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SUMMARY:Al suon di questa lira: l'incanto musicale di Orfeo
DESCRIPTION:Silvia Vavassorivoce e liuto Premio Nazionale delle Arti\, 2025 \n\nFrancesco D’AnaVoi che passate qui Vincenzo CapirolaVoi che pasati qui Giovanni Maria Da CremaRicercar quinto Marchetto CaraO mia cieca e dura sorte  Vincenzo CapirolaO mia cieca e dura sorte Francesco da MilanoFantasia 33 Bartolomeo TromboncinoPer dolor me bagno el viso Alessandro DemofonteVidi hor cogliendo rose Joan Ambrosio DalzaCalata alla spagnola ditto Terzetti Bartolomeo TromboncinoStavasi amor Vincenzo CapirolaStavasi amor dormendo sotto a un fagio Marco Dall’AquilaRicercar n. 30 Bartolomeo TromboncinoNon è tempo d’aspettare Michele PesentiChe faralla\, che diralla? John DowlandPraeludium P. 98\nNow\, O Now I needs must part\nA Fancy n. 5\nIf my complaints could passions move Francis CuttingGalliard n. 10 John DowlandCome again \n\n\n \n\n\n\n\n\nIl mito  \n\n\n\nOvidio\, nelle sue Metamorfosi\, ci narra la storia di Orfeo\, il talentuoso cantore di Tracia. Secondo il racconto Apollo donò la lira a Orfeo come un dono speciale per riconoscere il suo talento musicale straordinario\, con la lira era in grado di creare una musica così meravigliosa da incantare gli animali selvatici\, muovere le piante e commuovere gli dei stessi. Orfeo\, innamorato di Euridice\, sua moglie\, fu devastato quando questa morì improvvisamente\, morsa da un serpente velenoso. Disperato\, decise di scendere negli inferi per cercare di riportarla in vita. Con la sua lira magica e la sua voce melodiosa\, affascinò Cerbero e riuscì a entrare nel regno dei morti.  Incontrò Proserpina\, la regina degli inferi\, e Plutone\, il re degli inferi. La sua musica commosse gli dei e gli abitanti degli inferi. Convinse Plutone e Proserpina a lasciarlo tornare sulla terra con Euridice. Tuttavia\, c’era una condizione: non avrebbe dovuto guardare mai indietro fino a quando non fossero tornati sulla superficie terrestre. Orfeo iniziò la salita\, guidando Euridice lungo il sentiero oscuro. Ad ogni modo\, sopraffatto dall’ansia e il desiderio di assicurarsi che Euridice lo seguisse\, appena attraversò al mondo dei vivi si voltò per guardarla\, in quel momento\, Euridice non aveva ancora attraversato completamente il confine tra il mondo dei morti e quello dei vivi\, e fu trascinata indietro\, condannata a rimanere per sempre negli inferi. Il cantore di Traccia non riuscì mai a dimenticare Euridice\, il suo amore per lei era così profondo che passò il resto della sua vita lamentandone la perdita. La vicenda di Orfeo ed Euridice racconta la potenza dell’amore\, della musica e delle sfide che l’umanità affronta di fronte alla morte e ai suoi limiti. \n\n\n\nLa Lira \n\n\n\nCol passare del tempo\, soprattutto nel contesto dell’umanesimo e del Rinascimento\, l’artista è stato riconosciuto come un intermediario tra il cielo e la terra. La sua capacità di catturare l’essenza spirituale dell’umanità e di esprimere la ricerca di verità e bellezza attraverso le arti ha \n\n\n\nassunto un ruolo centrale. La lira di Orfeo diventa un simbolo potente di questa missione artistica\, in cui l’artista utilizza il proprio talento per elevare l’anima umana\, ispirare il pensiero e comunicare sentimenti profondi. L’immagine della lira rappresenta la forza e l’importanza dell’arte nell’arricchimento dell’esperienza umana\, aprendo le porte a nuove prospettive e alla connessione con il divino. \n\n\n\nOrfeo e la musica del ‘600 \n\n\n\nQuesto mito è stato scelto come tematica ricorrente nella musica per il suo legame con la musica stessa\, la potenza dell’amore\, l’eroismo e la sfida agli dei\, la dualità tra il mondo terreno e soprannaturale\, e la musica come strumento di guarigione. La sua figura mitologica offre un terreno fertile per l’esplorazione musicale di emozioni\, storie e tematiche universali. Considerando il vasto repertorio dedicato ad Orfeo\, soprattutto nel periodo barocco abbiamo voluto ricreare la sua storia selezionando brani musicali che evocano le emozioni e gli affetti narrati lungo la sua vicenda. \n\n\n\nAl suon di questa Lira \n\n\n\n Nel prologo “Godi turba mortal” l‘Armonia si personifica e si esibisce davanti alla folla umana\, portando calma ai loro travagli attraverso il suo canto e la sua musica e ci invita a godere “col canto è col suono” di questa maniera ci prepara lasciando spazio per l’inizio del racconto. Orfeo\, con la sua lira incantata\, canta della magia e delle potenzialità di questo strumento divino “Al suon di questa Lira”\, mentre la sorte può voltarsi\, la virtù rimane costante per chi aspira al giusto cammino. La lira diventa così il suo strumento per esplorare le profondità dell’animo umano e suscitare emozioni profonde.Euridice\, a sua volta\, celebra l’amore che la lega ad Orfeo “All’impero d’Amore”\, proclamando che nessuno può resistere al potere sovrano dell’amore. Riconosce che anche il potente re degli inferi\, Pluto\, è stato toccato dall’amore\, cercando di superare i confini della sua regalità per abbracciare questa forza universale.  In un secondo momento l’armonia viene interrotta quando la Messaggiera Silvia arriva con notizie funeste “In un fiorito prato”. Racconta dell’evento tragico che ha portato alla morte di Euridice. \n\n\n\nOrfeo\, tormentato dal dolore\, decide di recarsi negli inferi\, supplicando pietà per i suoi tormenti e implorando un intervento divino “Num’infernali voi”. Si rivolge agli abitanti infernali\, chiedendo se abbiano mai udito lamenti così gravi e se mostreranno compassione per i suoi ingiusti tormenti.Il Cantore si volge per guardare Euridice\, e questa si lamenta del suo sguardo: troppo dolce e troppo amaro “Ahi\, vista troppo dolce”. Forse per il troppo amore\, Orfeo l’ha privata della possibilità di ritornare sulla terra insieme a lui. \n\n\n\nInfine\, Orfeo decide di porre fine alla sua esistenza “Volglio di vita uscir”\, sentendo che la sua impresa di riportare Euridice indietro è fallita.Nell’epilogo\, Fosforo compare per narrare la metamorfosi della lira di Orfeo\, che diventa una costellazione luminosa nel cielo\, concludendo il racconto.
