTINSSON\, baritono islandese\, giovane talento emergente\, che nonostante il poco preavviso ha aderito alla nostra richiesta di partecipazione.Jóhann Kristinsson\, giovane baritono islandese\, ha conseguito il Master con lode nella classe del Prof. Scot Weir presso la Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino. Inoltre\, ha tratto ispirazione musicale da Thomas Quasthoff\, Júlia Várady\, Thomas Hampson e Deborah Polaski\, tra gli altri. L’anno scorso è stato nominato “Cantante classico dell’anno” agli Icelandic Music Awards. Ha vinto il prestigioso concorso di canto “Stella Maris”\, dove ha ricevuto anche il Premio della Giuria del Musikverein di Vienna\, e si è classificato terzo e ha vinto il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale di Canto “Das Lied” di Heidelberg. Ha lavorato con direttori d’orchestra come Herbert Blomstedt\,  Kent Nagano\, Manfred Honeck e Cristian Măcelaru. Si è esibito\, tra gli altri\, all’Heidelberger Frühling\, all’Oxford Lieder Festival\, al Martha Argerich Festival\, al Dresden Music Festival e alla Schubertiade Hohenems.Ammiel Bushakevitz\, allievo di Dietrich Fischer-Dieskau ed Edison Fellow della British Library nel 2014\, Primo Premio e Schubert Lieder Prize alla Wigmore Hall International Song Competition (Londra 2013)\, è riconosciuto come uno dei principali accompagnatori liederistici della sua generazione.
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DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\ncon il contributo della\n\n\nDue musicisti di diverse generazioni\, Alexandra Conunova e Christian Zacharias\, si incontrano nel concerto di questa sera.  \n\n\n\nLa violinista moldava Alexandra Conunova si è imposta all’attenzione del mondo musicale vincendo il Primo Premio al Concorso Joseph Joachim di Hannover nel 2012. Nel 2015 ha vinto il Terzo Premio al Concorso Čajkovskij di Mosca. È inoltre laureata del Borletti-Buitoni Trust 2016 a Londra e ha vinto nello stesso anno il Premio Max-D. Jost. Da allora ha suonato nei maggiori festival internazionali (Verbier\, Montreux\, Gstaad\, BBC\, Aix-en Provence\, Festival Martha Argerich ad Amburgo ecc.) e per istituzioni come Accademia di S.Cecilia a Roma\, Ferrara Musica e altre. Ha suonato con le più prestigiose orchestre (Mahler Chamber Orchestra\, NDR Hannover\, Orchestra RTSI\, Orchestre de Toulouse\, Orchestra del Teatro Regio di Torino\, Filarmonica di Mosca) e con direttori come V. Spivakov\, G. Noseda\, J. Axelrod. È stata insignita in Moldavia del titolo di “Maestro delle arti”. Ha inciso per Aparté e Erato.Christian Zacharias è ben noto al pubblico di Padova per le sue numerose presenze (undici) come solista nelle stagioni degli Amici della Musica (tra il 1996 e il 2023) e rinnova con questo programma la sua predilezione anche per la musica da camera\, che lo ha visto collaborare nel passato in trio con F.P. Zimmermann e H. Schiff\, e con quartetti come l’Alban Berg\, il Quartetto di Lipsia e il Quartetto Guarneri.Rara quindi l’opportunità di ascoltare assieme questi due straordinari musicisti\, anche perchè nel futuro Christian Zacharias si dedicherà sempre di più alla direzione d’orchestra. Il programma Bach-Mozart sarà l’occasione di sentirli – sia da soli che in duo – in un repertorio particolarmente congeniale alla loro musicalità e eleganza interpretativa.
