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Torna l'Auryn per Haydn
Continua nel weekend di metà gennaio 2010 la proposta degli Amici della Musica di Padova dell’esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Joseph Haydn da parte del Quartetto Auryn.
Inizierà il 15 gennaio alle ore 20.15 il secondo ciclo di concerti dell'integrale dei quartetti per archi di Joseph Haydn, inaugurato nel 2009 dal Quartetto Auryn. Il secondo appuntamento si terrà domenica 17 gennaio alle ore 11 (primo concerto del ciclo "domenica in musica") e il terzo appuntamento nella serata di lunedì 18 gennaio. Nei tre concerti verranno presentati 12 quartetti che attraversano l’arco compositivo più maturo di Haydn: dall’op. 9 del 1771 all’op. 76 del 1797. E’ questo un progetto triennale - in occasione delle celebrazioni del 2009 del bicentenario della morte del compositore austriaco - che si ricollega alle recenti integrali presentate dagli Amici della Musica di Padova dei Quartetti di Beethoven e dei Quartetti di Shostakovich.
Il Quartetto Auryn si presenta nella stessa formazione da ben 28 anni: quasi un trentennio di fare musica assieme. Il Quartetto sta eseguendo l’intero ciclo di Haydn anche a Cologna per la radio WDR, ed è anche impegnato nell’integrale Beethoven a Londra (Wigmore Hall) e Perugia. Il 2009 è stato segnato l’anno della registrazione integrale dei quartetti di Haydn, registrazione che ha immediatamente suscitato critiche entusiaste. Nel 2010 il Quartetto curerà la direzione artistica del "Musiktage Mondsee", i cui precedenti direttori erano stati Andras Schiff, Christian Altenberger e Heinrich Schiff.
"Ero tagliato fuori dal mondo, nessuno al mio cospetto poteva mettermi imbarazzo o darmi fastidio, e allora fui costretto ad essere originale", è l’affermazione di Haydn che è vera soprattutto nel campo della composizione di pezzi quali i quartetti d’archi. Infatti come ha scritto Matthias Lingenfelder, primo violino del Quartetto Auryn: "Nei 18 concerti di questo ciclo, sarà possibile vivere la nascita del genere del quartetto d’archi e attraversare lo sviluppo del linguaggio musicale occidentale in tutta la sua odierna valenza. Nessun altro compositore, oltre a Bach e Beethoven – e certamente nessuno fra questi due – ha così tanto contribuito al linguaggio musicale come Haydn e solo pochi hanno raggiunto simili vertici.
Risulta assai avvincente seguire lo sviluppo dalle prime opere a quelle delle fasi successive: i primi divertimenti che Haydn ha composto (op. 1 e 2) sono ancora vincolati allo spirito della musica da intrattenimento di corte, ma sempre proposti tutti con stupefacente maestria. In seguito, con l’op. 33 era in grado per la prima volta di compiere consapevolmente la sintesi fra "stile galante", il cui particolare valore poggia sul sentimento e sull’espressività, e "stile erudito" con la sua severità razionale. ("Queste opere, era da dieci anni che non ne scrivevo, sono di uno stile nuovo del tutto particolare".)
Da questo momento in poi, la sua ispirazione e la sua ricchezza di invenzione non hanno conosciuto più confini. Dall’op. 33, con il suo ammiccante umorismo, al di là delle opere centrali, che si distinguono per la loro concentrata architettura (op.50) e d’altra parte per la sbalorditiva voglia di sperimentazione (op. 54 e 55) fino alle composizioni più tarde strutturate sinfonicamente (op. 71 - 77), ogni quartetto risulta una stupefacente opera d’arte ed appartiene a ciò che di più grande sia mai stato creato."