BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Amici della Musica di Padova - ECPv6.17.5//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Amici della Musica di Padova
X-ORIGINAL-URL:https://www.amicimusicapadova.org
X-WR-CALDESC:Eventi per Amici della Musica di Padova
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20080330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20081026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20090329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20091025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20100328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20101031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20090109T201500
DTEND;TZID=Europe/Rome:20090109T221500
DTSTAMP:20240103T130558Z
CREATED:20240101T163454Z
LAST-MODIFIED:20240103T130558Z
UID:2325-1231532100-1231539300@www.amicimusicapadova.org
SUMMARY:Haydn\, Beethoven\, Schubert
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n        Johann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/haydn-beethoven-schubert/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
CATEGORIES:Ciclo A
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.amicimusicapadova.org/wp-content/uploads/2024/01/rudolfbuchbinder.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20090119T201500
DTEND;TZID=Europe/Rome:20090119T221500
DTSTAMP:20240103T130558Z
CREATED:20240101T163454Z
LAST-MODIFIED:20240103T130558Z
UID:2328-1232396100-1232403300@www.amicimusicapadova.org
SUMMARY:Haydn\, sesto concerto
DESCRIPTION:Yulianna Avdeevapianoforte \n        Johann Sebastian BachFantasia cromatica e fuga BWV 903 Franz LisztLa lugubre gondola S. 200/2\nBagatelle sans tonalité S. 216a\nCsárdás macabre S. 224\nUnstern (Sinistre\, Disastro) S. 208\nLégende n. 2 "St. François de Paule marchant sur les flots" S. 175/2 Frédéric ChopinÉtudes op. 25 \nSesto concerto \nin collaborazione con  CARRARO spa \n\n\n        \n        \nQuartetto in do maggiore op. 1 n. 6 (Hob.III:6) \nPresto assai \nMinuet \nAdagio \nMinuet \nFinale (Allegro)   \n\n\n\nQuartetto in sol maggiore op. 64 n. 4 (Hob.III:66) \nAllegro con brio \nMenuet (Allegretto) \nAdagio cantabile e sostenuto \nFinale (Presto)   \n\n\n\nQuartetto in re maggiore op. 33 n. 6 (Hob.III:42) \nVivace assai \nAndante \nScherzo (Allegretto) \nFinale (Allegretto)   \n\n\n\nQuartetto in sol minore op. 74 n. 3 (Hob.III:74) \nAllegro \nLargo assai \nMenuet (Allegretto) \nFinale (Allegro con brio) \n\n\n        \n        \n\n        \nQUARTETTI OP. 1 E OP. 2 \nLa datazione più verosimile di questi quartetti è quella 1755 – 1761. Copie datate o stampe databili provano che sei di essi sono al più tardi del 1762\, uno del 1763\, due del 1764 e uno del 1765. L’op. 1 n. 1 fu\, secondo la testimonianza di Griesinger\, il primo. La successione degli altri non è chiara. La numerazione tradizionale per quel che riguarda l’op. 1\nsegue la seconda ristampa della prima edizione di La Chevardière di Parigi\, mentre per quel che riguarda l’op. 2 segue quella dell’edizione di Amsterdam (J.J. Hummel).   \n\n\n\nQUARTETTI OP. 64 \nSe il “Monsieur Jean Tost” a cui questa serie è dedicata nella prima edizione viennese del “Magazin de Musique” sia la stessa persona del violinista Johann Tost (vedi opus 54/55) o un commerciante Johann Tost oppure il violinista che si era messo a fare il commerciante\, pur rimanendo un eccellente violinista\, si è molto discusso. L’ultima ipotesi potrebbe essere la più probabile. Delle partiture autografe senza dedica ce ne sono rimaste cinque su sei: n. 48 al Royal College of Music a Londra\, n. 49 proprietà privata\, n. 50 a Winterthur nella  Fondazione Rychenberg\, n. 52 alla Library of Congress a Washington\, n. 53 nella Biblioteca della Musashino Academia Musicae di Tokyo. Sono state tutte datate da Haydn 1790 e numerate nella loro successione. Le edizioni dopo il 1791 portano una diversa successione; quella tradizionale segue\nl’edizione di Vienna\, Hoboken segue invece la prima edizione di Londra. Questa serie corrisponde come dimensioni circa a quella dell’op. 54/55. L’annuncio del 27 febbraio 1791 sulla Wiener Zeitung da parte del primo editore viennese annunciava questi quartetti come di facile esecuzione. Le tonalità sono quelle dell’op. 33 ma in un’altra successione. Con\nl’indicazione “Menuet” e “Trio” Haydn torna indietro ad uno stile di scrittura precedente l’op. 33. \n\n\n\nQUARTETTI OP. 33 \nI quartetti “russi” sono così chiamati per una notazione che troviamo nella prima edizione completa dei quartetti di Haydn stampata a Vienna: “Dédiés au gran Duc de Russie”. Si intendeva lo zar Paolo I che nel 1781 visitò Vienna come Arciduca\nassieme alla moglie\, di nascita una Principessa von Württemberg: il giorno di Natale 1781 fu organizzato un concerto privato nel quale venne eseguito un quartetto di Haydn\, verosimilmente uno dei quartetti dell’op. 33 che in quest’epoca erano del tutto nuovi. Il titolo di “Jungfernquartette” deriva dall’edizione di J.J.Hummel. Più sensata la denominazione “Gli\nscherzi” perché i minuetti in questo opus si chiamano “Scherzo” e la parte del trio non è indicata (l’indicazione del trio