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DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nOmaggio a Maurice Ravel (1875-1937) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nIl concerto di questa sera è dedicato al ricordo di Vlado Perlemuter\, il memorabile interprete della musica pianistica di Ravel\, che presentò anche a Padova nella nostra stagione 1985/86.Un ricordo carissimo che è unito a quello di Joan Flockart Booth\, l’amica di una vita\, che fu sensibile e preziosa presenza in tutti i concerti che il Maestro tenne a Padova. \n\n\n\nUna dedica che Jean-Efflam Bavouzet è lieto di condividere con noi oggi. \n\n\n\n“Non ho mai avuto la possibilità di conoscere personalmente Vlado Perlemuter. Ma il suo concerto al Théâtre du Châtelet di Parigi negli anni Ottanta\, dove ha eseguito l’intera opera di Ravel\, mi ha lasciato un’impressione indelebile. Sono felice di poter dedicare il concerto di questa sera a Padova alla memoria di questo grande musicista\, le cui interpretazioni ci hanno ispirato e illuminato verso la verità dello stile raveliano”. (Jean-Efflam Bavouzet\, gennaio 2025) \n\n\ncon il contributo della\n\n\nAnche se è opinione diffusa – ma non unanime! – che fosse un pianista “mediocrissimo” (P. Rattalino)\, Ravel adorava il pianoforte. Per lui – come per Debussy a cui spesso faceva riferimento – la tastiera del pianoforte “è il trattato di armonia del compositore. È là che si trova tutto”. Componeva sempre al pianoforte. Ce lo ricorda Manuel Rosenthal (compositore e direttore d’orchestra )\, che fu allievo\, discepolo di Ravel\, a cui rimase legato tutta la vita. “Dovete subito imparare a suonare il pianoforte”\, fu la sua prima raccomandazione. Ed è proprio nelle composizioni pianistiche (1899-1917) che Ravel sperimenta e trova un linguaggio originale.Alfred Cortot così lo salutò: “Ravel riscopre per il piacere spirituale dei pianisti\, il segreto di quella tecnica brillante e policroma\, di quell’impressionismo tutto fatto di riflessi e di miraggi\, di cui Liszt aveva imbevuto la musica del suo tempo”.Fra gli artisti\, che andavano a trovare Ravel a Montfort\, egli aveva grande rispetto e stima per Vlado Perlemuter e Robert Casadesus. E proprio Vlado Perlemuter fu interprete a Padova dell’integrale raveliana\, nei due memorabili concerti alla Sala dei Giganti il 28 e 30 ottobre 1985.Oggi ce la propone J-E. Bavouzet\, che ne ha realizzato  una splendida versione discografica per MDG su un pianoforte Steinway del 1901 (lo stesso anno di Jeux d’eau!) \n\n\n\nIl pianista francese Jean-Efflam Bavouzet\, vincitore del primo premio allaBeethoven International Piano Competition Köln nel 1986\, è stato nel 2008 primo vincitore assoluto dell’Elite Prize a Pechino per la sua integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven e ICMA Artist of the Year nel 2012. Collabora con le più prestigiose orchestre e con i direttori più rinomati. Nella stagione 2023/24 ha proseguito la sua residenza triennale alla Wigmore Hall sul tema “Autour de Debussy”. La sua estesissima discografia per Chandos e MDG ha ricevuto numerosi premi e segnalazioni (Choc di Le Monde de la Musique\, Diapason d’Or\, Pianist’s Choice di Piano Magazine\, Best instrumental recording di Gramophone) e include l’integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven e di Haydn\, l’opera pianistica di Ravel e di Debussy\, i Concerti per pianoforte di Mozart con la Manchester Camerata e Gábor Takács-Nagy\, l’integrale dei Concerti per pianoforte di Prokof’ev e di Bartók con la BBC Philarmonic e Gianadrea Noseda\, i Concerti di Beethoven con la Swedish Chamber Orchestra.
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SUMMARY:L.van Beethoven\, Schubert
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nPROVA APERTA: ore 17.45 \n\n\ncon il contributo della\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nDa qualunque punto di vista la si guardi – ha scritto Tully Potter nel 2005 – la storia del Quartetto Juilliard è una storia notevole. Non ultimo per il fatto stupefacente che per più di cinquant’anni ha avuto lo stesso primo violino\, Robert Mann.Una delle prime cose che il compositore William Schuman ebbe in mente\, quando divenne presidente della Juilliard School of Music di New York nel 1945\, fu la creazione di un quartetto residente. Nelle sue parole “noi avevamo bisogno di un quartetto che suonasse i classici del repertorio con il senso di eccitazione e di scoperta che si riserva ad un’opera nuova e che avrebbe suonato le opere nuove con il senso di rispetto usualmente riservato ai classici. Dovrebbe abbracciare l’intero repertorio e vorrei trovare un leader che possa rappresentare una sicurezza e su cui si possa contare”. La scelta cadde su Robert Mann\, un giovane violinista\, vincitore del Naumburg Prize. Dopo lo studio e un primo concerto alla Juilliard nel 1946\, il debutto ufficiale avvenne il 23 dicembre 1947 alla Town Hall di New York.Inizia così la storia gloriosa del Quartetto Juilliard e che giunge sino ai nostri giorni. Della attuale formazione fanno parte: Areta Zhulla (dal 2018)\, Ronald Copes (dal 1997)\, Molly Carr (dal 2022)\, Astrid Schween (dal 2016).
