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SUMMARY:Ginastera\, Britten\, Mendelssohn
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nEseguire l’Ottetto di Mendelssohn è l’ambizione e il piacere di tutti i quartetti d’archi e per questa preziosa proposta si sono uniti il Quartetto Doric e il Quartetto Quiroga. Una proposta\, a cui sempre  corrisponde l’aspettativa e la gioia di ascoltarlo da parte del pubblico. L’Ottetto op. 20 – come l’Ouverture op. 21 da “Un sogno di una notte di mezza estate “- è il frutto straordinario e precocissimo  di un Mendelssohn sedicenne. Lo scrisse nel 1825  per l’amico violinista Eduard Rietz\, ma fu il violinista Pierre Baillot a darne la prima esecuzione al Conservatorio di Parigi nel 1832.I due quartetti che completano il programma  sono due composizioni del Novecento\, quasi coeve.Il Quartetto n. 1 op. 20 è il primo dei tre quartetti del compositore argentino Alberto Ginastera\, che lo scrisse nel 1948; nello stesso anno fu premiato nel  primo Concorso Nazionale di Composizione promosso dalla Società Wagner di Buenos Aires e fu poi selezionato per il Festival 1951 della SIMC a Francoforte\,  dove lo presentò il Quartetto Koeckert.Anche Benjamin Britten ha scritto tre quartetti: il secondo op. 36 è del 1945 e fu eseguito in occasione della ricorrenza della morte di Henry Purcell. Un omaggio che si conclude con una imponente Ciaccona\, intitolata\, alla maniera di Purcell\, Chacony. \n\n\n\nIl Quartetto Doric fondato nel 1998 a Londra\, ha potuto studiare con il Quartetto Alban Berg\, il Quartetto Artemis e il Quartetto La Salle. Nel 2008 ha vinto il Primo Premio alla Osaka International Chamber Music Competition e il Secondo Premio al Concorso “Premio Paolo Borciani” di Reggio Emilia. Il Quartetto ha una ricca discografia per Chandos (integrali di Britten\, Mendelssohn\, Schumann\, quartetti di Haydn\, Mozart\, Schubert\, Walton).Vincitore del prestigioso Premio Nazionale di Musica di Spagna 2018 e di importanti concorsi internazionali (Bordeaux\, Paolo Borciani\, Ginevra\, Pechino\, Fnapec-Parigi\, Palau Barcellona)\, nel 2013 i componenti del Quartetto Quiroga sono diventati i primi “artists in residence” nel Palazzo Reale di Madrid\, potendo così suonare con un set unico di strumenti Stradivari. Il Quartetto è presente nelle principali sale da concerto internazionali: Pierre Boulez Saal\, Konzerthaus e Philharmonie Berlino\, Wigmore Hall Londra\, The Frick Collection e Lincoln Center New York\, Concertgebouw Amsterdam\, Mozarteum Salisburgo\, Palau de la Música Barcellona\, La Pergola Firenze) e collabora regolarmente con musicisti quali Martha Argerich\, Jörg Widmann\, Veronika Hagen\, Clemens Hagen\, Cappella Amsterdam e i quartetti d’archi Doric\, Meta4 e Ardeo.
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SUMMARY:Eroi Vivaldiani: concerti solistici e arie dai più grandi capolavori del Prete Rosso
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\n \n\n\n\n\n\nLe opera di Vivaldi per il Teatro nascondono architetture musicali e drammaturgiche innovative per il tempo in cui furono scritte. Basti pensare alla notevole presenza di cantanti femminili impiegate nei suoi cast soprattutto nei ruoli principali\, anche in quelli maschili\, mentre ai castrati erano affidate le arie più spettacolari seppur legate a specifici momenti della storia. Anche la resa orchestrale fa ampio uso di soluzioni nuove\, tra colori strumentali\, figurazioni e scelte armoniche inedite. Questo programma vuole affiancare questa lettura all’ascolto di alcuni dei più bei concerti solistici per vari strumenti\, suggerendoli come modelli di ispirazione per il Teatro immaginato dal Prete Rosso. (R. Pe)Raffaele Pe e La Lira di Orfeo sono due affermate realtà della vita musicale italiana\, riconosciute dalla critica internazionale fra gli interpreti del barocco italiano. Raffaele è oggi fra i controtenori più apprezzati sulla scena internazionale. Intelligenza interpretativa\, bellezza del suono\, virtuosismo tecnico sono le doti riconosciutegli dalla critica in modo unanime. La sua voce abbraccia un vasto repertorio che spazia dal Recitar Cantando\, all’opera settecentesca\, fino alla musica contemporanea. La Lira di Orfeo\, fondata nel 2014 da Raffele Pe\, ha ricevuto nel 2019\, assieme a Raffaele\,  il Premio Abbiati della critica musicale italiana.LA LIRA DI ORFEOEnrico Casazza – Maestro Concertante Artem Dzeganozskyi – Violino IClaudia Combs – Violino IMartin Moya – Violino ISinni Ricci – Violino IIRaffaele Nicoletti – Violino IIClaudia Bianchi – Violino IIKrishna Nagaraja – ViolaMarcello Scandelli – VioloncelloAlberto Lo Gatto – ContrabassoNicolò Pellizari – ClavicembaloYoan Otano – FagottoNicola Barbagli – Oboe/Flauto piccoloGabriele Cassone – Tromba
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SUMMARY:Un Pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nOmaggio a Maurice Ravel (1875-1937) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nIl concerto di questa sera è dedicato al ricordo di Vlado Perlemuter\, il memorabile interprete della musica pianistica di Ravel\, che presentò anche a Padova nella nostra stagione 1985/86.Un ricordo carissimo che è unito a quello di Joan Flockart Booth\, l’amica di una vita\, che fu sensibile e preziosa presenza in tutti i concerti che il Maestro tenne a Padova. \n\n\n\nUna dedica che Jean-Efflam Bavouzet è lieto di condividere con noi oggi. \n\n\n\n“Non ho mai avuto la possibilità di conoscere personalmente Vlado Perlemuter. Ma il suo concerto al Théâtre du Châtelet di Parigi negli anni Ottanta\, dove ha eseguito l’intera opera di Ravel\, mi ha lasciato un’impressione indelebile. Sono felice di poter dedicare il concerto di questa sera a Padova alla memoria di questo grande musicista\, le cui interpretazioni ci hanno ispirato e illuminato verso la verità dello stile raveliano”. (Jean-Efflam Bavouzet\, gennaio 2025) \n\n\n\n\n\nAnche se è opinione diffusa – ma non unanime! – che fosse un pianista “mediocrissimo” (P. Rattalino)\, Ravel adorava il pianoforte. Per lui – come per Debussy a cui spesso faceva riferimento – la tastiera del pianoforte “è il trattato di armonia del compositore. È là che si trova tutto”. Componeva sempre al pianoforte. Ce lo ricorda Manuel Rosenthal (compositore e direttore d’orchestra )\, che fu allievo\, discepolo di Ravel\, a cui rimase legato tutta la vita. “Dovete subito imparare a suonare il pianoforte”\, fu la sua prima raccomandazione. Ed è proprio nelle composizioni pianistiche (1899-1917) che Ravel sperimenta e trova un linguaggio originale.Alfred Cortot così lo salutò: “Ravel riscopre per il piacere spirituale dei pianisti\, il segreto di quella tecnica brillante e policroma\, di quell’impressionismo tutto fatto di riflessi e di miraggi\, di cui Liszt aveva imbevuto la musica del suo tempo”.Fra gli artisti\, che andavano a trovare Ravel a Montfort\, egli aveva