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SUMMARY:Franck
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\nin ricordo di Gabriella Goldin\, amica e collaboratrice degli Amici della Musica di Padova  \n\n\n\n  \n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\nAccanto alla Sonata per violino e pianoforte (vedi il programma di P.Graffin e C.Désert) gli altri due grandi capolavori della musica da camera di C.Franck sono il Quintetto con pianoforte e\, il meno noto\, Quartetto d’archi. Due opere tarde\, rispettivamente del 1879 e del 1890: entrambe ebbero la loro prima esecuzione alla Société Nationale e sono alla base dello sviluppo della musica da camera francese. Saint-Saëns (dedicatario e pianista nella prima esecuzione del Quintetto) non ne ebbe in verità una grande considerazione\, mentre Ysaÿe manifestò nei confronti del Quartetto e del suo autore una grande ammirazione. La stessa che ebbe Marcel Proust: “gli ultimi quartetti di Beethoven e la musica di Franck sono il mio principale nutrimento spirituale” (1916); e nello stesso anno\, per poter meglio ascoltare l’austero Quartetto\, Proust convocò a casa sua il Quartetto Poulet. Ed anche il Quintetto è per Proust una delle fonti di ispirazione per il Settimino di Vinteuil. \n\n\n\nIl Quartetto di Venezia è nato nel 1981 e la sua lunga carriera ne fa uno degli ensemble italiani più longevi ed apprezzati. Si è formato alla scuola del Quartetto Italiano nei corsi di P.Farulli a Fiesole e a Siena\, e a quella del Quartetto Végh\, attraverso i numerosi incontri con S.Végh e P.Szabó (con quest’ultimo ebbero poi l’onore e la gioia di eseguire il Quintetto di Schubert op.163). Presente nelle maggiori sedi concertistiche in tutto il mondo\, il Quartetto di Venezia è stato quartetto residente alla Normale di Pisa e alla Fondazione Cini di Venezia. Ricca ed ampia la sua discografia\, con le integrali dei Quartetti di Bazzini\, Cherubini\, Malipiero (Premio della Critica Discografica Italiana) e opere di Casella e Turchi. \n\n\n\n\n\nVeneziano è anche il pianista Pietro De Maria\, che ha perfezionato i suoi studi alla scuola di Maria Tipo e si è successivamente affermato fra il 1990 e il 1997 in importanti concorsi come il Čajkovskij\, il Concorso Dino Ciani\, il Géza Anda e il Concorso Mendelssohn. Accademico di Santa Cecilia e docente al Mozarteum di Salisburgo\, De Maria ha una ricchissima attività concertistica e discografica\, sia da solo che nella musica da camera.
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SUMMARY:Mendelssohn\, Schulhoff\, Schubert
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \n\n\n\nConclusasi lo scorso anno la straordinaria esperienza padovana del Quartetto Auryn\, (un vero quartetto “residente“\, con oltre 40 concerti fra il 1991 e il 2021) tocca ora al giovane ensemble tedesco\, Quartetto Goldmund\, il primo dei programmi dedicati alla letteratura per quartetto inclusi nella stagione. È un programma che\, oltre a due grandi capolavori romantici come il Quartetto op. 44 n. 2 (1837) di Mendelssohn e il celeberrimo Quartetto “La morte e la fanciulla “ (1824) di Schubert\, comprende i 5 Pezzi per quartetto che Schulhoff compose nel 1923 a Praga e dedicò a Milhaud. Una sorta di suite di danze\, che rimanda alla musica popolare dell’epoca. \n\n\n\nIl Quartetto Goldmund è oggi fra i migliori quartetti tedeschi della sua generazione e si è formato alla scuola di G.Pichler (Quartetto Berg) in Spagna (Escuela Superior de Música Reina Sofía) e a quella del Quartetto Artemis a Berlino. La sua affermazione nella vita musicale internazionale è passata attraverso prestigiosi riconoscimenti: International Wigmore Hall String Competition 2018\, Melbourne International Chamber Music Competition 2018\, Rising Stars per la stagione 2019/20 di ECHO (European Concert Hall Organisation). La Nippon Music Foundation nel 2019 ha premiato il quartetto mettendo a loro disposizione per quattro anni gli Stradivari\, che furono del Quartetto Paganini (1946-1966). Sono riconoscimenti che hanno portato il Quartetto Goldmund nelle maggiori sale in Europa (Baden-Baden\, Amsterdam\, Vienna\, Monaco\, Francoforte\, Parigi\, Bruxelles\, etc.) ma anche in Canada\, Usa\, Australia\, Cina. Nel 2016 ha inciso il suo primo CD dedicato ad Haydn per Naxos\, un debutto discografico salutato con entusiasmo dalla riviste specializzate (BBC\, Gramophone\, American Record Guide etc.). Un secondo CD (Berlin Classics\, 2018) comprende invece i quartetti 3 e 9 di Šostakovič. Nel 2020 l’uscita (Berlin Classics) del terzo loro CD\, “Travel Diaries” con musiche di W.Rihm\, A.Sokolovic\, F.Say e D.Tabakova.\nIl nome “Goldmund” (Boccadoro) si riferisce alla figura di Goldmund\, che troviamo nel racconto “Narciso e Boccadoro“ di Hermann Hesse.
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SUMMARY:DanteNova: Musica dalla Commedia di Dante
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nDante e la musica (2° concerto) \n\n        \n        \n\n\n\nDopo il concerto della scorsa stagione de laReverdie\, il nostro ciclo Dante e la musica ospita un altro prestigioso ensemble italiano\, La fonte musica\, fondato e diretto da Michele Pasotti. Un ensemble che è nato per interpretare la straordinaria stagione di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica (ca 1320-1440)\, con particolare attenzione al Trecento italiano. La fonte musica si è affermata nei maggiori festival internazionali di musica antica e suoi concerti sono stati trasmessi da BBC\, RAI Tre\, ORF 1\, così come significativa è l’attività discografica per Alpha e premiata nel 2017 con il Diapason d’or assegnato a “Metamorfosi Trecento”. \n\n\n\n“Negli anni stessi in cui moriva Dante nasceva l’Ars Nova. Dante probabilmente non l’ha vista in scena\, ma ha certamente ascoltato la polifonia a lui contemporanea\, che stava trovando una strada nuova per essere scritta. Philippe de Vitry e Johannes de Muris\, pubblicano in quegli anni i loro trattati di scrittura musicale\, che chiamano Ars Nova\, un nuovo modo di scrivere la musica che aprirà la strada a un secolo di grande creatività musicale. Da questo secolo\, il secolo dell’Ars Nova\, provengono i brani che formano il nostro programma. DanteNova dunque: una stella incandescente di colori\, fantasia\, immaginazione. Quella di Dante e dei maestri dell’Ars Nova. La musica accompagna il viaggio ultraterreno che Dante immagina di compiere nella Commedia. Il nostro concerto ripercorre molti dei luoghi in cui la musica risuona: dai silenzi carichi di lamento dell’Inferno ai concerti angelici del Paradiso“. (Michele Pasotti)
