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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova\ncon il sostegno della\nFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \nNikolay Lugansky è nato nel 1972 a Mosca ed oggi\, nella sua piena maturità di artista\, tiene il suo primo concerto a Padova per la nostra associazione. Si è affermato giovanissimo con brillanti affermazioni al Concorso Giovanile di Tbilisi nel 1988\, al Concorso Bach di Lipsia\, al Concorso Rachmaninoff di Mosca nel 1990 e poi al Mozarteum nel 1992 e al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1994. Oggi è uno degli artisti russi più importanti: è solista della Filarmonica di Mosca e membro d’onore della Accademia Russa delle Arti. La sua carriera concertistica lo vede nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo da solo e con orchestre e direttori prestigiosi\, in un repertorio estremamente ampio che comprende oltre 50 concerti da Bach alla musica contemporanea. Altrettanto intensa la sua attività cameristica a fianco di artisti come Repin\, Kavakos\, Faust\, Maisky\, Rudin\, Netrebko etc.\nLa sua discografia (Harmonia Mundi ) è amplissima e tutti gli autori in programma vi sono rappresentati. Naturalmente Rachmaninoff\, che è uno dei compositori più amati da Lugansky\, ma anche Beethoven e Franck. Di Beethoven è recente l’uscita nel 2020 delle Sonate op.101\, 109\, 110\, mentre risale a circa quindici anni fa l’incisione delle sonate del “secondo periodo” (fra cui l’Appassionata ). In una recente intervista per Classica Lugansky ha ricordato l’enorme impressione che ricevette da ragazzo dall’ascolto della bella integrale beethoveniana realizzata per Melodya da Maria Grinberg: fu la sua prima impressione della musica classica e quel nobile e meditato equilibrio ispira anche oggi la sua lettura di Beethoven.\nRecentissima infine l’uscita di un CD tutto dedicato a C.Franck e che comprende anche il Corale per organo n. 2 trascritto da Lugansky stesso per pianoforte\, dopo averne ascoltato l’esecuzione di Jean Guillou.\nUn compositore\, Franck\, che lo affascina da oltre trentanni e di cui aveva eseguito la Sonata per violino\, il Quintetto e il Preludio Corale e Fuga\, a cui oggi si aggiunge il Preludio Aria e Finale\, rivelatogli dalla interpretazione di Alfred Cortot. Un omaggio quindi a Franck in anticipo sulle celebrazioni del 2022!\n  \n\n\n\nFoto © J-B. Millot
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SUMMARY:Brahms e dintorni: la musica da camera con archi
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \nBrahms e dintorni: la musica da camera con archi (10^ e ultimo concerto) \n\n        \n        \nSi conclude\, con il decimo concerto\, il ciclo intitolato “Brahms e dintorni“\, ma si conclude anche la straordinaria attività concertistica del Quartetto Auryn\, che aveva preso avvio nel 1981. È un momento di grande emozione sia per noi\, che per i musicisti\, che hanno voluto indirizzarci questo affettuoso messaggio. \n\n\n\n“Dopo oltre quarant’anni di attività concertistica\, alla fine di quest’anno\, noi del Quartetto Auryn\, ci congederemo dai palcoscenici. Siamo molto felici che\, dopo tutte le limitazioni legate alla pandemia\, avremo nuovamente l’occasione di suonare dal vivo per il pubblico di Padova. Credo che in nessuna città del mondo\, tranne forse che nella nostra città\, Köln\, abbiamo suonato così tante volte. Abbiamo ricordi meravigliosi: il ciclo Beethoven\, che per ogni quartetto rappresenta sempre un traguardo\, il ciclo dedicato a tutti i quartetti di Haydn e non possiamo che essere grati agli Amici della Musica\, che accolsero questa idea e la realizzarono in 18 concerti! Ed infine il ciclo dedicato alla musica da camera di Brahms\, che concluderemo adesso con il grandioso Quintetto. Al pianoforte ci sarà Peter Orth\, al quale siamo legati da una collaborazione musicale di oltre 30 anni.\nPadova è diventata per noi una seconda patria\,anche perchè per molti anni\, nelle sue vicinanze\, ad Este abbiamo organizzato un nostro Festival e ci mancheranno molto tutti i nostri amici qui. Ma rallegriamoci piuttosto per il nostro ultimo concerto con due grandi capolavori della musica.” \n\n\n\nOltre 40 le presenze a Padova del Quartetto Auryn\, dal 1991 ad oggi. Un quartetto che ha voluto dimostrarci tutta la sua amicizia anche durante la chiusura delle sale\, con due bellissimi concerti in streaming (che ritrovate sul nostro canale Youtube) riproponendo\, nel centenario della fondazione della Società di Concerti Bartolomeo Cristofori il programma beethoveniano che nel 1921 il Quartetto Busch aveva eseguito a Padova. \n\n        \n        \n\n        \nI biglietti del concerto sono in vendita da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto \n\n\n\n—\nore 10.30 Auditorium Pollini \n\n\n\nPROVA APERTA \n\n\n\nBiglietti: Interi 7€ ; Ridotti 3€
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DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma GeneraleDownload\n      \nBrahms e dintorni: la musica da camera per archi  (9° e ultimo concerto) \n\n\n\nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \nIn seguito al mancato arrivo di uno dei membri del Quartetto Auryn il programma inizialmente previsto ha dovuto essere modificato. \n\nPer il nono e ultimo concerto del ciclo “Brahms e dintorni“ il repertorio si estende al quintetto con pianoforte\, per poter presentare così lo splendido Quintetto op. 34: un’occasione per rinnovare in tal modo anche il sodalizio umano ed artistico che lega da molti anni il Quartetto Auryn al pianista americano Peter Orth.\nPeter Orth si è perfezionato con Rudolf Serkin\, ha vinto nel 1979 il 1° Premio al Concorso Naumburg\, e dal 1992 si è trasferito in Germania\, a Köln ed è oggi professore alla Musikhochschule di Detmold. Con il Quartetto Auryn ha da allora condiviso significative esperienze cameristiche che hanno affiancato la sua attività solistica. La sua recente incisione delle Variazioni su un tema di Diabellidi Beethoven ha ottenuto lusinghiere recensioni così come hanno riscosso attenzione le sue incisioni con il Quartetto Auryn\, fra cui quella del Quintetto di Brahms per Tacet.\nIl Quintetto op. 34 nacque originariamente (1862) come quintetto per archi (con 2 violoncelli)\, poi Brahms cambiò idea e lo trasformò prima in sonata per due pianoforti (1863/4) per arrivare infine (1864) alla stesura per quintetto con pianoforte.\nIl Quintetto di Bartók e il Tempo di Quartetto di Mahler sono due composizioni giovanili. La relazione di questi due compositori con Brahms fu diversa: Bartók nella sua autobiografia ricorda di essere stato\, al tempo degli studi\, fortemente influenzato\,come Dohnányi\, da Brahms e in particolare dalle sue prime opere come la Sonata op. 1. Sarà poi il fascino della musica di Wagner\, di Liszt e di R. Strauss (dal 1902) ad allontanarlo dallo stile brahmsiano. E sono appunto gli anni del Quintetto\, composto fra il 1903-‘04\, e che precedono il Quartetto per archi n. 1 (1907-‘09): le due composizioni ebbero la sorte di essere presentate assieme in un concerto il 19.3.1910 del Quartetto Waldbauer-Kerpely con l’autore al pianoforte che eseguì anche le sue Bagatelle op. 6.