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SUMMARY:Beethoven\, Fauré\, Britten
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        Alexander Lonquich è un musicista\, che come pianista\, come direttore d’orchestra e nell’ambito della musica da camera è una delle voci più autentiche e profonde della vita musicale di oggi. \n\n\nBeethoven\, Mozart\, Haydn\, Schubert sono sempre stati gli autori al centro della sua ricerca\, una ricerca continua nella quale troviamo altresì una speciale affinità spirituale con Schumann\, ma che si apre anche all’esplorazione della musica del 900 e contemporanea. Sono ideali artistici vissuti allo stesso modo dal violoncellista Nicolas Altstaedt\, con il quale suona oggi Lonquich. \n\n\nAltstaedt è uno dei violoncellisti più creativi e versatili della nuova generazione: è stato premiato con il Credit Suisse Young Artist Award nel 2010\, è stato BBC New Generation Artist 2010-2012\, ha ricevuto nel 2009 il “Borletti Buitoni Trust Fellowship”. Nel 2012 è stato scelto da Gidon Kremer come suo successore per la direzione artistica del Festival di Lockenhaus e nel 2014 Adam Fischer gli ha proposto di succedergli alla guida della Haydn Philarmonie.\n  \n\n\nIl programma si apre e si chiude con due Sonate di Beethoven: la seconda dell’op. 5\, che un Beethoven giovane e brillante scrisse  nel 1796 e suonò di fronte al re Federico Guglielmo II\, al quale le sonate erano dedicate: la terza sonata\, op. 69\, è invece del 1808\, gli anni delle Sinfonie n. 4 e n. 6\, dei Trii op. 70. Al centro del programma due pagine importanti del repertorio violoncellistico del ‘900: la seconda Sonata\, op. 110\, di Fauré del 1921 e la Sonata op. 65\, che Britten compose fra il 1960 e il 1961e che eseguì ad Aldeburgh il 7 luglio 1961 nel primo concerto tenuto  assieme a Rostropovic\, a cui è dedicata. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/beethoven-faure-britten/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Bach\, Mozart
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        Alfredo Bernardini è l’oboista “barocco” italiano di riferimento ed ha acquisito vasta notorietà internazionale non solo come solista\, come docente (oggi al Mozarteum di Salisburgo) ma anche come fondatore e direttore dell’Ensemble Zefiro\, una formazione dall’organico variabile (archi\, fiati) e con un repertorio che dal barocco si amplia verso il classicismo. Recentissima invece la nascita del Quartetto Bernardini\, un quartetto nel quale accanto ad Alfredo\, troviamo la figlia Cecilia\, primo violino del Dunedin Consort di Edinburgo\, con cui ha inciso i concerti di Bach\, la viola Simone Jandl (membro dell’Orchestra del Festival di Lucerna\, dell’Orchestra  Mozart\, di Spira Mirabilis e\, nell’ambito barocco\, viola principale dell’Orchestra di The Age of Enlightenment  e viola ospite del Dunedin Consort) ed il violoncellista Marcus van den Munckhof\, allievo di A. Bylsma e R. Dieltiens e membro di vari ensemble olandesi (Cello Octet di Amsterdam\, Trio Soldat) oltre che solista con Amsterdam Sinfonietta\, Brabants Orkest e Asko/Schönberg Ensemble. \n\n\nIl Quartetto Bernardini registrerà nel febbraio 2019 il suo primo CD con un programma simile a quello del nostro concerto: al centro il Quartetto K 370 che Mozart scrisse a Monaco nel 1781 quando era impegnato per l’opera Idomeneo; un quartetto concepito per il celebre virtuoso Friedrich Ramm\, primo oboe dell’Orchestra a Monaco. Si  intessono con il nome di Mozart quello di J.S. Bach al quale Mozart dedicò il suo studio trascrivendo per trio d’archi alcune fughe nel 1782\, quello di Johann Christian Bach  a cui  Wolfgang e Leopold furono legati anche da affettuosa amicizia e quello del meno noto Georg Druschetzky (1745-1819)\, un compositore e oboista ceco\, allievo di Besozzi a Dresda e poi attivo a Vienna\, Linz e a Bratislava: nel suo Quartetto è stato uno dei primi compositori ad usare il nome BACH come motivo.  \n\n        \n        \n\n        \nAcquisra i biglietti
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Vivaldi\, Tartini\, Geminiani\, Porpora\, Locatelli
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \nVirtuosi itineranti in Europa \n\n        \n        Il primo cinquantennio del secolo XVIII costituisce per l’Italia l’ultima grande stagione della sua cultura strumentale: l’altissimo livello della tradizione violinistica\, la grande varietà delle forme\, la partecipazione attiva ai moderni sviluppi del linguaggio musicale le consentono di esercitare ancora un’influenza sul piano europeo. Ma i sintomi della crisi già appaiono evidenti nel fatto che tale influenza riposa essenzialmente sull’iniziativa individuale di singoli musicisti sospinti all’estero dall’esaurirsi della richiesta in patria e dall’invadenza del melodramma. E’ la sorte di molti dei compositori (e violinisti) del nostro programma: di Vivaldi che arriva a Vienna nel 1740\, dove muore nel 1741; di Geminiani che lascia la natia Lucca a 25 anni per non tornarvi più e dividendosi fra Londra\, Parigi e poi ancora Londra e Dublino; di Locatelli\, bergamasco\, che farà la sua carriera\, nel segno della lezione di A. Corelli\, ad Amsterdam; di N. Porpora\, affermato operista\, che rientrerà nella natia Napoli per morirvi\, povero\, dopo una vita spesa fra Darmstadt\, Vienna (dove ebbe per allievo Haydn) Venezia\, Londra\, Dresda; di Veracini\, fiorentino che sarà a Venezia (dove frequenta Tartini)\, Londra\, Duesseldorf\, Dresda\, Boemia per ritirarsi infine a Firenze; Tartini invece dalla natia Pirano d’Istria sarà a Padova dove fonda la celebre “Scuola delle Nazioni” e A. Scarlatti da Palermo passa a Roma\, Napoli\, Firenze\, Venezia e Napoli ancora.\n  \n\n\nSono questi i compositori proposti da L’Arte dell’Arco. Fondato nel 1994 da Giovanni e Federico Guglielmo l’ensemble si è affermato in tutto il mondo in una prestigiosa carriera concertistica e discografica per etichette come Deutsche Harmonia Mundi\, Sony/BMG\, Chandos\, AS\, CPO\, Brilliant\, Stradivarius\, Dynamic. Nel 2009 ha completato l’integrale dei concerti di G.Tartini (33 cd) ma la discografia è immensa (Albinoni\, Vivaldi\, Bach\, Haydn\, Haendel\, …).  \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/vivaldi-tartini-geminiani-porpora-locatelli/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \n“Un pianoforte per Padova” \nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)\nCon il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        Christian Zacharias si è affermato\, come pianista e come direttore d’orchestra\, in una rara combinazione di integrità\, stile unico\, espressività e profondità di visione musicale. Un musicista che “pensa” la musica. Dal pianoforte ha poi esteso il campo dei suoi interessi alla direzione d’orchestra\, anche come direttore d’opera: già direttore artistico e principale dell’Orchestre de Chambre de Lausanne con la quale ha realizzato l’integrale dei concerti per pianoforte di Mozart (Diapason d’or\, Choc du Monde de la Musique\, ECHO Klassik)\, delle Sinfonie di Schumann e delle Sinfonie “Berlinesi” di C.P.E.Bach\, a partire dalla stagione 2017/18 è primo direttore ospite della Orquesta y Coro de la Comunidad de Madrid.\nPer questo artista\, nel quale la grande tradizione austro-tedesca e l’amore per Bach\, Haydn\, Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Schumann vivono in tutta la loro freschezza assieme ai prediletti Scarlatti\, Chopin\, Ravel gli Amici della Musica di Padova hanno avuto nel corso degli anni una speciale predilezione\, testimoniata dai numerosi  concerti a Padova (dal ciclo schubertiano dal 1996/97 per arrivare al concerto del 2003 in ricordo di Vlado Perlemuter di cui Zacharias fu allievo). \n\n\nIl programma affianca i nomi di Haydn e Bach a quello di Schubert.