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Rudolf Buchbinder

pianoforte

Ludwig van Beethoven

Sonata op. 22
Sonata op. 49 n. 2
Sonata op. 13 Pathétique
Sonata op. 79
Sonata op. 53 Waldstein

foto (c) M.Borggreve

Un Pianoforte per Padova

Concerto inaugurale della 62a Stagione Concertistica 2018/19 ciclo B

“Mein Beethoven / Leben mit dem Meister” (Il mio Beethoven / vita con il Maestro ) è il titolo del libro di Rudolf Buchbinder edito nel 2014 a Salisburgo.
Ed effettivamente, come annuncia il sottotitolo, la vita di Buchbinder è stata ed è una vita con Beethoven. A sette anni, come studente della Wiener Musikakademie, suona le Variazioni in sol magg. e nel 1959, nel frattempo era passato nella classe di Bruno Seidlhofer, la Sonata op. 2 n.1.

Due anni prima un concerto quasi ufficiale, in cui suona il Concerto n.1 op. 15, opera con cui debutta al Konzerthaus (Mozartsaal) il 6 dicembre 1957. Il suo primo recital interamente dedicato a Beethoven è quello del 10 maggio 1961, in cui esegue le Sonate op. 10 n.3, op. 31 n.3, op. 109 e le Variazioni in do min. Una esperienza che si è arricchita nel tempo anche con la musica da camera, in trio e in duo con strumentisti ad arco come H. Szeryng, N. Milstein e J. Starker, dai quali ha appreso l’arte del legato e del cantabile così come con strumentisti a fiato (le prime parti dei Wiener Philarmoniker) dai quali ha recepito l’arte del respiro.

La sua interpretazione delle 32 Sonate di Beethoven è considerata oggi uno dei caposaldi nella storia della interpretazione beethoveniana. Buchbinder ha eseguito il ciclo delle 32 Sonate più di 50 volte, a Berlino, Buenos Aires, Dresda, Pechino, San Pietroburgo, Zurigo, Milano, Vienna, Monaco (e anche a Padova nel 1988) ed è stato il primo pianista ad eseguirle tutte al Festival di Salisburgo nel 2014.

Il programma del concerto affianca due delle sonate più celebri (la “Patetica” op. 13 del 1799 e la “Waldstein” op. 53 del 1804) alla Sonata op. 22 del 1799/1800, una delle sue sonate meno note, anche se assai amata da Richter e da Benedetti Michelangeli, alla Sonata “facile” op. 49 n.2 del 1795/98 e alla Sonata op. 79 del 1808/09, edita come “Sonatina”, con il suo primo tempo “alla tedesca”.