\nGustav Mahler\, che dal 1875\, a quindici anni\, si era trasferito a Vienna per studiare al Conservatorio\, scrisse il Tempo di Quartetto nel 1876. Un ambiente – quello del Conservatorio e della Società Amici della Musica – assai devoto a Brahms.\nMahler invece ebbe poca simpatia per la musica di Brahms (una scelta di campo condivisa con quella dell’amico Hugo Wolf) e viceversa Brahms – che pure ebbe grande ammirazione per Mahler come direttore – era diffidente nei confronti del compositore e del nuovo (si veda ad esempio la bocciatura di Das Klagende Lied).\nPer Brahms la musica era giunta a un punto morto; Mahler\, che andò a trovarlo a Ischl\, lo provocò invitandolo\, di fronte allo scorrere dell’acqua\, a dire dove era l’ultima onda! E Brahms fu costretto a concedere un sorriso dopo aver fissato l’ultima nuova onda. \n\n\n\n  \n\n        \n        \n\n        \nTurno pomeridiano\, ore 16:00\nTurno serale\, ore 20:30 \n\n\n\nbiglietti disponibili
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DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma GeneraleDownload\n      \nIn Signo Joannis Sebastiani Magni: una cattedrale per Bach (1° concerto) \n\n\n\nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \nDal 2007 il pianista belga Jan Michiels è una presenza frequente nelle nostre stagioni\, che arricchisce con rare proposte di programma\, che testimoniano l’intelligenza\, la cultura\, lo spirito di ricerca e la passione di questo straordinario musicista. Michiels suggella il suo legame con Padova nel 2020 anche con una presenza in Conservatorio con un Master nell’ambito di uno scambio ERASMUS con il Conservatoire royal di Bruxelles in cui è docente.\nA Bach è dedicato un progetto (In Signo Joannis Sebastiani Magni: una cattedrale per Bach) che inizia proprio con questo concerto. Ascolteremo Bach trascritto da Busoni (1899-1916) ma anche Busoni “secondo” Bach. La musica di Bach fu il fondamento della formazione musicale di Busoni\, che ad essa si dedicò per tutta la vita come pianista\, come editore\, come trascrittore e come creatore. Sono aspetti che troviamo tutti nel programma\, che affianca composizioni di Bach edite o trascritte dall’organo da Busoni e due importanti opere pianistiche di Busoni ispirate a Bach: la Fantasia nach Bach del 1909 (che si basa su tre temi di corale di Bach) e la monumentale Fantasia contrappuntistica del 1919 (nata dalla intenzione di completare la fuga incompiuta de L’Arte della Fuga). \n\n        \n        \n\n        \nTurno pomeridiano\, ore 16:00   \nTurno serale\, ore 20:30 \n\n\n\nbiglietti disponibili
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SUMMARY:Prokofiev\, Mjaskovskij\, Weinberg
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n        \n        \n        \n        \n\n        \nTurno pomeridiano\, ore 16:00   \nTurno serale\, ore 20:30 \n\n\n\nper avere la conferma del turno gli abbonati sono pregati di rivolgersi alla segreteria:    \ntel. 0498756763 \n\n\n\n  \n\n\n\neventuali biglietti saranno disponibili al botteghino la sera del concerto
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SUMMARY:Beethoven\, ScSchubert\, Franck
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n(foto © A. Weithaas/M. Borggreve\, M. Helmchen/G. Bertazzi)
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SUMMARY:Giacomelli Handel Pollarolo Bianchi Piccinni
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n“Giulio Cesare eroe barocco” \n\n        \n        \nnell’ambito della rete AMUR \n\n\n\n(foto © N. Dal Maso) \n\n\n\n  \n\n\n\nRaffaele Pe (controtenore) e La Lira di Orfeo (ensemble barocco) sono due nuove realtà della vita musicale italiana\, che sono state ricosciute della critica internazionale fra gli interpreti del barocco italiano. Ad essi Amadeus ha dedicato il numero di dicembre 2018 e contemporaneamente grande successo ha riscosso il CD “Giulio Cesare” dell’etichetta Glossa\, che è nella top 20 dei migliori dischi classici dell’anno per numerose riviste europee. \n\n\n\nRaffaele Pe è oggi tra i controtenori più apprezzati della nuova generazione. La sua voce abbraccia un vasto repertorio che spazia dal Recitar Cantando\, all’opera settecentesca\, fino alla musica contemporanea. Nato a Lodi\, ha iniziato i suoi studi in canto e organo a sei anni come corista della Cappella Musicale del Duomo di Lodi\, ha poi continuato la sua formazione a Londra e a Bologna con Fernando Opa Cordeiro. Ha recentemente debuttato a Vienna alTheater an der Wien nell’Orlando di Händel(Guth\, Antonini)\, a Venezia alTeatro La Fenicenell’Orlando Furiosodi Vivaldi (Ceresa\, Fasolis)\, all’Opera di Firenzenella Didone abbandonatadi Vinci (Colonna\, Ipata) e alGlyndebourne Opera Festivalcome protagonista dell’Ipermestradi Cavalli (Vick\, Christie) e all’Opera di Losannacon Diego Fasolis e I Barocchisti per il recitalL’art des Castrats chez Vivaldi. \n\n\n\nLa Lira di Orfeo è un ensemble dedito alla riscoperta in tempi moderni del repertorio antico e barocco. Fondato nel 2014 da Raffaele Pe\, aspira a realizzare un “rendering” – con le parole di Luciano Berio – dell’essenza originale di questo repertorio\, accordando tecniche passate con una sensibilità contemporanea. A seguito del brillante debutto per Deutschland Radio Kultur alla Philharmonie di Berlino e delle presenze al Bologna Festival\, al Festival MITO SettembreMusica\, a Parma Traiettorie e al Festival Rheinvokal di Francoforte\, l’ensemble si propone come giovane voce italiana per l’interpretazione della musica vocale tra Sei e Settecento. \n\n\n\nIl programma è una raccolta delle più significative arie tratte dalle opere italiane inedite dedicate alla figura di Giulio Cesare. Giacomelli\, Bianchi\, Piccinni\, Pollarolo si presentano come ritrovati riferimenti storici\, fondamentali per comprendere il valore della più famosa opera di Händel. In questi lavori il ruolo di Cesare fu interpretato tra l’altro dai maggiori cantanti dell’epoca\, da Carestini a Pacchierotti\, passando per Appiani e Senesino. Una antologia dei molteplici stili compositivi nell’Italia settecentesca dalla maturità del canto figurato fino al tramonto del gusto rococò nel periodo pre-napoleonico.  \n\n\n\nIl concerto è un progetto della rete AMÚR: un accordo fra 9 società ed enti musicali\, con prevalente attività cameristica\, per creare occasioni di ideazione\, coproduzione e circolazione di progetti artistici.  \n\n\n\nIl programma del concerto è presente su CD (Glossa) ed ha ricevuto il Premio della Critica Discografica “Franco Abbiati” 2019.