\nLa sonata n. 44 in sol min.\, chiamata anche “Divertimento”\, è una sonata in due movimenti e di piccole dimensioni\, ben diversa dalla virtuosistica Sonata in mi bemolle magg. n. 52 scritta a Londra per Thérèse Jansen\, una allieva di Muzio Clementi. La terza Partita di J.S. Bach fa parte delle Sei Partite pubblicate dall’autore nel 1731 nella Clavierübung (Esercizio per tastiera) op. 1: caratteristico di questa Partita l’inconsueto inserimento di una Burlesca e di uno Scherzo .\nLa sonata di Schubert è del 1825\, l’autore stesso la eseguì spesso nella estate di quell’anno e in una lettera alla famiglia scriveva con soddisfazione: “piacquero specialmente le variazioni della mia nuova Sonata a due mani\, che eseguii da solo e non senza merito. Alcune persone mi assicurarono che i tasti diventavano voci cantanti sotto le mie dita\, ciò che\, se vero\, mi fa molto piacere perchè non posso sopportare il maledetto martellamento\, a cui indulgono anche distinti pianisti e che non diletta nè l’orecchio nè la mente”. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Cantigas de Santa Maria\, Llibre Vermell\, Codex Las Huelgas
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nHana Blažiková è una affermata cantante (soprano) ceca attiva nell’ambito della musica barocca\, rinascimentale e medioevale; collabora regolarmente con alcuni dei più prestigiosi ensemble della scena musicale internazionale come Collegium Vocale Gent\, Bach Collegium Japan\, L’Arpeggiata\, Monteverdi Choir & Orchestra etc: recente\, 2017/18\, la sua partecipazione solistica alle produzioni per l’anno monteverdiano di Sir John E.Gardiner (Trittico di opere). Ma accanto a questi repertori\, Hana ha approfondito\, anche come strumentista\, con il Tiburtina Ensemble lo studio della musica medioevale\, con ricerche sulla tradizione ceca del canto gregoriano\, sulla prima polifonia. \n\n\n\nIl programma del concerto è dedicato ai canti devozionali mariani della penisola iberica. Sono brani che provengono da diversi codici. Le Cantigas de Santa Maria sono 419 canti mariani in galiziano-portoghese che troviamo in un codice compilato fra 1264 e 1284 alla corte di Alfonso X el Sabio. Llibre Vermell è un manoscritto copiato alla fine del XIV secolo e conservato nel monastero di Montserrat (Barcellona). Las Huelgas è un manoscritto del 1300 ca. proveniente dal convento di Santa Maria la Real de Las Huelgas di Burgos (una raccolta che contiene anche 141 brani polifonici). \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/cantigas-de-santa-maria-llibre-vermell-codex-las-huelgas/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Mozart\, Zemlinsky\, Bruckner
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      concerto_1911Download\n      \ni quintetti per archi di W.A. Mozart (1° concerto) \n\n        \n        \nfoto (c) I. Zandel \n\n\n\n  \n\n\n\nRare sono oggi nella scena internazionale della musica da camera le formazioni stabili di Quintetto d’archi con due viole\, anche se il repertorio annovera un numero significativo di capolavori come i Quintetti di Mozart\, quelli di Beethoven\, Mendelssohn\, Brahms\, Dvorák e Bruckner. Proprio per questa ragione si è costituito il Quintetto Bartholdy e per la stessa intenzione di valorizzare la conoscenza di questo bellissimo repertorio\, si svilupperà nell’arco del prossimo triennio un ciclo dedicato ai Sei Quintetti di W. A. Mozart\, e nel quale saranno presentati poi anche i due Quintetti di Mendelssohn e pagine di altri compositori. \n\n\n\nIl Quintetto Bartholdy si è costituito nel 2009\, in occasione dei 200 anni della nascita di Felix Mendelssohn\, fra cinque affermati musicisti tedeschi\, tutti docenti oggi in prestigiose scuole ad Hannover\, Stoccarda\, Lubecca\, Saar. Il loro debutto discografico nel 2013\, con il Quintetto di Bruckner e i Due Movimenti di Zemlinsky\, è stato salutato con successo dalla critica internazionale.\n\nI Quintetti di Mozart\, a parte il K 174\, sono composizioni che appartengono tutte alla piena maturità dell’autore e sono successivi alla fondamentale esperienza dei Sei Quartetti dedicati ad Haydn pubblicati nel 1785.\nIl Quintetto in sol min. K 516 del 1787 è uno dei capolavori più stupefacenti della musica da camera di Mozart e lo troviamo nel primo programma del ciclo assieme a quello K 406\, che è invece una trascrizione della Serenata K 388 per fiati.\nDue pagine tardoromantiche completano il programma: l’Intermezzo in re min. del 1879 di A. Bruckner (una pagina alternativa allo Scherzo del Quintetto in fa magg.) e i Due Movimenti del 1896 di A. von Zemlinsky\, un autore significativo della Vienna a cavallo fra Brahms\, Mahler e il primo Schönberg. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Prokofiev\, Schnittke
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      concerto_0511Download\n      \n“dalla Rivoluzione alla Perestrojka: la musica in Russia 1917 – 1985” \n(1° concerto) \n\n        \n        Il ciclo triennale che inizia con questo concerto è dedicato a quasi settant’anni di musica in Russia. La data della Rivoluzione d’ottobre\, il 1917\, è il punto di partenza; il punto di arrivo è il 1985\, l’anno in cui Gorbaciov lanciò la “Perestrojka” (ricostruzione)\, un processo di riforme e di rinnovamento nel segno della “Glasnot” (trasparenza)\, che portò in realtà poi alla dissoluzione dell’URSS.\nAnni nei quali la cultura e le arti sono strettamente legate agli eventi politici\, economici e sociali di quel gigantesco processo storico: alla sperimentazione e libertà degli anni 1917-1921\, (ma anche fino al 1927)\, con la nascita dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) nel 1922 si avvia una fase di consolidamento\, nella quale la cultura e le arti vengono sempre più irregimentate nell’ideologia di partito e dal 1929 al 1953\, con Stalin\, completa è la politicizzazione dell’arte con mezzi totalitari e brutalmente repressivi. Dal 1956\, con Krusciov\, inizia timidamente il “disgelo” e poi\, a partire dagli anni ’60/70\, la maturazione di un’avanguardia e del “dissenso” nei confronti del “realismo socialista” della cultura ufficiale. Prokofiev e Šostakovič sono i due giganti della musica russa di questi anni\, ma il ciclo proporrà anche molti altri nomi meno noti.  \n\n\nIl violinista Pavel Berman è nato e ha studiato a Mosca ed stato testimone in prima persona di questa cultura fino agli anni ’90\, una cultura vissuta anche attraverso la grande tradizione musicale di famiglia (il padre era il celebre pianista Lazar Berman e pianista anche la madre).  \n\n\nNel programma in duo con Vsevolod Dvorkin (Mosca 1972\, vincitore di premi in concorsi come il Ciani\, il Busoni\, lo Schumann di Zwickau etc.) accanto alla prima Sonata di Prokofiev del 1946 e alle Cinque Melodie op. 35 bis nella versione per violino del 1925\, troviamo la Sonata op. 1 di Karen Khačaturjan (è il nipote del più noto Aram Khačaturjan) del 1947\, mentre “A Paganini” per violino solo di Alfred Schnittke è del 1982.  Tre i grandi violinisti a cui sono legati questi brani: David Oistrach per Prokofiev\, Leonid Kogan per Khačaturjan (ma la sonata fu nel repertorio anche di David Oistrach e Jascha Heifetz che anche la incise)\, Gidon Kremer per Schnittke.
