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Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori

orchestra con strumenti d'epoca

Enrico Gatti

violino

Gaetano Nasillo

violoncello

Marcello Gatti

traversiere

Marie Rouquié

violino

Giuseppe Tartini

Sonata a quattro in re magg.
Concerto D115 “Lunardo Venier” per violino e orchestra (E.Gatti, violino)
Concerto per violoncello e orchestra (G.Nasillo, violoncello)
Concerto Grosso per orchestra dalla Sonata op.1 n.4
Concerto Gimo 293 per traversiere e orchestra (M.Gatti, flauto)
Concerto D28 per violino e orchestra (M.Rouquié, violino)

Giuseppe Tartini (1692-1770)
e la “Musica secondo Natura”

 

L’anno 2020 segnerà il 250° anniversario dalla morte di Giuseppe Tartini, e tuttavia non sono certo le ricorrenze che debbono spingerci a mantenere viva la memoria di questo compositore, insegnante e teorico. Tartini è stato uno dei maggiori virtuosi che il violino abbia mai avuto ma anche - in maniera indiscussa nel XVIII secolo - il più grande didatta di questo strumento, capace di avere un’influenza stilistica su tutta l’Europa ed anche oltre (un’influenza che al giorno d’oggi non viene sufficientemente riconosciuta).
L’estetica tartiniana poggia sugli antichi fondamenti del ben suonare e cioè sulla pura imitazione della più perfetta voce umana. La sua musica è quindi concepita come una declamazione, più spesso come una poesia, di cui quasi sempre rispecchia la regolarità metrica e l’organizzazione in versi e strofe. Fondamentale la frase scritta dal compositore a Francesco Algarotti (ciambellano di Federico il Grande): “Io sto di casa più che posso con la natura, meno che posso con l'arte, non avendo io altra arte se non l’imitazione della natura”.
È importante trasmettere alle nuove generazioni - che porteranno avanti la ricerca nell’ambito della musica antica - la conoscenza e l’amore verso questo autore che, assai diversamente da Vivaldi, non può venire interpretato seguendo degli standards stilistici oggi abusati ma al contrario richiede di essere avvicinato lentamente e capito: non si può piegare la musica di Tartini a proprio piacimento ma sono gli esecutori che debbono cercare di avvicinarsi ad essa ed entrare nel suo mondo originale ed unico.
Con questo spirito 4 differenti “tutors” - docenti presso scuole di rinomanza internazionale - e appassionati interpreti tartiniani trasmetteranno la loro esperienza ai giovani musicisti dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori. Enrico Gatti (violino), Marie Rouquié (violino), Gaetano Nasillo (violoncello) e Marcello Gatti (flauto traversiere) guideranno - sia in modalità di alternanza che di condivisione - un progetto orchestrale alla scoperta dei concerti che il Maestro delle Nazioni ha composto in massima parte per le esecuzioni presso la Basilica di Sant’Antonio in Padova (come nel caso dei concerti “festivi” che prevedevano l’impiego di strumenti a fiato) ma anche di alcune composizioni di più intima e riservata natura.
Nel programma figurano anche una delle sonate a 4 parti composte per le accademie dell’epoca ed un concerto grosso che Giulio Meneghini (allievo e successore di Tartini presso la basilica) ha tratto da una delle sonate op.1 del maestro.