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SUMMARY:Hindemith\, Ligeti\, Kodaly
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \nfoto © M.Borggreve \n\n        \n        \nDa quasi 300 anni\, e da quando Pablo Casals le riscoperse all’inizio del ‘900\, le Suites “à Violoncello Solo” di Johann Sebastian Bach rappresentano un irragiungibile\, utopico modello di scrittura strumentale. Un modello che è un imprescindibile punto di confronto per molti compositori del Novecento e dei nostri giorni\, ai quali è dedicato il ciclo triennale che prosegue con il concerto di Julian Steckel. \n\n\n\nNel programma spicca la Sonata op. 8 di Z. Kodály\, l’opera con cui l’autore si impose nel 1915\, un immenso capolavoro che aprì al violoncello un universo sonoro nuovo che Steckel ha appena inciso per AVIE. Tutt’altro clima quello della Sonata di Hindemith: siamo nel 1923\, gli anni in cui l’autore cerca una sua strada fra “motorismo“ e neoclassicismo. Appartengono invece al dopoguerra le altre due composizioni proposte: la Sonata di Ligeti è degli anni 1948 – 53 ed era rimasta poco conosciuta fra le opere giovanili dell’autore e solo fra gli anni ’80 e ’90 è entrata nel repertorio concertistico. H. Dutilleux fu uno dei dodici compositori (fra questi P. Boulez\, W. Lutoslaswski) ai quali Rostropovich commissionò nel 1976 una serie di opere per festeggiare il 70° compleanno del direttore e mecenate svizzero Paul Sacher.\nJulian Steckel (1982) appartiene oggi all’elite dei giovani violoncellisti: premiato in diversi concorsi (Rostropovich\, Feuermann\, Casals e 1° Premio al Concorso ARD di Monaco nel 2012) si è affermato poi a livello internazionale come solista e come partner di musicisti come T. Zimmermann\, Quartetto Armida\, Quartetto Guarneri\, D. Kozhukhin\, L. Berthaud\, A. Lonquich\, V. Eberle\, E. Leonskaja e di direttori come M. Venzago\, V. Gergiev\, C. Eschenbach\, C. Hogwood ecc. Ha ricevuto il prestigioso riconoscimento ECHO classic per il CD dedicato a Bloch\, Korngold e Goldschmidt. Insegna alla Musikhochschule di Monaco. \n\n        \n        \n\n        \n“A violoncello solo”: dopo Bach … fra ‘900 e oggi (2° concerto)
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SUMMARY:Haendel\, Scarlatti\, Bach
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \nANDREA BUCCARELLA clavicembalo \n\n\n\n1° Premio Concorso internazionale di Bruges 2018 \n\n\n\n(foto © D.Caminiti) \n\n        \n        \n“Anno Domini 1685” è il titolo che Andrea Buccarella ha voluto dare al suo programma. Un riferimento alla congiunzione 1685\, quella cioè di tre compositori di statura gigantesca (Bach\, Händel\, Scarlatti)\, coetanei che non si incontrarono mai in vita ed ebbero in morte destini diversi: una congiunzione per la quale il Consiglio d’Europa decretò il 1985 Anno della Musica. Bach inserì la sua Ouvertüre nach Französischer Art nella Seconda Parte della Klavierübung pubblicata nel 1735 per affidarla ai posteri\, scarsa al contrario fu l’attenzione di Händel alle sue non poche composizioni per clavicembalo (17 Suites) di cui curò l’edizione di una prima raccolta nel 1720\, mentre la seconda raccolta fu edita a sua insaputa nel 1733 dall’editore Walsh. Con D. Scarlatti il virtuosismo strumentale raggiunge vertici impensabili fino ad allora e la sua produzione allinea tutti gli stili\, quello melodrammatico\, quello galante\, quello contrappuntistico assieme ad una assimilazione del canto e della danza spagnola.\nAndrea Buccarellasi è diplomato in organo al Conservatorio di S. Cecilia a Roma ed ha poi conseguito cum laude il biennio specialistico in clavicembalo con Enrico Baiano (2016) e poi il master alla Schola Cantoroum Basiliensis con Andrea Marcon (2018). Nello stesso anno vince il primo Premio al Concorso Internazionale di Clavicembalo di Bruges e il premio Outhere del gruppo discografico belga ed è il primo italiano a vincere questi premi.\nDirige l’Abchordis Ensemble con cui ha registrato due CD interamente dedicati alla musica sacra del barocco napoletano per Sony Deutsche Harmonia Mundi. \n\n        \n        \n\n        \nANNO DOMINI 1685: G.F. Händel\, D. Scarlatti e J.S. Bach
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SUMMARY:Bethoven\, Webern\, Widmann\, Berg\, Brahms
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n(foto © A. Grudinina) \n\n        \n        \nTre giovani e apprezzati musicisti condividono le loro significative esperienze artistiche nella formazione di trio clarinetto\, violoncello e pianoforte.\nTommaso Lonquich – clarinetto – è “figlio d’arte”\, ha compiuto i suoi studi in Spagna (premio nel 2009 come miglior clarinettista) ed è attivo sia come primo clarinetto di diverse orchestre (Aarhus Sinfonietta\, Orchestra da camera di Mantova\, Orchestra Leonore) che come camerista (Ensemble MidVest in Danimarca\, Chamber Music Society of Lincoln Center\, NY). Si dedica altresì all’improvvisazione e alla ricerca sull’interazione con il teatro.\nUmberto Clerici – violoncello – è stato allievo di A. Mosca\, M. Brunello e D. Geringas e\, dopo i successi iniziali riscossi in Italia e all’Estero (2000 Concorso I.C.O.\, Concorso Janigro di Zagabria\, Concorso Rostropovich di Parigi\, Concorso Čajkovskijdi Mosca\, ecc)\, ha intrapreso una significativa attività concertistica: nel 2014 ha vinto il concorso di primo violoncello a Sydney\, dove attualmente è anche docente nella locale Università.\nClaudio Martinez Mehner – pianoforte – è nato in Germania\, ma ha compiuto i suoi studi in Spagna. Affianca un’importante attività concertistica in tutto il mondo a quella di docente alla Accademia Musicale di Basilea e alla Hochschule di Köln.\nLe due pagine più importanti della letteratura per questa formazione aprono e chiudono il programma. Il Trio op. 11 di Beethoven – un’opera giovanile del 1798 – è noto anche\, nei paesi tedeschi\, con il titolo di “Gassenhauer Trio” perchè nel tema e variazioni finali l’autore usa un celebre motivo d’opera (da J. Weigl). È invece opera tarda il Trio op. 114 di Brahms: esso appartiene alla straordinaria stagione creativa del Quintetto op. 115 e delle due Sonate op. 120\, nate dal fascino suscitato nel compositore dal clarinettista R. Mühlfeld a Meiningen nell’estate 1891.\nLa Vienna del tardo Brahms e quella degli esordi di Schönberg è lo sfondo degli altri brani in programma: l’op. 5 di Berg del 1913\, dedicata a Schönberg\, ed i 3 Kleine Stücke op. 11 di Webern\, condividono la poetica aforistica sperimentata da Schönberg nei Sechs kleine Klavierstücke op. 19\, mentre si riallacciano a Brahms i Due Pezzi di Webern del 1899. \n\n\n\nNachtstück di Jörg Widmann (un compositore clarinettista che è stato anche protagonista del nostro concerto del 20 marzo 2015 con il Quartetto Gringolts) è un brano del 1998 composto per i concerti di Schloss Albrechtsberg di Dresda. 