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SUMMARY:Debussy\, Chausson
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      concerto_1710Download\n      \n        \n        \n\n\n\nTre generazioni di musicisti italiani si incontrano per un omaggio a Claude Debussy nel centenario (1918- 2018) della sua morte\, che già nella primavera scorsa era stato celebrato dagli Amici della Musica con la straordinaria riproposta del Pelléas et Melisande nella versione di M. Constant.\nBruno Canino ha collaborato nella sua lunga e prestigiosa carriera con artisti come C. Berberian\, S. Gazzelloni\, S. Accardo\, U. Ughi\, I. Perlman\, V. Mullova\, A. Schiff; da oltre sessant’anni suona in duo pianistico con A. Ballista e ha fatto parte per trent’anni del Trio di Milano (prima con C. Ferraresi e poi con M. Sirbu e R. Filippini). Sonig Tchakerian si è affermata ai concorsi Paganini\, ARD di Monaco e Gui di Firenze ed è attual- mente docente di violino ai corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Il Quartetto Noûs è fra i migliori giovani quartetti italiani e dopo la sua costituzione nel 2011\, ha ricevuto importanti riconoscimenti come il Premio Piero Farulli nell’ambito del Premio Abbiati (2015) e il premio Arthur Rubinstein del Teatro La Fenice di Venezia.  \n\n\n\nIl programma accosta due composizioni che sono all’inizio e alla fine dell’esperienza creativa di Debussy: il Quartetto op. 10 del 1892/3 e la Sonata per violino e pianoforte del 1916/1917 anni vissuti dolorosamen- te dall’autore per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute e per l’infausta esperienza della guerra. L’accostamento a Debussy di Ernest Chausson con il suo Concerto op. 21 (dedicato a Eugène Ysaÿe\, prima esecuzione a Bruxelles nel 1892) sottolinea il rapporto di elezione fra i due musicisti\, che si erano conosciuti nel 1888: Chausson fu per Debussy un amico\, un confidente\, un mecenate\, un ammiratore e Debussy da parte sua visse\, 1903\, la scomparsa prematura dell’amico con un’emozione “dolorosamente acuita dal sentimento che egli non è più fra di noi\, che non rivedremo più la bontà accogliente e calda del suo sorriso”.
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SUMMARY:Bach\, Bartók\, Janacek\, Schumann
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nAlla giovane violinista tedesca Veronika Eberle la nostra associazione ha guardato con attenzione già negli scorsi anni (2009 e 2013): un interesse motivato dal suo talento straordinario e dalla maturità musicale. Qualità queste che l’hanno portata giovanissima\, dopo gli studi con C. Poppen e A. Chumachenco\, a prestigiosi riconoscimenti (Borletti-Buitoni Trust 2008\, New Generation Artist BBC 2011-2013\, etc.) e a collaborazioni con direttori quali Sir Simon Rattle (Concerto di Beethoven con la Filarmonica di Berlino al festival di Salisburgo 2006\, poi a Londra nel giugno 2014 con la London Symphony Orchestra)\, Heinz Holliger\, Daniel Harding e altri ancora. Al suo fianco Dénes Várjon\, uno dei pianisti più apprezzati oggi nell’ambito della musica da camera (ne è un segno anche la sua regolare presenza a Marlboro)\, anche nelle nostre stagioni dove si è esibito\, oltre che come solista\, in concerti con L. Kavakos\, M. Perenyi\, T. Zimmermann\, J. Widmann. Il programma si apre con la terza delle 6 Sonate che Bach verosimilmente compose a Köthen negli anni 1718-1722 e prosegue con due importanti pagine della letteratura del Novecento: due opere quasi coeve\, la Seconda Sonata di B. Bartók del 1922 (e dedicata come la prima a Jelly d’Aranyi) e la Sonata di Janacek composta a partire dal 1914 e edita dopo varie revisioni nel 1922: una Sonata piena del nazionalismo nascente “all’inizio della guerra nel 1914 quando attendevamo l’arrivo dei russi”. In chiusura la terza sonata di Robert Schumann: una sonata di più raro ascolto rispetto all’op. 105 e all’op. 121 e che Schumann realizzò nel 1853 aggiungendo due movimenti a quelli che aveva scritto\, assieme a Dietrich e a Brahms\, per la Sonata F.A.E. in onore di Joachim. Una sonata di cui Clara distrusse il manoscritto e che fu ricostruita ed edita solo nel 1956. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © F.Broede
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nUna straordinaria occasione\, quella di celebrare i 100 anni della morte di Claude Debussy con il suo “Pelléas et Melisande”\, il dramma lirico in 5 atti su testo di Maurice Maeterlinck\, a cui Debussy lavorò dal 1893 al 1902.E’ uno dei capolavori assoluti del teatro musicale di tutti i tempi e la proposta ci viene da Jan Michiels\, che ha inserito la città di Padova (unica in Italia) in una tournée\, che nel marzo 2018 toccherà varie città in Belgio e in Olanda. Jan Michiels recupera la versione (“Impressions de Pelléas”) che Marius Constant realizzò nel 1992 per lo spettacolo di Peter Brook: una versione per sei cantanti e due pianoforti\, che\, con grande finezza\, riduce (da 150 minuti a 95 ca) i cinque atti in un solo flusso musicale. Con Jan Michiels la pianista Inge Spinette e sei giovani cantanti. In un certo modo si ricrea così una possibile situazione storica. Debussy infatti era solito\, prima della prima rappresentazione del Pelléas (24 e 30 aprile 1902)\, suonarne dei frammenti per la cerchia dei suoi amici e non si può non ricordare l’emozionante momento in cui\, prima dell’inizio delle prove\, a Debussy\, a casa del direttore d’orchestra A. Messager\, fu presentata la compagnia di canto (c’era anche la moglie di Messager e A. Carré\, regista e direttore dell’Opéra-Comique). Messager racconta che Debussy si mise al pianoforte e cantando tutti i ruoli\, con la sua voce profonda e cavernosa e trasportandoli talvolta una ottava sotto\, eseguì tutta l’opera. All’inizio una sorta di scetticismo\, di resistenza\, poi un’attenzione via via più sostenuta\, un’emozione crescente e quando risuonarono le ultime note della morte di Melisande\, silenzio e lacrime di commozione. “Dimenticate\, vi prego\, di essere dei cantanti” fu la raccomandazione finale di Debussy.
