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SUMMARY:Bach: Oratorio di Natale
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\n \n\n\n\n\n\nL’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach non è semplicemente musica: è un’architettura di luce\, un monumento teologico che si fa suono e respiro. Ascoltare quest’opera significa essere travolti da una meraviglia assoluta. Le sei cantate che lo compongono non furono concepite per un’esecuzione unitaria ma per essere eseguite singolarmente nelle sei diverse festività liturgiche del tempo di Natale del 1734 e 1735: nei giorni di Natale\, Santo Stefano\, San Giovanni Evangelista (25\, 26 e 27 dicembre)\, il 1° gennaio\, la prima domenica dopo Capodanno e il 6 gennaio festività dell’Epifania. Nell’esecuzione di questa sera verranno eseguite la prima\, seconda\, terza e la sesta cantata. Nella prima cantata si proclama la nascita del Salvatore\, nella seconda l’annuncio ai pastori\, nella terza cantata l’adorazione dei pastori e nella sesta l’arrivo e l’offerta dei doni da parte dei Re Magi nonché la sconfitta delle minacce terrene (Erode) per mezzo della fede. Impossibile non farsi profondamente coinvolgere ascoltando questa abbagliante architettura musicale\, ricca di sonorità folgoranti affidate a trombe e timpani ma anche di pagine estremamente intime e struggenti. Certamente uno dei massimi capolavori barocchi\, popolarissimo nei paesi di lingua tedesca ma di rarissima esecuzione in Italia. (A. Marcon) \n\n\n\nFrau Musika è un progetto artistico-formativo\, uno dei pochi del genere in Italia\, ideato da Andrea Marcon e realizzato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza grazie alla donazione di Fondazione Cariverona. L’iniziativa offre a musicisti under 30 di tutto il mondo l’opportunità di seguire un percorso altamente formativo nella pratica orchestrale su strumenti originali sotto la guida del Direttore Principale Andrea Marcon – professore ordinario di prassi esecutiva\, organo e clavicembalo presso la Schola Cantorum Basiliensis – e gli insegnamenti di musicisti di chiara fama come Andrea Buccarella\, Massimo Raccanelli\, Lorenzo Ghielmi e alcune Prime Parti dei complessi strumentali barocchi Venice Baroque Orchestra e La Cetra di Basilea. Le varie sessioni di lavoro si concludono con una serie di concerti realizzati in importanti città italiane.
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
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SUMMARY:Mahler\, Smetana\, Schulhoff\, Dvorak
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\n \n\n\n\n\n\nErwin Schulhoff (8 giugno 1894 – 18 agosto 1942) era un compositore e pianista ceco\, ebreo\, omosessuale e comunista. Queste tre identità lo resero un bersaglio del regime nazista. Arrestato e poi internato\, morì in deportazione nel 1942. La sua opera trae ispirazione dalle correnti artistiche più disparate della sua epoca\, dal dadaismo al jazz. Testimonia la sua grande libertà creativa e riflette l’atmosfera effervescente tra le due guerre. Il suo Duo per violino e violoncello del 1927 costituisce il cuore di questo programma. Pur avendo una madre tedesca Schulhoff rimase profondamente ceco. Notato fin da giovanissimo per il suo talento eccezionale\, fu incoraggiato nei suoi studi a Praga da Antonín Dvořák. Il Quartetto di Dvořák\, che chiude il programma\, è uno dei capolavori più commoventi della musica da camera. Il suo movimento lento risuona già di una nostalgia che sembra preannunciare Mahler. Come in un gioco di specchi\, il Quartetto di Mahler ci svela già un musicista tormentato e bohémien. Compose quest’opera all’età di sedici anni. Sedici anni. È anche l’età che aveva Anita Lasker-Wallfisch\, la madre di Raphael Wallfisch\, con cui suono stasera\, quando fu deportata ad Auschwitz dove trascorse quasi due anni. Si salvò perché sapeva suonare il violoncello. E fu inserita nell’orchestra delle prigioniere. Il violoncello del mio amico Raphael risuonerà stasera come una vittoria. (P. Graffin) \n\n\n\nPhilippe Graffin ha approfondito il repertorio francese alla scuola di Josef Gingold\, a sua volta allievo di Ysaÿe. La sua discografia comprende oltre 30 CD. E’ docente al Conservatorio di Parigi e di Brussels. Elizabeth Wallfisch\, stasera violista\, è una musicista australiana che si è affermata a livello internazionale come violinista barocca oltre che come docente a L’Aja\, a Londra e a Melbourne. Raphael Wallfisch è tra i più importanti violoncellisti inglesi con una vastissima discografia. Piers Lane è un pianista australiano\, ma attivo a Londra. Artista dalla formidabile versatilità\, si è guadagnato una reputazione internazionale sia come magnifico camerista che come altrettanto valido solista\, nei cui repertorio figurano oltre 100 lavori.
