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SUMMARY:Schubert: Die Winterreise
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\n\n\nUna improvvisa indisposizione non consente a SAMUEL HASSELHORN (baritono) di prender parte\, come previsto\, al concerto in programma per martedì 11 marzo 2025 assieme a AMMIEL BUSHAKEVITZ (pianoforte) \n\n\n\nGli Amici della Musica di Padova ringraziano JÓHANN KRISTINSSON\, baritono islandese\, giovane talento emergente\, che nonostante il poco preavviso ha aderito alla nostra richiesta di partecipazione.Jóhann Kristinsson\, giovane baritono islandese\, ha conseguito il Master con lode nella classe del Prof. Scot Weir presso la Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino. Inoltre\, ha tratto ispirazione musicale da Thomas Quasthoff\, Júlia Várady\, Thomas Hampson e Deborah Polaski\, tra gli altri. L’anno scorso è stato nominato “Cantante classico dell’anno” agli Icelandic Music Awards. Ha vinto il prestigioso concorso di canto “Stella Maris”\, dove ha ricevuto anche il Premio della Giuria del Musikverein di Vienna\, e si è classificato terzo e ha vinto il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale di Canto “Das Lied” di Heidelberg. Ha lavorato con direttori d’orchestra come Herbert Blomstedt\,  Kent Nagano\, Manfred Honeck e Cristian Măcelaru. Si è esibito\, tra gli altri\, all’Heidelberger Frühling\, all’Oxford Lieder Festival\, al Martha Argerich Festival\, al Dresden Music Festival e alla Schubertiade Hohenems.Ammiel Bushakevitz\, allievo di Dietrich Fischer-Dieskau ed Edison Fellow della British Library nel 2014\, Primo Premio e Schubert Lieder Prize alla Wigmore Hall International Song Competition (Londra 2013)\, è riconosciuto come uno dei principali accompagnatori liederistici della sua generazione.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\nDue musicisti di diverse generazioni\, Alexandra Conunova e Christian Zacharias\, si incontrano nel concerto di questa sera.  \n\n\n\nLa violinista moldava Alexandra Conunova si è imposta all’attenzione del mondo musicale vincendo il Primo Premio al Concorso Joseph Joachim di Hannover nel 2012. Nel 2015 ha vinto il Terzo Premio al Concorso Čajkovskij di Mosca. È inoltre laureata del Borletti-Buitoni Trust 2016 a Londra e ha vinto nello stesso anno il Premio Max-D. Jost. Da allora ha suonato nei maggiori festival internazionali (Verbier\, Montreux\, Gstaad\, BBC\, Aix-en Provence\, Festival Martha Argerich ad Amburgo ecc.) e per istituzioni come Accademia di S.Cecilia a Roma\, Ferrara Musica e altre. Ha suonato con le più prestigiose orchestre (Mahler Chamber Orchestra\, NDR Hannover\, Orchestra RTSI\, Orchestre de Toulouse\, Orchestra del Teatro Regio di Torino\, Filarmonica di Mosca) e con direttori come V. Spivakov\, G. Noseda\, J. Axelrod. È stata insignita in Moldavia del titolo di “Maestro delle arti”. Ha inciso per Aparté e Erato.Christian Zacharias è ben noto al pubblico di Padova per le sue numerose presenze (undici) come solista nelle stagioni degli Amici della Musica (tra il 1996 e il 2023) e rinnova con questo programma la sua predilezione anche per la musica da camera\, che lo ha visto collaborare nel passato in trio con F.P. Zimmermann e H. Schiff\, e con quartetti come l’Alban Berg\, il Quartetto di Lipsia e il Quartetto Guarneri.Rara quindi l’opportunità di ascoltare assieme questi due straordinari musicisti\, anche perchè nel futuro Christian Zacharias si dedicherà sempre di più alla direzione d’orchestra. Il programma Bach-Mozart sarà l’occasione di sentirli – sia da soli che in duo – in un repertorio particolarmente congeniale alla loro musicalità e eleganza interpretativa.
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SUMMARY:L.van Beethoven\, Schubert
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nPROVA APERTA: ore 17.45 \n\n\n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nDa qualunque punto di vista la si guardi – ha scritto Tully Potter nel 2005 – la storia del Quartetto Juilliard è una storia notevole. Non ultimo per il fatto stupefacente che per più di cinquant’anni ha avuto lo stesso primo violino\, Robert Mann.Una delle prime cose che il compositore William Schuman ebbe in mente\, quando divenne presidente della Juilliard School of Music di New York nel 1945\, fu la creazione di un quartetto residente. Nelle sue parole “noi avevamo bisogno di un quartetto che suonasse i classici del repertorio con il senso di eccitazione e di scoperta che si riserva ad un’opera nuova e che avrebbe suonato le opere nuove con il senso di rispetto usualmente riservato ai classici. Dovrebbe abbracciare l’intero repertorio e vorrei trovare un leader che possa rappresentare una sicurezza e su cui si possa contare”. La scelta cadde su Robert Mann\, un giovane violinista\, vincitore del Naumburg Prize. Dopo lo studio e un primo concerto alla Juilliard nel 1946\, il debutto ufficiale avvenne il 23 dicembre 1947 alla Town Hall di New York.Inizia così la storia gloriosa del Quartetto Juilliard e che giunge sino ai nostri giorni. Della attuale formazione fanno parte: Areta Zhulla (dal 2018)\, Ronald Copes (dal 1997)\, Molly Carr (dal 2022)\, Astrid Schween (dal 2016).
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SUMMARY:Byrd e il Mottetto inglese:  i capolavori del Rinascimento dall'era d'oro della polifonia in Inghilterra
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nProva Aperta: ore 17.00 \n\n\n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nWilliam Byrd è nato in un paese che si stava facendo a pezzi. Nel 1540\, intorno agli anni della sua nascita\, il re Enrico VIII aveva quasi finito lo smantellamento dei monasteri e dei conventi dell’Inghilterra\, i cui resti esistono in rovina oggi in tutto il paese. La Messa latina era fuorilegge ed era sostituita con un servizio ridotto\, in volgare. Scrivere musica in uno stile di pre-Riforma era un lavoro pericoloso\, offerto solo a coloro che corteggiavano il favore reale. Molti dei mottetti che Byrd scrisse erano composti da “note come una ghirlanda per adornare alcune frasi sante e deliziose del rito cristiano”\, come scriveva nella prefazione al suo secondo libro di Gradualia (1607). In questo periodo\, la composizione musicale fiorì\, ma fu un momento di grande cambiamento\, alimentato dalla divisione religiosa. Questo programma attraversa la musica scritta da William Byrd\, uno dei principali compositori del Rinascimento in Europa\, e da alcuni dei maestri del Rinascimento inglese durante un periodo di duecento anni\, e comprende i brani dal suono medievale di Sheryngham\, le opere polifoniche intricamente intrecciate di Tallis e Mundy e la splendida semplicità di Tomkins. (O. Park)The Gesualdo Six è un ensemble vocale inglese formato da alcuni dei migliori cantanti del Regno Unito ed è diretto da Owain Park. Lodato per la loro programmazione fantasiosa e la fusione vocale impeccabile\, l’ensemble si è formato nel 2014 per un’esibizione di Tenebrae Resposoria di Gesualdo a Cambridge e ha continuato a esibirsi in numerosi e importanti festival in tutto il Regno Unito\, Europa\, Nord America\, Australia e Nuova Zelanda. L’ensemble registra per Hyperion.
