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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nTra il mito e il mistico: qual è il suono della luce?Il programma si snoda lungo due percorsi paralleli\, uniti dal filo della ricerca timbrica e dell’evocazione. La prima parte muove dalla Francia: la Gavotte et six doubles di Rameau\, esempio di variazione settecentesca\, dialoga idealmente con l’Hommage à Rameau che Debussy colloca al centro di Images\, vera dichiarazione di debito verso l’antico stile francese. Intorno a questo omaggio\, Reflets dans l’eau sviluppa la poetica impressionista della luce e Mouvement è un turbine frenetico che eppure non va da nessuna parte\, mentre le pagine di Gabriel Dupont\, compositore prematuramente scomparso\, condividono con Debussy la stessa sensibilità per l’atmosfera notturna e marina. L’isle joyeuse\, ispirato dal quadro Embarquement pour Cythère chiude la sezione con un’esplosione che è insieme sintesi e superamento dell’impressionismo debussyano. La seconda parte è dominata da un simbolismo di matrice diversa\, quello mistico-visionario di Skrjabin\, che dai primi Preludi op. 11 e op. 13 — debitori di Chopin — giunge\, attraverso lo Studio op. 42 n. 5\, fino a Vers la flamme\, dove l’armonia si dissolve in un crescendo quasi orchestrale verso la luce. Le Métopes di Szymanowski raccolgono l’eredità sia di Skrjabin che di Debussy: questo trittico di quadri ispirati all’Odissea condivide con Skrjabin il gusto per l’armonia ambigua e la scrittura pianistica iridescente\, mentre il mito greco sostituisce la mistica russa come fonte d’ispirazione. La Fantasia op. 28 di Skrjabin chiude il programma riportando il discorso alla grande forma\, sintesi del suo linguaggio prima della svolta più radicale degli anni successivi. (L. Pierdomenico) \n\n\n\nVincitore del “Raymond E. Buck” Jury Discretionary Award alla Van Cliburn International Piano Competition 2017\, Leonardo Pierdomenico è uno degli artisti più interessanti della sua generazione: “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile\, scrupolosa musicalità” (Gramophone). Premiato al Queen Elisabeth di Brussels (2016)\, allo Chopin di Varsavia (2021) e al Liszt di Utrecht (2020). Vincitore nel 2012 della 28esima edizione del Premio Venezia al Teatro La Fenice a soli 18 anni.
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nIntegrale dei Trii con pianoforte di Ludwig van Beethoven (1° concerto) \n\n\n\n\n\nUn’integrale di Beethoven è sempre\, di per sé\, un’opportunità e un’utopia: una sfida per chi suona e per chi ascolta. Il concerto si apre con l’Allegretto WoO 39\, una piccola gemma del repertorio\, non eseguita così spesso. Scritto per Maximiliane Brentano\, figlia di una delle candidate più accreditate all’identificazione della celebre “Amata immortale”\, questo breve brano ci mostra un Beethoven più intimo e affabile: un Beethoven legato alla didattica\, agli allievi\, alle persone care\, capace di un’espressione semplice\, generosa e quasi domestica. Nella seconda parte\, le Variazioni op. 44 appartengono agli anni in cui il giovane Beethoven cercava di affermarsi a Vienna. Il tema\, tratto dall’opera comica Das rote Käppchen di Carl Ditters von Dittersdorf\, offriva al pubblico il piacere del riconoscimento e al compositore la possibilità di mostrare la propria inventiva\, trasformando un materiale semplice e familiare in qualcosa di sempre nuovo. Il programma si conclude con il Trio op. 70 n. 1\, detto “Degli Spettri”. Il soprannome è legato soprattutto al secondo movimento\, il Largo\, la cui atmosfera sospesa e inquietante apre una dimensione quasi teatrale e soprannaturale. In quest’opera Beethoven sembra condensare molte delle sue nature: la forza drammatica\, il senso dell’architettura\, la capacità di sorprendere e\, allo stesso tempo\, una profonda umanità. Forse è proprio questo il fascino di un’integrale beethoveniana: attraversare opere diversissime tra loro e scoprire\, ogni volta\, un volto nuovo dello stesso compositore. Un Beethoven che si può suonare integralmente\, ma che non si lascia mai comprendere fino in fondo. (Trio Concept) \n\n\n\nIl Trio Concept ritorna dopo il concerto della scorsa stagione. Si è formato nel 2013\, con il nome di Trio Chagall\, dall’incontro di tre giovani musicisti torinesi. Nominato ECHO Rising Star per la stagione 2025/2026\, aveva ricevuto nel 2024 il Prix Yves Paternot\, il massimo riconoscimento del Festival di Verbier.