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SUMMARY:Beethoven\, Czerny\, Schubert\, Rachmaninov
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nUn concerto “a sei mani” e “in famiglia” per il ritorno di Lilya Zilberstein nella nostra stagione. Lilya Zilberstein vinse nel 1987 il Concorso Busoni e la sua importante carriera successiva l’ha consacrata come una delle protagoniste del mondo pianistico internazionale: incisioni per DG con C. Abbado e i Berliner\, collaborazioni con i maggiori direttori\, Premio Accademia Musicale Chigiana nel 1998\, docenze alla Accademia stessa dal 2011 e all’Università di Vienna. Nel 2009 ha festeggiato i suoi primi vent’anni di carriera con una lunga tournée europea in duo con Martha Argerich\, una collaborazione che si rinnova tuttora ogni anno. I due giovani figli Daniel (1991) e Anton (1996) – Gerzenberg è il nome del padre – sono nati ad Amburgo ed hanno studiato con la madre. Hanno costituito nel 2009 un duo pianistico\, che ha fatto il suo debutto al Festival Martha Argerich ed ha suonato in sale prestigiose in Germania\, Italia e a Taipei.\nIn apertura di programma Lilya propone due pagine beethoveniane: le giovanili 24 Variazioni WoO65 composte nel 1791 a Bonn\, prima della sua partenza per Vienna e la Sonata op. 57 “Appassionata” del 1804-5\, una fra le più note e amate sonate del repertorio pianistico. A sei mani invece il Rondeau op. 227 (1834\, Les Pianistes associés\, ou Compositions brillantes et concertantes\, 3 Libri) di quel Carl Czerny oggi ricordato spesso solo come pignolo autore didattico\, ma che fu invece compositore e pianista importante\, allievo di Beethoven\, suo collaboratore\, interprete e testimone\, maestro di F. Liszt ecc. Ai giovani Daniel e Anton Gerzenberg in duo a quattro mani il programma riserva il Rondo D 951 del giugno 1828 di Schubert e i 6 Morceaux op. 11 che Rachmaninov compose a 21 anni nel 1894.
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SUMMARY:Martinu\, Crumb\, Rorem\, Carter\, Saariaho
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        Ex Novo Ensemble è nato  a Venezia nel 1979 dalla collaborazione tra un gruppo di musicisti (fra cui i tre protagonisti del concerto) ed il compositore Claudio Ambrosini e rappresenta oggi una realtà di riferimento nel panorama internazionale della musica nuova . Dal 2004 è protagonista altresì del Festival veneziano Ex Novo Musica. Affianca ad una intensa attività concertistica una ricca collaborazione discografica con etichette come Arts\, Asv\, Kairos\, Brilliant\, Stradivarius\, Dynamic\, Ricordi etc.\n  \n\n\n“Confluiscono in questo racconto musicale attraverso la seconda metà del secolo XX un florilegio di influenze molto diverse: dal contrappuntismo di matrice neobarocca ( Martinu) all’originale visione neoclassica di Ned Rorem alle rivisitazioni tardo-novecentesche dell’impressionismo francese (Saarihao e Crumb). L’ecclettismo dell’arte di Elliott Carter fa colloquiare drammaturgicamente diversi personaggi e stati d’animo; un elegante virtuosismo condotto con semplicità quasi infantile riluce nel Trio di Martinu: opera scritta nel 1944\, dal suo esilio nel Connecticut\, piena di ottimismo\, freschezza e gioia di vivere. Infine due straordinarie opere di George Crumb: Vox Balaenae del 1971  imperniato sulla parodia delle misure di apertura di Also sprach Zarathustradi Strauss\, ispirato dal canto delle megattere propone un ambiente timbrico fantastico e surreale che evoca “il ritmo ampio della natura” e invita ad uno stato meditativo di sospensione del tempo. Considerati come i pannelli di un affresco\, i sette pezzi della Piccola Suite per il Natale del 1979\, ispirati agli affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni\, trasmettono stupore e gioia\, intima contemplazione meditativa al crocevia tra umano e metafisico.” (Aldo Orvieto) \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Beethoven\, Bartók
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      Mondi pianistici a confronto: l’ultimo Beethoven e Bartok (6° e ultimo concerto) \n\n        \n        Nell’estate del 1817 Thomas Broadwood\, esponente della celebre ditta pianistica inglese John Broadwood & Sons\, incontrò a Vienna il quarantasettenne Beethoven. Il compositore era quasi del tutto sordo\, la sua salute in cattive condizioni e non aveva i mezzi per acquistare un pianoforte. Di ritorno a Londra Broadwood decise di fare una sorpresa a Beethoven regalandogli un nuovo grande pianoforte. Lo strumento lasciò Londra nel dicembre 1817 e arrivò a Vienna dopo un viaggio per mare e per terra  nel maggio 1818. Il dono di questo pianoforte fu alla base dell’ispirazione di Beethoven di scrivere le sue ultime sonate op. 106\, 109 e 110. Nel ringraziare Broadwood il 3 febbraio 1818 così scriveva Beethoven: “non appena avrò ricevuto il vostro ottimo strumento vi manderò subito i frutti dell’ispirazione dei primi momenti che ci passerò sopra\, perchè vi servano per mio ricordo\, mio carissimo Broadwood; ed io mi auguro che siano degni del vostro strumento”. Lo strumento era ben diverso dai pianoforti viennesi e francesi\, che Beethoven conosceva: aveva una maggiore estensione\, era più robusto e più sonoro. \n\n\nE’ per questo strumento che Beethoven scrive nel 1817/18  la “Grosse Sonate für das Hammerklavier” (Grande Sonata  per Pianoforte) op. 106\, una sonata dalle proporzioni gigantesche “che darà del filo da torcere”\, disse Beethoven\, “ai pianisti quando la si suonerà fra cinquant’anni!”. \n\n\nDel 1821/22 invece l’ultima delle 32 Sonate di Beethoven\, la sonata op.111.\n  \n\n\nE’questo l’ultimo\, fatale appuntamento  del ciclo Mondi pianistici a confronto: l’ultimo Beethoven e Bartók che Dénes Várjon ha offerto a Padova in sei concerti. Il congedo da B. Bartók avviene nel segno della Suite op.14 del 1916/18\, una composizione in cui l’autore disse di aver perseguito “il raffinamento della tecnica pianistica\, il cambiamento della tecnica in uno stile più trasparente\, uno stile fatto di ossa e muscoli\, opposto al pesante stile accordale del periodo romantico”.   \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Tishchenko\, Sebalin\, Gubaidulina\, Sostakovich