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SUMMARY:in occasione di "L'anno della Musica Ceca 2024"
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nA duecento anni dalla nascita del suo autore\, il Trio op. 15 di Smetana rimane una delle pagine autobiografiche più intime e dolorose nella sua produzione. Unica opera da lui composta per questa formazione\, il trio trae le sue origini dalla prematura scomparsa della figlia Bedriska\, di soli quattro anni e mezzo. Si ritrovano tutti i tratti caratteristici del suo stile: la scrittura di andamento rapsodico traduce un’urgenza espressiva che si concretizza in un continuo alternarsi di stati d’animo\, senza però rinunciare a una generale compostezza formale. Evidente nella caratterizzazione dei temi è l’influenza della tradizione popolare est europea.Un altro evento luttuoso è all’origine del Trio op. 50 di Čajkovskij. “À la mémoire d’un grand artiste” recita il sottotitolo apposto dall’autore stesso\, riferendosi a Nicolas Rubinstein\, in vita suo mentore e grandissimo amico. Nonostante una dichiarata avversione per la scrittura per pianoforte e archi\, le cui sonorità erano a suo avviso incompatibili\, l’autore lascia quasi l’impressione di aver voluto concentrare la sua intera opera in un solo brano: in particolare il secondo movimento\, Tema con variazioni\, è uno straordinario compendio di stili e forme tra le più svariate. E così si ritrovano valzer\, mazurke\, elementi che ci ricordano il balletto\, fughe e una scrittura che va dalla massima rarefazione a una grandezza che non può che definirsi orchestrale. Opera monumentale e unicum assoluto nella sua produzione\, Tchaikosvky sfida sé stesso e l’interprete a una ricerca costante dei propri limiti emotivi\, fisici e psicologici. (G. Loperfido)Gli anni che terminano con un “quattro” spesso\, nella musica ceca\, coincidono con gli anniversari della nascita\, della morte o della creazione di opere chiave dei più importanti compositori cechi. Uno di questi anni “quattro” ha dato il via\, cento anni fa\, alla tradizione di celebrare l’Anno della musica ceca: il centenario della nascita di Bedřich Smetana (1824-1884). Il tema dominante dell’epoca di Smetana era la ricerca dell’identità ceca in un mondo in via di sviluppo e turbolento. Lo stesso tema rimane attuale oggi\, a 200 anni dalla sua nascita. Smetana ha contribuito a questo dibattito con un linguaggio che ancora oggi è comprensibile a tutto il mondo. L’edizione di quest’anno dell’Anno della musica ceca si svolgerà nello spirito del messaggio principale: Noi siamo musica.  Tutti possono partecipare all’Anno della musica ceca: partecipando\, organizzando\, suonando\, esibendosi o anche solo ascoltando la musica che continua a definire chi siamo oggi. \n\n\n\nFondato nel 2020\, il Trio Eidos si afferma in breve tempo come formazione emergente nel panorama cameristico nazionale. Tra i riconoscimenti ottenuti si ricordano nel 2023 il premio come miglior ensemble italiano al Filippo Nicosia International Chamber Music Award\, nel 2022 il Premio Renzo Giubergia\, riconoscimento conferito ogni anno in sostegno di un giovane astro nascente del concertismo internazionale\, e la selezione come vincitore del bando “AMUR per i nuovi talenti” indetto dal comitato AMUR. Nel maggio del 2023 avviene il debutto discografico per Suonare Records.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova: Progetto Busoni100 #3
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nProva Aperta: ore 17.00 \n\n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\nFerruccio Busoni e i suoi allievi di composizione“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\nBusoni fu una delle figure più affascinanti della storia della musica: fu un compositore\, un docente\, un pianista e una mente libera che non apparteneva a nessuna delle scuole artistiche del suo campo.  E’ interessante vedere quali esiti diversi ebbero i suoi allievi che divennero compositori. Basti pensare a Philipp Jarnach e Stefan Wolpe\, che svilupparono l’eredità del maestro pur mantenendo la loro propria individualità e manifestando un grande e unico talento artistico. Sono affascinato dall’approccio diretto di Busoni alla musica degli altri. Schönberg aveva appena finito i suoi pezzi per piano op. 11\, quando Busoni rispose e rese merito a questi capolavori creando una versione del secondo pezzo che (nella  sua mente) si sarebbe adattato meglio ad un concerto rispetto alla composizione originale. Il processo creativo di comprensione dello spirito di un pezzo funziona molto meglio se non lo si critica\, ma se ne scrive una versione “migliore”. Si può dire che così si ha la possibilità di parlare di musica non usando le parole (così come farebbero i critici)\, ma creando musica intorno alla musica di altri. In questo senso Busoni si trasformò un critico musicale capace di trascendere la normale professione di critico. Magari avessimo oggi persone come lui! Abbiamo poi il Busoni arrangiatore\, colui che “semplicemente” rende le  composizioni musicali accessibili per il pianoforte. In questa veste (e qui si vede quanti strati di creatività Busoni possedeva) possiamo sperimentarlo nella sua Sonatina n. 5\, dove crea una sorta di meta-musica\, che allo stesso tempo imita Bach e crea anche una una versione moderna della musica di Bach in un modo molto attento. Una fusione di generi (Crossover) sarebbe un buon modo di definire quest’arte – Busoni è più moderno e più contemporaneo di sempre. (H. Schuch) \n\n\n\nHerbert Schuch ha al suo attivo una importante carriera solistica sia a livello concertistico che discografico (Premio ECHO Klassik nel 2013)\, ha creato scalpore internazionale quando ha vinto tre importanti concorsi in un solo anno (2004): il Concorso Casagrande\, il Concorso pianistico internazionale di Londra e il Concorso internazionale Beethoven di Vienna.
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SUMMARY:Progetto Busoni100 #1
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nLe sei Sonate per violino e cembalo scritte da Bach a Cöthen si distinguono per aver messo da parte il tradizionale ruolo di accompagnamento della tastiera nella musica d’insieme e si spostano verso una scrittura obbligata per tastiera\, fino ad arrivare alla sonata a due integrata secondo la definizione moderna del genere. Nella seconda Sonata per violino Busoni continua nella pratica di arrangiare e trascrivere: le variazioni nell’ultimo movimento sono costruite su un tema del corale “Wie wohl ist mir” di Bach\, estratto dal Quaderno per Anna Magdalena. Busoni considerava la Sonata una composizione di successo: la sua “vera opera 1”. La Fantasia di Schönberg\, scritta nel 1949 e dedicata al violinista canadese Adolph Koldofsky (1905–51)\, è costruita\, come suggerisce il titolo completo (“with piano accompaniment”)\, con la parte del violino come asse principale\, mentre il pianoforte fornisce lo sfondo e il commento. La logica dodecafonica è osservata ovunque; tuttavia\, la spontaneità della narrazione musicale affonda le sue radici nella definizione originale di “fantasia” del periodo rinascimentale\, mentre la struttura del pezzo è volutamente sganciata da ogni archetipo formale. La fondazione della Société Nationale de Musique da parte di Camille Saint-Saëns\, amico e mentore di Fauré\, diede al giovane compositore l’incentivo a creare uno dei suoi pezzi più ispirati e di successo. Saint-Saëns elogiava la composizione per le sue “forme nuove\, modulazioni squisite\, colori insoliti [e] ritmi inaspettati”. (M.Foyle) \n\n\n\nIl programma del concerto oltre a Busoni\, omaggia gli anniversari di Schönberg (1874 – 2024) e di Fauré (1924 – 2024). \n\n\n\nAcclamato per il “suonare di convincente convinzione” (The Daily Telegraph) e per “una sorprendente reciproca empatia\, comprensione e reattività” (Seen and Heard International)\, il Duo Foyle-Štšura si è formato nel 2012 e ha vinto il Beethoven Piano Society of Europe Duo Competition e il Salieri-Zinetti International Chamber Music Competition nel 2015. \n\n\n\nDa allora\, il Duo si è esibito in luoghi come Wigmore Hall\, Purcell Room\, Buckingham Palace\, St. Martin-in-the-Fields\, Bridgewater Hall a Manchester\, Usher Hall a Edimburgo\, Concertgebouw Amsterdam\, così come per St. Magnus International Festival\, Grachtenfestival Amsterdam\, New York Chamber Music Festival\, Cervantino Festival in Messico e Evgeny Mravinsky Festival a Tallinn e San Pietroburgo. Le loro esibizioni sono state trasmesse in diretta su BBC Radio 3\, NPO Radio 4 e Estonian Klassikaraadio. \n\n\n\nDurante la stagione 2018-19\, il Duo ha pubblicato due CD\, “The Great War Centenary: Janáček\, Debussy e Respighi Sonatas” per Challenge Records e “Lutosławski e Penderecki: Complete Violin and Piano Works” per Delphian Records\, entrambi acclamati dalla critica (“interpretazioni eseguite da entrambi gli artisti in stile avvolgente” – BBC Music Magazine\, “esibizioni riccamente dettagliate e appassionate” – The Daily Telegraph\, “il Duo offre un debutto da sogno\, 10/10” – Luister\, “un’uscita straordinaria\, suonata in modo fenomenale” – Stretto). Nel 2020\, il Duo ha registrato l’integrale delle Sonate per Violino e Pianoforte di Beethoven per celebrare il 250° anniversario del compositore.