grande rispetto e stima per Vlado Perlemuter e Robert Casadesus. E proprio Vlado Perlemuter fu interprete a Padova dell’integrale raveliana\, nei due memorabili concerti alla Sala dei Giganti il 28 e 30 ottobre 1985.Oggi ce la propone J-E. Bavouzet\, che ne ha realizzato  una splendida versione discografica per MDG su un pianoforte Steinway del 1901 (lo stesso anno di Jeux d’eau!) \n\n\n\nIl pianista francese Jean-Efflam Bavouzet\, vincitore del primo premio allaBeethoven International Piano Competition Köln nel 1986\, è stato nel 2008 primo vincitore assoluto dell’Elite Prize a Pechino per la sua integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven e ICMA Artist of the Year nel 2012. Collabora con le più prestigiose orchestre e con i direttori più rinomati. Nella stagione 2023/24 ha proseguito la sua residenza triennale alla Wigmore Hall sul tema “Autour de Debussy”. La sua estesissima discografia per Chandos e MDG ha ricevuto numerosi premi e segnalazioni (Choc di Le Monde de la Musique\, Diapason d’Or\, Pianist’s Choice di Piano Magazine\, Best instrumental recording di Gramophone) e include l’integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven e di Haydn\, l’opera pianistica di Ravel e di Debussy\, i Concerti per pianoforte di Mozart con la Manchester Camerata e Gábor Takács-Nagy\, l’integrale dei Concerti per pianoforte di Prokof’ev e di Bartók con la BBC Philarmonic e Gianadrea Noseda\, i Concerti di Beethoven con la Swedish Chamber Orchestra.
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SUMMARY:Beethoven\, Castelnuovo-Tedesco\, Poulenc
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl programma presenta una varietà di stili molto ampia\, con una giusta mescolanza tra pezzi e compositori molto conosciuti\, e opere che per me vale la pena riscoprire e far conoscere al grande pubblico. Dopo le due composizioni tedesche (la Sonata per corno e pianoforte op. 17 di Beethoven\, nella versione per violoncello dell’autore\, e la Sonata op. 99 di Brahms\, pilastro del repertorio cameristico) ecco due compositori del Novecento: Castelnuovo-Tedesco e Poulenc. \n\n\n\nLa Toccata di Castelnuovo-Tedesco è un brano vivace e virtuosistico che mette in risalto l’agilità e la tecnica degli interpreti. Mi piace molto perché pur essendo un pezzo di grande valore artistico\, ha la caratteristica di spezzare l’andamento monotono che potrebbe avere un recital\, a vantaggio di una vivacità diversa\, che entusiasma il pubblico presente in sala\, grazie anche alla sua abilità nel fondere elementi della tradizione classica con un linguaggio musicale moderno e distintivo. \n\n\n\nInfine la Sonata di Poulenc: un’opera che incarna perfettamente lo spirito eclettico e brillante del compositore francese. Questa Sonata\, con i suoi toni ora malinconici ora giocosi\, ora ironici\, offre un ritratto affascinante di quanto Poulenc sia un compositore fuori dal comune. Caratterizzata da un’inconfondibile freschezza melodica\, da una raffinatezza armonica\, e da un’imprevedibilità praticamente costante\, è una Sonata che non si riesce a non amare. (E. Pagano) \n\n\n\nCon l’esaltante risultato nel giugno del 2022 al XVIII Concorso Internazionale Khachaturian di Yerevan (Primo Premio\, Premio per la migliore sonata\, due Premi Speciali)\, Ettore Pagano si è affermato come uno dei più brillanti e interessanti violoncellisti della sua generazione. In precedenza (2020) aveva vinto il Primo Premio al 27° Concorso Internazionale J. Brahms di Pörtschach (Austria)\, ottenendo nella fase finale il punteggio pieno della giuria\, per la prima volta conferito nella storia del Concorso. Maximilian Kromer\, premiato nel 2021 alla International Beethoven Competition a Vienna\, è un pianista versatile attivo come solista\, come accompagnatore di Lieder e come musicista da camera.
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SUMMARY:Ibert\, Enesu\, Hindemith\, Scelsi\, Zimmermann
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\n“New  Standards” è il titolo di un recente CD (2021\, Berlin Classics) che S. Höfele e E. Brauss hanno inciso ed esso potrebbe essere anche il titolo del programma del nostro concerto\, che esplora una letteratura musicale che dagli anni di Enescu (1906)\, Hindemith (1919 e 1939)\, B.A. Zimmermann (1945)\, Ibert (1950)\, Martinu (1956) arriva fino a linguaggi più recenti\, come quelli di Scelsi (1987) e Hosokawa (2015).Simon Höfele\, vincitore del più importante premio di musica classica tedesca Opus Klassik 2020\, in breve tempo si è affermato a livello internazionale come uno dei trombettisti di maggior successo della giovane generazione. Con all’attivo concerti con le maggiori orchestre e nelle sale e festival più prestigiosi\, Simon ha un repertorio che va dal barocco\, al moderno e al contemporaneo. La pianista Elisabeth Brauss\, già BBC New Generation Artists\, è elogiata per la maturità e la raffinatezza delle sue interpretazioni ponderate\, il suo CD “Debut” (2017) per Oehms Classics ha ricevuto l’Editor’s Choice di Gramophone.
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SUMMARY:Les frères Francoeur
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nThéotime Langlois De Swarte e Justin Taylor hanno passato molto tempo esplorando gli archivi della Biblioteca Nazionale di Parigi\, raccogliendo rare gemme dalle Opere del ‘700. Questo programma esplora composizioni originali e trascrizioni dalle Opere dei fratelli Louis e François Francoeur\, attivi sotto Luigi XV nella Opéra e nell’Académie Royale de Musique\, assieme a brani clavicembalistici dei contemporanei P. Royer e F. Couperin. Le composizioni violinistiche oscillano tra lo stile francese e il gusto italiano: François Francoeur aveva una biblioteca musicale dai vasti interessi che comprendeva anche brani di Albinoni e soprattutto di Corelli. \n\n\n\nThéotime Langlois de Swarte sta rapidamente emergendo come un violinista molto ricercato (su strumenti barocchi e moderni)\, musicista da camera e direttore. Il riconoscimento è arrivato sotto forma di importanti premi\, tra cui il 2022 Diapason D’Or of the Year per la sua registrazione di Vivaldi\, Locatelli e Leclair (Harmonia Mundi) e il premio Ambassador of the Year del 2022 da REMA (European Early Music Network) insieme a numerosi premi per altre registrazioni e una “cover story” di febbraio 2022 sulla rivista Strad. Accanto al lavoro strumentale sta ora interessandosi alla direzione d’orchestra (Opéra Comique di Parigi: “Le Bourgeois gentilhomme” di Lully\, con Les Musiciens du Louvre e “Zemire et Azor” di Gretry). Dal 2014 collabora regolarmente con Les Arts Florissants. Il clavicembalista franco-americano Justin Taylor\, premiato a Bruges nel 2015\, ha da allora sviluppato una vasta carriera concertistica e discografica ottenendo molti successi e segnalazioni (FFFF Télérama\, CHOC Classica\, Top Five Classical Discs nel 2018 per Le Monde).
