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SUMMARY:Recycling
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nDopo la visita di Bach il 7 e 8 maggio 1747 con la famosa improvvisazione alla corte di Federico II a Potsdam\, Bach deve aver subito iniziato a comporre l’opera sul tema reale. Non si conosce esattamente l’aspetto del tema\, certamente non con la stessa eleganza con cui Bach lo utilizzò nei due diversi Ricercari in programma. \n\n\n\nI diversi risultati sono interessanti\, così come le diverse opere che Dowland e Sweelinck compongono su uno stesso tema cromatico. Ci si potrebbe chiedere chi ha ripreso il tema\, ma è davvero così importante? È un riutilizzo di altro materiale o il tema è una frase comunemente conosciuta? Per noi è molto più interessante vedere (e sentire) quanto i compositori siano diversi nei loro lavori. Il riciclaggio di altri materiali si vede anche nella famosa Pavana Lachrymae di Dowland. Ci sono così tanti arrangiamenti per strumenti a tastiera di questo lavoro\, che possiamo vedere come in un certo senso si cerchino di superarsi a vicenda. Che si tratti di Scholz o di Müthel nel XVIII secolo la musica preesistente è trattata in modo eccezionalmente libero e virtuoso\, proprio come nei secoli precedenti: si vuole studiare e comprendere la musica\, elaborarla per il proprio strumento\, magari rendendola più accessibile. Anche per l’esecutore è rispettoso prendere sul serio la musica (e le vecchie fonti dalle quali possiamo ancora imparare tanto)\, ma noi esecutori non suoniamo semplicemente e freddamente le note stampate o scritte\, creiamo ogni volta l’opera nel momento della rappresentazione. (L. Berben) \n\n\n\nLéon Berben è considerato un maestro sia al clavicembalo che all’organo. Ultimo allievo di Gustav Leonhardt\, ha studiato anche con Rienk Jiskoot\, Ton Koopman e Tini Mathot. Dal 2000 Léon Berben ha lavorato come clavicembalista nel gruppo Musica Antiqua Köln di Reinhard Goebel. E in questa veste\, nel 2001\, ha debuttato a Padova nelle nostre stagioni. Dal 2006 ha intrapreso una vasta carriera da solista che lo ha portato a partecipare a importanti festival internazionali. Léon Berben terrà anche due concerti – in collaborazione con l’Associazione Padova Urbs Organi – sull’organo neobarocco di S. Antonio Abate (Padova) in occasione della Festa della Musica Antica il 21 e 22 marzo.
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SUMMARY:In ricordo di Elisabeth Schulte Nordholt
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\nprogramma di salaDownload\n\n\n\nA dieci anni dalla sua scomparsa (7 aprile 2016) gli Amici della Musica di Padova con Il Circolo Culturale Bellunese\, assieme a Erich Hoeprich e al London Haydn Quartet\, dedicano il concerto al ricordo della carissima Liesbeth\, alla cui appassionata e intelligente azione si deve\, a partire dagli anni ’80\, la conoscenza e la presenza in Italia dei maggiori artisti olandesi\, sia nell’ambito della musica antica che di quella moderna e contemporanea. Parliamo di Gustav Leonhardt\, di Frans Brüggen\, di Anner Bylsma\, di Bob van Asperen\, dell’Orchestra del 700\, ma anche del Quartetto Esterházy (con Jaap Schroeder)\, di Elly Ameling\, Reinbert De Leeuw con lo Schönberg Ensemble\, del Rondom Quartet (con Vera Beths) e di tanti\, tanti altri artisti che il pubblico di Padova fra i primi in Italia ha potuto e saputo apprezzare. \n\n\n\n\n\n\n\n(la regina Beatrice d’Olanda premia Frans Brüggen davanti a Elisabeth Nordholt) \n\n\n\nProprio pensando alla sua passione per gli strumenti a fiato gli Amici della Musica hanno scelto il Quintetto per clarinetto K 581 di Mozart\, composto nel 1789 per Anton Stadler. Di cinque anni prima è invece il Quartetto K 428\, uno dei sei quartetti dedicati a Joseph Haydn. Autore a sua volta presente nel programma con il Quartetto op. 33 n. 5 del 1781. Costituisce invece una novità/curiosità per noi la versione per quartetto d’archi (K Ahn. A 60) che Mozart realizzò nel 1787 della “Phantasia supra Ut\, re\, mi\, fa\, sol\, la” di Johann Jakob Froberger (1616-1667). \n\n\n\nEric Hoeprich\, membro fondatore dell’Orchestra del Settecento di Frans Brüggen e già in passato ospite delle nostre stagioni\, è uno specialista nell’esecuzione con clarinetti storici. Il London Haydn Quartet è uno dei più affermati quartetti d’archi su strumenti originali. La sua ricca discografia (Hyperion) ha ottenuto il plauso della critica internazionale. In collaborazione con Eric Hoeprich hanno registrato i quintetti di Brahms\, Mozart\, Weber e Krommer.