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DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nProgramma di salaDownload\n\n\n\n“Un pianoforte per Padova” Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\nIl programma inizia con una chiara idea di ricerca. La musica è un linguaggio e ad un certo momento qualcuno ha iniziato a indagare sulla natura dei suoi componenti. Qual è l’unità più elementare che può essere utilizzata? Una singolo nota. E Ligeti\, in “Musica Ricercata”\, inizia esattamente così. Una singola altezza viene esplorata in tutte le sue possibilità e qualità espressive\, fino a quando non raggiunge la necessità di … una seconda nota. Il secondo pezzo continua con uno spirito cupo e scuro\, aggiungendo un’altra nota. Dopo questo inizio indagatore\, ci spostiamo a Corigliano\, che inizia con una forma di esplorazione più “liquida”\, ma poi introduce lentamente il tema principale di questa prima metà del programma\, che è il tema del dolore nell'”Allegretto” di Beethoven. “Funérailles” di Liszt conclude con una interpretazione sempre più orchestrale di quello che è considerata un lavoro per la morte di Chopin.La seconda parte ci dà la speranza di poter lasciarci alle spalle le atmosfere del primo tempo\, a partire dal giocoso preludio in fa maggiore di Chopin. È solo un’illusione\, mentre torniamo rapidamente alle cupe atmosfere dei preludi scelti. La nona sonata di Scriabin non è solo una manifestazione mistica dei poteri del male\, ma è anche un terreno musicale in cui armonia\, melodia e ritmo diventano magmatici\, che lascia l’ascoltatore in un stato di stupore ed estasi. Come concludere un viaggio così vario? Le Variazioni “Eroica” di Beethoven sono un’affermazione alla vita in tutti i suoi vari elementi e ricchezza\, una musica tanto ricca di spirito quanto semplice negli strumenti musicali\, dove tutto sembra derivare dalle sole prime quattro note. (A. Gadjiev) \n\n\n\nAlexander Gadjiev è vincitore del Secondo Premio e del Premio Speciale Krystian Zimerman “per la miglior esecuzione di una Sonata” al XVIII Concorso Chopin di Varsavia (2021). Pochi mesi prima aveva vinto il Primo Premio e numerosi altri premi al Concorso Internazionale di Sydney 2021. In qualità di BBC New Generation Artist 2019-2021\, è ancora impegnato ad incidere\, e ad esibirsi in prestigiosi Festival e sale inglesi (come il suo debutto alla Wigmore Hall) e a collaborare con varie orchestre BBC. Nominato Ambasciatore di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025\, Alexander negli ultimi anni è stato invitato ad esibirsi in Giappone e all’interno dei maggiori festival pianistici. \n\n\n\nAlexander torna a Padova dopo i numerosi concerti tenuti a partire dal marzo 2010.
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SUMMARY:Integrale dei Trii di Mendelssohn\, Schumann\, Brahms
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nIntegrale dei Trii di Mendelssohn\, Schumann\, Brahms \n(3° concerto) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\n“Clara Schumann ne amava il movimento lento\, ma rifiutò il primo: il Trio op. 87 di Brahms si scontrò con un’incomprensione. “Sfortunatamente\, Brahms sta suonando sempre peggio – non è altro che un colpire\, spingere\, afferrare!”. Qui troviamo uno Scherzo spettrale e un Finale\, scintillante di umorismo e temperamento – Brahms al culmine della sua maestria\, ha scritto questo Trio poco dopo il suo grande secondo Concerto per pianoforte op. 83.  \n\n\n\nNel 1847 Robert Schumann scrisse il suo secondo Trio per pianoforte (op. 80) come un lavoro gemello del suo primo op. 63 – molto più aperto\, meno oscuro e turbolento\, e simile a una canzone nel miglior senso della parola. Era orgoglioso di questo Trio\, e anche sua moglie lo amava e li amava; Clara al pianoforte ha partecipato alla prima esecuzione del 2° Trio nel febbraio del 1850 e anche per quella del 3° Trio (op. 110) a Lipsia\, il 21 marzo 1852\, giorno del compleanno di Bach. Meno aperto e allegro del suo predecessore\, ma volitivo e complesso nell’espressione\, il Trio op. 110 rimane una delle opere meno eseguite di Schumann – in completo contrasto con le opere composte contemporaneamente: la Sinfonia “Renana” e il Concerto per violoncello”. (T. Hoppe) \n\n\n\nFra i trii con pianoforte dell’ultima generazione il Trio Atos\, costituitosi in Germania nel 2003\, è senz’altro una delle formazioni più interessanti. Lo testimonia il gran numero di riconoscimenti ottenuti come il Kalichstein-Laredo-Robinson International Trio Award nel 2007\, il 1° Premio al Concorso Schubert di Graz nel 2006 e nel 2007 al Concorso di Melbourne. A questi seguirono il New Generation Artists Award della BBC e il Borletti- Buitoni Award. \n\n\n\nfoto©F.Jerke
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SUMMARY:Giornata Europea della Musica Antica
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nIntegrale dei concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach\n(3° concerto) \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\n \n\n\n\nFormazione per il concertoThomas Kügler\, Flauto traverso e Flauto dolceCecilia Massenzana\, Flauto dolceRahel Wittling\, Violino IElena Abbati\, Violino IIBerta Ares\, ViolaNicola Paoli\, VioloncelloGiacomo Albenga\, ContrabbassoAndrea Buccarella\, Clavicembalo e Direzione“I concerti per clavicembalo solo e archi di Johann Sebastian Bach costituiscono un importante punto di svolta nell’evoluzione della musica strumentale barocca. Infatti\, essi rappresentano il primissimo esempio di concerti in cui il clavicembalo assume il ruolo di strumento solista\, diventando il modello di riferimento per ogni successivo concerto per strumento a tastiera fino all’avvento del fortepiano. Il Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050\, considerato uno dei capolavori supremi di Bach\, rivela una ricca tessitura sonora: cembalo\, violino e flauto traverso\, accompagnati e sorretti dagli archi di ripieno\, si intrecciano in un vivace dialogo virtuosistico\, culminante nella celebre cadenza del cembalo del primo movimento. Il Concerto BWV 1053 si distingue per la straordinaria bellezza melodica e la perfetta armonia tra il solista e l’orchestra. Il Concerto BWV 1057 rappresenta un adattamento del Concerto Brandeburghese n. 4\, in cui il clavicembalo assume il ruolo di solista al posto del violino. Infine\, la Suite Orchestrale HWV 399 di Händel\, costituisce un eccellente esempio della sua produzione musicale per orchestra“. (A. Buccarella). \n\n\n\nAndrea Buccarella diplomato in organo\, in clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma\, nel 2018 consegue il master in clavicembalo presso la Schola Cantorum Basiliensis\, sotto la guida di Andrea Marcon. Nello stesso anno vince il Primo premio al Concorso Internazionale di clavicembalo di Bruges e il Premio OUTHERE.\nAbchordis Ensemble nasce nel 2011 con il desiderio di far luce su capolavori del barocco italiano\, fino ad oggi inediti e ineseguiti in epoca moderna. \n\n\n\nfoto©E.Papa
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SUMMARY:Philidor\, Hotteterre\, Marais\, Telemann\, Bach