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SUMMARY:Shostakovich\, Sollima\, Debussy\, Stravinskij
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nIl concerto è dedicato al ricordo di Enrico Egano (Verbania 25 novembre 1955 – Padova 26 aprile 2008) violoncellista\, musicista\, concertista e didatta e del suo grande maestro Antonio Janigro (Milano 21 gennaio 1918 – Milano 1 maggio 1989) \n\n\n\n  \n\n        \n        \nGiovanni Sollima è una personalità poliedrica\, che si è affermata fra le voci più interessanti della vita musicale italiana. Enorme la sua curiosità\, che lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della composizione e a cercare contatti creativi con mondi diversi\, come quello della danza (con K. Armitage e C. Carlson ) del teatro (con B. Wilson\, P. Stein) e del cinema (con M.T. Giordana\, P. Greenaway\, J. Turturro e L. Gjertsen). Ma il violoncello (fu allievo di G. Perriera e A. Janigro ed iniziò giovanissimo l’attività concertistica ) è rimasto un punto di riferimento costante\, per il quale trovare sempre\,nell’ambito di una attività musicale così intensa e così variegata\, lo spazio per programmi da concerto e per l’insegnamento( alla Fondazione Romanini di Brescia e all’Accademia di S.Cecilia di Roma ). Partner pianistico abituale di Sollima è Giuseppe Andaloro\, che è oggi uno dei pianisti italiani più apprezzati: affermatosi in alcuni prestigiosi concorsi internazionali ( International Competition of London\, Porto\, Sendai\, Hong Kong\, “Busoni” di Bolzano) è già stato ospite come solista delle nostre stagioni. Il programma presenta tre importanti composizioni del repertorio novecentesco del violoncello: la Sonata che C. Debussy scrisse nell’estate 1915 e che doveva essere la prima di un progetto di Six Sonates/ Pour divers instruments /… di cui poi Debussy realizzò solo la seconda (per flauto\, viola e arpa) e la terza (per violino e pianoforte). La sonata op. 40 di D. Shostakovich è invece del 1934 e l’autore la scrisse per l’amico violoncellista e organizzatore Viktor Kubanski. La Suite italienne di Stravinskij è invece opera tratta dalla Suite del Balletto Pulcinella del 1922 (su temi di G.B. Pergolesi ) che l’autore realizzò per ed assieme al violoncellista G. Piatigorsky nel 1934. Due brevi pagine dello stesso Sollima completano il programma: Il Tema III da Il Bell’Antonio tratto dalle musiche per il film televisivo di Maurizio Zaccaro del 2005 e Anphesibene (un animale con due teste descritto da Leonardo da Vinci)\, un movimento della suite “il bestiario di Leonardo” scritto in origine per quattro chitarre nel 2007. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © M. Musarra
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SUMMARY:Sinigaglia\, Brahms\, Cajkovskij
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SUMMARY:Bach\, Berio\, Prokofiev\, Jolivet\, Debussy\, Poulenc
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n\nWolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nLudovico Degli Innocenti (Padova 1995) si è diplomato al Conservatorio C. Pollini nella scuola di C. Montafia e si perfeziona attualmente a Stoccarda con D. Formisano. Le affermazioni in numerosi concorsi (Krakamp\, Gazzelloni\, Cilea) lo hanno avviato una promettente carriera concertistica\, nella quale suo partner abituale al pianoforte è Amedeo Salvato\, uno dei pianisti di riferimento nell’ambito del repertorio flautistico come pianista ufficiale del Falaut Festival\, della James Galway Flute Convention\, del Concorso Gazzelloni etc. Un duo che ha debuttato con successo nel marzo scorso ai concerti di Domenica in Musica alla Sala dei Giganti. In apertura del programma la Sonata n.1 in si min. di Bach: dalla densa scrittura cromatica e dallo stile canonico\, è un’opera della maturità che risale agli anni di Lipsia (ca 1735). Due importanti sonate alla fine della prima e della seconda parte: quella di Prokofiev op. 94 del 1942-3 (una sonata che Prokofiev trascrisse poi per il violino di D. Oistrach per assicurarle un maggiore interesse) e quella di Poulenc (1956-7) che l’autore dedicò a J.P. Rampal\, con il quale la eseguì al Festival di Strasburgo. La Sequenza di Berio è la prima della lunga serie di Sequenze: Berio la compose a Darmstadt nel 1958\, dove si trovava anche Severino Gazzelloni\, e la Sequenza nasce nel segno del virtuosismo e dell’intelligenza musicale del grande flautista italiano. Chant de Linos di Jolivet è invece una commissione del 1944 del Conservatorio di Parigi per un concorso che fu vinto da J.P. Rampal. La più celebre composizione orchestrale di Debussy\, il Prélude à l’après-midi d’un faune (1894) dal poema di Mallarmé è presentata qui in una versione con pianoforte di Karl Lenski\, che si basa su una primissima versione del brano (ms. Collezione Cortot) e sulla versione di Debussy per due pianoforti (1895). \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto (c) E. Degli Innocenti \n\n\n\n\n\n\n\n\nin collaborazione con: 
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SUMMARY:Skrjabin\, Liszt
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nProgetto Skrjabin: integrale delle Sonate per pianoforte – 3° concerto \n\n        \n        \nIl talento\, la maturità musicale\, la disponibilità e lo spirito di ricerca del valoroso pianista padovano Alessandro Cesaro (2° Premio al 48° Concorso di Ginevra nel 1991 a soli diciott’anni e Premio Revelaciòn 2015 da parte dell’Associazione dei Critici Musicali Argentini) sono dei doni preziosi per la nostra associazione\, che già nel passato gli ha affidato progetti speciali (Goyescas di E. Granados\, il programma dedicato nel 2015 a “La Musica e la Prima Guerra Mondiale”). Quest’anno Cesaro affronta l’impegno straordinario di presentare\, in giorni ravvicinati\, l’integrale delle 10 Sonate per pianoforte di Aleksander Skrjabin. Skrjabin è stato accanto a\, e prima di\, Schönberg e Stravinskij\, uno dei principali iniziatori ed artefici delle innovazioni della musica europea del XX secolo. Suscitava fanatici entusiasmi e radicali avversioni. Due concerti fuori abbonamento precedono il terzo e ultimo concerto inserito in stagione e dedicato alle sonate n. 6\, 7\, 8\, 9 e 10 che furono scritte tutte verso la fine della vita di Skrjabin (1911-13)\, in quel periodo compositivo che è detto “PostPrometeico” e dove il linguaggio armonico raggiunge un elevato grado di complessità . Un itinerario\, dalla Sonata n. 1 del 1891-2 all’ultima\, la Decima del 1910-13\, se non di iniziazione (come avrebbe pensato l’autore) certamente di progressiva liberazione in termini sonori di una affascinante intenzione estetica.
