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I
CONCERTI IN ABBONAMENTO DELLA 52ª STAGIONE CONCERTISTICA
La presente stagione è realizzata
con il concorso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
con il contributo della Provincia di Padova - Assessorato alla Cultura,
del Comune di Padova - Assessorato alle Politiche Culturali e allo
Spettacolo, dell'Università degli Studi di Padova e dell'
E.S.U. di Padova
Ciclo A
2008
13 Ottobre: DENES VARJON
20 Ottobre: THOMAS DEMENGA
11 Novembre: CAPILLA FLAMENCA
01 Dicembre: QUARTETTO AURYN
2009
09 Gennaio: RUDOLF BUCHBINDER
19 Gennaio: QUARTETTO
AURYN
17 Febbraio: CHRISTOPH PREGARDIEN
/ ANDREAS STAIER
04 Marzo: VERONIKA
EBERLE / OLIVER SCHNYDER
23 Marzo:
ENSEMBLE ITALIANO DI SASSOFONI
01 Aprile: STEPHEN
HOUGH
Ciclo B
2008
28 Ottobre: MARIANGELA
VACATELLO
17 Novembre: ANNA MARIA PAMMER / IZABELLA SIMON
28 Novembre: QUARTETTO AURYN
10 Dicembre: THE NASH ENSEMBLE
2009
16 Gennaio: QUARTETTO AURYN
29 Gennaio: ORCHESTRA DI
PADOVA E DEL VENETO / HOWARD SHELLEY
10 Febbraio: QUARTETTO SINE NOMINE
16 Marzo: BORIS
ANDRIANOV / REM URASIN
17 Aprile:
BENJAMIN ALARD
21 Aprile: QUARTETTO
ACCARDO / ESTRIO
Il Quartetto per archi è da almeno 250 anni la forma più
nobile della musica da camera; è un topos che si fonda prima
di tutto sulla prassi compositiva e al quale appartengono fin dall'inizio
il mito della perfezione della scrittura a quattro voci ("idealizzazione
della fuga", dirà Arrigo Boito nel 1865) e la concezione
espressa in una celebre lettera di Goethe a Zelter del 1829: "si
ascoltano quattro persone ragionevoli che si intrattengono l'una
con l'altra, si crede di capire qualcosa dei loro discorsi e di
imparare a conoscere le caratteristiche individuali degli strumenti".
La quintessenza non solo della musica da camera ma della musica
strumentale.
"La grande e vera missione di tutte le Società del Quartetto
è appunto il conservare con religione le reliquie dell'arte
strumentale". E' ancora Arrigo Boito a scriverlo all'indomani
della nascita (1864) della Società del Quartetto di Milano:
una storia condivisa con la precedente (1861) Società del
Quartetto di Firenze e alla quale appartiene, per il tramite della
Società Bartolomeo Cristofori, anche quella della nostra
Associazione.
Sono i Quartetti di F.J. Haydn, a partire dall'op. 33 edita nel
1781, a costituire il canone classico di questa forma. Essi trovano
subito il più grande dei riconoscimenti nell'omaggio di Mozart
che ad Haydn "Padre, Guida ed Amico" dedica ed affida
i sei Quartetti ("i sei miei figli") composti fra il 1782
e il 1785. Ma ancora nel 1877 il direttore Ferdinand Hiller iniziava
devotamente ogni sua giornata con la lettura di un Quartetto di
Haydn, una lettura al confronto della quale la lettura di un capitolo
della Bibbia per un pio cristiano non poteva fare di meglio.
"Ognuno di questi Quartetti", scrive Carpani nelle Haydnine
del 1812, " dal 20 all' 82 sarebbe bastato a dare nome di classico
al suo autore". Haydn, secondo la testimonianza da lui resa
a Griesinger, cominciò a scrivere Quartetti nel 1750 (recte
1757) per gli intrattenimenti musicali a Weinzierl del Barone Fürnberg;
l'ultimo Quartetto, incompiuto, è del 1803 e venne pubblicato
postumo con le parole del Lied di W.L. Gleims "tutte le mie
forse sono svanite/sono vecchio e debole". Un corpus di 68
numeri cui si aggiungono le "sette parole" nella versione
per quartetto a cui gli Amici della Musica di Padova con il Quartetto
Auryn dedicano un progetto triennale in occasione delle celebrazioni
del 2009 del bicentenario della morte del compositore. Un progetto
che si ricollega alle recenti integrali dei Quartetti di Beethoven
e dei Quartetti di Shostakovich.