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \ndalla Rivoluzione alla Perestrojka: la Musica in Russia 1917 – 1985 (2° concerto) \n\n        \n        \nfoto (c) M.Borggreve \n\n\n\n  \n\n\n\n  \n\n\nIl Quartetto Danel è un quartetto belga\, fondato nel 1991\, che si è affermato nella vita musicale internazionale sia a livello concertistico che discografico soprattutto\, al di là del grande repertorio\, per lo spirito di ricerca\, per l’attenzione alla musica contemporanea e le collaborazioni con compositori come P. Dusapin\,W. Rihm\, S. Gubaidulina\, B. Mantovani\, J. Widmann\, H. Lachenmann etc. Uno degli ambiti di ricerca prediletti dal Quartetto Danel è quello della musica russa: da ricordare l’incisione dei 15 Quartetti di D. Šostakovič per Fuga Libera nel 2005 (integrale che il Quartetto Danel eseguì con grande successo anche a Padova nel 2008) e quella dei 17 Quartetti di M. Weinberg per cpo nel 2007-2014.\n\nNel programma troviamo il Quartetto n. 2 di D. Šostakovič\, che è dedicato a Vissarion Šebalin(1902- 1963)\, amico di lunga data del compositore. Lo scrive per il Quartetto Beethoven nel settembre 1944\, subito dopo le Sinfonie n. 7 e n. 8 ed il Trio n. 2 e tre anni di guerra.\nGrande era la stima di Šostakovič nei confronti di Šebalin e nel suo studio c’erano ritratti di tre soli compositori Mahler\, Mussorgsky ed appunto Šebalin. Dopo una fase modernista degli anni ’20\, Šebalin\, che apparteneva alla cerchia di Myaskovsky\, era approdato ad uno stile più tradizionale e legato al folclore. Il Quartetto n. 5 op. 33 è intitolato appunto “Slavo” per l’uso di temi russi o slavi. Il quartetto ricevette nel 1943 (per il 1942) il Premio Stalin (la Settima sonata di Prokofiev invece il secondo premio!).\nBoris Tishchenko (1939- 2010) fu anche legato a Šostakovič\, di cui fu allievo a Leningrado dal 1962 al 1965\, dopo aver inizialmente studiato con G. Ustvolskaya. Si dichiarò in quell’ anno “un serialista  post-weberniano”. Il Quartetto op. 8 è il primo dei suoi 6 Quartetti ed è del 1957.\nAppartiene a questa costellazione Shebalin / Šostakovič anche Sofija Gubajdulina (1931): di Šebalin fu allieva a Mosca negli anni ’60 e Šostakovič  all’esame finale la incoraggiò a continuare per la sua “cattiva strada”. Etichettata come “irresponsabile” agli inizi delle sue esperienze\, è oggi una delle figure di riferimento fra i compositori viventi (Leone d’Argento della Biennale di Venezia nel 2013). ”Reflections on the theme B-A-C-H” è un’opera del 2002 e fu scritta per il Quartetto  Brentano e un progetto (Dartmouth\, Usa) legato a L’Arte della Fuga di Bach. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Martucci\, Brahms\, Petrassi\, Beethoven
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        Il violinista Gennaro Cardaropoli e il pianista Alberto Ferro si stanno affermando come alcuni dei più interessanti giovani talenti italiani: il primo ha conseguito il Premio Nazionale delle Arti del MIUR nel 2013 a soli 16 anni ed ha vinto poi il Concorso Arthur Grumiaux e il Premio Abbado nel 2015; il secondo ha vinto il 2° Premio al Busoni e il Premio Venezia nel 2015 per arrivare\, dopo altre affermazioni\, in importanti concorsi internazionali\, al 1° Premio e Premio del pubblico al Telekom-Beethoven di Bonn nel 2017: ai due valorosi giovani musicisti (che suonano in duo dal 2016) gli Amici delle Musica di Padova avevano già  dedicato la loro attenzione nei concerti di Domenica in Musica nel 2016. \n\n\n  \n\n\nIl programma accosta composizioni celeberrime del repertorio a  pagine meno note. Si apre con la Sonata op. 47 “A Kreutzer”\, che Beethoven scrisse nel  1803\, una “ Sonata … scritta in uno stilo brillante molto concertante\, quasi come di un Concerto”. In chiusura invece la terza delle Sonate di Brahms\, l’op.108 composta a Thun nel 1888. Al centro del programma  due compositori italiani\, Giuseppe Martucci e Goffredo Petrassi. Martucci è uno dei protagonisti dell’avvicinamento alla cultura musicale d’oltralpe (conobbe direttamente Brahms e diresse memorabilmente nel 1888 a Bologna la prima italiana del Tristano e Isottadi Wagner): la Sonata op. 22 è un ‘opera giovanile degli anni 1874/76. Goffredo Petrassi invece\, analogamente al suo coetaneo Dallapiccola\, appartiene ad una generazione che\, dopo le esperienze di Casella e Malipiero\, si apre alle nascenti avanguardie del Novecento. Introduzione e Allegro è una composizione giovanile del 1933. Scritta per violino concertante e 11 strumenti\, la composizione ebbe il riconoscimento internazionale della SIMC che la selezionò\, assieme al Divertimento in quattro esercizi di L. Dallapiccola\, per il Festival di Praga del 1935. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Telemann\, Haendel\, Andriessen
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \nfoto (c) M. Borggreve \n\n        \n        L’olandese Erik Bosgraaf è considerato oggi l’erede di Frans Brüggen e fra i migliori strumentisti di flauto dolce del mondo. Lo testimonia la sua attività internazionale ricca di concerti e di registrazioni discografiche (Brilliant)\, di composizioni scritte per lui\, di premi (Borletti-Buitoni Trust 2009\, Nederlandse Muziekprijs 2011\, ECHO Rising Stars 2011/12\, Het Gouden Viooltje 2012)\, di collaborazioni solistiche con Dallas Symphony Orchestra\, Residentie Orkest\, Netherlands Chamber Orchestra\, Helsinki Baroque Orchestra. Docente al Conservatorio di Amsterdam e all’Accademia Musicale di Cracovia Bosgraaf coltiva un repertorio che dal barocco arriva alla musica di oggi\, nell’ambito della quale ha condiviso la scena anche con musicisti jazz (il sassofonista Yuri Honing) e con il mondo della improvvisazione (il violoncellista Ernst Reijseger) e della musica da film (per il regista Wener Herzog). \n\n\nDopo il grande successo del debutto a Padova nel novembre 2016 Bosgraaf torna nella nostra stagione in duo con il clavicembalista Francesco Corti\, suo partner abituale sia nella attività concertistica che discografica. Francesco Corti\, aretino\, ha vinto nel 2006 il 1° Premio al XVI Concorso J.S. Bach di Lipsia e il secondo premio al Concorso di musica antica di Bruges nel 2007: da quelle affermazioni ha sviluppato un’importante attività come solista e continuista di gruppi come Les Talens Lyriques\, l’Ensemble Zefiro\, Bach Collegium Japan. Dal 2016 Francesco Corti è  professore di clavicembalo e basso continuo alla Schola Cantorum Basiliensis.\n\nIl programma presenta nella prima parte una scelta di compositori del Settecento attivi nei Paesi Bassi con due incursioni nella contemporaneità con un brano di Seung-Won Oh (è un nuovissimo brano del 2018/19 scritto per Bosgraaf ) e l’Ouverture to Orpheus per clavicembalo scritta da Louis Andriessen nel 1982.\nDue grandi nomi del barocco tedesco\, ma assai legati allo stile italiano\, nella seconda parte: quello di G.P. Telemann e di G.F. Haendel \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Monteverdi\, Rossi\, Castello\, Marini
