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SUMMARY:Telemann\, Binder\, Quantz\, Bach
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\n \n\n\n\n\n\nJohann Joachim Quantz\, per molti anni insegnante e musicista da camera di Federico II il Grande\, che riuniva alla sua corte di Berlino e Potsdam le stelle della scena musicale dell’epoca\, fu un autore di immensa produttività\, soprattutto per il flauto traverso: ci sono giunti 300 concerti per flauto e quasi altrettante sonate solistiche e in trio. La sua particolare importanza per i posteri risiede tuttavia soprattutto nel suo trattato teorico Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen (Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso)\, che insieme al Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen (Saggio sul vero modo di suonare il clavicembalo) di Carl Philipp Emanuel Bach è considerato una delle più importanti testimonianze teoriche di quel periodo. Quest’opera non è solo un metodo per flauto accurato fin nei minimi dettagli\, ma fornisce anche a tutti gli altri strumentisti\, ancora oggi\, informazioni precisissime sulla prassi esecutiva dell’epoca. Telemann\, scelto da Johann Sebastian Bach come padrino di suo figlio Carl Philipp Emanuel\, è espressamente molto apprezzato da Quantz\, che descrive in modo esplicito le sue sfide relative all’articolazione sul flauto traverso. (L. Berben) \n\n\n\nVerena Fischer e Léon Berben hanno condiviso l’importante esperienza artistica di Musica Antiqua Köln (lo storico gruppo fondato da Reinhard Goebel): la prima (come flautista solista) dal 1996 al 2006\, il secondo (come clavicembalista) dal 2000 al 2006\, anno in cui il gruppo si sciolse con alle spalle un’immensa attività concertistica e discografica (DG/Archiv). Léon Berben svolge oggi un’intensa e prestigiosa carriera solistica come clavicembalista e organista mentre Verena Fischer ha fondato un suo gruppo (Concerto Würzburg) e collabora con diversi ensemble (Wiener Akademie\, Concerto Melante\, Hofkapelle München fra gli altri). Molto apprezzata dalla critica discografica è stata la loro incisione delle quattro Sonate “autentiche” di Johann Sebastian Bach per Oehms.
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LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
CATEGORIES:Anticamente,Ciclo A,Prova aperta ore 10.30
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SUMMARY:Beethoven 200 (17 dicembre 1770 - 26 marzo 1827)
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n\nJohann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \n\n\nUn pianoforte per Padova – Steinway gran coda della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo messo a disposizione della città \n\n\n\n\n\nNel famoso dipinto del 1820 di Joseph Karl Stieler\, vediamo Ludwig van Beethoven con i capelli arruffati e le guance leggermente arrossate mentre scrive nella partitura della “Missa Solemnis” – un’ opera che considerava la più importante della sua produzione. Su questo manoscritto annotò anche “Von Herzen zu Herzen” (Da cuore a cuore). Durante il periodo di composizione di questa messa monumentale (1819-1823)\, nacquero molte altre opere\, tra cui le ultime tre Sonate per pianoforte op. 109\, 110 e 111 e le Variazioni Diabelli op. 120: nel 1819 Beethoven ricevette da Anton Diabelli un tema di valzer con la richiesta di scrivere una variazione da includere in un volume collettivo (che comprendeva anche contributi di Schubert e del giovane Liszt). Beethoven rispose con 33 Veränderungen über einen Walzer von A. Diabelli\, un ciclo in cui il sublime e il grottesco si intrecciano organicamente. Non posso fare a meno di pensare\, leggendo la parola “Veränderung” (Alterazione)\, alle parole di Robert Musil: “Cosa rimane dell’arte? Noi\, in quanto esseri mutati\, rimaniamo” … Chiunque veda il Beethoven maturo solo come un’anima solitaria e tormentata si trova qui\, volente o nolente\, di fronte a un senso dell’umorismo che può essere percepito come un’eredità diretta di Joseph Haydn. Il processo compositivo di questo ciclo fu brevemente interrotto nel 1821 – tra l’altro dall’Arietta (la seconda parte dell’opus 111)\, che è tematicamente strettamente legata al tema del valzer di Diabelli. Umorismo ed estasi: Beethoven li combinò in modo impareggiabile. Come epilogo definitivo per il pianoforte\, nel 1824 scrisse sei Bagatelle – “piccole cose” delle quali egli stesso scrisse al suo editore Schott che erano tra le migliori che avesse mai composto. In omaggio alla commemorazione dell’anniversario della sua morte\, questa raccolta tratta dalle ultime opere pianistiche di Beethoven offre un quadro commovente del suo genio onnicomprensivo e spesso enigmatico. “Che possa passare da cuore a cuore”! (J. Michiels) \n\n\n\nJan Michiels\, Primo Premio al Queen Elisabeth di Brussels nel 1991\, è noto per il suo approccio personale e sfaccettato al repertorio pianistico\, che combina il vecchio e il nuovo in prospettive sempre mutevoli. È professore di pianoforte presso il Conservatorio Reale di Brussels dove ha tenuto anche la cattedra di musica contemporanea per otto anni.
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