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      Programma GeneraleDownload\n      \n“Un Pianoforte per Padova” \nSteinway grancoda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n  \n\n        \n        \nRitorno prezioso\, per l’inaugurazione della nostra stagione\, quello di Alexander Lonquich\, un musicista che\, come pianista\, come direttore d’orchestra\, nell’ambito della musica da camera\, è impegnato in percorsi di ricerca\, che sfidano ogni routine e che ne fanno una delle voci più autentiche e profonde della vita musicale di oggi. Schubert – con Mozart e Beethoven – è sempre stato al centro della sua ricerca\, e a Schubert Lonquich deve la sua prima affermazione quando\, giovanissimo\, vinse nel 1977 il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Un mondo\, quello schubertiano\, che Lonquich continua appassionatamente ad indagare: nel 2018 Alpha Outhere ha pubblicato due CD intitolati “Schubert 1828” con le tre ultime Sonate D 958\, 959\, 960\, il prodigioso esito finale della straordinaria stagione creativa del 1828. Ma Lonquich ama altresì spingersi verso terreni inesplorati. Così a fianco della Sonata D 960 – alla quale il giorno dopo (mercoledì 19 ottobre) dedica un seminario di approfondimento – troviamo i nomi di Dvořák e di Hartmann.\nDvořák aveva un grande amore per Schubert\, lo sentiva come “un parente spirituale” e a Schubert nel 1894 dedicò un ampio saggio\, che gli era stato chiesto da una rivista americana.\nÈ lo stesso anno delle 8 Humoresques op.101 composte nella pace delle vacanze in Boemia. Otto brani di raro ascolto\, se si eccettua la n.7\, che ha acquisito una popolarità estrema nelle sue tantissime trascrizioni. Poi la Sonata 1945 di K.A.Hartmann\, una sonata che Lonquich conosce fin da giovane e che ha incontrato nella sua ricerca sui musicisti ai tempi del nazismo\, sui compositori emigrati e/o boicottati. Hartmann rimase in Germania e fu uno dei simboli di quella “emigrazione interna” nella quale si isolarono gli intellettuali tedeschi che erano in netta opposizione al regime. La Sonata – di cui Lonquich ammira la dimensione “narrativa” – porta una annotazione dello stesso autore: ”Il 27 e 28 aprile 1945 una fiumana di gente\, di reclusi per motivi di sicurezza a Dachau\, ci scorse davanti: infinita era la miseria\, infinito era il dolore”. \n\n\n\nFoto © Cecopato Photography \n\n\n\n 
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DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della\nFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo\n  \n\n\n\n  \n\n        \n        \nIl pianista ungherese Dénes Varjon è dal 2003 uno dei pianisti di riferimento delle stagioni degli Amici della Musica di Padova\, che gli hanno affidato importanti cicli come la musica per pianoforte di Robert Schumann (2005-2008) e il più recente (2015-2018) ciclo dedicato all’ultimo Beethoven e a Bartok. Numerose anche le sue presenze cameristiche con artisti come M.Perényi\, L.Kavakos\, Jörg e Carolin Widmann\, T. Zimmermann\, V. Eberle\, Ensemble S. Vegh e altri.\nMa Dénes Varjon forma anche un apprezzato duo pianistico con la moglie Izabella Simon\, a sua volta partner di musicisti come J.Banse\, R.Vlatkovic\, H.Holliger\, A. Rost\, R. Ziesak.\n\nIl programma è dedicato a due capolavori della musica da camera e sinfonica\, presentati nella versione per pianoforte a quattro mani.\nQuella della “Grande Fuga “op. 134 di Beethoven inizialmente costituiva il Finale del Quartetto op. 130) fu realizzata dal compositore stesso fra agosto e settembre 1824\, dopo gli insoddisfacenti tentativi di Anton Halm.\nFu invece il grande direttore d’orchestra\, pianista e compositore Bruno Walter (1876-1962) a realizzare\, su incarico di Mahler stesso\, la riduzione per pianoforte a quattro mani della Sinfonia n.1: questa versione fu pubblicata anonima nel 1899 e riedita nel 1906 (allora il cognome era ancora quello di Schlesinger). Walter fu un mahleriano della prima ora: nel suo libro di ricordi ci racconta dell’impressione straordinaria che gli fece nel 1894 la Prima Sinfonia e del successivo incontro personale con il compositore\, quando fu assunto come maestro sostituto all’Opera di Amburgo dove Mahler era primo direttore d’orchestra. Mahler\, quando si accorse della passione di Walter per le sue composizioni\, comincio ad eseguirle al pianoforte per il giovane collega ed è Walter stesso a dirci della profonda emozione di quando finalmente sentii\, suonata da lui stesso\, la desiderata Prima Sinfonia.\nE con Walter Mahler amava suonare a pianoforte a quattro mani\, soprattutto le composioni di Schubert.\nQuesta versione di Walter\, Izabella Simon e Dénes Varjon hanno imparato ad amarla tre anni fa\, quando furono invitati da Ivan Fischer ad eseguirla in occasione di un ciclo mahleriano della Budapest Festival Orchestra a Bruges.\n\n“L’idea di suonare una delle sinfonie di Mahler in una versione a 4 mani ci è stata proposta da Iván Fischer\, il grande direttore d’orchestra. Ivan ci chiese – 3 anni fa – di scegliere una trascrizione delle Sinfonie e di suonarla al Mahler Festival della Budapest Festival Orchestra a Brugge. Noi abbiamo immediatamente sentito che doveva essere la Prima Sinfonia che da molti anni è una delle nostre opere preferite. Bruno Walter ha fatto una meravigliosa trascrizione che cerca di imitare il suono e i colori della grande orchestra ma allo stesso tempo che è anche un vero pezzo per pianoforte. È stata una grande sfida per entrambi\, ci siamo divertiti molto a lavorarci sopra e i primi concerti sono stati delle esperienze così ricche\, che abbiamo deciso di tenere questa trascrizione nel nostro repertorio. Inoltre significa molto per noi che la trascrizione sia stata fatta da Bruno Walter che non era solo un direttore fantastico\, ma anche un pianista meraviglioso (basta che qualcuno ascolti il suo concerto dal Festival di Edimburgo con Kathleen Ferrier) e che è stato uno dei più grandi interpreti della musica di Mahler”. (I. Simon e D. Vàrjon) \n\n\n\nFoto © Liszt Academy – M.Kondella \n\n        \n        \n\n        \nmartedì 26 aprile 2022 – Auditorium Pollini\, ore 10.30\nPROVA APERTA \n\n\n\nI biglietti per il concerto sono in vendita su Vivaticket\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Caplet\, Rota\, Hindemith\, Britten\, Fauré
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nin collaborazione con CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) \n\n\n\nDiletta Sereno è una delle più brillanti arpiste italiane della nuovissima generazione e già gli Amici della Musica hanno avuto modo di apprezzare il suo straordinario talento nell’edizione 2020 dei concerti di “Domenica in Musica “alla Sala dei Giganti.\nDopo gli studi nella natia Cuneo\, ha proseguito al Conservatorio di Milano\, dove si è diplomata con il massimo dei voti e la lode. Moltissimi i premi vinti (Rancati 2018\, Premio Nazionale delle Arti\, Premio del Conservatorio di Milano etc.). È stata prima arpa nell’Orchestra Nazionale dei Conservatori nel 2017/18 ed è oggi seconda arpa dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala. \n\n\n\nIl percorso che Diletta Sereno si propone di intraprendere è volto a mettere in luce alcune delle pagine piùbelle del Novecento per arpa\, all’interno delle quali lo strumento viene usato in tutte le sue sfumature\, ma sempre rispettandone l’ identità. L’arco temporale e geografico che viene toccato è estremamente vario e ogni brano mette in luce aspetti diversi dello strumento. Nell’Impromptu di Faurè (1904) si riscontra ancora un linguaggio “arpistico” (complice anche l’intervento di Hasselmans nella fase compositiva del brano)\, mentre Tailleferre (1953) elabora il materiale musicale con estrema cura e raffinatezza. Caplet invece nei Deux Divertissements (1924)\, pur rispettando il linguaggio idiomatico dell’arpa\, muove la sua ricerca verso una modernità che si riscontra soprattutto nel Divertissement à l’Espagnole\, una nuova forma di linguaggio che pochi anni prima aveva iniziato la sua diffusione grazie ai Modern Study di Salzedo. La Sarabanda e Toccata (1945) di Nino Rota e la Sonata (1943) di Casella sono brani importanti e sono dedicati a Clelia Gatti Aldrovandi. È interessante notare che nei due brani di Rota spicca un perfetto equilibrio tra la componente virtuosistica e una forma stilistica sorvegliatissima. Hindemith (1939) e Casella contribuirono a loro volta a spogliare l’arpa dai suoi arpeggi liquescenti alla Tournier. Britten nella sua Suite (1969) riprende quelle che erano le tecniche arpistiche “del passato”\, ma arricchite della sua personale invenzione.