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SUMMARY:Un pianoforte per Padova
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nTra il mito e il mistico: qual è il suono della luce?Il programma si snoda lungo due percorsi paralleli\, uniti dal filo della ricerca timbrica e dell’evocazione. La prima parte muove dalla Francia: la Gavotte et six doubles di Rameau\, esempio di variazione settecentesca\, dialoga idealmente con l’Hommage à Rameau che Debussy colloca al centro di Images\, vera dichiarazione di debito verso l’antico stile francese. Intorno a questo omaggio\, Reflets dans l’eau sviluppa la poetica impressionista della luce e Mouvement è un turbine frenetico che eppure non va da nessuna parte\, mentre le pagine di Gabriel Dupont\, compositore prematuramente scomparso\, condividono con Debussy la stessa sensibilità per l’atmosfera notturna e marina. L’isle joyeuse\, ispirato dal quadro Embarquement pour Cythère chiude la sezione con un’esplosione che è insieme sintesi e superamento dell’impressionismo debussyano. La seconda parte è dominata da un simbolismo di matrice diversa\, quello mistico-visionario di Skrjabin\, che dai primi Preludi op. 11 e op. 13 — debitori di Chopin — giunge\, attraverso lo Studio op. 42 n. 5\, fino a Vers la flamme\, dove l’armonia si dissolve in un crescendo quasi orchestrale verso la luce. Le Métopes di Szymanowski raccolgono l’eredità sia di Skrjabin che di Debussy: questo trittico di quadri ispirati all’Odissea condivide con Skrjabin il gusto per l’armonia ambigua e la scrittura pianistica iridescente\, mentre il mito greco sostituisce la mistica russa come fonte d’ispirazione. La Fantasia op. 28 di Skrjabin chiude il programma riportando il discorso alla grande forma\, sintesi del suo linguaggio prima della svolta più radicale degli anni successivi. (L. Pierdomenico) \n\n\n\nVincitore del “Raymond E. Buck” Jury Discretionary Award alla Van Cliburn International Piano Competition 2017\, Leonardo Pierdomenico è uno degli artisti più interessanti della sua generazione: “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile\, scrupolosa musicalità” (Gramophone). Premiato al Queen Elisabeth di Brussels (2016)\, allo Chopin di Varsavia (2021) e al Liszt di Utrecht (2020). Vincitore nel 2012 della 28esima edizione del Premio Venezia al Teatro La Fenice a soli 18 anni.
