Richard Goode

pianoforte

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata K 533&494

Leos Janacek

Nella nebbia

Claude Debussy

Images II Libro

Frédéric Chopin

Notturno op. 55 n. 2
Mazurka op. 56 n. 2
Tre Mazurche op. 59

Claude Debussy

Etude pour les sonorités opposées
Etude pour les octaves
Etude pour les arpèges composés
La soirée dans Grenada (da Estampes)
L’isle joyeuse

Un pianoforte per Padova
con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

"Tra i pianisti ci sono giovani brillanti e vecchie glorie sapienti che mostrano la loro abilità con naturalezza in tutto quello che fanno, senza esibizionismi o virtuosismi elaborati: Richard Goode è uno di questi “ (The Telegraph, 2012). È questa la cifra del pianista americano, che è riconosciuto oggi come uno dei maggiori interpreti del repertorio classico e romantico, al quale si dedica con una attitudine piena di potere emozionale, di profondità ed espressività. Repertori di cui ha lasciato memorabili testimonianze, anche discograficamente per Nonesuch, come le Partite di Bach, i Concerti di Mozart (con Orpheus Chamber Orchestra), le 32 Sonate di Beethoven e i 5 Concerti incisi nel 2009 con la Budapest Festival Orchestra ed Ivan Fischer. Allievo di E. Szigeti, C. Frank, N. Reisenberg ed infine di R. Serkin, R. Goode è stato, con M. Uchida, direttore artistico della Scuola e del Festival di Marlboro ed è uno stimato docente alla Guildhall School di Londra, al Mannes College di New York, oltre ad essere ospite regolare della Verbier Festival Academy e della serie di masterclass della Wigmore Hall di Londra. Un profilo di grande integrità artistica e morale nel segno della lezione di A. Schnabel e di R. Serkin ma con un interesse, come nel programma qui offerto, anche a repertori diversi da quelli della cultura classica e romantica austro-tedesca.
In tal senso esemplare è l’accostamento proposto fra il tardo Chopin e Debussy, che dedicò alla memoria di Chopin i suoi 12 Studi del 1915. Quel Debussy che fu allievo di Mme Mauté de Fleurville(che aveva avuto lezioni da Chopin) e per il quale “Chopin era il più grande di tutti”.