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SUMMARY:Telemann\, Binder\, Quantz\, Bach
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\n \n\n\n\n\n\nJohann Joachim Quantz\, per molti anni insegnante e musicista da camera di Federico II il Grande\, che riuniva alla sua corte di Berlino e Potsdam le stelle della scena musicale dell’epoca\, fu un autore di immensa produttività\, soprattutto per il flauto traverso: ci sono giunti 300 concerti per flauto e quasi altrettante sonate solistiche e in trio. La sua particolare importanza per i posteri risiede tuttavia soprattutto nel suo trattato teorico Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen (Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso)\, che insieme al Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen (Saggio sul vero modo di suonare il clavicembalo) di Carl Philipp Emanuel Bach è considerato una delle più importanti testimonianze teoriche di quel periodo. Quest’opera non è solo un metodo per flauto accurato fin nei minimi dettagli\, ma fornisce anche a tutti gli altri strumentisti\, ancora oggi\, informazioni precisissime sulla prassi esecutiva dell’epoca. Telemann\, scelto da Johann Sebastian Bach come padrino di suo figlio Carl Philipp Emanuel\, è espressamente molto apprezzato da Quantz\, che descrive in modo esplicito le sue sfide relative all’articolazione sul flauto traverso. (L. Berben) \n\n\n\nVerena Fischer e Léon Berben hanno condiviso l’importante esperienza artistica di Musica Antiqua Köln (lo storico gruppo fondato da Reinhard Goebel): la prima (come flautista solista) dal 1996 al 2006\, il secondo (come clavicembalista) dal 2000 al 2006\, anno in cui il gruppo si sciolse con alle spalle un’immensa attività concertistica e discografica (DG/Archiv). Léon Berben svolge oggi un’intensa e prestigiosa carriera solistica come clavicembalista e organista mentre Verena Fischer ha fondato un suo gruppo (Concerto Würzburg) e collabora con diversi ensemble (Wiener Akademie\, Concerto Melante\, Hofkapelle München fra gli altri). Molto apprezzata dalla critica discografica è stata la loro incisione delle quattro Sonate “autentiche” di Johann Sebastian Bach per Oehms.
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DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nNel famoso dipinto del 1820 di Joseph Karl Stieler\, vediamo Ludwig van Beethoven con i capelli arruffati e le guance leggermente arrossate mentre scrive nella partitura della “Missa Solemnis” – un’ opera che considerava la più importante della sua produzione. Su questo manoscritto annotò anche “Von Herzen zu Herzen” (Da cuore a cuore). Durante il periodo di composizione di questa messa monumentale (1819-1823)\, nacquero molte altre opere\, tra cui le ultime tre Sonate per pianoforte op. 109\, 110 e 111 e le Variazioni Diabelli op. 120: nel 1819 Beethoven ricevette da Anton Diabelli un tema di valzer con la richiesta di scrivere una variazione da includere in un volume collettivo (che comprendeva anche contributi di Schubert e del giovane Liszt). Beethoven rispose con 33 Veränderungen über einen Walzer von A. Diabelli\, un ciclo in cui il sublime e il grottesco si intrecciano organicamente. Non posso fare a meno di pensare\, leggendo la parola “Veränderung” (Alterazione)\, alle parole di Robert Musil: “Cosa rimane dell’arte? Noi\, in quanto esseri mutati\, rimaniamo” … Chiunque veda il Beethoven maturo solo come un’anima solitaria e tormentata si trova qui\, volente o nolente\, di fronte a un senso dell’umorismo che può essere percepito come un’eredità diretta di Joseph Haydn. Il processo compositivo di questo ciclo fu brevemente interrotto nel 1821 – tra l’altro dall’Arietta (la seconda parte dell’opus 111)\, che è tematicamente strettamente legata al tema del valzer di Diabelli. Umorismo ed estasi: Beethoven li combinò in modo impareggiabile. Come epilogo definitivo per il pianoforte\, nel 1824 scrisse sei Bagatelle – “piccole cose” delle quali egli stesso scrisse al suo editore Schott che erano tra le migliori che avesse mai composto. In omaggio alla commemorazione dell’anniversario della sua morte\, questa raccolta tratta dalle ultime opere pianistiche di Beethoven offre un quadro commovente del suo genio onnicomprensivo e spesso enigmatico. “Che possa passare da cuore a cuore”! (J. Michiels) \n\n\n\nJan Michiels\, Primo Premio al Queen Elisabeth di Brussels nel 1991\, è noto per il suo approccio personale e sfaccettato al repertorio pianistico\, che combina il vecchio e il nuovo in prospettive sempre mutevoli. È professore di pianoforte presso il Conservatorio Reale di Brussels dove ha tenuto anche la cattedra di musica contemporanea per otto anni.
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DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nUn percorso che unisce la monumentale Fantasia cromatica e fuga di Bach alle visionarie opere tarde di Liszt\, pagine che anticipano sorprendentemente il linguaggio musicale del Novecento. La seconda parte è dedicata agli Studi op. 25 di Chopin\, vertice assoluto del repertorio pianistico romantico\, dove virtuosismo e profondità espressiva si fondono in modo inscindibile. La musica di Chopin occupa uno spazio unico nel mio cuore. Per me cattura le più sottili sfumature dell’esperienza umana. (Y. Avdeeva) \n\n\n\nVincitrice\, nel 2010\, del prestigioso Concorso Chopin di Varsavia Yulianna Avdeeva attraversa la scena internazionale con passione costante e musicalità\, attenta ai repertori meno consueti. Il suo recentissimo (2025) album Chopin: Voyage è stato premiato con il Diapason d’or. La sua discografia comprende inoltre l’album Resilience (con musiche di Szpilman\, Weinberg\, Šostakovič\, Prokof’ev) i 24 Preludi e Fughe op. 87 di Šostakovič (Pentatone)\, che ha eseguito al Gewandhaus di Lipsia nel 2025 nel 50°della morte dell’autore\, i due concerti di Chopin con l’Orchestra del ‘700 diretta da F. Brüggen\, un programma dedicato alla musica da camera di Weinberg realizzato con Gidon Kremer per DG e\, fra il 2014 e il 2017\, tre album solistici con opere di Bach\, Mozart\, Schubert\, Chopin\, Liszt e Prokof’ev.
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