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\nIntegrale dei Trii con pianoforte di Ludwig van Beethoven (1° concerto) \n\n\n\n\n\nUn’integrale di Beethoven è sempre\, di per sé\, un’opportunità e un’utopia: una sfida per chi suona e per chi ascolta. Il concerto si apre con l’Allegretto WoO 39\, una piccola gemma del repertorio\, non eseguita così spesso. Scritto per Maximiliane Brentano\, figlia di una delle candidate più accreditate all’identificazione della celebre “Amata immortale”\, questo breve brano ci mostra un Beethoven più intimo e affabile: un Beethoven legato alla didattica\, agli allievi\, alle persone care\, capace di un’espressione semplice\, generosa e quasi domestica. Nella seconda parte\, le Variazioni op. 44 appartengono agli anni in cui il giovane Beethoven cercava di affermarsi a Vienna. Il tema\, tratto dall’opera comica Das rote Käppchen di Carl Ditters von Dittersdorf\, offriva al pubblico il piacere del riconoscimento e al compositore la possibilità di mostrare la propria inventiva\, trasformando un materiale semplice e familiare in qualcosa di sempre nuovo. Il programma si conclude con il Trio op. 70 n. 1\, detto “Degli Spettri”. Il soprannome è legato soprattutto al secondo movimento\, il Largo\, la cui atmosfera sospesa e inquietante apre una dimensione quasi teatrale e soprannaturale. In quest’opera Beethoven sembra condensare molte delle sue nature: la forza drammatica\, il senso dell’architettura\, la capacità di sorprendere e\, allo stesso tempo\, una profonda umanità. Forse è proprio questo il fascino di un’integrale beethoveniana: attraversare opere diversissime tra loro e scoprire\, ogni volta\, un volto nuovo dello stesso compositore. Un Beethoven che si può suonare integralmente\, ma che non si lascia mai comprendere fino in fondo. (Trio Concept) \n\n\n\nIl Trio Concept ritorna dopo il concerto della scorsa stagione. Si è formato nel 2013\, con il nome di Trio Chagall\, dall’incontro di tre giovani musicisti torinesi. Nominato ECHO Rising Star per la stagione 2025/2026\, aveva ricevuto nel 2024 il Prix Yves Paternot\, il massimo riconoscimento del Festival di Verbier.
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SUMMARY:Telemann\, Binder\, Quantz\, Bach
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nNel famoso dipinto del 1820 di Joseph Karl Stieler\, vediamo Ludwig van Beethoven con i capelli arruffati e le guance leggermente arrossate mentre scrive nella partitura della “Missa Solemnis” – un’ opera che considerava la più importante della sua produzione. Su questo manoscritto annotò anche “Von Herzen zu Herzen” (Da cuore a cuore). Durante il periodo di composizione di questa messa monumentale (1819-1823)\, nacquero molte altre opere\, tra cui le ultime tre Sonate per pianoforte op. 109\, 110 e 111 e le Variazioni Diabelli op. 120: nel 1819 Beethoven ricevette da Anton Diabelli un tema di valzer con la richiesta di scrivere una variazione da includere in un volume collettivo (che comprendeva anche contributi di Schubert e del giovane Liszt). Beethoven rispose con 33 Veränderungen über einen Walzer von A. Diabelli\, un ciclo in cui il sublime e il grottesco si intrecciano organicamente. Non posso fare a meno di pensare\, leggendo la parola “Veränderung” (Alterazione)\, alle parole di Robert Musil: “Cosa rimane dell’arte? Noi\, in quanto esseri mutati\, rimaniamo” … Chiunque veda il Beethoven maturo solo come un’anima solitaria e tormentata si trova qui\, volente o nolente\, di fronte a un senso dell’umorismo che può essere percepito come un’eredità diretta di Joseph Haydn. Il processo compositivo di questo ciclo fu brevemente interrotto nel 1821 – tra l’altro dall’Arietta (la seconda parte dell’opus 111)\, che è tematicamente strettamente legata al tema del valzer di Diabelli. Umorismo ed estasi: Beethoven li combinò in modo impareggiabile. Come epilogo definitivo per il pianoforte\, nel 1824 scrisse sei Bagatelle – “piccole cose” delle quali egli stesso scrisse al suo editore Schott che erano tra le migliori che avesse mai composto. In omaggio alla commemorazione dell’anniversario della sua morte\, questa raccolta tratta dalle ultime opere pianistiche di Beethoven offre un quadro commovente del suo genio onnicomprensivo e spesso enigmatico. “Che possa passare da cuore a cuore”! (J. Michiels) \n\n\n\nJan Michiels\, Primo Premio al Queen Elisabeth di Brussels nel 1991\, è noto per il suo approccio personale e sfaccettato al repertorio pianistico\, che combina il vecchio e il nuovo in prospettive sempre mutevoli. È professore di pianoforte presso il Conservatorio Reale di Brussels dove ha tenuto anche la cattedra di musica contemporanea per otto anni.
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