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SUMMARY:Byrd e il Mottetto inglese:  i capolavori del Rinascimento dall'era d'oro della polifonia in Inghilterra
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nProva Aperta: ore 17.00 \n\n\ncon il contributo della\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nWilliam Byrd è nato in un paese che si stava facendo a pezzi. Nel 1540\, intorno agli anni della sua nascita\, il re Enrico VIII aveva quasi finito lo smantellamento dei monasteri e dei conventi dell’Inghilterra\, i cui resti esistono in rovina oggi in tutto il paese. La Messa latina era fuorilegge ed era sostituita con un servizio ridotto\, in volgare. Scrivere musica in uno stile di pre-Riforma era un lavoro pericoloso\, offerto solo a coloro che corteggiavano il favore reale. Molti dei mottetti che Byrd scrisse erano composti da “note come una ghirlanda per adornare alcune frasi sante e deliziose del rito cristiano”\, come scriveva nella prefazione al suo secondo libro di Gradualia (1607). In questo periodo\, la composizione musicale fiorì\, ma fu un momento di grande cambiamento\, alimentato dalla divisione religiosa. Questo programma attraversa la musica scritta da William Byrd\, uno dei principali compositori del Rinascimento in Europa\, e da alcuni dei maestri del Rinascimento inglese durante un periodo di duecento anni\, e comprende i brani dal suono medievale di Sheryngham\, le opere polifoniche intricamente intrecciate di Tallis e Mundy e la splendida semplicità di Tomkins. (O. Park)The Gesualdo Six è un ensemble vocale inglese formato da alcuni dei migliori cantanti del Regno Unito ed è diretto da Owain Park. Lodato per la loro programmazione fantasiosa e la fusione vocale impeccabile\, l’ensemble si è formato nel 2014 per un’esibizione di Tenebrae Resposoria di Gesualdo a Cambridge e ha continuato a esibirsi in numerosi e importanti festival in tutto il Regno Unito\, Europa\, Nord America\, Australia e Nuova Zelanda. L’ensemble registra per Hyperion.
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SUMMARY:Beethoven\, Castelnuovo-Tedesco\, Poulenc
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SUMMARY:Ibert\, Enesu\, Hindemith\, Scelsi\, Zimmermann
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SUMMARY:in occasione di "L'anno della Musica Ceca 2024"
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\ncon il contributo della\n\n\nA duecento anni dalla nascita del suo autore\, il Trio op. 15 di Smetana rimane una delle pagine autobiografiche più intime e dolorose nella sua produzione. Unica opera da lui composta per questa formazione\, il trio trae le sue origini dalla prematura scomparsa della figlia Bedriska\, di soli quattro anni e mezzo. Si ritrovano tutti i tratti caratteristici del suo stile: la scrittura di andamento rapsodico traduce un’urgenza espressiva che si concretizza in un continuo alternarsi di stati d’animo\, senza però rinunciare a una generale compostezza formale. Evidente nella caratterizzazione dei temi è l’influenza della tradizione popolare est europea.Un altro evento luttuoso è all’origine del Trio op. 50 di Čajkovskij. “À la mémoire d’un grand artiste” recita il sottotitolo apposto dall’autore stesso\, riferendosi a Nicolas Rubinstein\, in vita suo mentore e grandissimo amico. Nonostante una dichiarata avversione per la scrittura per pianoforte e archi\, le cui sonorità erano a suo avviso incompatibili\, l’autore lascia quasi l’impressione di aver voluto concentrare la sua intera opera in un solo brano: in particolare il secondo movimento\, Tema con variazioni\, è uno straordinario compendio di stili e forme tra le più svariate. E così si ritrovano valzer\, mazurke\, elementi che ci ricordano il balletto\, fughe e una scrittura che va dalla massima rarefazione a una grandezza che non può che definirsi orchestrale. Opera monumentale e unicum assoluto nella sua produzione\, Tchaikosvky sfida sé stesso e l’interprete a una ricerca costante dei propri limiti emotivi\, fisici e psicologici. (G. Loperfido)Gli anni che terminano con un “quattro” spesso\, nella musica ceca\, coincidono con gli anniversari della nascita\, della