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SUMMARY:Licht und Schatten (Luci e Ombre)
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nLicht und Schatten (Luci e Ombre). Franz Schubert: Lieder degli anni 1823-25 \n\n\n\n\n\nCon la sua reputazione a Vienna in costante crescita (i suoi concerti con il cantante Johann Michael Vogl erano rinomati e\, nel 1825\, era già in trattativa con quattro editori)\, Schubert era ormai all’apice delle sue capacità artistiche. Eppure il 1824 fu forse l’anno più infelice di tutta la sua vita. I suoi amici avevano lasciato Vienna ed egli era depresso e risentiva degli effetti della sua malattia fisica: “Mi sento la persona più sfortunata e infelice del mondo. Immaginate una persona la cui salute non migliorerà mai e che\, per disperazione\, continua a peggiorare le cose invece di migliorarle. Immaginate un uomo le cui speranze più luminose sono state infrante e chiedetevi se non sia forse l’uomo più sventurato della terra?”. L’anno 1825\, tuttavia\, portò una ventata di luce nella vita di Schubert. Durante l’estate viaggiò con l’amico Vogl in tutta l’Austria e sentì tornare le sue energie e le sue speranze. (S. Hasselhorn) \n\n\n\nDa quando ha vinto il Queen Elisabeth di Brussels nel 2018\, il baritono Samuel Hasselhorn è ospite abituale dei teatri d’opera più prestigiosi\, collabora con i più importanti direttori d’orchestra del nostro tempo e tiene concerti e recital in tutto il mondo. Premiato in molti concorsi (Wigmore Hall Song Competition\, Hugo Wolf Stuttgart\, Nadia e Lili Boulanger Competition Parigi) ha trionfato con il Primo Premio alla Queen Elizabeth Competition del 2018. Ha ricevuto il Premio Schubert nel 2021\, assieme ad Alfred Brendel\, dalla Associazione Franz Schubert di Barcellona e il Premio Caecilia nel 2020 in Belgio per il CD Stille Liebe\, miglior disco liederistico dell’anno. Con il progetto Schubert 200 gli artisti stanno registrando per Harmonia Mundi un CD all’anno fino al 2028 (bicentenario della morte di Schubert) scegliendo Lieder scritti esattamente 200 anni prima. Ammiel Bushakevitz\, allievo di Dietrich Fischer- Dieskau\, Primo Premio e Schubert Lieder Prize alla Wigmore Hall International Song Competition (Londra2013)\, è riconosciuto come uno dei principali accompagnatori liederistici della sua generazione.
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
CATEGORIES:Ciclo B,Prova aperta ore 10.30
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SUMMARY:Telemann\, Binder\, Quantz\, Bach
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\n \n\n\n\n\n\nJohann Joachim Quantz\, per molti anni insegnante e musicista da camera di Federico II il Grande\, che riuniva alla sua corte di Berlino e Potsdam le stelle della scena musicale dell’epoca\, fu un autore di immensa produttività\, soprattutto per il flauto traverso: ci sono giunti 300 concerti per flauto e quasi altrettante sonate solistiche e in trio. La sua particolare importanza per i posteri risiede tuttavia soprattutto nel suo trattato teorico Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen (Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso)\, che insieme al Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen (Saggio sul vero modo di suonare il clavicembalo) di Carl Philipp Emanuel Bach è considerato una delle più importanti testimonianze teoriche di quel periodo. Quest’opera non è solo un metodo per flauto accurato fin nei minimi dettagli\, ma fornisce anche a tutti gli altri strumentisti\, ancora oggi\, informazioni precisissime sulla prassi esecutiva dell’epoca. Telemann\, scelto da Johann Sebastian Bach come padrino di suo figlio Carl Philipp Emanuel\, è espressamente molto apprezzato da Quantz\, che descrive in modo esplicito le sue sfide relative all’articolazione sul flauto traverso. (L. Berben) \n\n\n\nVerena Fischer e Léon Berben hanno condiviso l’importante esperienza artistica di Musica Antiqua Köln (lo storico gruppo fondato da Reinhard Goebel): la prima (come flautista solista) dal 1996 al 2006\, il secondo (come clavicembalista) dal 2000 al 2006\, anno in cui il gruppo si sciolse con alle spalle un’immensa attività concertistica e discografica (DG/Archiv). Léon Berben svolge oggi un’intensa e prestigiosa carriera solistica come clavicembalista e organista mentre Verena Fischer ha fondato un suo gruppo (Concerto Würzburg) e collabora con diversi ensemble (Wiener Akademie\, Concerto Melante\, Hofkapelle München fra gli altri). Molto apprezzata dalla critica discografica è stata la loro incisione delle quattro Sonate “autentiche” di Johann Sebastian Bach per Oehms.