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SUMMARY:Omaggio a Schönberg e a Fauré
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl Quartetto  K 493 di Mozart occupa per noi un posto molto speciale all’interno del nostro repertorio\, poiché getta le basi dell’intero genere del quartetto con pianoforte. Mozart diede per la prima volta al violoncello una voce indipendente e la separò dalla mano sinistra del pianoforte\, e così la sonata a tre divenne il quartetto con pianoforte. \n\n\n\nDobbiamo ringraziare il nostro amico ed ex insegnante Christoph Schickedanz per la grande espansione del nostro repertorio. Nella sua versione per quartetto con pianoforte della “Notte trasfigurata” di Arnold Schönberg si può sperimentare questo lavoro altamente emotivo e lirico con una chiarezza di voce completamente nuova. In questo modo è possibile ascoltare alcuni livelli e particolari della composizione in una luce completamente nuova.Con il Quartetto op. 15\, Fauré ci trasporta in un mondo sonoro che ci fa immediatamente pensare ai meravigliosi dipinti di Claude Monet. Con la sua incomparabile armonia\, vivacità pulsante e colore\, questa musica è in grado di riportarci sempre nel Sud della Francia e di regalarci ogni volta una sorta di breve vacanza – chi può resistere? (A. Köster) \n\n\n\nFormatosi a Berlino nel 2007 il Quartetto Notos\, ha vinto nel 2017 il Premio ECHO Klassik come Young Artist of the Year per il CD RCA (Hungarian treasures: Bartòk\, Dohnàny\, Kodàly). Recente vincitore nel 2022 del “Würth Prize” delle Jeunesses Musicales\, è attivo in Europa come nelle Americhe e in Australia\, attento alle grandi opere del repertorio come a composizioni dimenticate o poco note. Il Quartetto Notos incide ora per Sony (Brahms\, Parigi anni ’20).Il programma del concerto è anche un omaggio agli anniversari di Schönberg (1874 – 2024) e di Fauré (1924 – 2024).
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl ritorno a Padova di Elisso Virsaladze\, dopo i concerti del 17 novembre 2021 e del 2 marzo 2023 con il Quartetto David Oistrach\, è sempre un avvenimento. Per gli appassionati Elisso Virsaladze è un nome mitico\, con una prestigiosa carriera: vincitrice del Concorso Schumann a Zwickau\, docente al Conservatorio di Mosca e alla Musikhochschule di Monaco di Baviera\, oggi anche a Fiesole\, partner della violoncellista N. Gutman e di direttori come J. Temirkanov\, R. Muti\, W. Sawallisch\, K. Kondrashin\, A. Pappano con le più grandi orchestre. Cresciuta in una famiglia a Tbilisi che da generazioni era impegnata nell’arte e nella cultura della Georgia\, Elisso Virsaladze ha preso le prime lezioni di pianoforte dalla nonna\, la Prof.ssa Anastasia Virsaladze e ha proseguito i propri studi nel locale Conservatorio\, prima di trasferirsi a Mosca per seguire i corsi di Yakov Zak e di Heinrich Neuhaus. Una scuola\, quest’ultima\, che ha annoverato tra i suoi studenti anche Sviatoslav Richter\, attenta ai valori spirituali della musica\, alla poesia dell’interpretazione e dell’esecuzione\, piuttosto che alla esibizione pianistica fine a sè stessa. Richter stesso testimoniò sempre la sua più grande ammirazione per quella che era per lui “la miglior donna pianista”\, “una artista di grande nobiltà”\, “l’interprete di eccellenza di Schumann”.
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SUMMARY:Nel centenario del concerto tenutosi a Padova il 4 aprile 1924 in occasione della tournée del Pierrot lunaire
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\n“Questo programma celebra il centenario delle prime esecuzioni in Italia del Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg e dell’Histoire du Soldat di Igor Stravinsky\, grazie agli sforzi del pianista\, direttore d’orchestra e compositore Alfredo Casella. Nel 1923 Casella fonda\, con Malipiero e con D’Annunzio\, la Corporazione delle Nuove Musiche\, che mirava a promuovere la musica contemporanea. È nell’ambito di questo progetto che Casella organizza nel 1924 l’esecuzione in sette città italiane del Pierrot diretto da Schönberg. (Per questa tournée Casella compose il Concerto op. 40 per quartetto d’archi\, che fu eseguito dal Quartetto Pro Arte).\nCasella così introduceva la tournée: “la Corporazione delle Nuove Musiche ha l’alto onore di far conoscere per prima agli italiani\, attraverso le dieci esecuzioni di Roma\, Napoli\, Firenze\, Venezia\, Padova\, Torino e Milano e sotto la direzione dell’autore [un’opera che] costituisce senza dubbio una delle più audaci ‘tappe’ della moderna storia musicale\, nella quale assume un’importanza paragonabile a quella dell’avvento del cubismo nella pittura o della teoria della relatività nella scienza”. \n\n\n\nLa Sicilienne et burlesque di Casella rivela l’influsso degli studi parigini con Fauré e la grande ammirazione per Debussy\, rappresentato questa sera dalla sua Sonata per violoncello e pianoforte. Se la Sicilienne et burlesque e la Sonata per violoncello e pianoforte furono composti all’inizio della prima guerra\, è tuttavia l’Histoire du Soldat (1918\, nella sua versione originale per settimino) a sviluppare programmaticamente il tema del conflitto\, offrendo una morale finale proprio sul tema della tensione desiderante\, fratturata tra la nostalgia del passato ed il nostro hic et nunc”.\n(T. Lonquich). \n\n\n\nAlexander Lonquich ha concepito il Pierrot lunaire come musica da camera\, da fare con un gruppo di amici e di straordinari strumentisti di diversi paesi. La voce è invece quella di Mojca Erdmann\, che recentemente ha interpretato il ruolo alla Pierre Boulez Saal di Berlino.