morte o della creazione di opere chiave dei più importanti compositori cechi. Uno di questi anni “quattro” ha dato il via\, cento anni fa\, alla tradizione di celebrare l’Anno della musica ceca: il centenario della nascita di Bedřich Smetana (1824-1884). Il tema dominante dell’epoca di Smetana era la ricerca dell’identità ceca in un mondo in via di sviluppo e turbolento. Lo stesso tema rimane attuale oggi\, a 200 anni dalla sua nascita. Smetana ha contribuito a questo dibattito con un linguaggio che ancora oggi è comprensibile a tutto il mondo. L’edizione di quest’anno dell’Anno della musica ceca si svolgerà nello spirito del messaggio principale: Noi siamo musica.  Tutti possono partecipare all’Anno della musica ceca: partecipando\, organizzando\, suonando\, esibendosi o anche solo ascoltando la musica che continua a definire chi siamo oggi. \n\n\n\nFondato nel 2020\, il Trio Eidos si afferma in breve tempo come formazione emergente nel panorama cameristico nazionale. Tra i riconoscimenti ottenuti si ricordano nel 2023 il premio come miglior ensemble italiano al Filippo Nicosia International Chamber Music Award\, nel 2022 il Premio Renzo Giubergia\, riconoscimento conferito ogni anno in sostegno di un giovane astro nascente del concertismo internazionale\, e la selezione come vincitore del bando “AMUR per i nuovi talenti” indetto dal comitato AMUR. Nel maggio del 2023 avviene il debutto discografico per Suonare Records.
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SUMMARY:Les frères Francoeur
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SUMMARY:Omaggio a Schönberg e a Fauré
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova: Progetto Busoni100 #3
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nProva Aperta: ore 17.00 \n\n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\nFerruccio Busoni e i suoi allievi di composizione“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\ncon il contributo della\n\n\nBusoni fu una delle figure più affascinanti della storia della musica: fu un compositore\, un docente\, un pianista e una mente libera che non apparteneva a nessuna delle scuole artistiche del suo campo.  E’ interessante vedere quali esiti diversi ebbero i suoi allievi che divennero compositori. Basti pensare a Philipp Jarnach e Stefan Wolpe\, che svilupparono l’eredità del maestro pur mantenendo la loro propria individualità e manifestando un grande e unico talento artistico. Sono affascinato dall’approccio diretto di Busoni alla musica degli altri. Schönberg aveva appena finito i suoi pezzi per piano op. 11\, quando Busoni rispose e rese merito a questi capolavori creando una versione del secondo pezzo che (nella  sua mente) si sarebbe adattato meglio ad un concerto rispetto alla composizione originale. Il processo creativo di comprensione dello spirito di un pezzo funziona molto meglio se non lo si critica\, ma se ne scrive una versione “migliore”. Si può dire che così si ha la possibilità di parlare di musica non usando le parole (così come farebbero i critici)\, ma creando musica intorno alla musica di altri. In questo senso Busoni si trasformò un critico musicale capace di trascendere la normale professione di critico. Magari avessimo oggi persone come lui! Abbiamo poi il Busoni arrangiatore\, colui che “semplicemente” rende le  composizioni musicali accessibili per il pianoforte. In questa veste (e qui si vede quanti strati di creatività Busoni possedeva) possiamo sperimentarlo nella sua Sonatina n. 5\, dove crea una sorta di meta-musica\, che allo stesso tempo imita Bach e crea anche una una versione moderna della musica di Bach in un modo molto attento. Una fusione di generi (Crossover) sarebbe un buon modo di definire quest’arte – Busoni è più moderno e più contemporaneo di sempre. (H. Schuch) \n\n\n\nHerbert Schuch ha al suo attivo una importante carriera solistica sia a livello concertistico che discografico (Premio ECHO Klassik nel 2013)\, ha creato scalpore internazionale quando ha vinto tre importanti concorsi in un solo anno (2004): il Concorso Casagrande\, il Concorso pianistico internazionale di Londra e il Concorso internazionale Beethoven di Vienna.