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SUMMARY:Bach\, Schönberg\, Stockhausen\, Kurtág\, Schumann
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n\nWolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nFilippo Gorini\, che avevamo già presentato con successo nei concerti di Domenica in Musica lo scorso gennaio\, a soli 22 anni è uno dei pianisti italiani della nuovissima generazione più interessanti. Vincitore nel 2015 del Concorso “Telekom-Beethoven” di Bonn (premio anche del pubblico) allievo di M.G. Bellocchio\, di P. Gilliov e di A. Brendel ha articolato un programma del quale è lui stesso a dirci le intenzioni. In un percorso articolato e speculativo\, il concerto ci conduce nel cuore dell’Europa in un viaggio a cavallo di tre secoli. Nella prima parte\, l’Arte della Fuga di Bach\, vero padre della musica occidentale\, è utilizzata come punto di partenza per l’esplorazione del “secolo breve”. I tre pezzi op. 11 di Schönberg ne segnano sicuramente un punto fermo: l’abbandono della tonalità. Scritti nel 1909\, sono brani scarniti fino all’osso per dar vita a un’espressività angosciata e urgente. Segue il “Klavierstück IX” di Stockhausen\, composto nel 1961\, uno dei brani più noti del secondo Novecento. L’architettura dalle proporzioni matematicamente calcolate dona al brano una rara perfezione di equilibri e dinamismi in un contesto alienante e al contempo avvincente. Le “Schegge” (Szálkák) di Kurtág\, compositore tuttora vivente\, invece\, sono quattro frammenti completati nel 1978\, dalla poetica ricca condensata in gesti minimi ma dall’espressività intensa\, di grande ricercatezza e sapienza compositiva. La seconda parte del concerto torna al secolo d’oro del pianismo\, l’Ottocento\, con l’ampia Sonata op. 11 di Schumann: in quattro tempi\, Schumann tesse un vero e proprio romanzo di trama epica\, dedicato alla futura moglie Clara\, che conclude con vigore il concerto. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © Mat Hennek \n\n\n\n\n\n\n\n\nin collaborazione con:
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SUMMARY:Monteverdi
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nItalia mia: storia e geografia del madrigale italiano (3° concerto) \n\n\n\nLa vita di Claudio Monteverdi\, in un concerto \n\n\n\n  \n\n\n\nSi conclude con il concerto di questa sera il progetto triennale dedicato alla “storia e geografia del madrigale italiano” ed affidato all’ensemble RossoPorpora che Walter Testolin ha costituito nel 2011 con l’intenzione di ridare all’interpretazione del madrigale l’attenzione alla restituzione degli stati d’animo e di rispetto della struttura del verso poetico italiano. Intenzioni che ben si adattano a Claudio Monteverdi a cui con gratitudine\, in occasione del 450° anniversario della nascita\, è dedicato il programma. Si ripercorre la sua straordinaria carriera dalla prima pubblicazione del 1582 (le Sacræ cantiunculæ a tre voci nelle quali si presenta come allievo di Ingegneri) fino alla monumentale raccolta Selva Morale & Spirituale del 1640\, con la quale l’ormai vecchio Maestro di cappella della Serenissima Repubblica di Venezia lasciava il suo testamento spirituale nel repertorio sacro. Tra questi due estremi\, un percorso che tocca tutti i libri di madrigali\, prima a cappella\, poi con l’ingresso del basso continuo e infine con la partecipazione di due violini\, in una concertazione sempre più ricca e sfarzosa.
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nIl Quartetto Lyskamm conclude con questo concerto la sua “residenza” biennale presso la nostra Associazione\, che aveva bandito nel 2015 assieme a Associazione Amici del Quartetto “Guido A. Borciani”\, Associazione Veneta Amici della Musica e CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica una selezione nazionale per la ricerca di un giovane quartetto italiano. Una residenza a cui si affianca oggi quella prestigiosa presso gli Amici della Musica di Firenze. Fra i riconoscimenti più recenti ricordiamo il Premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado (2016\, Borletti-Buitoni Trust). Dopo il concerto della scorsa stagione con il pianista Gabriele Carcano il Quartetto Lyskamm si ripresenta al nostro pubblico con un programma che propone tre nomi capitali nella storia del quartetto d’archi: Haydn\, Beethoven e Bartók. Il quartetto di Haydn è il secondo dei due quartetti op. 77 che Haydn scrisse fra il 1799 e il 1800 per il Principe Lobkowitz (per il quale Beethoven pubblica nel 1800 i suoi 6 Quartetti op.18). E’ praticamente l’ultimo quartetto completo di Haydn\, perchè il successivo (l’op.103) fu lasciato incompiuto dal “vecchio e debole” compositore (2 aprile 1803). I tre quartetti dell’op. 59 di Beethoven (1805-6) sono invece legati al nome del conte russo A.K. Razumowsky\, che oltre ad essere un violinista dilettante\, aveva creato un proprio complesso. Il secondo dei 6 Quartetti di Bartók è degli anni tormentati e drammatici della Grande Guerra (1915-1917) ed è dedicato al Quartetto Waldbauer\, che ne diede la prima esecuzione il 3 marzo 1918.
