Tommaso Lonquich

clarinetto

Umberto Clerici

violoncello

Claudio Martinez Mehner

pianoforte

Ludwig van Beethoven

Trio op. 11

Anton Webern

2 Stücke per violoncello e pianoforte
3 Kleine Stücke op. 11 per violoncello e pianoforte

Jörg Widmann

Nachtstück

Alban Berg

4 Stücke op. 5 per clarinetto e pianoforte

Johannes Brahms

Trio op. 114

(foto © A. Grudinina)

Tre giovani e apprezzati musicisti condividono le loro significative esperienze artistiche nella formazione di trio clarinetto, violoncello e pianoforte.
Tommaso Lonquich - clarinetto - è “figlio d’arte”, ha compiuto i suoi studi in Spagna (premio nel 2009 come miglior clarinettista) ed è attivo sia come primo clarinetto di diverse orchestre (Aarhus Sinfonietta, Orchestra da camera di Mantova, Orchestra Leonore) che come camerista (Ensemble MidVest in Danimarca, Chamber Music Society of Lincoln Center, NY). Si dedica altresì all’improvvisazione e alla ricerca sull’interazione con il teatro.
Umberto Clerici - violoncello - è stato allievo di A. Mosca, M. Brunello e D. Geringas e, dopo i successi iniziali riscossi in Italia e all’Estero (2000 Concorso I.C.O., Concorso Janigro di Zagabria, Concorso Rostropovich di Parigi, Concorso Čajkovskijdi Mosca, ecc), ha intrapreso una significativa attività concertistica: nel 2014 ha vinto il concorso di primo violoncello a Sydney, dove attualmente è anche docente nella locale Università.
Claudio Martinez Mehner - pianoforte - è nato in Germania, ma ha compiuto i suoi studi in Spagna. Affianca un’importante attività concertistica in tutto il mondo a quella di docente alla Accademia Musicale di Basilea e alla Hochschule di Köln.
Le due pagine più importanti della letteratura per questa formazione aprono e chiudono il programma. Il Trio op. 11 di Beethoven - un'opera giovanile del 1798 - è noto anche, nei paesi tedeschi, con il titolo di “Gassenhauer Trio” perchè nel tema e variazioni finali l’autore usa un celebre motivo d’opera (da J. Weigl). È invece opera tarda il Trio op. 114 di Brahms: esso appartiene alla straordinaria stagione creativa del Quintetto op. 115 e delle due Sonate op. 120, nate dal fascino suscitato nel compositore dal clarinettista R. Mühlfeld a Meiningen nell’estate 1891.
La Vienna del tardo Brahms e quella degli esordi di Schönberg è lo sfondo degli altri brani in programma: l’op. 5 di Berg del 1913, dedicata a Schönberg, ed i 3 Kleine Stücke op. 11 di Webern, condividono la poetica aforistica sperimentata da Schönberg nei Sechs kleine Klavierstücke op. 19, mentre si riallacciano a Brahms i Due Pezzi di Webern del 1899.

Nachtstück di Jörg Widmann (un compositore clarinettista che è stato anche protagonista del nostro concerto del 20 marzo 2015 con il Quartetto Gringolts) è un brano del 1998 composto per i concerti di Schloss Albrechtsberg di Dresda.