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nSia la viola da gamba che il flauto dolce erano ancora popolari negli anni Trenta del Settecento\, quando Telemann scrisse le sue Sonate in Trio. Telemann è l’unico compositore tedesco che ha scritto per la combinazione “francese” della viola da gamba soprano e del flauto dolce. Questo repertorio è l’apice dell’utilizzo nella musica da camera di questi due strumenti “delicati” che presto sarebbero andati in disuso per le esigenze delle sale da concerto più grandi e dell’orchestra sinfonica. L’intimità di questi strumenti è qualcosa di speciale ed è stata utilizzata anche da compositori del barocco francese come Marais e Dornel. È noto che Bach aveva una predilezione per il suono arcaico sia del flauto dolce che della viola gamba\, l’esempio più famoso è la cantata “Actus Tragicus” BWV 106 che scrisse all’età di 21 anni. In seguito compose anche diverse Sonate per viola da gamba. La Sonata BWV 1039\, nota in una versione per due flauti e in una per due viole\, sarà presentata in una ipotetica rielaborazione per flauto e viola\, seguendo per molti versi la pratica ‘fluida’ dello stesso Johann Sebastian nel riarrangiare le sue composizioni per soddisfare le esigenze del Collegium Musicum.\n(E. Bosgraaf)\n\nL’olandese Erik Bosgraaf è considerato oggi l’erede di Frans Brüggen e uno fra i migliori strumentisti di flauto dolce del mondo. Lo testimonia la sua attività internazionale ricca di concerti e di registrazioni discografiche (Brilliant)\, di composizioni scritte per lui\, di premi (Borletti-Buitoni Trust 2009\, Nederlandse Muziekprijs 2011\, ECHO Rising Stars 2011/12\, Het Gouden Viooltje 2012).\nRobert Smith è vincitore nel 2012 della Bach-Abel Viola da Gamba Competition\, Alessandro Pianu è vincitore del Concorso di esecuzione clavicembalistica a Bologna nel 2001. \n\n\n\nfoto©M.Borggreve
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SUMMARY:Un Pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n“Un Pianoforte per Padova”\nSteinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n\n\nCon il suo straordinario talento Fazil Say cattura la straordinaria attenzione di critica e pubblico. Già a sedici anni attirò l’attenzione del compositore Aribert Reimann in visita a Ankara nel 1986. Fazil ricevette le prime lezioni di pianoforte da Mithat Fenmen\, che a sua volta aveva studiato con Cortot a Parigi. Si è perfezionato come pianista classico con David Levine\, vincendo nel 1994 il primo premio al Concorso Internazionale Young Concert Artists. Da allora Say suona in tutto il mondo con le più importanti orchestre e direttori\, nelle più famose sale da concerto. Ha inciso album per Teldec e Naive; le sue incisioni Sony hanno ricevuto numerosi premi discografici e dal 2016 è artista esclusivo Warner. Ma la personalità artistica di Fazil Say si esprime significativamente anche nella sua attività di compositore. Il suo catalogo – edito da Schott a Magonza – annovera molte opere di successo come il Concerto n. 2 per pianoforte “Silke Road”\, Black Hymns\, Requiem für Metin Altiok\, Gezi Park 1\, 2\, 3 etc. Recenti (2022) sono la Sinfonia n. 5 e il Concerto per violino n. 2.\n\nUna nuova sua composizione sarà nel programma del nostro concerto\, che comprende\, in omaggio al centenario della morte di F. Busoni la celeberrima versione pianistica della Chaconne di J.S. Bach (dalla II Partita per violino solo)\, la Sonata op. 31 n. 2 “La tempesta” di Beethoven (una sonata del 1802\, l’anno di una “nuova via” per l’autore) e una scelta di pagine di C. Debussy (Préludes\, Premier livre\, del 1909/10 e la neobarocca Suite bergamasque del 1890/1905). \n\n\n\nFoto © Fethi Karaduman  \n\n\n\n\n\n\n\n\nI biglietti sono in vendita da Gabbia Dischi\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto. Le vendite online sono sospese.\nPer informazioni e prenotazioni: info@amicimusicapadova.org
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SUMMARY:Omaggio a Joseph Joachim
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nOmaggio a Joseph Joachim \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl programma è un omaggio a Joseph Joachim\, ideato da M. Lingenfelder\, che ha la fortuna e l’onore di suonare\, da oltre vent’anni\, uno degli Stradivari del grande violinista\, che ha lasciato una grande im- pronta nella vita musicale internazionale del 19°secolo. “Già a tredici anni Joachim suonò il Concerto per violino di Beethoven con la direzione di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Successivamente lo seguì a Lipsia dove ricevette preziose indicazioni da Ferdinand David che era allora primo violino di spalla (Konzertmeister) dell’Orchestra del Gewandhaus e che gli fece conoscere anche i Quartetti di Beethoven e le composizioni per vio- lino solo di Johann Sebastian Bach. Straordinaria la carriera di Joachim\, che divenne il paradigma della tradizio- ne della scuola violinistica tedesca del Romanticismo. Attraverso Mendelssohn Joachim conobbe i coniugi Schumann e Johannes Brahms\, divenendone subito stretto amico e con i quali intenso fu lo scambio musicale. Nel 1853 in occasione della prima esecuzione a Düsseldorf della Fantasia per violino e orchestra di Schumann\, Brahms\, Schumann e il suo allievo Dietrich composero insieme una Sonata per violino e pianoforte. Nel pro- gramma abbiamo inserito alla fine anche la prima Sonata di Brahms\, che Joseph Joachim spesso eseguì con l’autore stesso o con Clara Schumann e sicuramente sul- lo stesso violino che risuonerà in questo concerto“. (M. Lingenfelder)\n\nDopo lo scioglimento (2022) del Quartetto Auryn\, al quale ha legato quarant’anni e più della sua vita artistica – un quartetto che a Padova è stato protagonista di cicli memorabili – Matthias Lingenfelder prosegue nella la sua attività di violinista e torna nella nostra stagione in duo con il pianista tedesco Oliver Triendl\, uno dei più apprezzati “cameristi“\, che annovera collaborazioni con artisti come Geringas\, Gringolts\, van Keulen\, Leleux\, S. Meyer e molti altri. Triendl ha inciso circa 150 CD (per Cpo e altre etichette) dedicati anche\, oltre alla musica da camera\, a un vastissimo repertorio solistico che comprende 90 concerti.
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SUMMARY:La spada e il giglio: polifonia del XV secolo per il Giorno del Giudizio
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nLa spada e il giglio: polifonia del XV secolo per il Giorno del Giudizio  \n\n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\n\n\nIl programma presenta una meditazione musicale sulla pala d’altare del pittore franco-fiammingo Rogier van der Weyden (1400 – 1464) raffigurante “Il Giudizio Universale alla Fine dei Tempi” (conservata nell’Hôtel-Dieu di Beaune). In quest’opera a più pannelli\, monumento dell’arte del XV secolo\, van der Weyden racconta con vividi dettagli e colori gli ultimi momenti del mondo. I nove brani polifonici eseguiti sono stati composti in Europa tra la metà e la fine del XV secolo e comprendono opere di compositori come Johannes Ockeghem\, Johannes Regis\, Johannes Martini e Antoine Brumel\, ogni brano è legato tematicamente a un elemento o a una figura del dipinto. \n\n\n\nFount & Origin è un ensemble di musica antica specializzato nella musica vocale del tardo Medioevo. L’ensemble\, fondato da James Tomlinson nel 2018 a Oxford\, ha ricevuto la borsa di studio Stile Antico Ensemble Development Bursary per gli anni 2019-22. In questo periodo\, Fount & Origin ha lavorato a stretto contatto con i membri di Stile Antico per sviluppare progetti e programmi di concerto\, compresa la produzione del loro debutto discografico per Inventa Records. L’album\, The Sword and the Lily: 15th-century polyphony for Judgement Day (La spada e il giglio: polifonia del XV secolo per il Giorno del Giudizio)\, è stato accolto con favore dalla critica\, ricevendo 5 stelle dalla rivista BBC Music Magazine.