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nUn Pianoforte per Padova \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Cariparo \n\n        \n        \nCONCERTO INAUGURALE DELLA STAGIONE 2017/18 \n\n\n\nAd aprire la stagione 2017/18 è un programma – e ci saranno più avanti anche quelli di Johannes Prahmsholer con Léon Barben e di Jean Rondeau – interamente dedicato alla musica di Johann Sebastian Bach: tre Partite (3\,5\,6) che fanno parte delle sei edite nella prima parte della Clavierübung (1726-1731) ed assieme una composizione dubbia\, forse giovanile\, la Suite BWV 832. \n\n\n\n\nE’ uno dei programmi\, che fanno parte della “Bach Odyssey“\, il progetto di esecuzione integrale delle opere di Bach in 12 concerti che Angela Hewitt realizzerà in quattro anni fino al 2020: un progetto nato alla Wigmore Hall di Londra e che sarà presentato anche a New York\, a Tokyo\, a Ottawa\, a Firenze così come al Festival di Angela Hewitt sul lago Trasimeno. La straordinaria carriera internazionale di Angela Hewitt – ospite per la prima volta della nostra Associazione – è legata all’esecuzione di Bach al pianoforte (come quella di Glenn Gould\, canadese come lei) ed è iniziata con l’affermazione alla Toronto International Bach Piano Competition nel 1985\, in occasione del terzo centenario della nascita di Bach.  \n\n\n\nUna associazione – quella al nome di Johann Sebastian Bach – di cui Angela Hewitt è sempre stata fiera\, per quello che essa comporta in termini di intelligenza musicale\, bellezza del suono\, tecnica e spirito nella sua esperienza di vita artistica. E nel nome della quale nel 1994 Hyperion Records le ha chiesto di incidere tutte le composizioni per tastiera.  \n\n\n\nfoto © P.Hundert
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nun Pianoforte per Padova \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Cariparo \n\n\n\nin ricordo di Vlado Perlemuter \n\n        \n        \nnell’ambito della rete “La Belle Saison” \n\n        \n        \n\n        \nDal 1875 per lo meno\, l’anno di Carmen\, l’opéra-comique di Georges Bizet\, il rapporto con la musica spagnola è un tema intrigante\, che affascina molti compositori francesi. Ed altrettanto grande è il richiamo che Parigi\, e la prestigiosa tradizione del suo Conservatorio e delle sue istituzioni musicali\, esercita sui musicisti spagnoli fra fine ottocento e novecento. Da un lato una Spagna anche semplicemente evocata o addirittura inventata dai musicisti francesi\, dall’altro il contatto dei più significativi musicisti spagnoli (Albeniz\, Granados\, de Falla\, Mompou ma anche\, per altri versi\, Casals) con Fauré\, Debussy\, Ravel\, etc. \n\n\n\nJ.F. Heisser è l’interprete ideale di questa congiunzione culturale\, erede della più pura tradizione francese (è stato allievo a Parigi di Vlado Perlemuter) ha dedicato la sua attenzione\, oltre che a Ravel\, Debussy\, alla musica spagnola\, con l’incisione integrale di Iberia di Albeniz\, (il capolavoro di Albeniz è un ciclo di 4 quaderni del 1905-1909\, a cui il regista Carlos Saura ha dedicato nel 2005 una realizzazione filmica). La Fantasia Bætica di de Falla è invece del 1919. Provincia Baetica è il nome latino della Andalusia\, al cui canto popolare la composizione si ispira.\nMompou fu invece un appartato musicista catalano (di Barcellona) e la sua raccolta Musica callada (Musica della solitudine\, 1959-1967) ci porta “questa voce segreta ed inimitabile che è la voce stessa del silenzio” (Jankélévitch parlò anche di “festa della presenza assente”). Il programma è completato da due celebri pagine di Maurice Ravel\, la Pavane del 1899/1900 e la Sonatina del 1903/1905 inserite nel programma anche per l’intenzione\, sia di Heisser che degli Amici della Musica di Padova\, di ricordare Vlado Perlemuter\, il grande interprete di Ravel\, che fu protagonista di sei indimenticabili concerti a Padova tra dicembre 1984 e ottobre 1987. \n\n\n\nNata su iniziativa del Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi\, La Belle Saison – Concert halls riunisce e federa tra loro teatri e sale da concerto che per le qualità acustiche\, le dimensioni e la struttura musicale-organizzativa servono la musica da camera al meglio.\nLa rete ha la missione di proporre\, produrre e diffondere tra i partner un certo numero di programmi di musica da camera di alto livello\, con l’ambizione di consentire agli artisti di dedicare il loro tempo al pubblico: il tempo della pedagogia\, dell’incontro e della scoperta. \n\n\n\nSito Web: La Belle Saison \n\n\n\nfoto © S.Poltronieri
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SUMMARY:Beethoven\, Cascioli
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \n        \n        \n\n        \nErbarme dich… (Abbi pietà di me…) è per tutti gli appassionati della musica antica (e non solo!) la famosa aria per contralto della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach: ma è anche un’aria piena di pena e sensualità per tenore e flauto della Cantata BWV 55. \nE’ una combinazione (voce e flauto) che troviamo in molte cantate scritte a Lipsia fra il 1724 e il 1726 e che Bach sviluppa con assoluta maestria in un dialogo\, in cui il flauto sottolinea o sfida la splendida linea vocale. \nE’ quello che ha sedotto gli interpreti protagonisti del programma interamente dedicato a Bach\, che comprende altresì brani strumentali per flauto e continuo\, per flauto solo e per clavicembalo.\nReinoud Van Mechelen è un tenore belga attivo  sia da solo che con i migliori ensemble come Scherzi Musicali\, L’Arpeggiata\, La Capilla Flamenca\, EUBO Orchestra\, Ex Tempore\, Les Arts Florissants. Anna Besson si è diplomata in flauto moderno e barocco al CNSM di Parigi e a Ginevra\, finalista al Concorso Telemann di Magdeburg del 2015\, collabora con ensemble come La Chambre Philarmonique\, Le Concert d’Astrée\, Ensemble Matheus\, La Grande Écurie et la Chambre du Roi. Ronan Kernoa si è diplomato invece a Rouen e studia attualmente viola da gamba con Thomas Baeté e Wieland Kuijken. Collabora regolarmente come violoncellista/continuista con La Petite Bande\, Il Gardellino\, Il Fondamento\, Anima Eterna\, Les Agremens. Benjamin Alard\, già ospite come solista delle nostre stagioni\, è fra i migliori clavicembalisti della sua generazione e la sua carriera  ha preso avvio nel 2004 dal Primo Premio e Premio del Pubblico ottenuto al Concorso Internazionale di Bruges (la giuria era presieduta da Gustav Leonhardt).
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SUMMARY:Mozart\, Brahms\, Dohnányi
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      concerto_2002Download\n      \n6° concerto \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nIn una recente intervista (Fonoforum\, febbraio 2016) pubblicata in occasione del concerto che festeggiava al Konzerthaus di Vienna i 35 anni del Quartetto Auryn\, Matthias Lingenfelder parlava di come\, “alla fine” della loro carriera\, si occupavano particolarmente di Mozart\, con la registrazione dei sei quintetti (assieme alla violista Nobuko Imai) e dei sei quartetti dedicati ad Haydn. Appunto all’incontro Mozart-Brahms è dedicato il nuovo programma del ciclo “Brahms e dintorni”. E’ la volta del quartetto n. 3 del 1876. Un quartetto\, quello di Brahms\, che rimanda per il carattere\, per la tonalità del primo movimento al Quartetto K 458 “La caccia” di Mozart\, uno dei sei quartetti dedicati ad Haydn del 1785. Il titolo “La caccia” è legato all’evocazione di una fanfara di corni nel movimento iniziale in 6/8\, misura che troviamo anche in quello di Brahms.\nAl centro del programma la Serenata op. 10 del 1902 di Ernö von Dohnányi\, una composizione che rimanda a Mozart e ad Haydn nel suo stretto rispetto delle forme classiche. Dohnányi è una figura centrale della vita musicale ungherese a cavallo fra Otto e Novecento\, il ponte\, sia come pianista che come compositore\, fra la tradizione di Liszt e di Brahms e la musica di Bartók. Fu Brahms stesso ad incoraggiare il giovane compositore organizzando a Vienna una esecuzione del Quintetto op. 1 (1895) e a raccomandarlo all’editore Simrock.