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SUMMARY:I Quintetti per archi di W.A. Mozart
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \nI Quintetti per archi di W.A. Mozart (3° concerto) \n\n        \n        \nÈ il concerto conclusivo del ciclo che il QUINTETTO BARTHOLDY ha dedicato ai sei Quintetti per archi di Mozart e ai due Quintetti di Mendelssohn.\nIl Quintetto Bartholdy si è costituito nel 2009 in occasione appunto dei 200 anni della nascita di Felix Mendelssohn ed è formato da cinque affermati musicisti tedeschi\, tutti docenti oggi in prestigiose scuole ad Hannover\, Stoccarda\, Lubecca\, Saar. Una formazione stabile (quella di quintetto con due viole) rara oggi nella scena internazionale della musica da camera e che ha riscosso un grande successo discografico con l’incisione del Quintetto di Bruckner e dei Due Movimenti di Zemlinsky.\nI due Quintetti di Mozart sono quello K 515 e quello K 614. Appartengono entrambi ad anni successivi alla fondamentale esperienza dei Sei Quartetti dedicati ad Haydn del 1785. Il Quintetto in do maggiore K 515 è un’opera antitetica e speculare al Quintetto in sol minore K 516. Siamo nel 1787\, Mozart forse pensa\, con il suo primo “grande quintetto“ (dopo il giovanile K 174 e la trascrizione K 406)\, al violoncello del nuovo re di Prussia Federico Guglielmo II\, che aveva appena nominato Luigi Boccherini compositore di corte. Il Quintetto K 614\, l’ultimo\, è datato 12 aprile 1791 ed è una testimonianza straordinaria di un rinnovato\,finale impulso creativo dal quale nascono anche il Concerto per pianoforte K 595\, le Fantasie per organo meccanico K 594 e 608 e Il Flauto magico\, di cui Mozart termina in giugno il primo atto.\nIl Quintetto op. 87 di Mendelssohn è del 1845 e l’autore lo scrive su esplicita richiesta dell’amico violinista Ferdinand David del 26 gennaio 1844. Nasce così il celeberrimo concerto op. 64 per violino ed il Secondo Quintetto\, che sarà edito\, postumo\, nel 1850 ed eseguito in pubblico solo nel 1852.
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SUMMARY:Lieder su testi di Heine
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nLieder su testi di Heine \n\n        \n        \nUna serata liederistica che ha come filo conduttore la poesia di Heinrich Heine (1797-1856)\, il cui Buch der Lieder (1827) è stato fonte di ispirazione\, fino ai nostri giorni\, per moltissimi compositori. Quasi 150 quelli elencati in un piccolo catalogo dedicato a Dichterliebe di Schumann.\nNe è un esempio anche il nostro programma\, che annovera\, oltre a Schumann\, i nomi di Schubert\, Brahms\,Ives\, fino a Killmayer e Trojhan (autori\, questi due ultimi\, che appartengono alla”Scuola di Monaco” che\, in opposizione al rigore di Darmstadt\, rivendicava una “nuova semplicità”).\nHeine è il poeta in cui Schumann si ritrova più pienamente e dispiega tutte le tendenze antagonistiche della sua natura\, anche se l’ironia di Schumann non è quella disincantata e distruttiva di Heine ed è piuttosto l’arma di una convinzione\, mai del dubbio. Il 1840 è l’anno del supremo slancio creativo\, di Liederkreis op.24\, di Dichterliebe op. 48\, ma Heine continuerà ad ispirare Schumann fino ad uno degli ultlmi Lieder dell’op.142 nel 1852.\nEd è proprio Dichterliebe che S.Hasselhorn ha scelto per il suo debutto discografico per Harmonia Mundi. Un debutto salutato con entusiasmo dalla critica internazionale\, che vede in questo giovane\, trentenne baritono tedesco una delle voci più interessanti del panorama musicale oggi. Premiato in molti concorsi \n(Wigmore Hall Song Competition\, Hugo Wolf Stuttgart\, Nadia e Lilli Boulanger Competition Parigi…) ha trionfato con il Primo Premio alla Queen Elisabeth Competition del 2018. Hasselhorn è oggi membro dell’Opera di Stato di Vienna\, dove ha interpretato ruoli principali in Don Giovanni\, Nozze di Figaro\, Barbiere di Siviglia\, Elisir d’amore\, Ariadne auf Naxos\, Turandot\, Fidelio etc. Nel 2022 sarà Harlekin in Ariadne auf Naxos per il suo debutto al Teatro alla Scala. Intensa è anche la sua attività concertistica in Europa e negli USA ( Marlboro\, Boston\, Ravinia\, Carnegie Hall nella serie “The Song Continues“ di Marylin Horne).\nRecentissimo il Premio Schubert ricevuto nel 2021\, assieme ad Alfred Brendel\, dalla Associazione Franz Schubert di Barcellona e il Premio Caecilia nel 2020 in Belgio per il CD “Stille Liebe”\, miglior disco liederistico dell’anno.\nJan Philip Schulze – che ricordiamo nel bellissimo concerto del 2019 con il soprano Polina Pasztircsak – è oggi fra i più apprezzati collaboratori pianistici e a lui dobbiamo la scoperta e la proposta del giovane Samuel Hasselhorn. La sua attività lo vede come partner abituale di cantanti come J. Banse\, D. Henschel\, V.Urmana\, J. Kaufmann. È professore di Liederistica alla Hochschule di Hannover e come solista si è segnalato soprattutto nel repertorio contemporaneo e a lui H.W.Henze affidò l’esecuzione di tutta la sua musica pianistica.\n  \n\n\n\nFoto © Nikolaj Lund \n\n        \n        \n\n        \n16 febbraio\, ore 11 – Conservatorio C. Pollini\nMASTERCLASS “Il Lied Tedesco”
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SUMMARY:in memoriam Gustav Leonhardt
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nIntegrale dei Concerti per clavicembalo di J.S. Bach\n(1° concerto) \n\n        \n        \nCon questo concerto inizia un ciclo triennale dedicato ai Concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach. È una forma\, quella del concerto per tastiera\, che inizia proprio con i concerti di Bach e quelli\, più o meno coevi\, per organo che Haendel inventa in Inghillterra.\nIl primo programma è affidato all’Ensemble Il Pomo d’Oro – che debutta a Padova- e al clavicembalista Francesco Corti.\nIl Pomo d’Oro prende il nome dall’opera che Antonio Cesti scrisse nel 1666 per le nozze a Vienna dell’imperatore Leopoldo I e Margarita Teresia di Spagna ed è stato fondato nel 2012: si è ben presto affermato fra gli ensemble migliori nell’ambito della prassi esecutiva storica\, soprattutto – ma non solo – nel repertorio dell’opera barocca (Haendel\, Vinci\, Stradella etc.) con collaborazioni con interpreti come Joyce De Donato\, Stefano Montanari\, Enrico Onofri\, e molti altri. Dal 2016 Maxim Emelyanychev è il suo direttore e dal 2019 Francesco Corti ne è il direttore ospite principale.\nFrancesco Corti – vincitore nel 2006 del XVI Concorso Bach di Lipsia e poi premiato a Bruges l’anno successivo – è dal 2016 professore alla Schola Cantorum di Basilea. Il pubblico padovano lo ricorda nel concerto del 2019 con Erik Bosgraaf. Recente il grande successo del CD per Pentatone dedicato appunto a 4 concerti di Bach\, fra cui il BWV 1052.