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SUMMARY:SOLD OUT
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n        \n        \nSergej Rachmaninov è uno degli autori più noti e più amati dal pubblico e che però ha avuto presenze piuttosto rare nei nostri programmi. L’occasione dell’anniversario del 2023 ci dà modo di presentare un florilegio delle sue composizioni pianistiche. \n\n\n\nL’interprete\, Alexander Romanovsky\, è\, come ha scritto la rivista Musica\, un “pianista perfetto per la scrittura densa di Rachmaninov e i colori bruniti della sua musica”. Il 2023 vede Romanovsky impegnato a Roma nell’integrale delle opere pianistiche per la I.U.C. e nella maratona dei 4 Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Milano. Così come la sua discografia (Decca) annovera l’op. 42 e gli Études Tableaux op. 33. \n\n\n\nUcraino\, naturalizzato italiano\, vincitore del Concorso pianistico Busoni nel 2001 a soli diciassette anni\, Alexander Romanovsky ha compiuto gli studi all’Accademia di Imola con L. Margarius e nel 2009 ha conseguito l’Artist Diploma al Royal College di Londra. “Un grande talento del pianoforte” (Carlo Maria Giulini) riconosciuto in una prestigiosa attività musicale internazionale\, che vede Romanovsky presente nelle maggiori sale (Concertgebouw di Amsterdam\, Teatro alla Scala di Milano\, Accademia di S. Cecilia di Roma\, Teatro Colón di Buenos Aires\, Sala Suntory di Tokyo\, ecc) da solo e con le orchestre e i direttori più importanti (V. Gergiev\, V. Spivakov\, M. Pletnev\, A. Pappano\, G. Noseda\, J. Conlon\, ecc). \n\n        \n        \n\n        \nSOLD OUT
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SUMMARY:Martinu\, Janacek\, Dcorak
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      Programma GeneraleDownload\n      \n        \n        \n“Dalla mia patria”: potrebbe essere questo il titolo – mutuato dal celebre quartetto di B. Smetana – del programma che è un omaggio alla letteratura quartettistica boema (e morava). Una letteratura importante di cui il Quartetto Skampa presenta tre pagine significative. Il Quartetto op. 106 di Dvořák\, il tredicesimo e penultimo quartetto composto da Dvořák nel 1906\, dopo essere rientrato dagli Stati Uniti\, il primo Quartetto di Janáček del 1923 ispirato al celebre racconto di L. Tolstoi e il settimo e ultimo quartetto di Martinů composto nel 1947 e intitolato “Concerto da camera”.\nUn omaggio\, il nostro concerto\,anche alla tradizione quartettistica boema che ha nel Quartetto Boemo (K. Hoffmann\, J. Suk\, O. Nedbal\, H. Wihan) l’antenato più illustre del Quartetto Skampa\, che torna a Padova\, in una formazione rinnovata\, dopo i concerti del 1998 e del 2006. Attivo da oltre 25 anni il Quartetto ha avuto riconoscimenti in Concorsi Internazionali\, premi dall’inglese Royal Philarmonic Society. È stato Quartetto in residenza alla Wigmore Hall e le loro incisioni dal vivo in questa sala sono state scelte per essere pubblicate dall’etichetta Wigmore Hall Live.\n\n 
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SUMMARY:Zemlinsky\, Malipiero\, Dohnany\, Myaskovsky
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nDue fra i più noti e affermati musicisti italiani presentano un programma di raro ascolto e dedicato alla Sonata per violoncello e pianoforte fra fine Ottocento e metà Novecento. Di ispirazione brahmsiana è la giovanile sonata di Zemlinsky (1894) come quella di Dohnányi (1899)\, mentre appartiene agli anni “sovietici“ l’op. 81 di Mjaskovskij\, che Rostropovich presentò nel 1949 e che varrà al compositore uno dei Premi Stalin per la musica da camera. Del 1942 è invece la Sonatina di Gian Francesco Malipiero\, di cui ricorrono nel 2023 i 50 anni dalla morte .\nEnrico Dindo\, dopo gli studi con A. Janigro\, ha vinto nel 1997 il Concorso Rostropovich a Parigi e questa prestigiosa affermazione lo ha avviato ad una brillante carriera solistica ricca di collaborazioni con direttori come R. Chailly\, D. Gatti\, A. Ceccato\, R. Muti\, P. Järvi e lo stesso Rostropovich. Ugualmente significativa la sua discografia (Decca e altre etichette)\, la sua attività come direttore de I solisti di Pavia e come docente (Conservatorio di Lugano ).\nAnche la carriera di Pietro De Maria (formatosi a Venezia con G. Vianello\, G. Gorini e poi a Ginevra con M. Tipo) ha preso avvio da importanti primi premi nei Concorsi D. Ciani (1990)\, G. Anda (1994). Accademico di S. Cecilia\, docente al Mozarteum di Salisburgo e all’Accademia Musicale di Pinerolo\, Pietro De Maria ha inciso l’integrale delle opere di Chopin per Decca\, oltre a un progetto bachiano con i due libri del Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg. 
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SUMMARY:CONCERTO INAUGURALE
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \nIl Trio Sitkovetsky\, si è formato nel 2007 fra studenti della Yehudi Menuhin School\, suona nelle formazione attuale dal 2019. In questi anni si è affermato come uno dei migliori trii con pianoforte ed è presente in tutte le più importanti sale in Europa\, USA\, etc. (dal Concertgebouw di Amsterdam all’Alte Oper di Francoforte\, dalla Wigmore Hall di Londra al Lincoln Center di New York…). Prosegue così\, nel suo nome\, una tradizione che lo lega ad una famiglia di prestigiosi musicisti\, da Julian e Dmitri Sitkovetsky a Bella Davidovich. Ugualmente di rilievo la attività discografica del Trio per l’etichetta BIS (Smetana\, Suk\, Dvořák\, Beethoven\, Mendelssohn\, Saint-Saëns\, Ravel) che ha ottenuto nel 2022 il premio per la miglior incisione di musica da camera di BBC Music Magazine (Awards 2022).\nPablo Barragán si è formato a Madrid e poi presso la Fondazione Said-Barenboim di Berlino. Ha vinto numerosi concorsi internazionali (ARD a Monaco nel 2112\, EMCY nel 2011\, etc) e nel 2013 ha ricevuto il Prix Credit Suisse Jeunes Solistes e l’invito al Festival di Lucerna.\n\nIl programma è dedicato a pagine importanti della musica da camera francese del ‘900 e costituisce un dittico con il programma del Quartetto Hermès e P. Cassard (Ravel\, Fauré\, Vierne) del prossimo 27 febbraio.\nIl Trio di Ravel fu presentato nel gennaio 1915\, poco prima dello scoppio della 1a guerra mondiale\, mentre il Quatuor pour la fin du temps fu scritto da Messiaen nel campo di concentramento di Goerlitz in Slesia\, dove era prigioniero di guerra dal giugno 1940 e dove il Quartetto fu eseguito dal compositore assieme ad altri musicisti internati il 15 gennaio 1941. Completa il programma la Prima Rapsodia di Debussy del 1910\, un brano che poi l’autore trascrisse anche per clarinetto e orchestra. \n\n\n\nfoto © Vinci Ng\, L.Castilla photo
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \nUn pianoforte per Padova. Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n        \n        \n\n\n \n\n\n\n        \n        \n\n        \nPROVA APERTA: ANNULLATA\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Giornata Europea della Musica Antica
