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Natalie Clein

violoncello

György Kurtág

Signs, Games and Messages (estratti)

Ernest Bloch

Suite n. 1

Luigi Dallapiccola

Ciaccona, Intermezzo e Adagio

John Tavener

Threnos

Benjamin Britten

Suite n. 3 op. 87

“A violoncello solo”: dopo Bach... fra ’900 e oggi  (1° concerto)

Da quasi 300 anni le Suites “à Violoncello Solo” di Johann Sebastian Bach rappresentano un irraggiungibile, utopico modello di scrittura strumentale. Un modello che è un imprescindibile punto di confronto per molti compositori del Novecento e dei nostri giorni, ai quali è dedicato il ciclo triennale che inizia con il concerto di Natalie Clein.

Natalie Clein, che giovanissima suonò a Padova il 4 maggio 2006 con M. Padmore e J. Drake, è una delle più affermate strumentiste inglesi (a 16 anni BBC Young Musician of the Year e poi vincitrice dell’European Competition for Young Musicians) ed il programma è quello che ha, in parte, inciso in un CD della Hyperion, riscuotendo entusiastiche recensioni, fra queste il Diapason d’or della Rivista Diapason.

Ciaccona, Intermezzo e Adagio di Luigi Dallapiccola è una drammatica composizione del 1945, coeva dell’opera Il Prigioniero, e scritta per Gaspar Cassadò. La prima delle tre Suites di Ernest Bloch è invece del 1956, è un’opera tarda e fu scritta per Zara Nelsova, indimenticabile interprete di Schelomo, il capolavoro di Bloch. È Mstislav Rostropovich l’ispiratore delle opere per violoncello di Benjamin Britten. La terza delle sue Suites per violoncello solo, l’op. 87 fu un regalo che l’autore portò nel 1971 a “Slava” a Leningrado: un lavoro che in omaggio a Rostropovich è una successione di variazioni di temi russi. Più recenti invece gli altri due autori in programma. Threnos (Lamento) di John Tavener è del 1990 e fu scritto per Steven Isserlis ed il titolo rimanda alla Grecia, sia in senso liturgico che folclorico. I tre piccoli brani di Kurtág sono invece estratti da Signs, Games and Messages, una sorta di diario, fatto di messaggi di “in memoriam”, un “work in progress” (come Játékok) iniziato nel 1989 e che ha un riferimento nel violoncellista ungherese Miklos Perényi.