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nNel famoso dipinto del 1820 di Joseph Karl Stieler\, vediamo Ludwig van Beethoven con i capelli arruffati e le guance leggermente arrossate mentre scrive nella partitura della “Missa Solemnis” – un’ opera che considerava la più importante della sua produzione. Su questo manoscritto annotò anche “Von Herzen zu Herzen” (Da cuore a cuore). Durante il periodo di composizione di questa messa monumentale (1819-1823)\, nacquero molte altre opere\, tra cui le ultime tre Sonate per pianoforte op. 109\, 110 e 111 e le Variazioni Diabelli op. 120: nel 1819 Beethoven ricevette da Anton Diabelli un tema di valzer con la richiesta di scrivere una variazione da includere in un volume collettivo (che comprendeva anche contributi di Schubert e del giovane Liszt). Beethoven rispose con 33 Veränderungen über einen Walzer von A. Diabelli\, un ciclo in cui il sublime e il grottesco si intrecciano organicamente. Non posso fare a meno di pensare\, leggendo la parola “Veränderung” (Alterazione)\, alle parole di Robert Musil: “Cosa rimane dell’arte? Noi\, in quanto esseri mutati\, rimaniamo” … Chiunque veda il Beethoven maturo solo come un’anima solitaria e tormentata si trova qui\, volente o nolente\, di fronte a un senso dell’umorismo che può essere percepito come un’eredità diretta di Joseph Haydn. Il processo compositivo di questo ciclo fu brevemente interrotto nel 1821 – tra l’altro dall’Arietta (la seconda parte dell’opus 111)\, che è tematicamente strettamente legata al tema del valzer di Diabelli. Umorismo ed estasi: Beethoven li combinò in modo impareggiabile. Come epilogo definitivo per il pianoforte\, nel 1824 scrisse sei Bagatelle – “piccole cose” delle quali egli stesso scrisse al suo editore Schott che erano tra le migliori che avesse mai composto. In omaggio alla commemorazione dell’anniversario della sua morte\, questa raccolta tratta dalle ultime opere pianistiche di Beethoven offre un quadro commovente del suo genio onnicomprensivo e spesso enigmatico. “Che possa passare da cuore a cuore”! (J. Michiels) \n\n\n\nJan Michiels\, Primo Premio al Queen Elisabeth di Brussels nel 1991\, è noto per il suo approccio personale e sfaccettato al repertorio pianistico\, che combina il vecchio e il nuovo in prospettive sempre mutevoli. È professore di pianoforte presso il Conservatorio Reale di Brussels dove ha tenuto anche la cattedra di musica contemporanea per otto anni.