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SUMMARY:Miniature del Secolo Breve
DESCRIPTION:Silvia Vavassorivoce e liuto Premio Nazionale delle Arti\, 2025 \n\nFrancesco D’AnaVoi che passate qui Vincenzo CapirolaVoi che pasati qui Giovanni Maria Da CremaRicercar quinto Marchetto CaraO mia cieca e dura sorte  Vincenzo CapirolaO mia cieca e dura sorte Francesco da MilanoFantasia 33 Bartolomeo TromboncinoPer dolor me bagno el viso Alessandro DemofonteVidi hor cogliendo rose Joan Ambrosio DalzaCalata alla spagnola ditto Terzetti Bartolomeo TromboncinoStavasi amor Vincenzo CapirolaStavasi amor dormendo sotto a un fagio Marco Dall’AquilaRicercar n. 30 Bartolomeo TromboncinoNon è tempo d’aspettare Michele PesentiChe faralla\, che diralla? John DowlandPraeludium P. 98\nNow\, O Now I needs must part\nA Fancy n. 5\nIf my complaints could passions move Francis CuttingGalliard n. 10 John DowlandCome again \n\n\n \n\n\n\n\n\nMiniatura: L’arte di dipingere in piccole proporzioni. Da elegantissime decorazioni di testi medievali a veri e propri piccoli quadri nel rinascimento\, le miniature oggi sono rappresentazioni artistiche fuori dal tempo\, antenate delle odierne fotografie\, istantanee uniche di momenti passati. Altrettanto uniche sono le piccole gemme nascoste nel repertorio per flauto e arpa del Secolo Breve; ognuna di queste composizioni racchiude un suo preciso universo espressivo\, figlio di un secolo denso di eventi catastrofici e annesse domande e risposte culturali. \n\n\n\nComposta nel 1927 a bordo della corazzata “Provence” attraccata a Tolone\, la Suite en Duo è il prodotto di un viaggio compiuto in Guinea e Senegal da Jean Cras nei mesi precedenti. Durante quel viaggio assisté a un concerto di balafon\, strumenti a percussione formati da listelli di legno suonati con delle bacchette e montati sopra zucche che fungono da casse di risonanza. Rimanendo affascinato dal loro timbro unico\, durante la composizione della Suite si ispirò alle loro peculiari modalità e formule melodiche. Dopo un lirico Preambolo\, nei movimenti centrali compaiono i temi del balafon\, prima incalzanti nel Modéré\, poi più risoluti nell’Assez Lent\, ed infine rapidi e vorticosi in una gioiosa Danse à onze temps. Il brano termina con un virtuoso e travolgente accelerando che riporta infine il sole sull’esotico mare dipinto da Jean Cras.Segue la Sonata di Arnold Bax\, fondata su melodie di sapore popolare britannico in tre movimenti: un Allegro moderato in do minore in cui flauto e arpa dialogano con ritmo incalzante\, un Lento che si apre con una lunga parte quasi ad libitum del flauto dai toni malinconici chiudendosi poi mi con una pagina in stile mahleriano\, e infine un Moderato Giocoso che\, con un ritmo quasi marziale\, conclude la sonata con estremo virtuosismo. \n\n\n\nLa Sonata di Nino Rota\, che conclude il concerto\, rappresenta un felice incontro tra modernismo e classicismo\, in un continuo dialogo tra flauto e arpa su armonie semplici\, quasi rinascimentali\, inframezzato da parentesi solistiche virtuose ma non troppo. Gianandrea Gavazzeni scrive così a proposito della Sonata: “Idealmente questa Sonata è caratterizzata da una scrittura riposata nel quale si delinea un mondo poetico tutto intimo\, volto alle mezze luci. Qui pare il fiottar di voce d’un Ravel italiano\, arcaico\, intimissimo; d’uno che ha inventato uno stile prima inesistente.”
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