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DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nIntegrale delle Sonate per violino e pianoforte di L. van Beethoven (2° concerto) \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nSecondo concerto del ciclo triennale dedicato alle 10 sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven\, un ciclo affidato a tre delle migliori giovani violiniste italiane e che vede quest’anno\, dopo il concerto di Francesca Dego e Francesca Leonardi della stagione scorsa\, Laura Marzadori  in duo con Olaf John Laneri. Laura Marzadori si è imposta giovanissima in numerosi concorsi e ha recentemente vinto\, a soli 25 anni\, il Concorso internazionale per violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala di fronte ad una commissione presieduta da Daniel Barenboim. Fra le affermazioni più significative invece della carriera del pianista Olaf John Laneri il secondo premio (primo non assegnato) al prestigioso concorso Busoni del 1998 e il secondo premio al World Music Piano Master di Montecarlo nel 2001.    \n\n\n\nTre le Sonate di Beethoven in programma l’op. 12 n. 3 del 1787/88\, l’op. 23 del 1800 e la Sonata op. 30 n. 2  del 1802. \nProprio all’ Adagio con molt’Espressione della Sonata op. 12 n. 3 si ispira il brano Perdendosi che Rocco De Cia ha scritto per questi concerti.    \n\n\n\nRocco De Cia è un giovane formatosi alla scuola di Ivan Fedele a Roma ed ha ottenuto riconoscimenti ed esecuzioni in festival importanti come La Biennale di Venezia\, l’Accademia Chigiana. Fra i premi vinti da segnalare il primo premio al concorso “Premio Trio di Trieste – Gianpaolo Coral Award 2012”.    \n\n\n\nIl ciclo è prodotto dagli Amici della Musica di Padova assieme al Teatro Comunale di Monfalcone\, agli Amici della Musica di Verona e di Mestre e al Circolo Culturale Bellunese.
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SUMMARY:Leclair\, Duphly\, Marais\, Rameau
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nMasques è un ensemble strumentale canadese specializzato nella musica barocca fondato dal clavicembalista Olivier Fortin. Il nome rimanda ai masque” dell’Inghilterra elisabettiana\, a quegli spettacoli che mescolavano poesia\, musica\, danza e teatro. L’attività discografica di Masques per le etichette Zig-Zag\, Alpha\, ATMA\, Analekta\, Dorian (Schmelzer 2013\, Weichlein e Rameau etc.) ha ottenuto numerosi riconoscimenti (Choc di Classica\, Critics Choice di Gramophone\, Diapason d’or\, FFFF di Telerama). Olivier Fortin è stato premiato in numerosi concorsi di clavicembalo (Montreal Bach Competition\, Bruges) ed è docente al Conservatorio di musica del Quebec. La sua recente incisione dei concerti di Bach ha ottenuto nel gennaio 2016 il Diapason d’or. \n\n\n\nIl programma culmina nel terzo concerto delle “Pièces de clavecin en concert” del 1741 di Rameau ed è un viaggio nella musica francese fra Parigi e Versailles: la sintesi fra gli stili francese ed italiano in Leclair\, Marais e la viola da gamba\, la novità delle Sonate (1734) di de Mondonville con una scrittura del clavicembalo veramente concertante\, Duphly\, “il migliore dei cattivi compositori”\, secondo una battuta di Gustav Leonhardt. Duphly non era considerato al pari di Couperin o di Rameau\, anche se essi sono i suoi riferimenti nel primo Libro di Pièces de clavecin del 1744\, ma fu comunque uno dei migliori clavicembalisti e maestri di Parigi fino agli anni 1770\, quando sparì dalla vita musicale per morire nel 1789\, l’anno della rivoluzione francese. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © D. Samyn
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SUMMARY:Stravinskij\, Donatoni\, Berio\, Debussy\, Schumann
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \n        \n        \n\n        \nIl programma ha come protagonisti cinque giovani musicisti italiani\, che gli Amici della Musica di Padova da qualche anno seguono con interesse\, in una attenzione rinnovata che li ha visti già presenti nei concerti sia della Stagione Concertistica che di Domenica in Musica. Si tratta del Quartetto Lyskamm che\, fra i riconoscimenti più recenti\, annovera il premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado (2016\, Borletti Buitoni Trust) e che si è classificato primo nella selezione nazionale indetta dalla nostra Associazione per la ricerca di un quartetto ǲresidenteǳ per il 2016/2017. Accanto al Quartetto il pianista Gabriele Carcano (Premio Venezia nel 2004\, Borletti Buitoni Trust nel 2010\, selezionato nel 2012 e nel 2013 per le tournées americane dei “Musicians from Marlboro”). Il programma ha nel quintetto op. 44 di Schumann l’apice della serata (e sarà anche la conclusione gloriosa di un mini-festival Schumann che caratterizza il mese di novembre). Dedicato a Clara nel 1842 è uno dei capolavori assoluti del catalogo di Schumann e di tutta la musica da camera. Al quartetto da solo sono affidati i Tre Pezzi che Igor Stravinskij compose in Svizzera nel 1914\, al tempo di Pribaoutki\, nel suo periodo “russo”. Ed ancora La Souris sans sourire che Franco Donatoni scrisse nel 1988 per l’Ensemble Intercontemporain. Gabriele Carcano esegue invece le Cinque Variazioni (1952-53) di Luciano Berio e due pagine pianistiche – molto diverse fra di loro – di Claude Debussy: L’isle joyeuse del 1903/4 con la sua scrittura virtuosistica e uno studio dal Secondo Libro (1915-16)\, una raccolta che ha invece una concezione assai moderna nel suo “piacere del gioco con l’oggetto sonoro” (Piero Rattalino)
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SUMMARY:Haydn\, Beethoven\, Chopin\, Schumann
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        \nfortepiano Walter e Sohn 1804 (copia di Paul Mc Nulty) e pianoforte storico Pleyel 1841\n(collezione di Alberto Mattarozzi e Marco Barletta) \n\n\n\n  \n\n\n\nIl pianista olandese Ronald Brautigam (che ha in Rudolf Serkin\, di cui fu allievo\, e in Artur Schnabel i musicisti di riferimento assoluto nella sua formazione) ha oggi la reputazione di essere il “fortepianista” più completo e lo provano le registrazioni integrali (BIS) su strumenti storici delle composizioni pianistiche di Haydn\, Mozart e Beethoven\, che sono state salutate dalla critica internazionale con il più grande apprezzamento. Ma Brautigam è un pianista che continua ugualmente ad amare lo Steinway moderno (ricordiamo il suo concerto a Padova di qualche anno fa in duo con la violinista Isabelle van Keulen). Due gli strumenti a disposizione questa sera: il primo è una copia di Paul McNulty di un fortepiano del 1804 firmato Anton Walter und Sohn. Sono gli strumenti classici viennesi\, che