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SUMMARY:Un Pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\n“Un Pianoforte per Padova” \nSteinway Gran Coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nLa critica internazionale lo definisce una solida realtà del pianismo contemporaneo\, un artista vero\, capace di parlare all’orecchio e al cuore del pubblico\, capace di interpretazioni di estrema difficoltà tecnica e virtuosistica\, come di un tocco raffinato\, lirico\, avvolgente. Nikolay Lugansky è un magnifico musicista\, tra i massimi interpreti del pianoforte\, nato nel 1972 a Mosca. La sua carriera concertistica lo vede nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo da solo e con orchestre e direttori prestigiosi\, in un repertorio estremamente ampio che comprende oltre 50 concerti\, da Bach alla musica contemporanea. Nel 2023 è impegnato in una grande tournée nelle principali sale europee per celebrare il centenario di Rachmaninov: Théâtre des Champs-Élysées (Parigi)\, Wigmore Hall (Londra)\, Concertgebouw (Amsterdam)\, Megaron Concert Hall (Atene)\, … \n\n\n\nDopo lo strepitoso successo riscosso nella nostra stagione 2020/21\, Lugansky ritorna con un programma che accosta una scelta delle popolarissime Romanze senza parole di Mendelssohn (sono in tutto 54\, divise in 8 raccolte) a celebri pagine di Chopin e che dedica la seconda parte a versioni pianistiche (di Liszt e di Lugansky stesso) da Götterdämmerung e da Tristan und Isolde di Wagner. Tre autori che appartengono tutti alla stessa generazione di anni prodigiosi: 1809\, 1810\, 1811 se ci mettiamo anche Liszt\, 1813. \n\n\n\nfoto © J.B. Millot
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SUMMARY:Britten
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nBenjamin Britten fu animato da un vivo e sincero interesse per il mondo dei bambini per tutta la vita. Fin dagli anni Trenta\, colse ogni occasione per comporre per le voci bianche\, sia esaudendo con i “Friday Afternoons” – brevi songs di geniale semplicità – le richieste del fratello\, insegnante di musica presso una scuola media\, sia componendo brevi opere teatrali destinate ai ragazzi\, da lui considerati gli interpreti ideali di avventure\, sogni e fantasie.\nQuale bambino non ha mai sognato di navigare su un galeone in mare aperto e ingaggiare una battaglia contro i pirati? In “The Golden Vanity” questo desiderio prende forma e si incarna in vari personaggi\, tra i quali spicca per coraggio e generosità un giovane mozzo che deciderà le sorti della battaglia. Si tratta di “un’opera per ragazzi”\, che tra slanci melodici delle voci e scrittura densa e virtuosistica del pianoforte\, si richiama al linguaggio delle opere maggiori\, delle quali riprende anche l’ambiente ricorrente: il mare\, quel Mare del Nord del quale Britten amava il sapore\, i profumi\, il carattere selvaggio e imprevedibile.\nIl Coro di voci bianche Cesare Pollini torna a impegnarsi in una azione scenica dopo le esperienze delle opere Brundibar\, Der Schulmeister e Bohéme\, cogliendo con entusiasmo la possibilità di dedicare un’intera serata all’amatissimo repertorio di Britten\, autore già presente da tempo nel suo repertorio da concerto. (M. Malavasi)\nIl programma vede la presenza del giovane pianista padovano Davide Scarabottolo che ha compiuto i suoi studi al Conservatorio C.Pollini e all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola e si è già segnalato in numerosi concorsi.\nMarina Malavasi\, attiva come Maestro del coro in molti Teatri e Festival italiani\, attualmente dirige il Coro di Voci bianche Cesare Pollini e Iris Ensemble\, con i quali svolge intensa attività concertistica e realizza scambi culturali con cori di altri Paesi.
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SUMMARY:Ravel\, Vierne\, Fauré
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\n“Tre importanti opere della musica da camera francese\, composte a meno di vent’anni di distanza l’una dall’altra. Il concerto si apre con il Quartetto d’archi del giovane Maurice Ravel (27 anni nel 1902). Da esso emana una freschezza\, un fascino\, una volubilità e una tenerezza che contrastano con la passione ruvida del suo ispiratore\, il Quartetto di Debussy (creato nel 1893)\, senza rinunciare al procedimento sviluppato da César Franck\, che consiste nello sviluppo di alcuni motivi che si ritrovano nei quat- tro movimenti. Questa influenza franckiana si avverte nell’impressionante Quintetto con pianoforte op. 42 di Louis Vierne (1870-1937). Un’opera dolorosa\, tragica\, di grande forza emotiva\, composta durante la Prima Guerra Mondiale\, che è innanzitutto un omaggio postumo al figlio\, morto per la Francia a 17 anni. Ogni dei tre movimenti è ampio\, fiammeggiante. I quattro strumenti sono trattati come un’orchestra e la parte del pianoforte è ancora più opulenta di quella del Quintetto di César Franck\, il maestro di Vierne. Chi avrebbe potuto immaginare che Gabriel Fauré\, all’età di 76 anni nel 1921\, grave- mente affetto dalla sordità\, avesse l’energia di comporre un’opera così monumentale e di un tale slancio come il suo Secondo Quintetto con pianoforte?” (P. Cassard) \n\n\n\nIl Quartetto Hermès (che ritorna nelle nostra stagione dopo il concerto del 2015)\, è una ormai affermata formazione francese che ha vinto il 1° Premio al Concorso Internazionale di Ginevra del 2011 e nel 2012 alle Young Concert Artist Auditions a New York; il Quartetto è in residenza dal 2019 della Fondazione Singer-Polignac a Parigi.\nCollabora in questo programma Philippe Cassard\, musicista francese specializzato nel repertorio da camera\, premiato al Concorso Clara Haskil (1985) e al Concorso di Dublino (1988). \n\n\n\nfoto © Svend-Andersen
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SUMMARY:Debussy\, Respighi\, Ravel\, Brahms\, Dvorak
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl mezzosoprano Fleur Barron\, premiata nel 2018 con l’HSBC al Festival di Aix-en-Provence e con il Jackson Prize al Festival di Tanglewood nel 2016\, ha in Barbara Hannigan la propria guida artistica. Appassionata interprete di musica da camera\, il suo repertorio operistico spazia dal Barocco alla musica contemporanea. Importanti debutti della stagione 2021/2022 il debutto all’Arizona Opera in Carmen\, alla English National Opera nella Valchiria\, al Festival di Aix-en-Provence nell’ Incoronazione di Poppea. Fleur collabora spesso con i pianisti Julius Drake e Kunal Lahiry.\n\nJulius Drake\, descritto dal New Yorker come “un impareggiabile compagno al pianoforte”\, vive a Londra ed è considerato uno degli strumentisti più raffinati della sua generazione\, anche grazie alle collaborazioni con molti degli artisti più famosi del momento. È regolarmente ospite dei più rinomati festival e centri della vita musicale: Aldeburgh\, Edimburgo\, Monaco\, Festival di Salisburgo\, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York\, Concertgebouw\, Philarmonie di Berlino\, Wigmore Hall e BBC Proms. Julius Drake insegna all’Università di Graz e alla Guildhall di Londra\, oltre a tenere masterclass in tutto il mondo. \n\n\n\nIl programma offre due parti molto diverse: la prima affianca la Grecia immaginaria di P. Louys e Debussy (1897-98) ad una altrettanto immaginaria evocazione dell’Oriente di T. Klingsor e Ravel (1903)\, così come appartengono al mondo francese le liriche scritte da Respighi nel 1909 e nel 1912. La seconda parte ci presenta invece la re-invenzione del canto popolare nella voce di Brahms (Deutsche Volkslieder) e di Dvořák e delle sue Zigeunermelodien del 1890\, che sono espressione piuttosto del carattere nazionale ceco. \n\n\n\nfoto © Victoria Cadisch
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SUMMARY:Britten\, Berio\, Dorati\, Schumann\, Poulenc
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nPer causa di forza maggiore il pianista Dénes Várjon non può prendere parte al concerto\, come originariamente previsto. Gli Amici della Musica di Padova ringraziano Oliver Triendl (che sarà per altro impegnato anche nel concerto del prossimo 31 gennaio)\, che ha accettato all’ultimo momento di partecipare al concerto mantenendo il programma originariamente previsto.Stefan Schilli\, uno dei migliori oboisti della scena musicale europea. Premiato in vari concorsi (Primavera di Praga\, ARD Monaco) a soli 20 anni Schilli\, nel 1991\, vinse il posto di primo oboe dell’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Gli è stato conferito nel 1996 il Brüder Busch Preis (Premio Fratelli Busch). Affianca all’attività solistica quella di docente al Mozarteum di Salisburgo e in altri istituti (Madrid\, Helsinki\, Montreal) e quella discografica (concerti per oboe di Strauss\, Martinu\, B.A. Zimmermann per Oehms Classic\, etc.). Il programma comprende alcune delle più significative composizioni del ‘900 della letteratura oboistica come la Sonata di Poulenc del 1962\, il Duo Concertante di Doráti del 1983\, la Sequenza di Berio del 1969\, e le giovanili (1936) Temporal Variations di Britten. In un programma per oboe e pianoforte non potevano poi mancare le stupende Tre Romanze op. 94 del 1849 di R. Schumann.