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \n\n\n\nDue grandi sonate\, quasi coeve\, del repertorio violoncellistico postromantico sono al centro del programma di questo concerto: quella op. 6\, che il giovane Richard Strauss (aveva diciannove anni) compone fra 1882-83 nel segno della lezione di Beethoven\, Mendelssohn e Brahms\, ma con fresca ispirazione e sicura maestria formale e la Sonata op. 36 che Grieg scrive a Bergen quasi nello stesso anno\, il 1883\, e che rimase cara all’autore per tutta la sua carriera: la suonò ancora\, nella sua ultima apparizione pubblica del 1906\, con il giovane Pablo Casals. \n\n\n\nCe le propone il duo Hornung-Schuch\, ospite per la prima volta della nostra stagione.\nMaximilian Hornung si è affermato come uno dei migliori violoncellisti tedeschi della sua generazione e la sua attività è ricca di riconoscimenti (Concorso ARD\, German Music Council’s Competition\, Premio Europeo della Cultura 2015\, Fondazione Mutter\, Borletti-Buitoni Trust)\, con presenze nelle più importanti sale e collaborazioni con solisti\, direttori\, orchestre come A.S.Mutter\, D.Trifonov\, H.Schuch\, L.Vogt\, B.Haitink\, D.Harding\, S.Byčkov\, E.P.Salonen etc. Ha inciso per Sony (premio Echo Klassik nel 2011) e per cpo. \n\n\n\n\n\nHerbert Schuch ha al suo attivo una altrettanto importante carriera solistica sia a livello concertistico che discografico\, ma ha coltivato altresì un grande interesse per la musica da camera\, alla quale è stato avvicinato anche dallo studio parallelo del violino per 10 anni. Oltre alla collaborazione con M.Hornung è da ricordare\, per esempio\, quella in trio (2017) con J.Fischer e D.Müller-Schott. \n\n\n\nIn apertura il programma rende omaggio alla data del 21 marzo\, data associata a quella di nascita di J.S.Bach e celebrata come Giornata Europea della Musica Antica. Una intenzione realizzata con la proposta\, di rarissimo ascolto\, dei Tre Preludi-Corali per organo di J.S.Bach trascritti nel 1924 da Z.Kodály per violoncello e pianoforte. Una rielaborazione\, che il compositore ungherese dedicò “al Prof.Karl Straube”\, l’eminente organista tedesco (1873-1950) che legò la sua vita di studioso\, docente e musicista alla grande tradizione bachiana di Lipsia\, dove fu organista e poi Kantor nella celebre Thomaskirche. \n\n\n\nfoto © M.Borggreve
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SUMMARY:Integrale dei Trii di Mendelssohn\, Schumann\, Brahms
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \nIntegrale dei Trii di Mendelssohn\, Schumann\, Brahms (2° concerto) \n\n        \n        \n\n\n\nFra i trii con pianoforte dell’ultima generazione il Trio Atos\, costituitosi in Germania nel 2003\, è senz’altro una delle formazioni più interessanti. Lo testimonia il gran numero di riconoscimenti ottenuti come il “Kalichstein-Laredo-Robinson International Trio Award “nel 2007\, il 1° Premio al Concorso Schubert di Graz nel 2006 e nel 2007 al Concorso di Mel- bourne. A questi seguirono il New Generation Artists Award della BBC e il Borletti-Buitoni Award. \n\n\n\n\n\n“Mendelssohn\, Schumann e Brahms: tre compositori intrecciati da tanti filoni di vita musicale e umana\, legati da amicizia e rispetto. Così molto diversi nello stile\, eppure così simili nel condividere una forte ammirazione per le opere musicali del passato e costruire su di esse il proprio lavoro! Per il Trio Atos è una gioia estrema tuffarsi nell’avventura e nella sfida che il mondo di ogni compositore presenta al musicista e all’ascoltatore” (T.Hoppe) \n\n\n\nDopo il primo concerto della scorsa stagione\, il ciclo prosegue con un programma dedicato al Trio op. 101 di Brahms\, a quello op. 63 di Schumann e al Trio op. 49 di Mendelssohn-Bartholdy. Brahms compose il suo terzo trio nell’estate 1886 sul lago di Thun (una estate felice\, in cui compose anche la Sonata per vio- loncello op. 99 e quella per violino op. 100) mentre il primo Trio di Schumann è del 1847 (una vera gioia\, annota Schumann nel suo diario). Ma il “trio-maestro del presente “ – dopo quelli di Beethoven e Schubert – come ebbe modo di scrivere Schumann nella sua recensione nella NZfM\, è il Trio op. 49 che Mendelssohn scrisse nel 1839: ”un capolavoro” – scrive Schumann – ” che dopo anni rallegrerà ancora nipoti e pronipoti”. \n\n\n\nfoto © G.Megrelidze \n\n\n\n\n        \n        \n\n        \nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:La Grande Partita
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SUMMARY:Widman\, Ligeti\, Bartok\, Schumann\, Brahms
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\nin ricordo di Franco Pavanello\, amico della musica\, dell’arte\, della cultura  \n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\nIl Trio protagonista di questo concerto nasce dal recente incontro\, fra Berlino e Londra\, di tre giovani musicisti di diverse nazionalità\, già avviati ad una importante carriera solistica. \n\n\n\nMayumi Kanagawa è americana-giapponese\, ma attiva a Berlino. Premiata ai concorsi Čajkovskij di Mosca e Long-Thibaud-Crespin di Parigi è presente in sale prestigiose come la Wigmore Hall di Londra\, il Konzerthaus di Berlino ed altre ancora in Europa\, Giappone e America del nord. \n\n\n\nBen Goldscheider è inglese e ha completato i suoi studi a Berlino alla Barenboim-Said Academy nel 2020. Nel 2019 aveva vinto le YCAT International Auditions a Londra e nel 2020 il Barbican lo ha nominato per il 2021/22 come ECHO Rising Star\, inserendolo in un circuito che comprende sale come il Concertgebouw di Amsterdam\, il Musikverein di Vienna\, Elb-philharmonie e Köln Philharmonie. \n\n\n\nJoachim Carr\, norvegese\, Primo Premio al Concorso Grieg del 2014\, Primo Premio al 10° Concours International de Musique de Chambre de Lyon\, Premio Boris Pergamenschikow per la musica da camera contemporanea a Berlino\, collabora con alcuni dei più importanti interpreti della scena internazionale. \n\n\n\n\n\nIl programma ha una articolazione molto varia e ricca di corrispondenze (quella Brahms-Ligeti dei due trii\, quella Schumann-Brahms\, quella Bartók-Ligeti etc.). Il trio op. 40 per “corno da caccia” Brahms lo inizia nel 1864 a Baden-Baden\, dove dal 1862 si era stabilita Clara Schumann. Sedici anni prima Robert Schumann aveva composto nove pezzi pianistici ispirati al mondo della natura\, editi come op. 82 con il titolo di Waldszenen (Scene della foresta). Joachim Carr ne propone una scelta. \n\n\n\nIl trio di G.Ligeti (di cui nel 2023 si celebrerà il centenario della nascita) è del 1982 ed è dedicato a Brahms. Due “soli“ completano il programma: la Sonata per violino solo di Bartók\, che fu commissionata da Yehudi Menuhin. È del 1944 ed è l’ultima composizione cameristica dell’autore. \n\n\n\nJ.Widmann – è già stato presente nei nostri concerti sia come autore che come clarinettista e ne festeggia- mo il 50°compleanno – ha scritto “Air” per il Concorso ARD di Monaco di Baviera del 2005: è un pezzo vir- tuosistico\, ma anche\, come evoca il titolo\, una semplice “aria”\, intesa sia alla lettera che come melodia. \n\n\n\n\n        \n        \n\n        \n\nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concert
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SUMMARY:Integrale dei concerti per clavicembalo di J.S.Bach
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n\nJoseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nIntegrale dei concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach (2° concerto) \n\n\n\nLa formazione de L’Arte dell’Arco per il concerto è la seguente: \n\n\n\nFederico Guglielmo maestro di concerto al violinoGianpiero Zanocco violino   Francesca Bonomo violino    Mario Paladini viola   Fancesco Galligioni violoncello   Paolo Zuccheri violoneRoberto Loreggian clavicembalo \n\n\n\n\n\nNel 1729 Johann Sebastian Bach assunse la direzione del Collegium Musicum\, che Telemann aveva fondato a Lipsia nel 1702. Una direzione che durò fino al 1737 e poi dal 1739 al 1741. Il Collegium Musicum suonava una volta alla settimana nel salone (d’estate nel giardino) del Café Zimmermann e per questi concerti Bach preparò un repertorio al quale appartengono anche i 7 concerti per clavicembalo.\nIn essi si riassumono le esperienze di Weimar (1708-17) in cui Bach studiò lo stile del concerto italiano\, di Cöthen (1717-23) in cui produsse\, tra l’altro\, i Concerti Brandeburghesi e la successiva esperienza (1726-28) di riutilizzo di molta musica strumentale in movimenti di Cantate.\nÈ un’invenzione – quella del concerto per tastiera – che poi attraverso la lezione dei figli\, Carl Philipp Emanuel e Johann Christian sarà portata avanti nel classicismo viennese.\nIl secondo programma del nostro ciclo affianca ai tre concerti\, due brani in stile francese\, una Ouverture di Johann Bernhard Bach (1676-1749)\, un cugino di secondo grado di Johann Sebastian\, allievo di Pachelbel e attivo a Eisenach\, e la Suite BWV 1070\, che era stata attribuita a Johann Sebastian\, ma che potrebbe essere opera invece del figlio Wilhelm Friedemann. \n\n\n\nL’Arte dell’Arco è uno degli ensemble con strumenti originali di spicco nel panorama musicale italiano ed internazionale. È stata fondata nel 1994 da Giovanni e Federico Guglielmo\, che oggi ne è il maestro di concerto. La sua attività annovera collaborazioni prestigiose con musicisti come G.Leonhardt\, C.Hogwood\, S.Kuijken etc.\nRoberto Loreggian\, dopo i suoi studi con T.Koopman\, si è affermato fra i più attivi clavicembalisti italiani con una vastissima discografia per diverse etichette (Tactus\, Brilliant\, Chandos\, Deutsche Harmonia Mundi\, Decca etc.) \n\n\n\n\n\n\n\n\nPROVA APERTA: ore 10.30\n  \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su 2tickets.it\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n\n\n\nin ricordo di Gabriella Goldin\, amica e collaboratrice degli Amici della Musica di Padova  \n\n\n\n  \n\n\n\n\n        \n        \n\n\n\nAccanto alla Sonata per violino e pianoforte (vedi il programma di P.Graffin e C.Désert) gli altri due grandi capolavori della musica da camera di C.Franck sono il Quintetto con pianoforte e\, il meno noto\, Quartetto d’archi. Due opere tarde\, rispettivamente del 1879 e del 1890: entrambe ebbero la loro prima esecuzione alla Société Nationale e sono alla base dello sviluppo della musica da camera francese. Saint-Saëns (dedicatario e pianista nella prima esecuzione del Quintetto) non ne ebbe in verità una grande considerazione\, mentre Ysaÿe manifestò nei confronti del Quartetto e del suo autore una grande ammirazione. La stessa che ebbe Marcel Proust: “gli ultimi quartetti di Beethoven e la musica di Franck sono il mio principale nutrimento spirituale” (1916); e nello stesso anno\, per poter meglio ascoltare l’austero Quartetto\, Proust convocò a casa sua il Quartetto Poulet. Ed anche il Quintetto è per Proust una delle fonti di ispirazione per il Settimino di Vinteuil. \n\n\n\nIl Quartetto di Venezia è nato nel 1981 e la sua lunga carriera ne fa uno degli ensemble italiani più longevi ed apprezzati. Si è formato alla scuola del Quartetto Italiano nei corsi di P.Farulli a Fiesole e a Siena\, e a quella del Quartetto Végh\, attraverso i numerosi incontri con S.Végh e P.Szabó (con quest’ultimo ebbero poi l’onore e la gioia di eseguire il Quintetto di Schubert op.163). Presente nelle maggiori sedi concertistiche in tutto il mondo\, il Quartetto di Venezia è stato quartetto residente alla Normale di Pisa e alla Fondazione Cini di Venezia. Ricca ed ampia la sua discografia\, con le integrali dei Quartetti di Bazzini\, Cherubini\, Malipiero (Premio della Critica Discografica Italiana) e opere di Casella e Turchi. \n\n\n\n\n\nVeneziano è anche il pianista Pietro De Maria\, che ha perfezionato i suoi studi alla scuola di Maria Tipo e si è successivamente affermato fra il 1990 e il 1997 in importanti concorsi come il Čajkovskij\, il Concorso Dino Ciani\, il Géza Anda e il Concorso Mendelssohn. Accademico di Santa Cecilia e docente al Mozarteum di Salisburgo\, De Maria ha una ricchissima attività concertistica e discografica\, sia da solo che nella musica da camera.
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SUMMARY:Mendelssohn\, Schulhoff\, Schubert
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \n        \n        \n\n\n\nConclusasi lo scorso anno la straordinaria esperienza padovana del Quartetto Auryn\, (un vero quartetto “residente“\, con oltre 40 concerti fra il 1991 e il 2021) tocca ora al giovane ensemble tedesco\, Quartetto Goldmund\, il primo dei programmi dedicati alla letteratura per quartetto inclusi nella stagione. È un programma che\, oltre a due grandi capolavori romantici come il Quartetto op. 44 n. 2 (1837) di Mendelssohn e il celeberrimo Quartetto “La morte e la fanciulla “ (1824) di Schubert\, comprende i 5 Pezzi per quartetto che Schulhoff compose nel 1923 a Praga e dedicò a Milhaud. Una sorta di suite di danze\, che rimanda alla musica popolare dell’epoca. \n\n\n\nIl Quartetto Goldmund è oggi fra i migliori quartetti tedeschi della sua generazione e si è formato alla scuola di G.Pichler (Quartetto Berg) in Spagna (Escuela Superior de Música Reina Sofía) e a quella del Quartetto Artemis a Berlino. La sua affermazione nella vita musicale internazionale è passata attraverso prestigiosi riconoscimenti: International Wigmore Hall String Competition 2018\, Melbourne International Chamber Music Competition 2018\, Rising Stars per la stagione 2019/20 di ECHO (European Concert Hall Organisation). La Nippon Music Foundation nel 2019 ha premiato il quartetto mettendo a loro disposizione per quattro anni gli Stradivari\, che furono del Quartetto Paganini (1946-1966). Sono riconoscimenti che hanno portato il Quartetto Goldmund nelle maggiori sale in Europa (Baden-Baden\, Amsterdam\, Vienna\, Monaco\, Francoforte\, Parigi\, Bruxelles\, etc.) ma anche in Canada\, Usa\, Australia\, Cina. Nel 2016 ha inciso il suo primo CD dedicato ad Haydn per Naxos\, un debutto discografico salutato con entusiasmo dalla riviste specializzate (BBC\, Gramophone\, American Record Guide etc.). Un secondo CD (Berlin Classics\, 2018) comprende invece i quartetti 3 e 9 di Šostakovič. Nel 2020 l’uscita (Berlin Classics) del terzo loro CD\, “Travel Diaries” con musiche di W.Rihm\, A.Sokolovic\, F.Say e D.Tabakova.\nIl nome “Goldmund” (Boccadoro) si riferisce alla figura di Goldmund\, che troviamo nel racconto “Narciso e Boccadoro“ di Hermann Hesse.
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SUMMARY:DanteNova: Musica dalla Commedia di Dante
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \nDante e la musica (2° concerto) \n\n        \n        \n\n\n\nDopo il concerto della scorsa stagione de laReverdie\, il nostro ciclo Dante e la musica ospita un altro prestigioso ensemble italiano\, La fonte musica\, fondato e diretto da Michele Pasotti. Un ensemble che è nato per interpretare la straordinaria stagione di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica (ca 1320-1440)\, con particolare attenzione al Trecento italiano. La fonte musica si è affermata nei maggiori festival internazionali di musica antica e suoi concerti sono stati trasmessi da BBC\, RAI Tre\, ORF 1\, così come significativa è l’attività discografica per Alpha e premiata nel 2017 con il Diapason d’or assegnato a “Metamorfosi Trecento”. \n\n\n\n“Negli anni stessi in cui moriva Dante nasceva l’Ars Nova. Dante probabilmente non l’ha vista in scena\, ma ha certamente ascoltato la polifonia a lui contemporanea\, che stava trovando una strada nuova per essere scritta. Philippe de Vitry e Johannes de Muris\, pubblicano in quegli anni i loro trattati di scrittura musicale\, che chiamano Ars Nova\, un nuovo modo di scrivere la musica che aprirà la strada a un secolo di grande creatività musicale. Da questo secolo\, il secolo dell’Ars Nova\, provengono i brani che formano il nostro programma. DanteNova dunque: una stella incandescente di colori\, fantasia\, immaginazione. Quella di Dante e dei maestri dell’Ars Nova. La musica accompagna il viaggio ultraterreno che Dante immagina di compiere nella Commedia. Il nostro concerto ripercorre molti dei luoghi in cui la musica risuona: dai silenzi carichi di lamento dell’Inferno ai concerti angelici del Paradiso“. (Michele Pasotti)