ebbero in Mozart un loro grande estimatore (nel 1782 Wolfgang nè acquistò uno) e per i quali scrive anche il primo Beethoven. Anton Walter (1752-1826) fu attivo fino al 1825. L’altro strumento è invece uno strumento originale\, un Pleyel del 1841. La dinastia dei Pleyel (che si è chiusa nel novembre 2013 con la cessazione dello storico marchio francese del pianoforte) nasce con Ignace Pleyel (1757-1831)\, un musicista allievo di Haydn\, compositore\, editore e fondatore nel 1807 a Parigi della Maison Pleyel\, cui subentrerà poi il figlio Camille (1788-1855). Sono gli strumenti che Chopin e Liszt apprezzarono e che univano l’intimità timbrica alla modernità del meccanismo inglese. Per questi due strumenti Brautigam ha scelto un programma articolato su Haydn e Beethoven per quel che riguarda il Walter e Chopin e Schumann per il Pleyel. La sonata di Haydn è una delle tre ultime sonate “londinesi” del 1794/95 ed è caratterizzata da una scrittura virtuosistica memore della conoscenza a Londra di Clementi\, Field e Dussek. Una scrittura che influenzerà molto quella del Beethoven delle Sonate op. 2 (1796). L’op. 28 è invece del 1802/3 ed ha forse il titolo di “Pastorale”per il colore dell’invenzione sonora. Al Pleyel è affidata la Ballata n. 1 (1838) di Chopin (“una delle sue opere più selvagge e caratteristiche” secondo Schumann) e Kreisleriana op. 16 di Schumann del 1838. Dedicate “al suo amico il signor Fréderic Chopin” le otto fantasie rimandano ad un personaggio letterario di E.T.A. Hoffmann\, il maestro di cappella Johannes Kreisler\, un artista in lotta con la realtà e dall’animo lacerato da intimi conflitti nel quale Schumann si identificava. \n\n\n\n  \n\n\n\nfoto © M. Borggreve
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Monteverdi\, Palestrina\, Ingegneri
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \nItalia mia: storia e geografia del madrigale italiano (2° concerto) \n\n\n\n— \n\n\n\nFrancesca Di Modugno e Marilena Maiorani\nleggono testi tratti da\nIl Cortegiano di Baldassarre Castiglione (1513-1524)\nOrlando Furioso di Ludovico Ariosto (1516)\nAminta di Torquato Tasso (1573)\nIl Pastor Fido di Battista Guarini (1580 – 1583) \n\n        \n        \nSecondo appuntamento di un ciclo triennale dedicato alla “Storia e geografia del madrigale italiano” ed affidato al giovane ensemble RossoPorpora\, che si è costituito nel 2011 con la direzione di Walter Testolin e con l’intenzione di ridare all’ interpretazione del madrigale l’attenzione alla restituzione degli stati d’animo e al rispetto della struttura del verso poetico italiano. Italia mia traccia un percorso all’interno della irripetibile civiltà musicale del madrigale. Migliaia di volumi\, decine di migliaia di composizioni. Quella che caratterizzò l’Italia tra Cinque e Seicento fu una vera e propria fioritura\, una rigogliosa messe di brani musicali in lingua volgare\, a quattro\, cinque ma anche a tre o a sei voci. Storie e drammi d’amore\, descrizioni della natura\, vicende pastorali e mitologiche\, così come il presente narrato in maniera simbolica\, prendevano sostanza sonora attraverso i più eleganti versi e le più raffinate musiche che si potessero ascoltare. Fonte “fresca e aulentissima”\, il madrigale scaturì come il primo idioma musicale comune italiano\, destinato a influenzare nel profondo gli sviluppi futuri della musica. 
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SUMMARY:Beethoven\, Bartók
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n(3° concerto) \n\n\n        \n        \nTerzo appuntamento del ciclo dedicato all’ultimo Beethoven e a Bartók\, e che ha come protagonista il pianista ungherese Dénes Várjon. Un artista che ha recentemente ottenuto nuovi importanti riconoscimenti come il Premio Bartók-Pásztory (2016)\, creato dalla vedova del maestro e che nel passato fu assegnato a nomi come quelli di Cziffra\, A. Doráti\, A. Fischer\, A. Schiff\, E. Marton. Così come coronati da grande successo sono stati i suoi concerti della tournée di febbraio negli USA e la sua ultima incisione discografica (2015) dedicata ai 5 concerti di Ludwig van Beethoven. \nA Padova giunge dopo aver inaugurato (il 7 ottobre) il London Piano Festival assieme a Alfred Brendel (relatore) con un programma dedicato alla Sonata in si min. di Liszt.    \n\n\n\nIl programma del concerto comprende composizioni di Bartók scritte fra il 1907 e il 1918 e che testimoniano tutte la sua ricerca sul canto popolare (ungherese e rumeno). Comprese invece fra il 1814 e il 1821 le opere di Beethoven: la Sonata op. 90 (1814) che segna una cesura nel pensiero beethoveniano\, con la sua dimensione interiorizzata e la concentrata gestualità\, la Sonata op. 101 del 1816\, una sonata stupefacente per la sua nuova gamma espressiva e formale (una sonata assai amata da Wagner e che Bartók eseguì spesso assieme all’op. 26 nei suoi concerti del 1904/5) e le Bagatelle op. 119 del 1820/21.
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SUMMARY:Beethoven\, Bartok
DESCRIPTION:Quintetto Bartholdyarchi \n        Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 174 Felix Mendelssohn-BartholdyQuintetto op. 18 Wolfgang Amadeus MozartQuintetto K 593 \n      Programma di salaDownload\n      \n2° concerto \n\n        \n        \nLe Sei Bagatelle op. 126 del 1823 /25 e la Sonata op. 110 (la penultima\, n. 31) del 1822 di \nBeethoven inquadrano\, nel secondo programma del ciclo proposto da Dénés Várjon\, alcune fra le \npiù significative opere pianistiche di Béla Bartók\, come la suite “ All’aria aperta” del 1926-27\, con \nle straordinarie “Musiche della notte”\, una pagina di sentimento panico della natura\, che è al \ncuore della nuova poetica dell’autore. Le Melodie di canzoni natalizie rumene (1915-18) sono una \ntestimonianza degli studi di Bartók sul folklore\, gli estratti invece da “Per i bambini” (1909) e da \n“Mikrokosmos” (1926-39) ci presentano il Bartók educatore\, il didatta innovativo. \nBartók era un grande pianista\, concertista e la sua profonda affinità spirituale e intellettuale con \nBeethoven è testimoniata dalle sue interpretazioni: fra quelle che ci sono pervenute\, quella \nstraordinaria della Sonata a Kreutzer con J. Szigeti. Chi lo ha sentito suonare tramanda il ricordo \ndi sue interpretazioni beethoveniane come esemplari per autenticità e fedeltà. Julia Székely – che \ndi Bartók fu allieva – lo sentì suonare a lezione la Sonata op. 110 (che era la sonata che Bartók \nprediligeva )\, e fu una esperienza unica e memorabile.
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SUMMARY:Debussy\, Boulanger\, Saint-Saens\, Brahms
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