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SUMMARY:Dedicato a Zoltán Kocsis
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      Programma GeneraleDownload\n      \nDedicato a Zoltán Kocsis \n\n        \n        \nGiovanni Bertolazzi è un giovane pianista veronese che\, dopo gli studi a Venezia con Massimo Somenzi\, si sta affermando in Italia e all’estero come una delle personalità artistiche più interessanti della sua generazione. Lo provano anche le affermazioni in diversi concorsi in Italia e all’estero (oltre 40 i premi conseguiti). \n\n\n\nIl premio più significativo è il 2° Premio (oltre a 5 premi speciali) al Concorso Pianistico Internazionale Franz Liszt di Budapest del 2021 (il concorso prestigioso che lanciò a suo tempo il giovane Dino Ciani). Bertolazzi ha poi conseguito nel 2022 il Tabor Foundation Award assegnatogli dalla Verbier Festival Academy in Svizzera. \n\n\n\nLa sua attività concertistica annovera già sedi\, enti e società concertistiche importanti: da La Fenice di Venezia\, alle Serate Musicali di Milano\, agli Amici della Musica di Firenze\, al Bologna Festival\, ai Concerti del Quirinale a Roma\, oltre alle varie presenze a Budapest\, Tallinn\, Londra\, Verbier. \n\n\n\nLa musica di Franz Liszt è al centro degli interessi musicali di Giovanni Bertolazzi. Ad essa è dedicato il recentissimo CD del 2022 che Giovanni ha registrato con il pianoforte Borgato Grand Prix 333. \n\n\n\nE a Liszt è dedicata parte del programma del concerto con Totentanz (1838\, 1859) e Preludio a Weinen\, Klagen\, Sorgen\, Zagen (1859\, 1863). Una prima parte invece “classica”\, con la Sonata n. 23 di Haydn (1774\, dalle Sonate op. 13 dedicate al Principe Esterházy) e la Sonata op. 7 di Beethoven\, una vera “sonata grande” del 1796/7 (a parte l’op. 106\, è la sonata più lunga da lui composta). In chiusura una celebre trascrizione pianistica\, fatta da Guido Agosti nel 1928\, dalla Suite del balletto L’oiseau de feu di Igor Stravinskij.
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SUMMARY:tutto Monteverdi
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n\nJohannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nUn omaggio a Claudio Monteverdi\, al grande compositore da tutti considerato come il Divin Claudio\, sebbene rifuggisse questa esposizione vanitosa. Come nota Raffaele Pe: “entusiasmo e malinconia si fondono nella sua musica\, altissima e semplice\, fatta di amore e morte\, come la sua vita che sopravvisse alla perdita dell’adorata figlioccia Caterina – per lei scrisse la sua leggendaria Arianna – e alla moglie Claudia. Molti sono i documenti rimasti che ci parlano di lui\, ma da quali di questi possiamo comprenderlo? Come possedere il suo stile\, la sua anima?\nVivono in noi interpreti attuali le sue opere musicali\, ma sento che ciò che veramente resta di lui – o che veramente rinasca ogni volta in chi ascolta – siano le sue melodie. Ecco come nasce questo programma: estrarre la linea del canto dai lavori più affascinanti del padre dell’opera moderna – sacri e profani – e presentarle al pubblico di oggi nella loro ieratica soavità\, rileggendole alla maniera antica insieme a un gruppo di accompagnatori pronti a farle rivivere con l’improvvisazione e la ‘sprezzatura’\, come si conveniva a questo repertorio”. (R. Pe)\n\nRaffaele Pe e La Lira di Orfeo sono due ormai affermate realtà della vita musicale italiana\, riconosciute della critica internazionale fra gli interpreti del barocco italiano. Raffaele è oggi tra i controtenori più apprezzati della nuova generazione. La sua voce abbraccia un vasto repertorio che spazia dal Recitar Cantando\, all’opera settecentesca\, fino alla musica contemporanea. La Lira di Orfeo è stata fondata nel 2014 da Raffaele Pe e nel 2019 ha ricevuto assieme a Raffaele Pe il Premio Abbiati della critica musicale italiana. \n\n\n\nfoto©M.Monasta
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SUMMARY:Bach\, Abel\, Handel
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      Programma GeneraleDownload\n      \n        \n        \nLe tre Sonate BWV 1027-1029 ( alla quale si aggiunge la Sonata per flauto BWV 1030 in una versione per viola da gamba e clavicembalo) sono un chiaro esempio – scrive Teodoro Baù – di “una forma che fu inventata proprio da J.S.Bach: quella della sonata per strumento melodico (che nel caso di Bach erano il violino\, il flauto o la viola da gamba) e strumento concertante a tastiera (nel suo caso il clavicembalo). In questo genere\, lo strumento a tastiera non è subordinato allo strumento melodico\, ma partecipa all’azione musicale sullo stesso piano\, avendo appunto una parte concertante. I primi a riprendere questo tipo di forma furono i suoi stessi figli Carl Philipp\, Johann Christian e Wilhelm Friedemann\, e poi\, con il pianoforte che cominciava sempre più a sostituire il clavicembalo\, passò a Haydn\, Mozart\, Beethoven fino a tutti i compositori del periodo romantico. Il programma comprende brani per viola da gamba sola di Carl Friedrich Abel\, nato a Köthen nel 1723 e considerato uno degli ultimi grandi violisti prima che lo strumento cadesse nell’oblio. Fu istruito in giovane età a Lipsia da Bach stesso e più tardi\, quando si trasferì a Londra\, coltivò un rapporto intimo con Johann Christian\, figlio di Johann Sebastian. Il programma include una Ciaccona di Georg Friedrich Händel per clavicembalo solo\, pubblicata a Londra nel 1733 come parte della seconda raccolta di suite per clavicembalo del compositore”. (T. Baù). \n\n\n\nTeodoro Baù dopo essersi diplomato presso il Conservatorio di Verona\, si è perfezionato in viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis e al Mozarteum di Salisburgo. Nel 2021 ha vinto il Primo premio e il Premio Outhere al Concorso MA Festival di Bruges; aveva vinto il primo premio al Concorso 6. Bach-Abel di Köthen nel 2015.\nAndrea Buccarella diplomato in organo\, in clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma\, nel 2018 consegue il master in clavicembalo presso la Schola Cantorum Basiliensis\, sotto la guida di Andrea Marcon. Nello stesso anno vince il Primo premio al Concorso Internazionale di clavicembalo di Bruges e il Premio Outhere. \n\n\n\nfoto © Picasa