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DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\ncon il contributo della\n\n\nLe sei Sonate per violino e cembalo scritte da Bach a Cöthen si distinguono per aver messo da parte il tradizionale ruolo di accompagnamento della tastiera nella musica d’insieme e si spostano verso una scrittura obbligata per tastiera\, fino ad arrivare alla sonata a due integrata secondo la definizione moderna del genere. Nella seconda Sonata per violino Busoni continua nella pratica di arrangiare e trascrivere: le variazioni nell’ultimo movimento sono costruite su un tema del corale “Wie wohl ist mir” di Bach\, estratto dal Quaderno per Anna Magdalena. Busoni considerava la Sonata una composizione di successo: la sua “vera opera 1”. La Fantasia di Schönberg\, scritta nel 1949 e dedicata al violinista canadese Adolph Koldofsky (1905–51)\, è costruita\, come suggerisce il titolo completo (“with piano accompaniment”)\, con la parte del violino come asse principale\, mentre il pianoforte fornisce lo sfondo e il commento. La logica dodecafonica è osservata ovunque; tuttavia\, la spontaneità della narrazione musicale affonda le sue radici nella definizione originale di “fantasia” del periodo rinascimentale\, mentre la struttura del pezzo è volutamente sganciata da ogni archetipo formale. La fondazione della Société Nationale de Musique da parte di Camille Saint-Saëns\, amico e mentore di Fauré\, diede al giovane compositore l’incentivo a creare uno dei suoi pezzi più ispirati e di successo. Saint-Saëns elogiava la composizione per le sue “forme nuove\, modulazioni squisite\, colori insoliti [e] ritmi inaspettati”. (M.Foyle) \n\n\n\nIl programma del concerto oltre a Busoni\, omaggia gli anniversari di Schönberg (1874 – 2024) e di Fauré (1924 – 2024). \n\n\n\nAcclamato per il “suonare di convincente convinzione” (The Daily Telegraph) e per “una sorprendente reciproca empatia\, comprensione e reattività” (Seen and Heard International)\, il Duo Foyle-Štšura si è formato nel 2012 e ha vinto il Beethoven Piano Society of Europe Duo Competition e il Salieri-Zinetti International Chamber Music Competition nel 2015. \n\n\n\nDa allora\, il Duo si è esibito in luoghi come Wigmore Hall\, Purcell Room\, Buckingham Palace\, St. Martin-in-the-Fields\, Bridgewater Hall a Manchester\, Usher Hall a Edimburgo\, Concertgebouw Amsterdam\, così come per St. Magnus International Festival\, Grachtenfestival Amsterdam\, New York Chamber Music Festival\, Cervantino Festival in Messico e Evgeny Mravinsky Festival a Tallinn e San Pietroburgo. Le loro esibizioni sono state trasmesse in diretta su BBC Radio 3\, NPO Radio 4 e Estonian Klassikaraadio. \n\n\n\nDurante la stagione 2018-19\, il Duo ha pubblicato due CD\, “The Great War Centenary: Janáček\, Debussy e Respighi Sonatas” per Challenge Records e “Lutosławski e Penderecki: Complete Violin and Piano Works” per Delphian Records\, entrambi acclamati dalla critica (“interpretazioni eseguite da entrambi gli artisti in stile avvolgente” – BBC Music Magazine\, “esibizioni riccamente dettagliate e appassionate” – The Daily Telegraph\, “il Duo offre un debutto da sogno\, 10/10” – Luister\, “un’uscita straordinaria\, suonata in modo fenomenale” – Stretto). Nel 2020\, il Duo ha registrato l’integrale delle Sonate per Violino e Pianoforte di Beethoven per celebrare il 250° anniversario del compositore.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\ncon il contributo della\n\n\nIl programma inizia con una chiara idea di ricerca. La musica è un linguaggio e ad un certo momento qualcuno ha iniziato a indagare sulla natura dei suoi componenti. Qual è l’unità più elementare che può essere utilizzata? Una singolo nota. E Ligeti\, in “Musica Ricercata”\, inizia esattamente così. Una singola altezza viene esplorata in tutte le sue possibilità e qualità espressive\, fino a quando non raggiunge la necessità di … una seconda nota. Il secondo pezzo continua con uno spirito cupo e scuro\, aggiungendo un’altra nota. Dopo questo inizio indagatore\, ci spostiamo a Corigliano\, che inizia con una forma di esplorazione più “liquida”\, ma poi introduce lentamente il tema principale di questa prima metà del programma\, che è il tema del dolore nell'”Allegretto” di Beethoven. “Funérailles” di Liszt conclude con una interpretazione sempre più orchestrale di quello che è considerata un lavoro per la morte di Chopin.La seconda parte ci dà la speranza di poter lasciarci alle spalle le atmosfere del primo tempo\, a partire dal giocoso preludio in fa maggiore di Chopin. È solo un’illusione\, mentre torniamo rapidamente alle cupe atmosfere dei preludi scelti. La nona sonata di Scriabin non è solo una manifestazione mistica dei poteri del male\, ma è anche un terreno musicale in cui armonia\, melodia e ritmo diventano magmatici\, che lascia l’ascoltatore in un stato di stupore ed estasi. Come concludere un viaggio così vario? Le Variazioni “Eroica” di Beethoven sono un’affermazione alla vita in tutti i suoi vari elementi e ricchezza\, una musica tanto ricca di spirito quanto semplice negli strumenti musicali\, dove tutto sembra derivare dalle sole prime quattro note. (A. Gadjiev) \n\n\n\nAlexander Gadjiev è vincitore del Secondo Premio e del Premio Speciale Krystian Zimerman “per la miglior esecuzione di una Sonata” al XVIII Concorso Chopin di Varsavia (2021). Pochi mesi prima aveva vinto il Primo Premio e numerosi altri premi al Concorso Internazionale di Sydney 2021. In qualità di BBC New Generation Artist 2019-2021\, è ancora impegnato ad incidere\, e ad esibirsi in prestigiosi Festival e sale inglesi (come il suo debutto alla Wigmore Hall) e a collaborare con varie orchestre BBC. Nominato Ambasciatore di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025\, Alexander negli ultimi anni è stato invitato ad esibirsi in Giappone e all’interno dei maggiori festival pianistici. \n\n\n\nAlexander torna a Padova dopo i numerosi concerti tenuti a partire dal marzo 2010.
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SUMMARY:Integrale dei Trii di Mendelssohn\, Schumann\, Brahms
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SUMMARY:Giornata Europea della Musica Antica
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SUMMARY:Philidor\, Hotteterre\, Marais\, Telemann\, Bach
DESCRIPTION:Quartetto JerusalemAlexander Pavlovsky\, violino\nSergei Bresler\, violino\nAlexander Gordon\, viola\nKyril Zlotnikov\, violoncello   Elisabeth Leonskajapianoforte Un pianoforte per Padova \n\nFranz Schubert3 Klavierstücke D 946 Wolfgang Amadeus MozartQuartetto K 465 "Dissonanze" Antonín DvořákQuintetto op. 81 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\ncon il contributo della\n\n\nSia la viola da gamba che il flauto dolce erano ancora popolari negli anni Trenta del Settecento\, quando Telemann scrisse le sue Sonate in Trio. Telemann è l’unico compositore tedesco che ha scritto per la combinazione “francese” della viola da gamba soprano e del flauto dolce. Questo repertorio è l’apice dell’utilizzo nella musica da camera di questi due strumenti “delicati” che presto sarebbero andati in disuso per le esigenze delle sale da concerto più grandi e dell’orchestra sinfonica. L’intimità di questi strumenti è qualcosa di speciale ed è stata utilizzata anche da compositori del barocco francese come Marais e Dornel. È noto che Bach aveva una predilezione per il suono arcaico sia del flauto dolce che della viola gamba\, l’esempio più famoso è la cantata “Actus Tragicus” BWV 106 che scrisse all’età di 21 anni. In seguito compose anche diverse Sonate per viola da gamba. La Sonata BWV 1039\, nota in una versione per due flauti e in una per due viole\, sarà presentata in una ipotetica rielaborazione per flauto e viola\, seguendo per molti versi la pratica ‘fluida’ dello stesso Johann Sebastian nel riarrangiare le sue composizioni per soddisfare le esigenze del Collegium Musicum.\n(E. Bosgraaf)\n\nL’olandese Erik Bosgraaf è considerato oggi l’erede di Frans Brüggen e uno fra i migliori strumentisti di flauto dolce del mondo. Lo testimonia la sua attività internazionale ricca di concerti e di registrazioni discografiche (Brilliant)\, di composizioni scritte per lui\, di premi (Borletti-Buitoni Trust 2009\, Nederlandse Muziekprijs 2011\, ECHO Rising Stars 2011/12\, Het Gouden Viooltje 2012).\nRobert Smith è vincitore nel 2012 della Bach-Abel Viola da Gamba Competition\, Alessandro Pianu è vincitore del Concorso di esecuzione clavicembalistica a Bologna nel 2001. \n\n\n\nfoto©M.Borggreve
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