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \nTancredi\, Clorinda e Arianna: Affetti\, Amore & Guerra \n\n        \n        Un programma di grande suggestione con al centro una delle figure più “rivoluzionarie” della storia della musica: Claudio Monteverdi. Accanto a pagine celebri come il lamento di Arianna “Lasciatemi morire” e la ciaccona Zefiro torna e di soavi accentiquello che per molti è considerato\, insieme all’Orfeo\, il primo grande esempio di teatro in musica\, Il Combattimento di Tancredi e Clorindadel 1624\, nella versione che lo stesso Monteverdi aveva immaginato con costumi e gesto per rappresentare tutti gli “affetti” che il testo del Tasso richiede. \n\n\nNella Venezia del primo Seicento la musica strumentale vive una stagione irripetibile con violinisti e virtuosi come Biagio Marini e Dario Castello che lavoravano a fianco del divino Monteverdi nella Cappella Marciana e che portarono la sperimentazione ai massimi livelli tanto da divenire modelli indiscussi per tutta una generazione di musicisti.  \n\n\nIl gruppo barocco veneto I Musicali Affetti è reduce dal grande successo internazionale della sua registrazione\, in prima mondiale\, dell’opera seconda di Biagio Marini. \n\n\nLa direzione è affidata al violinista vicentino Fabio Missaggia e la regia e i costumi ad Alberto Allegrezza. \n\n\nLe voci di Sofia Pezzi e Enrico Busia sono state premiate all’XI edizione del Concorso di canto barocco – Premio Fatima Terzo \n\n\nUn concerto non solo da sentire ma anche da vedere. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      programma di salaDownload\n      \n“Un pianoforte per Padova” \nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)\nCon il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \nDopo la prestigiosa affermazione nel 2015 a Calgary in Canada (Honens International Piano Competition) il nome del giovane pianista milanese Luca Buratto si è affermato nel panorama musicale internazionale con un rilievo sottolineato subito dalla stampa specializzata (BBC Music Magazine\, International Piano\, Musical America etc.)\, anche nelle entusiastiche recensioni del suo primo CD edito da Hyperion nel 2017 e dedicato a Schumann. I debutti al Konzerthaus di Berlino\, a Lugano\, a Marlboro\, al Teatro alla Scala sono alcune delle tappe significative della sua recente carriera. La nostra Associazione lo aveva subito invitato per Domenica in Musica il 17 gennaio 2016.\nTerzo classificato e premio del pubblico al Concorso Schumann di Zwickau nel 2012\, Luca Buratto mantiene da sempre un profondo legame con la musica di Robert Schumann\, suo autore di riferimento. \n\n\n\nE a Schumann\, appunto\, è dedicata una parte importante del programma del concerto: si tratta della Sonata n. 3 op. 14 del 1835/36\, una sonata che\, per la sua struttura del tutto atipica\, Schumann voleva intitolare “Concerto” ripiegando poi\, su pressione dell’editore\, sulla eliminazione dei due Scherzi originari e sul titolo “Concerto senza orchestra”. La precedono le Blanca Variations del 2015 del compositore inglese Thomas Adès: Blanca è la pianista Blanca Delgado\, che troviamo nell’opera ispirata al film di Buñuel “L’angelo sterminatore” e il tema delle variazioni è il canto popolare sefardita “Lavaba la blanca niña”. Nel nome di Couperin (nel 350°anniversario della nascita) una scelta di suoi pezzi clavicembalistici (quei pezzi riscoperti da Wanda Landowska e che affascinarono Brahms\, che ne curò una edizione nel 1871) si collega\, nella prima parte\, alla suite Le tombeau de Couperin che Maurice Ravel scrisse negli anni della prima guerra mondiale (1914-1918) con dedica di ciascuno dei sei brani a un amico caduto in guerra. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
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SUMMARY:Mahler
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nDas Lied von der Erde (Il canto della terra) è\, da molti punti di vista\, il più grande capolavoro di Mahler\, nel quale culmina quella sintesi ideale fra Sinfonia e Lied\, che aveva occupato Mahler fin dagli anni dei suoi giovanili Lieder eines fahrenden Gesellen e della Sinfonia n. 1 (1884-1888). Nel 1908\, in una lettera a Bruno Walter\, scrisse che “era la cosa più personale che avesse mai fatto” e Bruno Walter\, che ne diresse la prima esecuzione\, sei mesi dopo la morte dell’autore\, nel novembre 1911\, ricorda che “fu la prima volta che Mahler non suonò davanti a me una nuova composizione\, perchè probabilmente temeva di rimanerne profondamente turbato”. Era\, sempre nelle parole di B. Walter\, “come un grido straordinariamente appassionato di un’anima che si accomiata e si dilegua”.\nLa versione pianistica originale\, che qui si presenta\, si basa su un manoscritto ritrovato nel 1953 fra i documenti di Alma Mahler-Werfel e poi edito nell’edizione critica delle opere di Mahler: M. Lipovšek\, G. Winbergh e W. Sawallisch al pianoforte ne diedero la prima esecuzione pubblica nel 1989 a Tokyo. \n\n\n\nQuesta rara occasione di ascolto ci è offerta (assieme ad una selezione di Lieder da Des Knaben Wunderhorn\, 1892-1901) da Alessandro Cortello (vincitore nel 2005 e nel 2007 del Concorso Internazionale “Seghizzi” di Gorizia)\, Silvia Regazzo (vincitrice di diversi concorsi fra cui il “Toti Dal Monte” 2001 e il “Giulio Neri” nel 2010) e Alberto Miodini che affianca l’attività solistica a quella cameristica (soprattutto\, da oltre venticinque anni\, con il Trio di Parma). \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
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SUMMARY:Kurtag\, Bloch\, Dallapiccola\, Tavener\, Britten
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma GeneraleDownload\n      \n\n\n“A violoncello solo”: dopo Bach… fra ’900 e oggi   (1° concerto)  \n\n\n\n\n        \n        Da quasi 300 anni le Suites “à Violoncello Solo” di Johann Sebastian Bach rappresentano un irraggiungibile\, utopico modello di scrittura strumentale. Un modello che è un imprescindibile punto di confronto per molti compositori del Novecento e dei nostri giorni\, ai quali è dedicato il ciclo triennale che inizia con il concerto di Natalie Clein.  \n\n\nNatalie Clein\, che giovanissima suonò a Padova il 4 maggio 2006 con M. Padmore e J. Drake\, è una delle più affermate strumentiste inglesi (a 16 anni BBC Young Musician of the Year e poi vincitrice dell’European Competition for Young Musicians) ed il programma è quello che ha\, in parte\, inciso in un CD della Hyperion\, riscuotendo entusiastiche recensioni\, fra queste il Diapason d’or della Rivista Diapason.  \n\n\nCiaccona\, Intermezzo e Adagio di Luigi Dallapiccola è una drammatica composizione del 1945\, coeva dell’opera Il Prigioniero\, e scritta per Gaspar Cassadò. La prima delle tre Suites di Ernest Bloch è invece del 1956\, è un’opera tarda e fu scritta per Zara Nelsova\, indimenticabile interprete di Schelomo\, il capolavoro di Bloch. È Mstislav Rostropovich l’ispiratore delle opere per violoncello di Benjamin Britten. La terza delle sue Suites per violoncello solo\, l’op. 87 fu un regalo che l’autore portò nel 1971 a “Slava” a Leningrado: un lavoro che in omaggio a Rostropovich è una successione di variazioni di temi russi. Più recenti invece gli altri due autori in programma. Threnos (Lamento) di John Tavener è del 1990 e fu scritto per Steven Isserlis ed il titolo rimanda alla Grecia\, sia in senso liturgico che folclorico. I tre piccoli brani di Kurtág sono invece estratti da Signs\, Games and Messages\, una sorta di diario\, fatto di messaggi di “in memoriam”\, un “work in progress” (come Játékok) iniziato nel 1989 e che ha un riferimento nel violoncellista ungherese Miklos Perényi.