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SUMMARY:La Serenissima
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\n \n\n\n\n\n\nNel 1674\, la Repubblica di Venezia inviò a Luigi XIV a Versailles due gondole e quattro gondolieri; le gondole vennero sistemate all’imbocco del Canal\, in una serie di edifici chiamati da allora Petite Venise e riscossero un grande successo a corte; la Flottiglia si arricchì e ben presto furono non meno di quattordici a navigare sul Grand Canal. Non c’è dubbio che questa Flottiglia abbia ispirato a F. Couperin il tema principale del suo 23° ordine: Venezia. Ma la “carrozza acquatica” non è l’unica caratteristica veneziana ad aver ispirato i compositori del XVII e XVIII secolo; il Carnevale\, dove tutti devono presentarsi in maschera\, e la città stessa suscitano stupore\, ammirazione\, meraviglia. Se Rameau ci propone con la sua Vénitienne una Forlane trascinante e festosa\, F. Couperin ci fa assistere a una rappresentazione comica della Commedia dell’arte\, con una Arlequine grottesca e sinuosa. Suo cugino A.L. Couperin\, vent’anni dopo ne darà un’immagine più maliziosa e stravagante e in L’Italienne ci stupisce per la libertà\, l’improvvisazione e la brillantezza. Che contrasto con Boismortier\, che infonde alla sua Sérénissime nobiltà e gravità. Lasciamo ora Versailles per ritrovarci a Venezia stessa\, dove il giovane D. Scarlatti\, prodigio della tastiera\, viene mandato dal padre Alessandro a studiare con Gasparini. Nel ricordo di T. Roseingrave “quando iniziò a suonare\, si aveva l’impressione che davanti allo strumento ci fossero diecimila demoni!”. Nessuna evocazione musicale di Venezia sarebbe soddisfacente senza la figura emblematica di Vivaldi\, maestro della forma concertistica nel ‘700. La perfezione stilistica delle sue opere ha sicuramente contribuito in modo determinante al desiderio di trascrizione di Bach\, e questo per il più grande piacere di noi clavicembalisti! (B. Martin) \n\n\n\nDopo il Primo Premio al Concorso Internazionale di Clavicembalo di Bruges nel 1998 Béatrice Martin ha intrapreso una carriera internazionale molteplice: solista\, docente (Escola Superior de Música de Catalunya\, Juilliard School)\, continuista.
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SUMMARY:Lux Laetitiae. I fasti della devozione mariana alla corte di Ferrara al tempo di Lionello
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\n \n\n\n\n\n\nUna corona di mottetti mariani del Quattrocento sembra riferirsi esclusivamente a un mondo ultra-terreno che ignora le vicende particolari dei mortali; ma nel percorso proposto da laReverdie il divino e l’umano si intrecciano come voci in contrappunto\, con la corte ferrarese sullo sfondo\, ove si incontrano i destini di due fanciulle: Margherita d’Este\, figlia di Nicolò III e sorella di Leonello\, mecenate di artisti ed eruditi\, e Caterina de’ Vigri\, futura mistica e santa. Nella medesima corte giunge\, alla metà del secolo\, un celebre cantore\, formatosi nella cappella musicale di Santa Maria del Fiore e successivamente attestato nella cappella papale. È un francese\, Benoit cantore; porta con sé un codice musicale contenente più di cento opere sacre dei maggiori compositori inglesi e fiamminghi del suo tempo (primo fra tutti Dufay)\, che daranno lustro agli uffici religiosi della cappella ferrarese negli anni a venire. (laReverdie) \n\n\n\nNel 1986 due coppie di giovanissime sorelle fondano l’ensemble di musica medievale laReverdie: nel 2026 Elisabetta de Mircovich\, Claudia e Livia Caffagni continuano a portare avanti l’attività di un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo e del primo Rinascimento. L’assidua ricerca e l’esperienza accumulata in questi quarant’anni hanno fatto de laReverdie un gruppo unico per affiatamento\, entusiasmo e acclamato virtuosismo vocale e strumentale.
