Season
2008/2009
La presente stagione è realizzata con il concorso del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
con il contributo di
Provincia di Padova - Assessorato alla Cultura, del Comune di Padova - Assessorato alle Politiche Culturali e allo Spettacolo, dell'Università degli Studi di Padova e dell' E.S.U. di Padova
Presentazione della Stagione
Il Quartetto per archi è da almeno 250 anni la forma più nobile della musica da camera; è un topos che si fonda prima di tutto sulla prassi compositiva e al quale appartengono fin dall'inizio il mito della perfezione della scrittura a quattro voci ("idealizzazione della fuga", dirà Arrigo Boito nel 1865) e la concezione espressa in una celebre lettera di Goethe a Zelter del 1829: "si ascoltano quattro persone ragionevoli che si intrattengono l'una con l'altra, si crede di capire qualcosa dei loro discorsi e di imparare a conoscere le caratteristiche individuali degli strumenti". La quintessenza non solo della musica da camera ma della musica strumentale. "La grande e vera missione di tutte le Società del Quartetto è appunto il conservare con religione le reliquie dell'arte strumentale". E' ancora Arrigo Boito a scriverlo all'indomani della nascita (1864) della Società del Quartetto di Milano: una storia condivisa con la precedente (1861) Società del Quartetto di Firenze e alla quale appartiene, per il tramite della Società Bartolomeo Cristofori, anche quella della nostra Associazione. Sono i Quartetti di F.J. Haydn, a partire dall'op. 33 edita nel 1781, a costituire il canone classico di questa forma. Essi trovano subito il più grande dei riconoscimenti nell'omaggio di Mozart che ad Haydn "Padre, Guida ed Amico" dedica ed affida i sei Quartetti ("i sei miei figli") composti fra il 1782 e il 1785. Ma ancora nel 1877 il direttore Ferdinand Hiller iniziava devotamente ogni sua giornata con la lettura di un Quartetto di Haydn, una lettura al confronto della quale la lettura di un capitolo della Bibbia per un pio cristiano non poteva fare di meglio. "Ognuno di questi Quartetti", scrive Carpani nelle Haydnine del 1812, " dal 20 all' 82 sarebbe bastato a dare nome di classico al suo autore". Haydn, secondo la testimonianza da lui resa a Griesinger, cominciò a scrivere Quartetti nel 1750 (recte 1757) per gli intrattenimenti musicali a Weinzierl del Barone Fürnberg; l'ultimo Quartetto, incompiuto, è del 1803 e venne pubblicato postumo con le parole del Lied di W.L. Gleims "tutte le mie forse sono svanite/sono vecchio e debole". Un corpus di 68 numeri cui si aggiungono le "sette parole" nella versione per quartetto a cui gli Amici della Musica di Padova con il Quartetto Auryn dedicano un progetto triennale in occasione delle celebrazioni del 2009 del bicentenario della morte del compositore. Un progetto che si ricollega alle recenti integrali dei Quartetti di Beethoven e dei Quartetti di Shostakovich. Questo ciclo che ci accompagnerà per le prossime tre stagioni non è l'unico percorso tematico che prende avvio quest'anno; assieme ad esso troveremo quello delle Suites per violoncello solo di J.S.Bach che Thomas Demenga presenterà in tre stagioni assieme a composizioni contemporanee per violoncello solo (nel primo programma, accanto alle Suites n. 1 e n. 6, L. Berio e B.A. Zimmermann). Ma ancora un ciclo che S. Accardo con il suo Quartetto, l' Estrio e S. Braconi (viola) dedicano alla musica da camera di F. Mendelssohn-Bartholdy (di cui nel 2009 si festeggia il bicentenario della nascita). Si concludono invece due cicli che hanno riscosso un grande successo: quello delle opere pianistiche di R. Schumann con cui Dénes Várjon apre la prossima stagione (con una ripresentazione della Sonata op. 22 con il Finale originario del 1835) e quello delle Sinfonie Londinesi di F.J. Haydn e dei Concerti per pianoforte e orchestra di W.A.Mozart, ciclo che ha visto protagonista, come direttore e solista con l' Orchestra di Padova e del Veneto, il pianista Howard Shelley (nel programma conclusivo le ultime Sinfonie n. 103 e 104 di F.J. Haydn ed il Concerto K 595 di W.A.Mozart). Completano il panorama dei pianisti i nomi di Rudolf Buchbinder, Stephen Hough e Mariangela Vacatello. Rudolf Buchbinder nella prima parte del programma accosta alla Sonata n. 23 di F.J. Haydn la Sonata op. 2 n. 3 che L. van Beethoven dedicò ad Haydn e chiude con la grande Sonata in si bemolle maggiore op. postuma di F. Schubert. J.S.Bach (trascritto da A. Cortot e S. Hough), G. Fauré, C. Franck e F. Chopin sono gli autori scelti dal pianista inglese Stephen Hough per il suo primo concerto nelle nostre stagioni, mentre Mariangela Vacatello ci offre un programma con musiche di J.S.Bach, F. Chopin, D. Shostakovich, F. Busoni e I. Stravinsky. Mariangela Vacatello, 2° Premio al Concorso Busoni nel 2005, è uno dei nomi nuovi fra i talenti delle generazioni più giovani che la stagione 2008/9 presenta a Padova. Gli altri sono quelli della violinista tedesca Veronika Eberle (selezionata nel 2008 dal prestigioso Borletti-Buitoni Trust), del violoncellista russo Boris Andrianov (vincitore del Concorso Ysang Yun 2003) e del clavicembalista francese Benjamin Alard (1° premio al Concorso Clavicembalistico di Bruges 2004, 1° premio al Concorso Organistico G. Silbermann, Freiberg 2008). Nuovo per Padova è anche uno dei più celebri ensemble cameristici inglesi The Nash Ensemble che si presenta nella formazione di quartetto con pianoforte e che assieme al soprano Joan Rodger ci offre un programma con il Quartetto op. 25 di J. Brahms assieme ai due grandi compositori della rinascita nazionale della musica boema B. Smetana e A. Dvorak (che ebbe in Brahms il proprio mentore). Brahms ancora, con il tardo, splendido Quintetto con clarinetto op. 115, nel programma del Quartetto Sine Nomine con il clarinettista Antony Pay, programma completato dal Quartetto "Ainsi la nuit" di H. Dutilleux, il decano dei compositori francesi, e da pagine per clarinetto solo di I. Stravinsky e L. Berio. Così come nel programma dell' Ensemble Italiano di Sassofoni è il repertorio contemporaneo a prevalere con musiche di J. Francaix, H. Pousseur, P. Glass e M.Nyman e con una scelta (Pagine) del ciclo di trascrizioni realizzate per quartetto di sassofoni da Salvatore Sciarrino. Ben diversi fra loro i due programmi di musica vocale da camera presenti in stagione: quello del tenore Christoph Pregardien con il pianista Andreas Staier ci presentano "Schwanengesang" (Il canto del cigno) uno dei grandi cicli, anche se si tratta di un ciclo postumo, di F. Schubert, mentre il soprano Anna Maria Pammer e Izabella Simon affrontano repertori del novecento e contemporanei con C. Debussy, A. Webern e G. Mahler e con un florilegio "ungarico" che accosta a B. Bartók, S. Veress, G. Kurtág e G. Ligeti. Un salto nel passato, nel passato lontano della musica fiamminga del XV e XVI secolo è quello che ci propone infine la Capilla Flamenca con un programma dal titolo "Dulcis Melancholia" Margherita d'Austria (1480-1530): una biografia in musica con autori quali J. Desprez, P. de La Rue, L. de Narvaez, A. Brumel, H. Isaac.