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SUMMARY:Wolf-Ferrari\, Bonato
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nOspite per la prima volta delle nostre stagioni l’ENSEMBLE MUSAGÈTE si è formato nel 2001 a Vicenza ed è nato dalla collaborazione di un gruppo di giovani musicisti vicentini con il Maestro Giovanni Guglielmo (1935-2017) con l’intento di approfondire il repertorio cameristico. Fin dall’inizio l’Ensemble ha potuto contare sul sostegno delle Gallerie d’Italia-Palazzo Leoni Montanari\, che sono poi diventate la residenza ufficiale del gruppo.\nGabriele Dal Santo\, attivo nella duplice veste di pianista e direttore\, è stato allievo dei pianisti A. Rigobello\, L. Margarius e di G. Andretta per la direzione d’orchestra.\nNel 2018 l’Ensemble Musagète ha vinto il bando SIAE Classici di oggi per la commissione al M° Giovanni Bonato di “Sentieri sotto la neve “.\nEd appunto a questa opera è dedicato il programma\, che si apre con la rara Sinfonia da camera op.8 di Ermanno Woif-Ferrari del 1901 (un brano giovanile composto a Monaco di Baviera).\nGiovanni Bonato ha compiuto i suoi studi a Vicenza e a Milano con F. Vacchi\, A. Guarnieri e G. Manzoni ed è oggi docente di composizione del Conservatorio della nostra città. Numerosi e prestigiosi i premi internazionali ricevuti\, fra cui appunto il Bando Siae 2018 per ”Sentieri sotto la neve”. \n\n\n\nSentieri sotto la neve trae ispirazione da un racconto dell’omonima raccolta di Mario Rigoni Stern\, nel quale si ricordano otto diversi modi per dire neve nell’antica lingua cimbra. La partitura – che segue la nomenclatura delle nevi nella loro scansione cronologica\, dall’autunno fino alla rara neve estiva – disegna paesaggi sonori nei quali l’ascoltatore è invitato a sostare in un atteggiamento contemplativo\, come fosse nel mezzo di un bosco o sulla vetta di una montagna. \n\n“Per molti anni ho avuto l’immensa fortuna e il grande onore di poter frequentare lo scrittore\, Mario Rigoni Stern. Nelle nostre lunghe chiacchierate\, colme di profonde riflessioni e\, per me\, cariche di scoperte\, ho avuto modo di conoscere una cultura ormai scomparsa (o quasi)\, indissolubile nella Natura di montagna. \nUno degli argomenti più affascinanti era legato alla lingua parlata dai suoi avi\, il “Cimbro” dei Sette Comuni\, il dialetto germanico più antico e qui ancora parlato. Certi termini sono stati per me fonte di ispirazione di creazione musicale. Nella mia produzione titoli “cimbri” vengono utilizzati in molte composizioni e testi “cimbri” in svariate combinazioni strumentali e vocali. Il brano qui presentato è frutto anche di questi incontri ed intende esprimere la mia riconoscenza nei suoi confronti”. (G. Bonato) \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nINCONTRO / PROVA APERTA ore 10.30
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SUMMARY:Dante e la musica
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SUMMARY:Mozart\, Chopin
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nIl ritorno a Padova di Elisso Virsaladze\, dopo i concerti del 22 gennaio 2016 e del 10 aprile 2019\, è un avvenimento. Per gli appassionati Elisso Virsaladze è un nome mitico\, con una prestigiosa carriera: vincitrice del Concorso Schumann a Zwickau\, docente al Conservatorio di Mosca e alla Musikhochschule di Monaco di Baviera\, oggi anche a Fiesole\, partner della violoncellista N. Gutman e di direttori come J. Temirkanov\, R. Muti\, W. Sawallisch\, K. Kondrashin\, A. Pappano con le più grandi orchestre. Cresciuta in una famiglia a Tbilisi che da generazioni era impegnata nell’arte e nella cultura della Georgia\, Elisso Virsaladze ha preso le prime lezioni di pianoforte dalla nonna\, la Prof.ssa Anastasia Virsaladze e ha proseguito i propri studi nel locale Conservatorio\, prima di trasferirsi a Mosca per seguire i corsi di Yakov Zak e di Heinrich Neuhaus. Una scuola\, quest’ultima\, che ha annoverato tra i suoi studenti anche Sviatoslav Richter\, attenta ai valori spirituali della musica\, alla poesia dell’interpretazione e dell’esecuzione\, piuttosto che alla esibizione pianistica fine a sè stessa. Richter stesso testimoniò sempre la sua più grande ammirazione per quella che era per lui “la miglior donna pianista”\, “una artista di grande nobiltà” \, “l’interprete di eccellenza di Schumann”.\n\nSe Bach per Chopin – ha scritto Gastone Belotti – era il musicista dal quale tutti dovevano imparare\, Mozart era il modello irrangiungibile da venerare. È su un tema di Mozart che Chopin scrive le Variazioni op. 2 nel 1827 (quelle di cui Schumann subito avvertì la genialità) ed è il Trio K 564 che Chopin esegue con Alard e Franchomme\, nel suo ultimo concerto parigino il 16 febbraio 1848. Uno dei suoi ultimi pensieri espresso ad una delle sue allieve migliori\, Marcelina Czartoryska\, fu: “vi raccomando Franchomme; voi due suonerete Mozart e io vi ascolterò.”\nEd ancora è Delacroix a riportarci un pensiero di Chopin per il quale “Mozart non aveva bisogno di esperienza\, perchè la sua conoscenza fu sempre pari alla sua ispirazione.”\nChopin – H.Heine\, 1837 – “tradisce un’origine molto alta. Proviene dal paese di Mozart\, di Raffaello\, di Goethe:la sua vera patria è il sogno incantato della poesia.”\nQuel sogno che Elisso Virsaldazde ci propone nel suo programma.