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DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nNelson Goerner è oggi uno dei pianisti di spicco della sua generazione (1969) e la sua carriera internazionale è iniziata nel 1990 con la vittoria del Concorso Internazionale di Ginevra. Nelson Goerner\, dopo gli studi a Buenos Aires con Carmen Scalicione\, nel segno della lezione della grande scuola di V. Scaramuzza (da cui è uscita tutta una generazione di pianisti argentini come M. Argerich\, B.L. Gelber\, E. Barenboim – il padre di Daniel) ha studiato a Ginevra con Maria Tipo\, con l’idea di proseguire l’approfondimento di un approccio belcantistico allo strumento\, nella ricerca della continuità melodica\, della trasparenza e della fluidità. La sua discografia più recente (Istituto Chopin in Polonia e Alpha) comprende\, Paderewski\, Godowski\, Chopin\, Debussy\, Schumann\, Beethoven\, Brahms e molti suoi CD hanno ottenuto importanti riconoscimenti come Diapason d’or\, Disco del mese di BBC Music Magazine\, Choc di Classica.\nL’uscita più recente (2022) è quella dedicata a Iberia di Albeniz ed appunto una scelta da Iberia è presente nel programma con cui Nelson Goerner torna nella nostra stagione dopo il recital del 2014. \n\n\n\nIberia – una raccolta di dodici pezzi in quattro fascicoli – fu composta da Albeniz fra il 1906 e il 1908. Accanto ad essa Ravel con le sue Valses nobles et sentimentales del 1911\, mentre la prima parte del concerto è dedicata ad uno dei grandi “polittici “ di Schumann (Davidsbündlertänze op. 6 del 1837/8 ) preceduto dalla Ciaccona di Händel (1720 ca)\, che troveremo anche nel programma del clavicembalista Andrea Buccarella. \n\n\n\nfoto © J-B.Millot
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SUMMARY:Haydn\, Bartok\, Dvorak
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \n\n\n\nIl Quartetto Dover è conosciuto da oltre un decennio in tutto il mondo come uno dei grandi quartetti d’archi americani: “il prossimo Quartetto Guarneri” (The Chicago Tribune) e “uno dei migliori quartetti degli ultimi 100 anni“ (BBC Music Magazine). \n\n\n\nIl Quartetto si è formato al Curtis Institute of Music\, la prestigiosa scuola di Filadelfia\, nella linea del Quartetto Guarneri\, del Cleveland e del Vermeer e l’ispirazione cui si deve il suo nome è anche legata al Curtis Institute\, e ad uno dei suoi più celebri allievi\, il compositore Samuel Barber\, che nel 1931 mise in musica nella sua giovanile op.3 la poesia di Matthew Arnold “Dover Beach”.\nLa carriera del Quartetto si è sviluppata “con la velocità di una meteora” (Strings) a partire dai premi (tutti) ottenuti nel 2013 alla Banff International String Quartet Competition e da quelli alla Fischoff Chamber Music Competition e al Concorso della Wigmore Hall di Londra. Numerosi poi altri riconoscimenti (Avery Fisher Cleveland Quartet\, Lincoln Center fino alla Grammy Nomination). Oggi il Quartetto Dover è quartetto residente al Curtis Institute of Music e in altre istituzioni come il Kennedy Center. Il Quartetto\, oltre ad una intensa attività concertistica in tutto il mondo\, ha una ricca discografia per Cedille Records\, che comprende i Quartetti di Schumann\, Beethoven\, Mozart\, “Voices of Defiance“ (Šostakovič\, Ullmann\, Laks). Nel 2020 ha realizzato un film documentario intitolato “Strings Attached: On the Road with the Dover Quartet”.\nIl programma del concerto passa dalla esperienza dell’op. 33 di Haydn (i 6 quartetti del 1781 che fondano lo stile classico\, cui si ispirerà anche Mozart) a quella di Dvořák e della sua op. 51\, che nasce nel 1878/9 dalla richiesta di Jean Becker del Quartetto Fiorentino di scrivere qualcosa di carattere “slavo”. Del 1928 il Quartetto n. 4 di Bartók (il più cromatico dei sei) che fu dedicato al Quartetto Pro Arte. \n\n\n\n\n        \n        \n\n        \nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Giosquino: Josquin Desprez in Italia
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \n\n\n\n“In Italia\, durante il Cinquecento\, circolava il motto «i galli cantano»: un’espressione che riconosceva ai musicisti ‛oltremontani’ franco-fiamminghi\, chiamati nella penisola al servizio di principi e uomini di religione\, il primato nella tecnica compositiva ed esecutiva della polifonia vo- cale. Josquin Desprez\, ‛Giosquino’ per gli italiani\, ne fu l’emblema: oltre che in Francia\, fu al servizio del cardinale Ascanio Sforza tra Milano e Roma (1484\, 1498) e delle cappelle pontificia (1489-1495) ed estense (1503-4).