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SUMMARY:Bach: Oratorio di Natale
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\n \n\n\n\n\n\nL’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach non è semplicemente musica: è un’architettura di luce\, un monumento teologico che si fa suono e respiro. Ascoltare quest’opera significa essere travolti da una meraviglia assoluta. Le sei cantate che lo compongono non furono concepite per un’esecuzione unitaria ma per essere eseguite singolarmente nelle sei diverse festività liturgiche del tempo di Natale del 1734 e 1735: nei giorni di Natale\, Santo Stefano\, San Giovanni Evangelista (25\, 26 e 27 dicembre)\, il 1° gennaio\, la prima domenica dopo Capodanno e il 6 gennaio festività dell’Epifania. Nell’esecuzione di questa sera verranno eseguite la prima\, seconda\, terza e la sesta cantata. Nella prima cantata si proclama la nascita del Salvatore\, nella seconda l’annuncio ai pastori\, nella terza cantata l’adorazione dei pastori e nella sesta l’arrivo e l’offerta dei doni da parte dei Re Magi nonché la sconfitta delle minacce terrene (Erode) per mezzo della fede. Impossibile non farsi profondamente coinvolgere ascoltando questa abbagliante architettura musicale\, ricca di sonorità folgoranti affidate a trombe e timpani ma anche di pagine estremamente intime e struggenti. Certamente uno dei massimi capolavori barocchi\, popolarissimo nei paesi di lingua tedesca ma di rarissima esecuzione in Italia. (A. Marcon) \n\n\n\nFrau Musika è un progetto artistico-formativo\, uno dei pochi del genere in Italia\, ideato da Andrea Marcon e realizzato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza grazie alla donazione di Fondazione Cariverona. L’iniziativa offre a musicisti under 30 di tutto il mondo l’opportunità di seguire un percorso altamente formativo nella pratica orchestrale su strumenti originali sotto la guida del Direttore Principale Andrea Marcon – professore ordinario di prassi esecutiva\, organo e clavicembalo presso la Schola Cantorum Basiliensis – e gli insegnamenti di musicisti di chiara fama come Andrea Buccarella\, Massimo Raccanelli\, Lorenzo Ghielmi e alcune Prime Parti dei complessi strumentali barocchi Venice Baroque Orchestra e La Cetra di Basilea. Le varie sessioni di lavoro si concludono con una serie di concerti realizzati in importanti città italiane.
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SUMMARY:Telemann\, Binder\, Quantz\, Bach
DESCRIPTION:Verena Fischerflauto Léon Berbenclavicembalo \n\nGeorg Philipp TelemannSonata TWV41:h4 (da Tafelmusik) Christlieb Siegmund BinderSonata V Carl Philipp Emanuel BachSonata Wq 128 Johann Joachim QuantzSonata QV 1:42 Wilhelm Friedeman BachPolonaise F 12/10 (clavicembalo) Johann Sebastian BachSonata BWV 1030 \n\n\n \n\n\n\n\n\nJohann Joachim Quantz\, per molti anni insegnante e musicista da camera di Federico II il Grande\, che riuniva alla sua corte di Berlino e Potsdam le stelle della scena musicale dell’epoca\, fu un autore di immensa produttività\, soprattutto per il flauto traverso: ci sono giunti 300 concerti per flauto e quasi altrettante sonate solistiche e in trio. La sua particolare importanza per i posteri risiede tuttavia soprattutto nel suo trattato teorico Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen (Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso)\, che insieme al Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen (Saggio sul vero modo di suonare il clavicembalo) di Carl Philipp Emanuel Bach è considerato una delle più importanti testimonianze teoriche di quel periodo. Quest’opera non è solo un metodo per flauto accurato fin nei minimi dettagli\, ma fornisce anche a tutti gli altri strumentisti\, ancora oggi\, informazioni precisissime sulla prassi esecutiva dell’epoca. Telemann\, scelto da Johann Sebastian Bach come padrino di suo figlio Carl Philipp Emanuel\, è espressamente molto apprezzato da Quantz\, che descrive in modo esplicito le sue sfide relative all’articolazione sul flauto traverso. (L. Berben) \n\n\n\nVerena Fischer e Léon Berben hanno condiviso l’importante esperienza artistica di Musica Antiqua Köln (lo storico gruppo fondato da Reinhard Goebel): la prima (come flautista solista) dal 1996 al 2006\, il secondo (come clavicembalista) dal 2000 al 2006\, anno in cui il gruppo si sciolse con alle spalle un’immensa attività concertistica e discografica (DG/Archiv). Léon Berben svolge oggi un’intensa e prestigiosa carriera solistica come clavicembalista e organista mentre Verena Fischer ha fondato un suo gruppo (Concerto Würzburg) e collabora con diversi ensemble (Wiener Akademie\, Concerto Melante\, Hofkapelle München fra gli altri). Molto apprezzata dalla critica discografica è stata la loro incisione delle quattro Sonate “autentiche” di Johann Sebastian Bach per Oehms.
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