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SUMMARY:L’epoca d’oro di oboe e fagotto
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nFondato nel 1989 dagli oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi e dal fagottista Alberto Grazzi ZEFIRO si è affermato come uno degli Ensemble di riferimento nella vita musicale internazionale per quel che riguarda la musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca ed il repertorio in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. Presente nei maggiori festival\, ZEFIRO ha realizzato una importante discografia\, premiata da Classic Voice\, Gramophone\, Diapason d’or\, Grand Prix du Disque.\nGià ospite nelle nostre stagioni concertistiche con programmi “classici” in quintetto/sestetto/ottetto ZEFIRO presenta oggi un programma invece che evoca “L’epoca d’oro dell’oboe e del fagotto“\, l’epoca cioè nella quale\, a partire dagli anni ’50 del 1600\, l’oboe viene identificato come lo strumento simbolo del periodo sotto il regno di Luigi XIV. È un viaggio in musica \, nella intenzione di Alfredo Bernardini\, che percorre l’ascesa dell’oboe e del fagotto \natrraverso le sue declinazioni nei diversi stili nazionali: da Georg Friedrich Haendel\, grande estimatore dello strumento da lui utilizzato ampiamente in opere\, oratori e nella musica da camera\, ai fratelli catalani José e Juan B.Pla\, loro stessi\, oltre che compositori\, anche grandi virtuosi dello strumento che esibirono in tour attraverso l’Europa\, da François Couperin\, compositore di corte di Luigi XIV ad Antonio Vivaldi\, che scrisse ben 20 concerti solistici per oboe\, ed infine Johann Friedrich Fasch e Jan D. Zelenka\, entrambi compositori vicini a Bach (che è l’autore della versione clavicembalistica del celebre concerto per oboe di A.Marcello).\n  \n\n\n\nFoto © Foppe-Schut \n\n        \n        \n\n        \nI biglietti sono in vendita da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto    \n\n\n\n—   \nore 17.00 Auditorium Pollini   \n\n\n\nPROVA APERTA    \n\n\n\nBiglietti: Interi 7€ ; Ridotti 3€  
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      concerto_131021Download\n      \nSulla scena musicale internazionale Piotr Anderszewski è uno dei pianisti di spicco della sua generazione. \nPresente in importanti sale come il Konzerthaus di Vienna\, la Wigmore Hall di Londra\, il Concertgebouw di Amsterdam\, il Théatre des Champs-Elysees di Parigi etc. annovera collaborazioni con orchestre come Berliner Philarmoniker\, London Symphony\, Philarmonia\, Chicago Symphony Orchestra e\, nella duplice veste di direttore e solista\, con Scottish Chamber\, Chamber of Europe\, Camerata Salzburg. Oltre ai numerosi riconoscimenti discografici\, ha ricevuto il Gilmore Award\, lo Szymanowski Prize e il Royal Philarmonic Society Award.\nA Padova era stato ospite nel 2010 di “Un pianoforte per Padova“\, e dell’Orchestra di Padova del Veneto\, anche con la presentazione da parte di Bruno Monsaingeon del suo film “Voyageur intranquille“ .\nLa musica di Bach ha una posizione centrale del suo repertorio: il primo CD del 1999 per Harmonia Mundi comprendeva l’Ouverture francese e la Suite francese n.5. Poi le incisioni per Warner di 4 Suites inglesi e di 3 Partite. E a Bach è dedicata la sua più recente incisione con una selezione dal II Libro de Il clavicembalo ben temperato. Una scelta meditata a lungo e della quale ci parla lo stesso pianista. \n\n\n\n“Da tempo mi chiedo fino a che punto i Preludi e le Fughe del Clavicembalo ben Temperato di Bach siano adatti alle sale da concerto. Sebbene siano stati pubblicati deliberatamente in un ordine cromatico logico\, mi sembra che questo non sia un ordine in cui i brani si susseguono con un’inevitabilità emotiva e musicale. \nDetto questo\, non posso resistere al gioco e alla condivisione con il pubblico di opere di un’architettura così magnifica\, di una tale gamma di espressioni – opere che offrono all’interprete come all’ascoltatore un terreno di esplorazione di portata quasi illimitata. Ho deciso di mettere insieme 12 Preludi e Fughe del secondo libro in una sequenza di mia scelta soggettiva\, basata a volte su relazioni tonali che funzionano naturalmente tra loro\, altre volte su contrasti che sembrano attirare irresistibilmente i pezzi tra loro. L’idea alla base della presentazione di queste opere in questo ordine specifico è quella di creare un senso del dramma che un ciclo suggerirebbe: 12 personaggi che conversano\, specchiandosi l’un l’altro”. \n\n        \n        \n        \n        \n\n        \nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della\nFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
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SUMMARY:Prokofiev\, Popov\, Shostakovic\, Lourié\, Feinberg
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \nConcerto rinviato a data da destinarsi \n\n\n\nDalla Rivoluzione alla Perestrojka: la musica in Russia 1917 – 1985 (5° concerto) \n\n        \n        \nYury Favorin è un giovane pianista moscovita che ha compiuto gli studi nella sua città e poi a Salisburgo e che si è affermato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali\, come il Regina Elisabetta del Belgio di Bruxelles (2010) e il Concorso Olivier Messiaen di Parigi (2017). La sua carriera lo ha visto collaborare con artisti come P. Boulez\, M. Alsop\, P. Goodwin\, A. Rudin\, B. Berezowsky\, G. Caussé ecc. Ha dedicato\, sia a livello concertistico che discografico\, una grande attenzione alla musica pianistica dei compositori russi e sovietici meno conosciuti: al riguardo è stato invitato nel 2017 al ciclo “Piano\, 1917\, Révolution” di Radio France ed ha inciso numerosi programmi di questo repertorio per l’etichetta Melodiya.\nIl programma offre uno spettro della musica pianistica prima e dopo la Rivoluzione d’ottobre e si collega in tal senso a quello di Polina Pasztircsákdel 28 ottobre: di Prokof’ev e Šostakovič si presentano due opere giovanili\, rispettivamente del 1909 e del 1926\, mentre la tradizione di Scriabin (Sonata X\, 1910-13) rivive in quella di Feinberg (1923). Appartiene invece alla stagione futurista il brano di Lourié (1915) dedicato a Picasso\, un brano scritto su una partitura grafica (Lourié fu anche pittore e cambiò il suo nome in Vincent in omaggio a van Gogh). Assolutamente nuovo il nome di Gavriil Popov\, che fu uno dei nomi di spicco dell’avanguardia russa e cadde poi sotto l’accusa di formalismo: la sua Grand Suite op. 6 del 1927 combina tratti costruttivistici e neoclassici ed è stilisticamente vicina alla Sonata di Šostakovič.