\nL’ensemble Odhecaton propone di ripercorrere l’itinerario italiano di Josquin con musiche tratte dal repertorio sacro\, come la Missa Hercules dux Ferrariæ\, composta per il duca di Ferrara Ercole I d’Este\, e alcuni mottetti frutto di committenze italiane. Ma non manca di restituire al suono anche pagine profane: frottole (composizioni strofiche su testo volgare) e chanson\, nelle quali il carattere oscilla tra l’ilare e il melanconico. Tra le chanson figura una composizione cara all’imperatore Carlo V\, tanto da divenire nota come Cancion del Emperador. Nella Missa Hercules dux Ferrarie\, a quattro voci\, il tema portante (ovvero il cosiddetto cantus firmus)\, è un ‛soggetto cavato’: un tema cioè tratto dalle vocali delle sillabe che compongono la dedica al committente\, corrispondenti a quelle dei nomi delle note che contengono le medesime vocali (Her-cu-les Dux Fer-ra-ri-e / re-ut (do)-re ut (do) re-fa-mi-re).” (P. Da Col) \n\n\n\nOdhecaton è stato fondato nel 1988 da Paolo Da Col (cantante\, organista\, direttore e musicologo) e ha ottenuto i più prestigiosi premi discografici e riconoscimenti della critica per la sua lettura innovatrice della polifonia. Prende il nome dal primo libro a stampa di musica polifonica pubblicato a Venezia da O.Petrucci nel 1501. L’ensemble ha al suo attivo una attività concertistica nelle maggiori rassegne in Europa e America e una ampia discografia (Isaac\, Josquin\, Gesualdo\, Lasso\, Palestrina\, Monteverdi\, A.Scarlatti\, Compère…) premiata con Grand Prix in- ternational de l’Académie du disque lyrique\, Diapason d’or\, 5 Diapason\,Choc\, Disco del mese.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n\n\nDante e la musica (3° concerto) \n\n\n\nUn pianoforte per Padova. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n        \n        \n\n\n\n\n“La fortuna di Dante in musica incomincia in realtà nell’Ottocento\, quando i nuovi generi musicali dell’età romantica consentono di mettere da parte i versi temibili e si ispirano alla figura stessa di Dante o ai personaggi creati dal suo genio. Ecco le Francesche da Rimini\, le Pie de’ Tolomei che invadono le scene teatrali; ecco la serie di musiche strumentali\, i poemi e le fantasie sinfoniche di Liszt\, Čajkovskij\, del nostro Pacini: dove semmai qualche verso appare ancora stampato negli spazi fra le note\, come nella Dante-Symphonie di Liszt.” (G.Pestelli\, 2021). \n\n\n\nÈ la fortuna che troviamo già nelle decorazioni che i Nazareni dipingono nel 1829 a Roma al Casino Massimo al Laterano ispirandosi ad episodi della Divina Commedia\, da cui Liszt trasse vari motivi. Dopo la dantesca Fantasia quasi Sonata per pianoforte\, Liszt lavorò per molti anni\, a partire dal 1847 fino al 1855/56\, all’ambizioso progetto di una Sinfonia per la Divina Commedia in tre parti. Le difficoltà relative al Paradiso – alle quali l’aveva richiamato R.Wagner\, a cui la sinfonia è dedicata – convinsero Liszt a rinunciare alla terza parte e la sinfonia rimase un torso in due parti\, con l’aggiunta del Magnificat per coro di voci bianche. \n\n\n\n\n\n\n\nA Liszt si ispirò anche Čajkovskij\, con la sua fantasia sinfonica op.32\, ricavata dall’episodio di Paolo e Francesca del V canto dell’Inferno\, che il musicista aveva riletto nell’estate 1876. Entrambe sono composizioni sinfoniche che\, vengono presentate nella riduzione pianistica. Quella di Liszt per due pianoforti (1859) è dello stesso autore e Liszt amava eseguirla (per es. a casa di G.Doré con C.Saint-Saëns al 2° pianoforte oppure a Vienna con un suo allievo). Quella di Čajkovskij è per pianoforte a 4 mani e fu realizzata da Karl Klindworth (1877/78). \n\n\n\nLeonora Armellini – recentissimo 5° Premio al Concorso F.Chopin 2021 – e Mattia Ometto affiancano alla loro attività solistica quella nel “Duo di Padova” e sono già state pubblicate le loro incisioni del Concerto di F.Poulenc e delle opere per due pianoforti di J.Brahms. Il Coro di Voci Bianche Cesare Pollini è stato fondato nel 2007 da Marina Malavasi. \n\n\n\n\n\n        \n        \n\n        \nPROVA APERTA: ore 10.30\n(la prova sarà senza il Coro: in programma la Fantasia di Čajkovskij)\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova \n\n\n\n\n\n\n\nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\n\nUn ritorno\, quello di Elisso Virsaladze\, e un debutto\, quello del Quartetto David Oistrach. In un certo senso un debutto anche per Elisso Virsaladze\, che negli ultimi anni (2016\, 2019 e 2021) è stata protagonista a Padova di tre memorabili recital e che torna adesso come camerista\, una attività che l’ha vista suonare in duo in tutto il mondo (dagli anni 1980) con la violoncellista Natalia Gutman e\, particolarmente\, al Festival di Kreuth in Baviera (poi Festival O.Kagan) dove si è esibita anche in trio con altri arti- sti come lo stesso Oleg Kagan (violino) e Eduard Brunner (clarinetto). Preziosa e rara quindi l’occasione di sentire in questa serata di quintetti una grande solista\, che ha alle spalle una prestigiosa carriera iniziata con la vittoria al Concorso Schumann di Zwickau e sviluppatasi poi nel segno della grande musica e di quei valori spirituali\, che le sono stati trasmessi alla scuola di H.Neuhaus\, che fu maestro e mentore anche di S.Richter. \n\n\n\n\n\n\n\nIl Quartetto David Oistrach è nato nel 2012 ed ha preso il nome del grande violinista. Si è formato con la guida di Sergei Pischugin\, già allievo di Oistrach e membro del Quartetto Šostakovič. \n\n\n\nIl Quintetto op.44 di Schumann è\, per eccellenza\, il capolavoro assoluto del repertorio per quintetto con pianoforte. Schumann lo scrisse\, dopo i tre Quartetti del 1842\, assieme al Quartetto con pianoforte op.47. Dedicato a Clara\, che ne è entusiasta\, sarà presentato in una esecuzione privata con Mendelssohn al pianoforte\, mentre la prima “pubblica” ebbe luogo al Gewandhaus di Lipsia a inizio 1843 con Clara stessa al pianoforte. \n\n\n\nŠostakovič scrisse il suo Quintetto op. 57 nel 1940\, in un periodo difficile\, in cui cerca di scrivere opere di grande chiarezza per rispondere alle accuse di sperimentalismo. È l’autore stesso ad eseguirlo assieme al Quartetto Beethoven il 23 novembre 1940 nella Sala piccola del Conservatorio di Mosca.