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DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\n \n\n\n\n\n\nIl concerto prevede quattro pilastri del repertorio per viola e pianoforte\, ognuno dei quali offre una prospettiva distinta sulla voce dello strumento. Sebbene scritte nell’arco di poco più di cinquant’anni\, queste opere rivelano linguaggi musicali e mondi estetici straordinariamente diversi tra loro. Il programma si apre e si chiude con composizioni caratterizzate da una libertà armonica e da una tavolozza atmosferica spesso associata all’Impressionismo. La Sonata di Hindemith porta in un regno di melodie rilassanti\, mentre la Sonata di Rebecca Clarke\, uno dei capolavori più importanti scritti per viola e pianoforte\, incarna un mondo sonoro estremamente ricco. Al centro si trovano due dialoghi con il passato\, in contrasto tra loro. La Sonata di Brahms\, una delle sue ultime opere da camera\, richiama le forme classiche parlando con il calore\, la profondità e la ricchezza armonica del suo stile tardo. Lachrymae\, Reflections on a song of John Dowland di Britten adotta un approccio più enigmatico: invece di presentare il tema all’inizio\, si sviluppa come una serie di riflessioni sempre più rivelatrici\, svelando la canzone di John Dowland ‘If my complaints could passions move’ solo alla fine. (S. Soulez Larivière) \n\n\n\nNominato nel 2023 Young Artist of the Year da ICMA (International Classical Music Awards) e Rising Star da ECHO (European Concert Hall Organisation) il violista franco-olandese Sào Soulez Larivière è presente nelle principali sedi concertistiche europee anche grazie ai recenti successi in concorsi quali 2023 Prague Spring International Competition\, Cecil Aronowitz e Johannes Brahms. Julia Hamos combina le sue radici americane e ungheresi con uno spirito avventuroso per esplorare l’essenza del repertorio pianistico da Bach ai compositori viventi. Dopo gli studi a Londra (Royal Academy of Music) e a New York con Richard Goode\, Julia si è perfezionata a Berlino con András Schiff.
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Calidore QuartetJEFFREY MYERS violino\nRYAN MEEHAN violino\nJEREMY BERRY viola\nESTELLE CHOI violoncello Beethoven 200 (17 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) \n\nLudwig van BeethovenGrande fuga op. 133 Leoš JanáčekQuartetto n. 1 "Sonata a Kreutzer" Ludwig van BeethovenQuartetto op. 131 \n\n\n \n\n\n\n\n\nIl Calidore Quartet è una delle più significative e recenti espressioni della grande tradizione quartettistica americana\, che ha nello Juilliard\, nel Guarneri e nell’Emerson alcuni degli esempi più fulgidi. Si è formato nel 2010 alla Colburn School di Los Angeles ed è salito alla ribalta con i massimi premi conseguiti al Concorso ARD di Monaco di Baviera e poi nei concorsi di Amburgo\, Fischoff\, Coleman\, Chesapeake\, Yellow Springs. Nel 2016 ha vinto la M-Prize International Chamber Music Competition ed è stato scelto e sostenuto dal Borletti Buitoni Trust di Londra. Altri riconoscimenti sono stati quelli dell’Avery Fischer Career Grant\, del Lincoln Center Emerging Artist Award\, e della BBC Radio 3/New Generation Artists. È attualmente quartetto in residenza dell’Università del Delaware e lo è stato anche all’Università di Toronto e del Michigan. Fra i mentori del Calidore Quartet possiamo citare l’Emerson\, l’Ebène\, A. Steinhardt\, G. Pichler etc. Ed appunto alla lezione del Quartetto Guarneri e del Quartetto Berg che è da ricondurre il loro impegno beethoveniano. Un impegno – quello dell’integrale dei Quartetti di Beethoven – che è nato negli anni della pandemia Covid-19 e che è stato realizzato successivamente con le registrazioni per SIGNUM a partire dal febbraio 2023 fino al 2025 e quindi prima della esecuzione in concerto del ciclo completo nell’estate 2023 nel Festival Music @Menlo in California. Un ciclo che il Calidore ha eseguito anche nella stagione 2024/25 del Lincoln Center a New York. Il primo volume dell’integrale (dedicato agli ultimi quartetti) ha ricevuto nel 2024 il BBC Music Magazine Chamber Award e il secondo volume è stato nominato Editor’s Choice dal Gramophone Magazine. Precedenti incisioni per SIGNUM erano state dedicate a Schumann\, Shaw\, Šostakovič e a Prokof’ev\, Janáček\, Golijov\, Mendelssohn in un album intitolato Resilience.
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