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SUMMARY:Chopin\, Mendelssohn\, Schumann
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n(foto © F. Ferla) \n\n        \n        \nDue giovani ed affermati interpreti per un programma che comprende alcune delle pagine più belle del repertorio romantico per violoncello e pianoforte composte dalla generazione straordinaria di Chopin\, Mendelssohn e Schumann (nati tutti e tre fra 1809 e 1810).\nAlessio Pianelli\, siciliano\, è stato allievo di T. Demenga e G. Sollima\, entrambi violoncellisti-compositori\, è stato segnalato al Concorso Janigro in Croazia\, al Concorso Mazzacurati a Torino nel 2016\, ha ottenuto nel 2018 il prestigioso Borletti Buitoni Trust a Londra e si è distinto anche come compositore con il brano Tanzen Wir!premiato da Ravenna Festival e con la residenza 2017 a Ronchamp in Francia per “Musique aux 4 horizons”.\nLeonora Armellini ha riscosso vasta notorietà in Italia e all’estero a seguito del premio “Janina Nawrocka” al Concorso Chopin di Varsavia del 2010.\nIntensa la sua attività concertistica come solista\, con importanti orchestre ed anche nell’ambito della musica da camera in Trio con L. Marzadori e il fratello Ludovico.  \n\n\n\nI due brani di Chopin appartengono agli estremi della esperienza compositiva dell’autore: l’op. 3 è un brano pieno di “effetti brillanti da salone per le dame” scritto nel 1829 (“Alla Polacca”\, cui nel 1830 Chopin aggiunse l’Introduzione). La Sonata op. 65 è l’ultima delle sonate dell’autore: è degli anni 1845-46\, gli anni della Barcarola op. 60\, della Sonata op. 58\, della Polacca-Fantasia op. 61. Chopin la eseguì (senza primo movimento) con A. Franchomme nel 1848.\nLa Sonata op. 58 di Mendelssohn è del 1843 ed è una “grande” sonata in 4 movimenti. Schumann compose invece l’op. 70 (intitolata inizialmente Romanze und Allegro) il 14 febbraio 1849. L’autore scrisse di averla “abbozzata con gioia” in una sola giornata. È un brano destinato originariamente al corno (il nuovo corno a pistoni)\, ma di cui l’autore licenziò anche versioni alternative per violino o violoncello.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \n“Tra i pianisti ci sono giovani brillanti e vecchie glorie sapienti che mostrano la loro abilità con naturalezza in tutto quello che fanno\, senza esibizionismi o virtuosismi elaborati: Richard Goode è uno di questi “ (The Telegraph\, 2012). È questa la cifra del pianista americano\, che è riconosciuto oggi come uno dei maggiori interpreti del repertorio classico e romantico\, al quale si dedica con una attitudine piena di potere emozionale\, di profondità ed espressività. Repertori di cui ha lasciato memorabili testimonianze\, anche discograficamente per Nonesuch\, come le Partite di Bach\, i Concerti di Mozart (con Orpheus Chamber Orchestra)\, le 32 Sonate di Beethoven e i 5 Concerti incisi nel 2009 con la Budapest Festival Orchestra ed Ivan Fischer. Allievo di E. Szigeti\, C. Frank\, N. Reisenberg ed infine di R. Serkin\, R. Goode è stato\, con M. Uchida\, direttore artistico della Scuola e del Festival di Marlboro ed è uno stimato docente alla Guildhall School di Londra\, al Mannes College di New York\, oltre ad essere ospite regolare della Verbier Festival Academy e della serie di masterclass della Wigmore Hall di Londra. Un profilo di grande integrità artistica e morale nel segno della lezione di A. Schnabel e di R. Serkin ma con un interesse\, come nel programma qui offerto\, anche a repertori diversi da quelli della cultura classica e romantica austro-tedesca.\nIn tal senso esemplare è l’accostamento proposto fra il tardo Chopin e Debussy\, che dedicò alla memoria di Chopin i suoi 12 Studi del 1915. Quel Debussy che fu allievo di Mme Mauté de Fleurville(che aveva avuto lezioni da Chopin) e per il quale “Chopin era il più grande di tutti”.
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SUMMARY:Sostakovic\, Zemlinsky\, Beethoven
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      Programma di salaDownload\n      \nin collaborazione con circuitazione  CIDIM Comitato Italiano nazionale Musica \n\n        \n        \nFra i giovani quartetti italiani il Quartetto Adornosi sta affermando come una delle formazioni più interessanti.\nIl Quartetto si è fatto conoscere a livello internazionale aggiudicandosi il Terzo Premio (con Primo non assegnato)\, il Premio del Pubblico e il Premio Speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo di Silvia Colasanti nell’edizione 2017 del Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani”. Nella storia trentennale del Concorso nessun quartetto italiano aveva ottenuto un riconoscimento così importante. Musicisti quali Alfred Brendel\, Paul Badura-Skoda\, Miguel Da Silva (Quatuor Ysaye)\, il Takács Quartet\, hanno espresso lusinghieri apprezzamenti per il Quartetto Adorno. Nel giugno 2019 ha ottenuto il Premio “Una vita nella musica Giovani” (Venezia).\nFondato nel 2015 da Edoardo Zosi\, Liù Pelliciari\, Benedetta Bucci e Danilo Squitieri\, il Quartetto Adorno si è perfezionato presso la Scuola di Musica di Fiesole con Miguel Da Silva (Quatuor Ysaÿe)\, A. Nannoni\, A. Farulli. Il nome del Quartetto è un omaggio al filosofo Theodor Wiesengrund Adorno.\nPer il suo “debutto” a Padova\, nell’ambito della circuitazione CIDIM\, il Quartetto Adorno si presenta con un programma di grande impegno\, che comprende uno dei grandi\, ultimi quartetti di Beethoven\, l’op. 130. Composto accanto all’op. 131 e 132 nel 1825 e dedicato al Principe Galitzin\, fu poi rivisto da Beethoven che sostituì\, fra ottobre e dicembre 1826\, il finale originario (la Grande Fuga\, poi edita da sola come op. 133 nel 1830) con un finale meno impegnativo (quello che sarà eseguito nel nostro concerto). Precedono questo grande capolavoro due quartetti di Šostakoviče di Zemlinsky.\nIl Quartetto n. 13 op. 138 di Šostakovič è del 1970\, un periodo in cui l’autore sperimenta anche l’uso limitato di materiali dodecafonici (come nella Sonata op. 134 o nella 14a Sinfonia). II Quartetto n. 3 op. 19 di Zemlinsky è del 1924 ed in esso troviamo\, dopo gli esordi brahmsiani del Quartetto n. 1 (1896) e quelli schönberghiani/espressionisti del Quartetto n. 2 (1913/14)\, una attitudine quasi “neoclassica” con un ritorno alle forme della tradizione.
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SUMMARY:Bach\, Brahms\, Liszt
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SUMMARY:Mozart\, Mendelssohn
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SUMMARY:Mosolov\, Lourié\, Prokofiev\, Shostakovic\, Weinberg
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DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      Programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova \n\n\n\ncon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        \nUcraino\, naturalizzato italiano\, vincitore del Concorso pianistico “Busoni” nel 2001 a soli diciassette anni\, Alexander Romanovsky ha compiuto gli studi all’Accademia di Imola con L. Margarius e nel 2009 ha conseguito l’Artist Diploma al Royal College di Londra. “Un grande talento del pianoforte” (Carlo Maria Giulini) riconosciuto in una prestigiosa attività musicale internazionale\, che vede Romanovsky presente nelle maggiori sale (Concertgebouw di Amsterdam\, Teatro alla Scala di Milano\, Accademia di S. Cecilia di Roma\, Teatro Colón di Buenos Aires\, Sala Suntory di Tokyo\, ecc) da solo e con le orchestre e i direttori più importanti (V. Gergiev\, V. Spivakov\, M. Pletnev\, A. Pappano\, G. Noseda\, J. Conlon\, ecc).\nUn “debutto” a Padova\, con un programma dedicato a Chopin e con al centro le due serie degli Studi op. 10 e op. 25.\nCon l’op. 10 (1829-30\, edita nel 1833 con dedica a F. Liszt) Chopin dichiarò che “niente gli poteva togliere dalla testa l’idea e il desiderio forse troppo audace di creare un mondo nuovo”. “Un mondo in cui” – così scrisse nel 1838 un recensore viennese – Chopin “voleva fondere in uno lo spirito fondatore di un Bach con la passione incandescente e la sfida tecnica di Paganini”. Dei “veri quadri poetici” li definì Schumann riferendosi agli Studi op. 25 (1837). Ascoltandoli “finito lo studio si prova l’impressione di chi si vede sfuggire una beata immagine apparsa in sogno e che\, già mezzo sveglio\, vorrebbe ancora trattenere…”.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      Programma di salaDownload\n      \n        \n        Il ritorno a Padova di Elisso Virsaladze\, dopo il concerto del 22 gennaio 2016\, è l’avvenimento con cui si chiude la stagione concertistica  2018/19. \n\n\nPer gli appassionati  Elisso Viirsaladze è un nome mitico\, con una prestigiosa carriera: 3° premio a 20 anni al Concorso Čajkovskij\, vincitrice del Concorso Schumann a Zwickau\, docente al Conservatorio di Mosca e alla Musikhochschule di Monaco di Baviera\, oggi anche a Fiesole\, partner in duo della violoncellista N. Gutman e di direttori come J. Temirkanov\, R. Muti\, W. Sawallisch\, K. Kondrashin\, A. Pappano con le più grandi orchestre. Cresciuta in una famiglia a Tbilisi che da generazioni era impegnata nell’arte e nella cultura della Georgia\, Elisso Virsaladze ha preso le prime lezioni di pianoforte dalla nonna\, la Prof.ssa Anastasia Virsaladze e ha proseguito i propri studi nel locale Conservatorio\, prima di trasferirsi a Mosca per  seguire i corsi di Yakov Zak e di Heinrich Neuhaus. Una  scuola\, quest’ultima\, che ha annoverato tra i suoi studenti anche Sviatoslav Richter\, attenta ai valori spirituali della musica\, alla poesia dell’interpretazione e dell’esecuzione\, piuttosto che alla esibizione pianistica fine a sè stessa. Richter stesso testimoniò sempre la sua più grande ammirazione per quella che era per lui  “la miglior donna pianista”\, “una artista di grande nobiltà” \, “l’interprete di eccellenza di Schumann”. E sarà Schumann appunto\, assieme a Chopin\, l’autore che Elisso Virsaladze proporrà nel suo programma ancora in definizione. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Reger\, Brahms
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      Brahms e dintorni: la musica da camera per archi  (8° concerto) \n\n        \n        In gioventù\, ma era già un pianista e organista provetto\, Max Reger (1873-1916) subì il fascino della musica di Wagner: “a 15 anni”\, dirà\, “quando sentii il Parsifal per la prima volta piansi per due settimane e così divenni musicista”. Un veleno per lui\, così lo misero in guardia i suoi maestri A. Lindtner e H. Riemann\, facendogli studiare Bach e Beethoven. Brahms anche diventa un compositore di riferimento per Reger\, che lo reputa una delle “pietre miliari”della nostra musica e da Brahms Reger riceve l’espressione cordiale dell’interesse per le opere del giovane compositore. Sarà però poi Bach il musicista al quale Reger disse di “dovere tutto”.  \n\n\nUn musicista\, Reger\, poco conosciuto da noi\, così come nella Vienna degli anni 1918/19 in cui Schönberg\, ammirandolo\, lo propose spesso (saranno 27 le opere eseguite nei concerti del “Verein”). Quello Schönberg che rivaluterà poi (1933) Brahms come “il progressivo!” \n\n\nQuasi naturale quindi l’idea di accostare nel nostro ciclo Brahms e dintorni: la musica da camera per archi  i due quintetti con clarinetto di Reger e di Brahms: sono entrambi opere “tarde”: quello di Reger è la sua ultima composizione cameristica della fine del 1915\, completato dieci giorni prima della morte avvenuta per una crisi cardiaca nel maggio 1916; quello di Brahms\, op. 115 è del 1892 e nasce\, come il Trio op. 114 e le due Sonate op.120\, nel segno dell’incontro e dell’amicizia con il clarinettista Richard Muehlfeld (1856-1907): “Fräulein Klarinette”\, con il suo dolcissimo suono\, seppe risvegliare una altissima nuova ispirazione in un compositore\, che si sentiva ormai stanco e privo di idee.\n  \n\n\nJulian Bliss\, che suona oggi con il Quartetto Auryn\, è nato in Inghilterra\, ha poi studiato negli USA e in Germania con Sabine Meyer ed è oggi attivo a livello internazionale come solista\, come docente\, come artista jazz\, con il  Julian Bliss Septet fondato nel 2012 e nell’ambito della musica da camera con il Quartetto Auryn\, il Quartetto Carducci. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Beethoven\, Fauré\, Britten
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        Alexander Lonquich è un musicista\, che come pianista\, come direttore d’orchestra e nell’ambito della musica da camera è una delle voci più autentiche e profonde della vita musicale di oggi. \n\n\nBeethoven\, Mozart\, Haydn\, Schubert sono sempre stati gli autori al centro della sua ricerca\, una ricerca continua nella quale troviamo altresì una speciale affinità spirituale con Schumann\, ma che si apre anche all’esplorazione della musica del 900 e contemporanea. Sono ideali artistici vissuti allo stesso modo dal violoncellista Nicolas Altstaedt\, con il quale suona oggi Lonquich. \n\n\nAltstaedt è uno dei violoncellisti più creativi e versatili della nuova generazione: è stato premiato con il Credit Suisse Young Artist Award nel 2010\, è stato BBC New Generation Artist 2010-2012\, ha ricevuto nel 2009 il “Borletti Buitoni Trust Fellowship”. Nel 2012 è stato scelto da Gidon Kremer come suo successore per la direzione artistica del Festival di Lockenhaus e nel 2014 Adam Fischer gli ha proposto di succedergli alla guida della Haydn Philarmonie.\n  \n\n\nIl programma si apre e si chiude con due Sonate di Beethoven: la seconda dell’op. 5\, che un Beethoven giovane e brillante scrisse  nel 1796 e suonò di fronte al re Federico Guglielmo II\, al quale le sonate erano dedicate: la terza sonata\, op. 69\, è invece del 1808\, gli anni delle Sinfonie n. 4 e n. 6\, dei Trii op. 70. Al centro del programma due pagine importanti del repertorio violoncellistico del ‘900: la seconda Sonata\, op. 110\, di Fauré del 1921 e la Sonata op. 65\, che Britten compose fra il 1960 e il 1961e che eseguì ad Aldeburgh il 7 luglio 1961 nel primo concerto tenuto  assieme a Rostropovic\, a cui è dedicata. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Bach\, Mozart
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SUMMARY:Vivaldi\, Tartini\, Geminiani\, Porpora\, Locatelli
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \nVirtuosi itineranti in Europa \n\n        \n        Il primo cinquantennio del secolo XVIII costituisce per l’Italia l’ultima grande stagione della sua cultura strumentale: l’altissimo livello della tradizione violinistica\, la grande varietà delle forme\, la partecipazione attiva ai moderni sviluppi del linguaggio musicale le consentono di esercitare ancora un’influenza sul piano europeo. Ma i sintomi della crisi già appaiono evidenti nel fatto che tale influenza riposa essenzialmente sull’iniziativa individuale di singoli musicisti sospinti all’estero dall’esaurirsi della richiesta in patria e dall’invadenza del melodramma. E’ la sorte di molti dei compositori (e violinisti) del nostro programma: di Vivaldi che arriva a Vienna nel 1740\, dove muore nel 1741; di Geminiani che lascia la natia Lucca a 25 anni per non tornarvi più e dividendosi fra Londra\, Parigi e poi ancora Londra e Dublino; di Locatelli\, bergamasco\, che farà la sua carriera\, nel segno della lezione di A. Corelli\, ad Amsterdam; di N. Porpora\, affermato operista\, che rientrerà nella natia Napoli per morirvi\, povero\, dopo una vita spesa fra Darmstadt\, Vienna (dove ebbe per allievo Haydn) Venezia\, Londra\, Dresda; di Veracini\, fiorentino che sarà a Venezia (dove frequenta Tartini)\, Londra\, Duesseldorf\, Dresda\, Boemia per ritirarsi infine a Firenze; Tartini invece dalla natia Pirano d’Istria sarà a Padova dove fonda la celebre “Scuola delle Nazioni” e A. Scarlatti da Palermo passa a Roma\, Napoli\, Firenze\, Venezia e Napoli ancora.\n  \n\n\nSono questi i compositori proposti da L’Arte dell’Arco. Fondato nel 1994 da Giovanni e Federico Guglielmo l’ensemble si è affermato in tutto il mondo in una prestigiosa carriera concertistica e discografica per etichette come Deutsche Harmonia Mundi\, Sony/BMG\, Chandos\, AS\, CPO\, Brilliant\, Stradivarius\, Dynamic. Nel 2009 ha completato l’integrale dei concerti di G.Tartini (33 cd) ma la discografia è immensa (Albinoni\, Vivaldi\, Bach\, Haydn\, Haendel\, …).  \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n“Un pianoforte per Padova” \nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004)\nCon il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo \n\n        \n        Christian Zacharias si è affermato\, come pianista e come direttore d’orchestra\, in una rara combinazione di integrità\, stile unico\, espressività e profondità di visione musicale. Un musicista che “pensa” la musica. Dal pianoforte ha poi esteso il campo dei suoi interessi alla direzione d’orchestra\, anche come direttore d’opera: già direttore artistico e principale dell’Orchestre de Chambre de Lausanne con la quale ha realizzato l’integrale dei concerti per pianoforte di Mozart (Diapason d’or\, Choc du Monde de la Musique\, ECHO Klassik)\, delle Sinfonie di Schumann e delle Sinfonie “Berlinesi” di C.P.E.Bach\, a partire dalla stagione 2017/18 è primo direttore ospite della Orquesta y Coro de la Comunidad de Madrid.\nPer questo artista\, nel quale la grande tradizione austro-tedesca e l’amore per Bach\, Haydn\, Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Schumann vivono in tutta la loro freschezza assieme ai prediletti Scarlatti\, Chopin\, Ravel gli Amici della Musica di Padova hanno avuto nel corso degli anni una speciale predilezione\, testimoniata dai numerosi  concerti a Padova (dal ciclo schubertiano dal 1996/97 per arrivare al concerto del 2003 in ricordo di Vlado Perlemuter di cui Zacharias fu allievo). \n\n\nIl programma affianca i nomi di Haydn e Bach a quello di Schubert.\nLa sonata n. 44 in sol min.\, chiamata anche “Divertimento”\, è una sonata in due movimenti e di piccole dimensioni\, ben diversa dalla virtuosistica Sonata in mi bemolle magg. n. 52 scritta a Londra per Thérèse Jansen\, una allieva di Muzio Clementi. La terza Partita di J.S. Bach fa parte delle Sei Partite pubblicate dall’autore nel 1731 nella Clavierübung (Esercizio per tastiera) op. 1: caratteristico di questa Partita l’inconsueto inserimento di una Burlesca e di uno Scherzo .\nLa sonata di Schubert è del 1825\, l’autore stesso la eseguì spesso nella estate di quell’anno e in una lettera alla famiglia scriveva con soddisfazione: “piacquero specialmente le variazioni della mia nuova Sonata a due mani\, che eseguii da solo e non senza merito. Alcune persone mi assicurarono che i tasti diventavano voci cantanti sotto le mie dita\, ciò che\, se vero\, mi fa molto piacere perchè non posso sopportare il maledetto martellamento\, a cui indulgono anche distinti pianisti e che non diletta nè l’orecchio nè la mente”. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Cantigas de Santa Maria\, Llibre Vermell\, Codex Las Huelgas
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nHana Blažiková è una affermata cantante (soprano) ceca attiva nell’ambito della musica barocca\, rinascimentale e medioevale; collabora regolarmente con alcuni dei più prestigiosi ensemble della scena musicale internazionale come Collegium Vocale Gent\, Bach Collegium Japan\, L’Arpeggiata\, Monteverdi Choir & Orchestra etc: recente\, 2017/18\, la sua partecipazione solistica alle produzioni per l’anno monteverdiano di Sir John E.Gardiner (Trittico di opere). Ma accanto a questi repertori\, Hana ha approfondito\, anche come strumentista\, con il Tiburtina Ensemble lo studio della musica medioevale\, con ricerche sulla tradizione ceca del canto gregoriano\, sulla prima polifonia. \n\n\n\nIl programma del concerto è dedicato ai canti devozionali mariani della penisola iberica. Sono brani che provengono da diversi codici. Le Cantigas de Santa Maria sono 419 canti mariani in galiziano-portoghese che troviamo in un codice compilato fra 1264 e 1284 alla corte di Alfonso X el Sabio. Llibre Vermell è un manoscritto copiato alla fine del XIV secolo e conservato nel monastero di Montserrat (Barcellona). Las Huelgas è un manoscritto del 1300 ca. proveniente dal convento di Santa Maria la Real de Las Huelgas di Burgos (una raccolta che contiene anche 141 brani polifonici). \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
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SUMMARY:Mozart\, Zemlinsky\, Bruckner
DESCRIPTION:Trio SitkovetskyAlexander Sitkovetsky violino\nIsang Enders violoncello\nWu Qian pianoforte Pablo Barragánclarinetto \n        Claude DebussyPremière Rhapsodie per clarinetto e pianoforte Maurice RavelTrio per violino\, violoncello e pianoforte Olivier MessiaenQuatuor pour la fin du temps \n      concerto_1911Download\n      \ni quintetti per archi di W.A. Mozart (1° concerto) \n\n        \n        \nfoto (c) I. Zandel \n\n\n\n  \n\n\n\nRare sono oggi nella scena internazionale della musica da camera le formazioni stabili di Quintetto d’archi con due viole\, anche se il repertorio annovera un numero significativo di capolavori come i Quintetti di Mozart\, quelli di Beethoven\, Mendelssohn\, Brahms\, Dvorák e Bruckner. Proprio per questa ragione si è costituito il Quintetto Bartholdy e per la stessa intenzione di valorizzare la conoscenza di questo bellissimo repertorio\, si svilupperà nell’arco del prossimo triennio un ciclo dedicato ai Sei Quintetti di W. A. Mozart\, e nel quale saranno presentati poi anche i due Quintetti di Mendelssohn e pagine di altri compositori. \n\n\n\nIl Quintetto Bartholdy si è costituito nel 2009\, in occasione dei 200 anni della nascita di Felix Mendelssohn\, fra cinque affermati musicisti tedeschi\, tutti docenti oggi in prestigiose scuole ad Hannover\, Stoccarda\, Lubecca\, Saar. Il loro debutto discografico nel 2013\, con il Quintetto di Bruckner e i Due Movimenti di Zemlinsky\, è stato salutato con successo dalla critica internazionale.\n\nI Quintetti di Mozart\, a parte il K 174\, sono composizioni che appartengono tutte alla piena maturità dell’autore e sono successivi alla fondamentale esperienza dei Sei Quartetti dedicati ad Haydn pubblicati nel 1785.\nIl Quintetto in sol min. K 516 del 1787 è uno dei capolavori più stupefacenti della musica da camera di Mozart e lo troviamo nel primo programma del ciclo assieme a quello K 406\, che è invece una trascrizione della Serenata K 388 per fiati.\nDue pagine tardoromantiche completano il programma: l’Intermezzo in re min. del 1879 di A. Bruckner (una pagina alternativa allo Scherzo del Quintetto in fa magg.) e i Due Movimenti del 1896 di A. von Zemlinsky\, un autore significativo della Vienna a cavallo fra Brahms\, Mahler e il primo Schönberg. \n\n        \n        \n\n        \nAcquista i biglietti online
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/mozart-zemlinsky-bruckner/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
CATEGORIES:Ciclo A
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