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SUMMARY:I wonder as I wander
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova. Omaggio a Radu Lupu
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SUMMARY:Bach\, Scarlatti\, Soler
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © Caroline-Doutre  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\n\n“La musica – ebbe a dire Proust in una conversazione con J.Benoist-Méchin – mi ha dato delle gioie incomparabili. Più ancora: essa è stata per me come una prova dell’esistenza in questo mondo di qualcosa che non sia il nulla in cui ovunque mi imbatto. Come un filo d’oro essa attraversa l’intera mia opera”. Una presenza dunque essenziale nella vita di Marcel Proust\, che ascoltava musica continuamente\, che invitava musicisti a casa sua per farsi suonare le opere preferite – in particolare i Quartetti di Beethoven – e che si era fatto installare un “theatrophone” per seguire attraverso la rete telefonica la trasmissione di concerti e di opere\, diventando così un grande fan del Pélleas et Melisande di Debussy. \n\n\n\nI compositori più spesso citati nella “Recherche” sono Wagner (più di 50 volte\, e soprattutto il Parsifal)\, Beethoven(25 volte) e Schumann. Ma anche Fauré\, Franck\, Debussy etc. Il programma proposto da Dalberto è quindi al tempo stesso l’evocazione del mondo musicale caro a Proust e la celebrazione del bicentenario della nascita di C.Franck\, un autore assai amato da Proust e che potrebbe essere il modello del musicista immaginario\, Vinteuil\, creato dalla fantasia dello scrittore.\n\nMichel Dalberto è l’erede oggi della grande tradizio- ne pianistica francese e della scuola di Vlado Perlemuter (e sua volta di quella di Alfred Cortot).\nÈ oggi docente al Conservatorio di Parigi. La sua carriera internazionale prende avvio negli anni 70 dalle vittorie al Concorso C.Haskil\, a Leeds e si è poi sviluppata in tutto il mondo e in collaborazioni con direttori come W.Sawallisch\, J.Temirkanov\, C.Dutoit\, Sir Colin Davis\, D.Gatti. Molto attivo discograficamente (integrale F.Schubert)\, negli anni più recenti si è dedicato per Aparté alla musica francese (Debussy\, Fauré\, Franck e Ravel). \n\n\n\n\n\n        \n        \n\n        \n\nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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CATEGORIES:Ciclo B,Prova aperta,Tastiere
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SUMMARY:À la recherche de la Sonate de Vinteuil
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\n“Proust e la musica” nel Centenario della morte di Marcel Proust (18 novembre 1922)  \nAnniversario C. Franck (1822-1890)  \n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\nIn un breve ciclo dedicato a ”Proust e la Musica” non poteva mancare l’evocazione di quella Sonata di Vinteuil\, creata dalla fantasia dello scrittore e per la quale si sono cercati i modelli più svariati. Le testimonianze di Proust stesso sono le più diverse. In un celebre testo (dedica a Jacques De Lacretelle) confesserà\, a proposito della Sonata: “la piccola frase di questa Sonata\, e non l’ho detto mai ad alcuno\, è nella serata di Saint-Euverte\, la frase bella ma mediocre\, di una sonata per pianoforte e violino di Saint-Saëns\, musicista che non amo. (Vi indicherò esattamente il passaggio che ritorna molte volte e che era il trionfo di Jacques Thibaud). Più avanti nella stessa serata\, non mi sorprenderei se parlando della piccola frase avessi pensato all’Incantesimo del Venerdì Santo. Sempre durante questa serata\, quando il piano e il violino gemono come due uccelli che si rispondono\, ho pensato alla Sonata di Franck (soprattutto suonata da Enesco) il cui quartetto apparirà in uno dei volumi seguenti“. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSono questi gli indizi preziosi per P.Graffin e per C.Désert per immaginare un programma con tutti i personaggi citati da Proust e ai quali si aggiunge l’omaggio di P.Hersant (1948) in prima esecuzione italiana. \n\n\n\nPhilippe Graffin è un interprete di riferimento del repertorio francese\, che ha approfondito alla scuola di Josef Gingold\, a sua volta allievo di Ysaÿe. La discografia di Graffin comprende oltre 30 CD e fra que- sti le Sonate di Ysaÿe\, opere di Enescu\, Ravel\, Debussy. Il suo spirito di ricerca lo ha visto impegnato (1990-2015) nella direzione artistica del Festival Consonances e anche alla Wigmore Hall in un progetto dedicato a Eugéne Ysaÿe. Nel 2019 ha preso avvio a Brussels un nuovo festival\, Traces. Graffin affianca alla sua prestigosa attività concertistica quella di docente al Conservatorio di Parigi e di Brussels. Partner abituale in duo con Graffin\, Claire Désert ha compiuto i suoi studi a Parigi con J.Hubeau e al Conservatorio di Mosca con E.Malinin. È impegnata sia come solista che come apprezzata camerista in collaborazioni con A.Gastinel\, Quartetto Sine Nomine\, Quintetto Moraguès\, E.Strosser\, oltre che con T.Papavrami\, G.Caussé e P.Graffin. Le sue incisioni discografiche(AVIE) hanno ricevuto lusinghieri riconoscimenti della critica (Choc di Classica\, Crescendo Magazine\, Pizzicato). \n\n\n\n\n\n\n  \n\n        \n        \n\n        \nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Nardini e i suoi contemporanei
DESCRIPTION:Giovanni Guzzoviolino Zoltán Fejérváripianoforte \n        Johannes BrahmsSonata op. 78\nSonata op. 100\nSonata op. 108 Ottorino RespighiSonata \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\nLa Schola Cantorum Basiliensis fu fondata a Basilea nel 1933 da Paul Sacher ed è oggi una delle istituzioni più prestigiose ed avanzate\, che si dedicano all’insegnamento\, alla ricerca e alla produzione nell’ambito della musica “antica”. L’Orchestra ad astra è un ensemble che si rinnova ogni anno ed è composta dagli studenti dell’Istituto. La sua presenza a Padova era già stata programmata nell’ottobre 2020 per l’anniversario (1770-2020) della morte di G.Tartini e il concerto alla Basilica del Santo\, causa Covid\, si poté realizzare soltanto in streaming da Basilea. \n\n\n\n\n\nQuello di stasera ne è in qualche modo il seguito ideale\, perché è dedicato\, nel terzo centenario della nascita\, a Pietro Nardini\, che di Tartini fu uno dei più celebri allievi a Padova.\nNardini (1722-1793) fu una delle figure di spicco in Europa\, e la sua carriera lo portò a ricoprire incarichi\, tra gli altri\, a Stoccarda e Brunswick: formò con F.Manfredi\, G.M.Cambini (entrambi suoi allievi) e L.Boccherini un importante quartetto. Appunto a Nardini e Cambini è dedicata parte del programma che presenta fra l’altro una Sinfonia di Nardini conservata in copia unica manoscritta a Basilea e che si conclude con la Sinfonia K 201 del 1774 di Mozart.\nSolista e concertatrice del programma è Leila Schayegh\, docente di violino barocco dal 2010 alla Schola Cantorum\, nella cattedra che fu di Chiara Banchini con cui si era diplomata “summa cum laude” nel 2005. Leila Schayegh ha ricevuto numerosi premi in concorsi a Berlino\, Monaco\, Rovereto (Premio Bonporti) e riconoscimenti discografici come Diapason d’Or 2011\, Gramophone Award\, Schallplattenpreis per una intensa attività che comprende l’incisione di concerti di Mysliveček\, di Leclair\, delle sonate e partite di J.S.Bach e di molti altri titoli. \n\n\n\n\n        \n        \nFoto © Susanne Drescher
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SUMMARY:Schumann\, Liszt\, Gourzi\, Mozart
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SUMMARY:Giornata Europea della Musica Antica
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