nelle partiturine Eulenburg\, per esempio nel quartetto in mi bemolle maggiore\, e l’indicazione “Scherzando” invece di “Scherzo”\, per esempio in quello in si minore\, è falsa). Ciò nonostane questi “Scherzi” hanno la forma del Minuetto e del Trio come nei precedenti quartetti e non sono fondamentalmente molto diversi se non per il fatto che hanno tempi veloci\, dall’Allegretto fino all’Allegro di molto. Quattro di essi sono collocati\, come nel passato\, come secondo movimento\, due\ndi essi come terzo movimento\, come Haydn aveva già fatto in tre composizioni dell’op. 20. Sul 1782\, anno dell’edizione originale\, c’è una discordanza. Il 18 ottobre 1781 Haydn riporta al suo editore Artaria che “la elaborazione di sei nuovi quartetti sarebbe stata terminata in tre settimane”; e “che quattro di questi sono già finiti”. (Anthony van Hoboken nella\nsua cronologia – opera comunque utilissima – ha portato della confusione perché nel suo catalogo delle opere di Haydn ha citato delle lettere del conte Morzin in cui si dice che Haydn avrebbe incominciato a comporre queste opere già nel 1778\, senza sospettare che queste lettere erano false). Appena finiti Haydn diede i quartetti\, in novembre o dicembre\n1781\, all’editore. Diversamente da prima lo poteva fare perché nel suo nuovo contratto del 1779 come Maestro di Cappella del Principe Esterházy non era più inserita la clausola che poteva comporre solo per il principe. Secondo le regole dell’epoca del diritto d’autore Haydn poteva avere un onorario solo dalla prima edizione: edizioni successive o ristampe non gli portavano alcun guadagno. \nPer questo motivo\, prima della edizione a stampa\, come farà decenni dopo Beethoven con la sua Missa solemnis\, Haydn offrì in vendita a sei ducati delle copie a personaggi di grandi mezzi economici come il Principe Oettingen-Wallerstein e l’Abate Salem e fece la stessa offerta anche a Johann Caspar Lavater aggiungendo la comunicazione che “a Zurigo e\nWinterthur molti erano gli amanti\, conoscitori e sostenitori dell’arte musicale”. Si era molto arrabbiato che Artaria avesse annunciato l’edizione prima di aver fornito a tutti i suoi clienti le copie. Delle copie delle parti\, che egli potè far girare\, se ne è conservata una nel convento di Melk. Nella parte di violoncello di una seconda copia dello stesso copista sul frontespizio c’è un piccolo ritaglio dove Haydn di sua mano scrisse: “Sei quartetti\, di me giuseppe Haydn ppria (manu propria)” e sotto “Prego umilmente d’osservare il piano e forte”. Viene qui confermata la successione che corrisponde all’ordine dei quartetti nell’ordine originale.   \n\n\n\nQUARTETTI OP. 71 – 74 \nLo Jarhbuch der Tonkunst von Wien und Prag così scrisse nel 1796 dei quartetti di Haydn: “l’impronta di un grande genio si trova in maniera eccellente nei nuovi quartetti che ha scritto per il Signor Conte von Apony”. Haydn ha dedicato le sei opere di questa serie al conte ungherese Anton Apponyi\, un grane amante della musica: cento ducati la somma\npagata per assicurarsi per un anno l’esclusiva di poterli eseguire. Le partiture autografe sono datate 1793 (solo il quartetto in mi bemolle maggiore non è datato); si trovavano originariamente nella Biblioteca di Stato di Berlino in singole buste e solo dopo il 1901 sono state numerate e raggruppate nella successione che corrisponde alle prime edizioni londinesi e viennesi degli anni 1795/96\, in cui la serie completa è divisa in due “Opera” ciascuno in tre quartetti. Dalla filigrana della carta dell’autografo la successione potrebbe essere un’altra: re maggiore\, si bemolle maggiore (entrambi i quartetti sono forse già del 1792)\, sol minore\, fa maggiore\, mi bemolle maggiore\, do minore. Si è detto che lo stile di questi quartetti è orchestrale e ciò in relazione alla intenzione di Haydn di far eseguire queste composizioni in concerti pubblici in occasione del suo prossimo secondo viaggio a Londra. E’ quello che fece nel 1794 con Johann Peter Salomon come primo violino che già nel precedente soggiorno di Haydn a Londra (1791/92) si era dato da fare per eseguire alcuni dei quartetti della serie precedente (op.64). Ma in generale la scrittura per gli archi non è affatto orchestrale. Tutt’al più si può notare un tratto quasi sinfonico in alcuni tempi. Così come sono certamente concepite per la sala da concerto le brevi\, sonore introduzioni: una scrittura con accordi a corde doppie e unisoni\, introduzioni come nel quartetto in re maggiore come in una delle Sinfonie londinesi\, oppure corte\, come nel quartetto in mi bemolle maggiore\, con un corto accordo in mi bemolle come Beethoven poi userà due volte all’inizio della sua Eroica. Ma in Haydn al suo unico accordo segue una\ngrande pausa. \n\n\n\nGeorg Feder – Haydns Steichquartette – Ein musikalischer Werkführer – München\, 1998 – Verlag C.H.Beck
URL:https://www.amicimusicapadova.org/evento/haydn-sesto-concerto/
LOCATION:Auditorium C. Pollini\, Padova Via C. Cassan\, 17\, Padova\, PD\, 35121
CATEGORIES:Ciclo A
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.amicimusicapadova.org/wp-content/uploads/2024/01/aurynquartett.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR