Quartetto Auryn

archi

Peter Orth

pianoforte

Béla Bartók

Quintetto op. post.

Gustav Mahler

Tempo di Quartetto con pianoforte

Johannes Brahms

Quintetto op. 34

Brahms e dintorni: la musica da camera per archi  (9° e ultimo concerto)

Un pianoforte per Padova
con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Per il nono e ultimo concerto del ciclo “Brahms e dintorni“ il repertorio si estende al quintetto con pianoforte, per poter presentare così lo splendido Quintetto op. 34: un’occasione per rinnovare in tal modo anche il sodalizio umano ed artistico che lega da molti anni il Quartetto Auryn al pianista americano Peter Orth.
Peter Orth si è perfezionato con Rudolf Serkin, ha vinto nel 1979 il 1° Premio al Concorso Naumburg, e dal 1992 si è trasferito in Germania, a Köln ed è oggi professore alla Musikhochschule di Detmold. Con il Quartetto Auryn ha da allora condiviso significative esperienze cameristiche che hanno affiancato la sua attività solistica. La sua recente incisione delle Variazioni su un tema di Diabellidi Beethoven ha ottenuto lusinghiere recensioni così come hanno riscosso attenzione le sue incisioni con il Quartetto Auryn, fra cui quella del Quintetto di Brahms per Tacet.
Il Quintetto op. 34 nacque originariamente (1862) come quintetto per archi (con 2 violoncelli), poi Brahms cambiò idea e lo trasformò prima in sonata per due pianoforti (1863/4) per arrivare infine (1864) alla stesura per quintetto con pianoforte.
Il Quintetto di Bartók e il Tempo di Quartetto di Mahler sono due composizioni giovanili. La relazione di questi due compositori con Brahms fu diversa: Bartók nella sua autobiografia ricorda di essere stato, al tempo degli studi, fortemente influenzato,come Dohnányi, da Brahms e in particolare dalle sue prime opere come la Sonata op. 1. Sarà poi il fascino della musica di Wagner, di Liszt e di R. Strauss (dal 1902) ad allontanarlo dallo stile brahmsiano. E sono appunto gli anni del Quintetto, composto fra il 1903-‘04, e che precedono il Quartetto per archi n. 1 (1907-‘09): le due composizioni ebbero la sorte di essere presentate assieme in un concerto il 19.3.1910 del Quartetto Waldbauer-Kerpely con l’autore al pianoforte che eseguì anche le sue Bagatelle op. 6.
Gustav Mahler, che dal 1875, a quindici anni, si era trasferito a Vienna per studiare al Conservatorio, scrisse il Tempo di Quartetto nel 1876. Un ambiente - quello del Conservatorio e della Società Amici della Musica - assai devoto a Brahms.
Mahler invece ebbe poca simpatia per la musica di Brahms (una scelta di campo condivisa con quella dell’amico Hugo Wolf) e viceversa Brahms - che pure ebbe grande ammirazione per Mahler come direttore - era diffidente nei confronti del compositore e del nuovo (si veda ad esempio la bocciatura di Das Klagende Lied).
Per Brahms la musica era giunta a un punto morto; Mahler, che andò a trovarlo a Ischl, lo provocò invitandolo, di fronte allo scorrere dell’acqua, a dire dove era l’ultima onda! E Brahms fu costretto a concedere un sorriso dopo aver fissato l’ultima nuova onda.