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      Programma GeneraleDownload\n      \n“Un Pianoforte per Padova” \nSteinway grancoda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città (2004) \n\n\n\n  \n\n        \n        \nRitorno prezioso\, per l’inaugurazione della nostra stagione\, quello di Alexander Lonquich\, un musicista che\, come pianista\, come direttore d’orchestra\, nell’ambito della musica da camera\, è impegnato in percorsi di ricerca\, che sfidano ogni routine e che ne fanno una delle voci più autentiche e profonde della vita musicale di oggi. Schubert – con Mozart e Beethoven – è sempre stato al centro della sua ricerca\, e a Schubert Lonquich deve la sua prima affermazione quando\, giovanissimo\, vinse nel 1977 il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Un mondo\, quello schubertiano\, che Lonquich continua appassionatamente ad indagare: nel 2018 Alpha Outhere ha pubblicato due CD intitolati “Schubert 1828” con le tre ultime Sonate D 958\, 959\, 960\, il prodigioso esito finale della straordinaria stagione creativa del 1828. Ma Lonquich ama altresì spingersi verso terreni inesplorati. Così a fianco della Sonata D 960 – alla quale il giorno dopo (mercoledì 19 ottobre) dedica un seminario di approfondimento – troviamo i nomi di Dvořák e di Hartmann.\nDvořák aveva un grande amore per Schubert\, lo sentiva come “un parente spirituale” e a Schubert nel 1894 dedicò un ampio saggio\, che gli era stato chiesto da una rivista americana.\nÈ lo stesso anno delle 8 Humoresques op.101 composte nella pace delle vacanze in Boemia. Otto brani di raro ascolto\, se si eccettua la n.7\, che ha acquisito una popolarità estrema nelle sue tantissime trascrizioni. Poi la Sonata 1945 di K.A.Hartmann\, una sonata che Lonquich conosce fin da giovane e che ha incontrato nella sua ricerca sui musicisti ai tempi del nazismo\, sui compositori emigrati e/o boicottati. Hartmann rimase in Germania e fu uno dei simboli di quella “emigrazione interna” nella quale si isolarono gli intellettuali tedeschi che erano in netta opposizione al regime. La Sonata – di cui Lonquich ammira la dimensione “narrativa” – porta una annotazione dello stesso autore: ”Il 27 e 28 aprile 1945 una fiumana di gente\, di reclusi per motivi di sicurezza a Dachau\, ci scorse davanti: infinita era la miseria\, infinito era il dolore”. \n\n\n\nFoto © Cecopato Photography \n\n\n\n 
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \nUn pianoforte per Padova\ncon il contributo della\nFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo\n  \n\n\n\n  \n\n        \n        \nIl pianista ungherese Dénes Varjon è dal 2003 uno dei pianisti di riferimento delle stagioni degli Amici della Musica di Padova\, che gli hanno affidato importanti cicli come la musica per pianoforte di Robert Schumann (2005-2008) e il più recente (2015-2018) ciclo dedicato all’ultimo Beethoven e a Bartok. Numerose anche le sue presenze cameristiche con artisti come M.Perényi\, L.Kavakos\, Jörg e Carolin Widmann\, T. Zimmermann\, V. Eberle\, Ensemble S. Vegh e altri.\nMa Dénes Varjon forma anche un apprezzato duo pianistico con la moglie Izabella Simon\, a sua volta partner di musicisti come J.Banse\, R.Vlatkovic\, H.Holliger\, A. Rost\, R. Ziesak.\n\nIl programma è dedicato a due capolavori della musica da camera e sinfonica\, presentati nella versione per pianoforte a quattro mani.\nQuella della “Grande Fuga “op. 134 di Beethoven inizialmente costituiva il Finale del Quartetto op. 130) fu realizzata dal compositore stesso fra agosto e settembre 1824\, dopo gli insoddisfacenti tentativi di Anton Halm.\nFu invece il grande direttore d’orchestra\, pianista e compositore Bruno Walter (1876-1962) a realizzare\, su incarico di Mahler stesso\, la riduzione per pianoforte a quattro mani della Sinfonia n.1: questa versione fu pubblicata anonima nel 1899 e riedita nel 1906 (allora il cognome era ancora quello di Schlesinger). Walter fu un mahleriano della prima ora: nel suo libro di ricordi ci racconta dell’impressione straordinaria che gli fece nel 1894 la Prima Sinfonia e del successivo incontro personale con il compositore\, quando fu assunto come maestro sostituto all’Opera di Amburgo dove Mahler era primo direttore d’orchestra. Mahler\, quando si accorse della passione di Walter per le sue composizioni\, comincio ad eseguirle al pianoforte per il giovane collega ed è Walter stesso a dirci della profonda emozione di quando finalmente sentii\, suonata da lui stesso\, la desiderata Prima Sinfonia.\nE con Walter Mahler amava suonare a pianoforte a quattro mani\, soprattutto le composioni di Schubert.\nQuesta versione di Walter\, Izabella Simon e Dénes Varjon hanno imparato ad amarla tre anni fa\, quando furono invitati da Ivan Fischer ad eseguirla in occasione di un ciclo mahleriano della Budapest Festival Orchestra a Bruges.\n\n“L’idea di suonare una delle sinfonie di Mahler in una versione a 4 mani ci è stata proposta da Iván Fischer\, il grande direttore d’orchestra. Ivan ci chiese – 3 anni fa – di scegliere una trascrizione delle Sinfonie e di suonarla al Mahler Festival della Budapest Festival Orchestra a Brugge. Noi abbiamo immediatamente sentito che doveva essere la Prima Sinfonia che da molti anni è una delle nostre opere preferite. Bruno Walter ha fatto una meravigliosa trascrizione che cerca di imitare il suono e i colori della grande orchestra ma allo stesso tempo che è anche un vero pezzo per pianoforte. È stata una grande sfida per entrambi\, ci siamo divertiti molto a lavorarci sopra e i primi concerti sono stati delle esperienze così ricche\, che abbiamo deciso di tenere questa trascrizione nel nostro repertorio. Inoltre significa molto per noi che la trascrizione sia stata fatta da Bruno Walter che non era solo un direttore fantastico\, ma anche un pianista meraviglioso (basta che qualcuno ascolti il suo concerto dal Festival di Edimburgo con Kathleen Ferrier) e che è stato uno dei più grandi interpreti della musica di Mahler”. (I. Simon e D. Vàrjon) \n\n\n\nFoto © Liszt Academy – M.Kondella \n\n        \n        \n\n        \nmartedì 26 aprile 2022 – Auditorium Pollini\, ore 10.30\nPROVA APERTA \n\n\n\nI biglietti per il concerto sono in vendita su Vivaticket\, da Gabbia\, via Dante 8 (Padova) e al botteghino dell’Auditorium Pollini la sera del concerto
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SUMMARY:Caplet\, Rota\, Hindemith\, Britten\, Fauré
DESCRIPTION:Quartetto ChaosSusanne Schäffer\, violino\nEszter Kruchió\, violino\nSara Marzadori\, viola\nBas Jongen\, violoncello \n        Joseph HaydnQuartetto op. 33 n. 3 “Gli uccelli” Béla BartókQuartetto n. 3 Alban BergSuite lirica \n      programma di salaDownload\n      \nin collaborazione con CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) \n\n\n\nDiletta Sereno è una delle più brillanti arpiste italiane della nuovissima generazione e già gli Amici della Musica hanno avuto modo di apprezzare il suo straordinario talento nell’edizione 2020 dei concerti di “Domenica in Musica “alla Sala dei Giganti.\nDopo gli studi nella natia Cuneo\, ha proseguito al Conservatorio di Milano\, dove si è diplomata con il massimo dei voti e la lode. Moltissimi i premi vinti (Rancati 2018\, Premio Nazionale delle Arti\, Premio del Conservatorio di Milano etc.). È stata prima arpa nell’Orchestra Nazionale dei Conservatori nel 2017/18 ed è oggi seconda arpa dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala. \n\n\n\nIl percorso che Diletta Sereno si propone di intraprendere è volto a mettere in luce alcune delle pagine piùbelle del Novecento per arpa\, all’interno delle quali lo strumento viene usato in tutte le sue sfumature\, ma sempre rispettandone l’ identità. L’arco temporale e geografico che viene toccato è estremamente vario e ogni brano mette in luce aspetti diversi dello strumento. Nell’Impromptu di Faurè (1904) si riscontra ancora un linguaggio “arpistico” (complice anche l’intervento di Hasselmans nella fase compositiva del brano)\, mentre Tailleferre (1953) elabora il materiale musicale con estrema cura e raffinatezza. Caplet invece nei Deux Divertissements (1924)\, pur rispettando il linguaggio idiomatico dell’arpa\, muove la sua ricerca verso una modernità che si riscontra soprattutto nel Divertissement à l’Espagnole\, una nuova forma di linguaggio che pochi anni prima aveva iniziato la sua diffusione grazie ai Modern Study di Salzedo. La Sarabanda e Toccata (1945) di Nino Rota e la Sonata (1943) di Casella sono brani importanti e sono dedicati a Clelia Gatti Aldrovandi. È interessante notare che nei due brani di Rota spicca un perfetto equilibrio tra la componente virtuosistica e una forma stilistica sorvegliatissima. Hindemith (1939) e Casella contribuirono a loro volta a spogliare l’arpa dai suoi arpeggi liquescenti alla Tournier. Britten nella sua Suite (1969) riprende quelle che erano le tecniche arpistiche “del passato”\, ma arricchite della sua personale invenzione.
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