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      concerto_2510-1Download\n      \nfoto (c) M.Borggreve \n\n\n\nUn Pianoforte per Padova \n\n\n\nConcerto inaugurale della 62a Stagione Concertistica 2018/19 ciclo B \n\n        \n        “Mein Beethoven / Leben mit dem Meister” (Il mio Beethoven / vita con il Maestro ) è il titolo del libro di Rudolf Buchbinder edito nel 2014 a Salisburgo.\nEd effettivamente\, come annuncia il sottotitolo\, la vita di Buchbinder è stata ed è una vita con Beethoven. A sette anni\, come studente della Wiener Musikakademie\, suona le Variazioni in sol magg. e nel 1959\, nel frattempo era passato nella classe di Bruno Seidlhofer\, la Sonata op. 2 n.1.  \n\n\nDue anni prima un concerto quasi ufficiale\, in cui suona il Concerto n.1 op. 15\, opera con cui debutta al Konzerthaus (Mozartsaal) il 6 dicembre 1957. Il suo primo recital interamente dedicato a Beethoven è quello del 10 maggio 1961\, in cui esegue le Sonate op. 10 n.3\, op. 31 n.3\, op. 109 e le Variazioni in do min. Una esperienza che si è arricchita nel tempo anche con la musica da camera\, in trio e in duo con strumentisti ad arco come H. Szeryng\, N. Milstein e J. Starker\, dai quali ha appreso l’arte del legato e del cantabile così come con strumentisti a fiato (le prime parti dei Wiener Philarmoniker) dai quali ha recepito l’arte del respiro.  \n\n\nLa sua interpretazione delle 32 Sonate di Beethoven è considerata oggi uno dei caposaldi nella storia della interpretazione beethoveniana. Buchbinder ha eseguito il ciclo delle 32 Sonate più di 50 volte\, a Berlino\, Buenos Aires\, Dresda\, Pechino\, San Pietroburgo\, Zurigo\, Milano\, Vienna\, Monaco (e anche a Padova nel 1988) ed è stato il primo pianista ad eseguirle tutte al Festival di Salisburgo nel 2014.  \n\n\nIl programma del concerto affianca due delle sonate più celebri (la “Patetica” op. 13 del 1799 e la “Waldstein” op. 53 del 1804) alla Sonata op. 22 del 1799/1800\, una delle sue sonate meno note\, anche se assai amata da Richter e da Benedetti Michelangeli\, alla Sonata “facile” op. 49 n.2 del 1795/98 e alla Sonata op. 79 del 1808/09\, edita come “Sonatina”\, con il suo primo tempo “alla tedesca”.  \n\n\n\n 
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nLukas Geniušas (nato a Mosca nel 1990 in una famiglia di musicisti di origini lituane e nella quale c’era un’ allieva di Heinrich Neuhaus) ha ottenuto una vasta fama internazionale aggiudicandosi il Primo Premio al Concorso Gina Bachauer di Salt Lake City nel 2010\, subito dopo la medaglia d’argento al Concorso Fryderyk Chopin di Varsavia\, e nel 2015 la medaglia d’argento al Concorso Čajkovskij di Mosca. Oggi il suo nome è presente nei maggiori festival (Verbier\, La Roque d’Antheron\, Piano aux Jacobins\, Lockenhaus…) e nelle sale più prestigiose (Wigmore Hall\, Auditorium du Louvre\, Mariinsky 3\, Schloss Elmau\, Sala Verdi a Milano). Collabora regolarmente con direttori come V. Gergiev\, M. Pletnev\, C. Dutoit\, A. Boreyko\, A. Wit . Fra le sue incisioni più recenti quella dei Preludi di Rachmaninoff (Piano Classics). Per il suo “debutto” padovano ha scelto la terza Sonata op. 58 di Chopin (1844-45): in una intervista a Classica Geniušas ha detto che uno dei suoi ricordi musicali più vecchi è quello di aver sentito la madre che studiava l’op. 35 di Chopin e che senza Chopin probabilmente non sarebbe diventato musicista. Il programma comprende poi Alborada del Gracioso di M. Ravel (il quarto brano di Miroirs \, 1904-5) e i 10 Pezzi op. 12 di S.Prokofiev del 1906-1913: una raccolta in cui “appaiono come in un catalogo le componenti della poetica del compositore: quella neobarocca\, quella neoromantica\, quella grottesca\, quella favolistica”. (P. Rattalino)
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SUMMARY:A. Scarlatti
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nAnche quest’anno\, dopo il bellissimo programma della scorsa stagione dedicato a T. Luis de Victoria\, La Stagione Armonica di Sergio Balestracci rinnova la sua presenza nel nostro cartellone con un concerto per la Settimana Santa tutto dedicato ad Alessandro Scarlatti. Il manoscritto 443 dell’Accademia Filarmonica di Bologna contiene diverse composizioni di Alessandro Scarlatti che si riferiscono alla liturgia della Settimana Santa. Tra queste spiccano i ventisette responsori del triduo pasquale e undici mottetti per la quaresima. L’anonimo copista non indica in nessuna di queste composizioni il nome di Alessandro Scarlatti. Nonostante ciò si tratta di brani di grande portata espressiva\, di alto livello compositivo\, in cui non è difficile ravvisare la maestria e lo stile del grande maestro siciliano. In questo programma vengono presentati solo i nove responsori del venerdì santo. I brani organistici intendono dare respiro ai responsori e favorire la meditazione sulle immagini icastiche della passione di Cristo\, il cui percorso si conclude con il Miserere\, qui nella redazione del graduale nella feria quarta delle Ceneri. I tre mottetti quaresimali completano l’affresco che si propone di far entrare gli ascoltatori nell’atmosfera che precede la morte e la resurrezione di Cristo. \n\n        \n        \n\n        \nconcerto solo in abbonamento
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SUMMARY:Bach
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nL’apparizione sullla scena internazionale del clavicembalista francese Jean Rondeau\, dopo l’ affermazione nel 2012\, a soli 21 anni\, al Concorso di Bruges e al 64° Concorso di Praga\, è uno dei fatti più clamorosi della vita musicale di oggi: nel 2015 ha ottenuto il riconoscimento di “Rivelazione” alle Victoires de la musique classique e i suoi primi CD per Erato (Bach\, Rameau\, Royer\, concerti della famiglia Bach) sono stati salutati dalla critica con entusiasmo. Un nuovo talento della musica barocca (Development Trust Prize della Eubo)\, ma un talento che lavora anche su improvvisazione e repertorio jazz con il suo ensemble Note Forget . Le Variazioni Goldberg (il titolo non è di Bach\, e si riferisca improbabilmente al clavicembalista Joahnn Gottlieb Goldberg) rappresentano un esito senza precedenti nella letteratura dell’epoca sia per quel che riguarda la tecnica esecutiva che per l’imponente disegno complessivo\, che le proietta\, per la concezione monotematica e marcatamente contrappuntistica\, verso le ultime opere per tastiera (Offerta musicale\, Variazioni vom Himmel hoch\, Arte della Fuga). Bach le pubblicò come IVa parte della Clavierübung nel 1741-2. \n\n\n\nfoto © facebook.com/JeanRondeau.Official
