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Quartetto Bernardini

oboe e archi

Johann Christian Bach

Quartetto W B60

Georg Druschetzky

Quartetto (con un Andante sul nome B-A-C-H)

Wolfgang Amadeus Mozart

Adagio e Fuga K 404a n. 5 (dalla Sonata BWV 526 di J.S. Bach) per trio d’archi

Wolfgang Amadeus Mozart

Quartetto K 370

Alfredo Bernardini è l’oboista “barocco” italiano di riferimento ed ha acquisito vasta notorietà internazionale non solo come solista, come docente (oggi al Mozarteum di Salisburgo) ma anche come fondatore e direttore dell’Ensemble Zefiro, una formazione dall’organico variabile (archi, fiati) e con un repertorio che dal barocco si amplia verso il classicismo. Recentissima invece la nascita del Quartetto Bernardini, un quartetto nel quale accanto ad Alfredo, troviamo la figlia Cecilia, primo violino del Dunedin Consort di Edinburgo, con cui ha inciso i concerti di Bach, la viola Simone Jandl (membro dell’Orchestra del Festival di Lucerna, dell’Orchestra  Mozart, di Spira Mirabilis e, nell’ambito barocco, viola principale dell’Orchestra di The Age of Enlightenment  e viola ospite del Dunedin Consort) ed il violoncellista Marcus van den Munckhof, allievo di A. Bylsma e R. Dieltiens e membro di vari ensemble olandesi (Cello Octet di Amsterdam, Trio Soldat) oltre che solista con Amsterdam Sinfonietta, Brabants Orkest e Asko/Schönberg Ensemble.

Il Quartetto Bernardini registrerà nel febbraio 2019 il suo primo CD con un programma simile a quello del nostro concerto: al centro il Quartetto K 370 che Mozart scrisse a Monaco nel 1781 quando era impegnato per l’opera Idomeneo; un quartetto concepito per il celebre virtuoso Friedrich Ramm, primo oboe dell’Orchestra a Monaco. Si  intessono con il nome di Mozart quello di J.S. Bach al quale Mozart dedicò il suo studio trascrivendo per trio d’archi alcune fughe nel 1782, quello di Johann Christian Bach  a cui  Wolfgang e Leopold furono legati anche da affettuosa amicizia e quello del meno noto Georg Druschetzky (1745-1819), un compositore e oboista ceco, allievo di Besozzi a Dresda e poi attivo a Vienna, Linz e a Bratislava: nel suo Quartetto è stato uno dei primi compositori ad usare il nome BACH come motivo.