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \nMondi pianistici a confronto: l’ultimo Beethoven e Bartók (5° concerto) \n\n        \n        In seguito ad un banale incidente\, Izabella Simon non potrà partecipare al concerto. Ringraziamo Bruno Canino che con grande amicizia ha accettato di prendere parte al concerto. \n\n\nLa prima parte del concerto sarà eseguita da Dénes Várjon da solo. \n\n\n\nIl quinto (e penultimo) appuntamento del ciclo dedicato all’ultimo Beethoven e a Bartók\, e che ha come protagonista il pianista ungherese Dénes Várjon\, giunge ad una tappa molto significativa\, quella dedicata alla Sonata per due pianoforti e percussione di Bartók\, uno dei f capolavori della musica del Novecento. In duo con Várjon suona la moglie Izabella Simon (partner anche di artisti come J. Banse\, A. Rost\, H. Holliger\, M. Perenyi\, R. Vlatkovic\, R. Ziesak …) e due fra i migliori percussionisti italiani\, Massimo Pastore e Claudio Tomaselli. Bartók compose la Sonata per due pianoforti e percussione nel 1937\, subito dopo la Musica per archi\, celesta e percussione (1936). La combinazione “pianoforte-percussioni” affascinava il compositore\, che già l’aveva sperimentata nel tempo lento del 1° Concerto (1926) ed anche nel 2° Concerto (1931). E’ una commissione legata a Paul Sacher e alla sezione di Basilea della ISMC/SIMC e a Basilea ebbe luogo con enorme successo la sua prima esecuzione\, il 16 gennaio 1938. Con Bartók suona Ditta Pasztory (1903-1982)\, una sua allieva degli anni 1922/3\, che aveva sposato subito dopo (è la sua seconda moglie). Inizia così anche l’attività concertistica del loro duo pianistico (in repertorio oltre alla propria musica Bartók amava presentare Mozart\, Liszt \, Brahms\, Debussy …) e che si concluderà (è l’ultimo concerto di Bartók) il 21 gennaio 1943 con l’esecuzione diretta da F. Reiner a New York del Concerto per due pianoforti (la versione con orchestra appunto della Sonata). E’ per la loro attività concertistica che Bartók trascrive nel 1940 sette brani da Mikrokosmos. Il Beethoven “ultimo” (anzi ultimissimo!) che troviamo in programma è quello della Grande Fuga (1824-5). Era il movimento conclusivo del Quartetto op. 130 e divenne poi un movimento a sé stante\, che fu pubblicato come op. 133. Beethoven stesso\, dopo gli insoddisfacenti tentativi di Anton Halm\, la trascrisse (op. 134) fra agosto e settembre 1826 per pianoforte a quattro mani. Completano il programma brani di György Kurtág (un compositore per il quale “la lingua madre” è Bartok) tratti da Játékok (Giochi)\, una vasta raccolta iniziata nel 1973 e che nel 2017 è arrivata al 9° volume.
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SUMMARY:Beethoven\, Corti
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n\nPietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nterzo concerto \n\n\n\nIn collaborazione con Teatro Comunale di Monfalcone\, Amici della Musica di Verona e di Mestre e Circolo Culturale Bellunese \n\n\n\n\n\nSi conclude questa sera il ciclo triennale dedicato alle 10 Sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven\, un ciclo affidato a tre delle migliori giovani violiniste italiane e che ha visto nelle stagioni precedenti Francesca Dego con Francesca Leonardi e Laura Marzadori con Olaf John Laneri.  \n\n\n\nIl terzo e ultimo concerto è affidato a Laura Bortolotto in duo con il pianista Matteo Andri. Laura Bortolotto è una delle migliori promesse della nuova generazione violinistica italiana. Primo Premio al Concorso Hindemith di Berlino nel 2012 si sta perfezionando (dopo il diploma conseguito a Trieste) alla Hochschule di Mannheim nella classe di Marco Rizzi. Matteo Andri si è diplomato a Udine in pianoforte e composizione ed ha vinto vari premi a partire dal 2001: fra i più recenti quello del 2011 al Concorso Mario Zanfi-Premio Liszt di Parma (terzo premio). Il programma comprende le Sonate op. 12 n.1 e op. 12 n.2 del 1787/88\, la Sonata op. 24 del 1800\, nota con il titolo di “Primavera” e la Sonata op. 30 n.1 del 1802.  \n\n\n\nSarà invece Simone Corti il giovane compositore\, il cui brano “Relation in Space” è stato commissionato per questi concerti. Simone Corti\, dopo gli studi al Conservatorio di Milano (classe di composizione di G. Manca\, pianoforte con M.I. De Carli e C. Frosini) ha seguito i corsi di S. Gorli di direzione del repertorio contemporaneo ed è recentemente entrato nella classe di composizione di Ivan Fedele all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Vincitore nel 2014 del concorso AFAM organizzato dal Divertimento Ensemble si è affermato nel 2016 al 17° Concorso internazionale di composizione Premio Trio di Trieste-Coral Award organizzato dalla Chamber Music di Trieste (presidente della giuria Sandro Gorli ) con la medaglia d’oro nella categoria Trio con pianoforte con il brano “Musica discreta”.  \n\n\n\nIl ciclo è prodotto dagli Amici della Musica di Padova assieme al Teatro Comunale di Monfalcone\, agli Amici della Musica di Verona e di Mestre e al Circolo Culturale Bellunese. \n\n\n\n\n\n\n\n\nin collaborazione con: 
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SUMMARY:Boccherini\, Schönberg\, Mozart
DESCRIPTION:Orchestra “ad astra” della Schola Cantorum Basiliensiscon strumenti originali Leila Schayeghconcertazione e violino solista Nardini e i suoi contemporanei \n        Pietro NardiniSinfonia n. 1 Pietro NardiniConcerto per violino op. 1 n. 5 Giuseppe Maria CambiniSinfonia concertante n. XII à plusieurs instruments Giuseppe TartiniConcerto per violino D 29 Wolfgang Amadeus MozartSinfonia K 201 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nIl Trio Boccherini è una giovane formazione nata dall’incontro a Berlino di tre musicisti attivi non solo nell’ambito della musica da camera\, ma anche come solisti o prime parti di importanti orchestre. La violinista australiana Suyeon Kang si è affermata in molti concorsi internazionali ed è attualmente assistente di A. Weithaas alla Hochscule Hanns Eisler di Berlino. Collabora come “spalla” con prestigiose orchestre come la Camerata Bern\, l’Orchestra da camera di Monaco etc. La violista americana Vicki Powell ha studiato negli USA al Curtis Institute e alla Juilliard ed è oggi a Berlino alla Hochschule “Hanns Eisler”. Prima viola ospite di orchestre come la Filarmonica di Stoccolma\, l’Orchestra della Radio Bavarese etc. Paolo Bonomini\, italiano\, ha vinto nel 2016 il Concorso Bach di Lipsia ed è attualmente allievo (dopo gli studi con A. Meneses\, D. Geringas) di J.P.Maintz a Berlino. Il Trio Boccherini nel 2015 è stato riconosciuto come ensemble ufficiale della European Chamber Music Academy (ECMA)\, nell’ambito della quale si perfeziona sotto la guida di H. Beyerle\, J. Meissl e R. Schmidt. I Trii op. 14 di Boccherini (sono in tutto 18 i suoi trii per violino\, viola e violoncello) sono del 1772 e furono editi a Parigi nel 1773. Il Trio op. 45 di Schönberg è invece del 1946 e in esso si riflette\, come riportò Thomas Mann\, l’esperienza dell’infarto subito e dei trattamenti medici ricevuti. Il Divertimento K 563 di Mozart è datato 27 settembre 1788 ed è nella massonica tonalità di mi bemolle maggiore: un unicum\, per la qualità dell’invenzione e le dimensioni\, nella produzione mozartiana e in tutta la musica da camera dell’epoca. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © R.Ambrosio
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