Questo ciclo che ci accompagnerà per le prossime tre stagioni
non è l'unico percorso tematico che prende avvio quest'anno;
assieme ad esso troveremo quello delle Suites per violoncello solo
di J.S.Bach che Thomas Demenga presenterà in tre stagioni
assieme a composizioni contemporanee per violoncello solo (nel primo
programma, accanto alle Suites n. 1 e n. 6, L. Berio e B.A. Zimmermann).
Ma ancora un ciclo che S. Accardo con il suo Quartetto, l' Estrio
e S. Braconi (viola) dedicano alla musica da camera di F. Mendelssohn-Bartholdy
(di cui nel 2009 si festeggia il bicentenario della nascita).
Si concludono invece due cicli che hanno riscosso un grande successo:
quello delle opere pianistiche di R. Schumann con cui Dénes
Várjon apre la prossima stagione (con una ripresentazione
della Sonata op. 22 con il Finale originario del 1835) e quello
delle Sinfonie Londinesi di F.J. Haydn e dei Concerti per pianoforte
e orchestra di W.A.Mozart, ciclo che ha visto protagonista, come
direttore e solista con l' Orchestra di Padova e del Veneto, il
pianista Howard Shelley (nel programma conclusivo le ultime Sinfonie
n. 103 e 104 di F.J. Haydn ed il Concerto K 595 di W.A.Mozart).
Completano il panorama dei pianisti i nomi di Rudolf Buchbinder,
Stephen Hough e Mariangela Vacatello. Rudolf Buchbinder nella prima
parte del programma accosta alla Sonata n. 23 di F.J. Haydn la Sonata
op. 2 n. 3 che L. van Beethoven dedicò ad Haydn e chiude
con la grande Sonata in si bemolle maggiore op. postuma di F. Schubert.
J.S.Bach (trascritto da A. Cortot e S. Hough), G. Fauré,
C. Franck e F. Chopin sono gli autori scelti dal pianista inglese
Stephen Hough per il suo primo concerto nelle nostre stagioni, mentre
Mariangela Vacatello ci offre un programma con musiche di J.S.Bach,
F. Chopin, D. Shostakovich, F. Busoni e I. Stravinsky. Mariangela
Vacatello, 2° Premio al Concorso Busoni nel 2005, è uno
dei nomi nuovi fra i talenti delle generazioni più giovani
che la stagione 2008/9 presenta a Padova. Gli altri sono quelli
della violinista tedesca Veronika Eberle (selezionata nel 2008 dal
prestigioso Borletti-Buitoni Trust), del violoncellista russo Boris
Andrianov (vincitore del Concorso Ysang Yun 2003) e del clavicembalista
francese Benjamin Alard (1° premio al Concorso Clavicembalistico
di Bruges 2004, 1° premio al Concorso Organistico G. Silbermann,
Freiberg 2008).
Nuovo per Padova è anche uno dei più celebri ensemble
cameristici inglesi The Nash Ensemble che si presenta nella formazione
di quartetto con pianoforte e che assieme al soprano Joan Rodger
ci offre un programma con il Quartetto op. 25 di J. Brahms assieme
ai due grandi compositori della rinascita nazionale della musica
boema B. Smetana e A. Dvorak (che ebbe in Brahms il proprio mentore).
Brahms ancora, con il tardo, splendido Quintetto con clarinetto
op. 115, nel programma del Quartetto Sine Nomine con il clarinettista
Antony Pay, programma completato dal Quartetto "Ainsi la nuit"
di H. Dutilleux, il decano dei compositori francesi, e da pagine
per clarinetto solo di I. Stravinsky e L. Berio. Così come
nel programma dell' Ensemble Italiano di Sassofoni è il repertorio
contemporaneo a prevalere con musiche di J. Francaix, H. Pousseur,
P. Glass e M.Nyman e con una scelta (Pagine) del ciclo di trascrizioni
realizzate per quartetto di sassofoni da Salvatore Sciarrino.
Ben diversi fra loro i due programmi di musica vocale da camera
presenti in stagione: quello del tenore Christoph Pregardien con
il pianista Andreas Staier ci presentano "Schwanengesang"
(Il canto del cigno) uno dei grandi cicli, anche se si tratta di
un ciclo postumo, di F. Schubert, mentre il soprano Anna Maria Pammer
e Izabella Simon affrontano repertori del novecento e contemporanei
con C. Debussy, A. Webern e G. Mahler e con un florilegio "ungarico"
che accosta a B. Bartók, S. Veress, G. Kurtág e G.
Ligeti.
Un salto nel passato, nel passato lontano della musica fiamminga
del XV e XVI secolo è quello che ci propone infine la Capilla
Flamenca con un programma dal titolo "Dulcis Melancholia"
Margherita d'Austria (1480-1530): una biografia in musica con autori
quali J. Desprez, P. de La Rue, L. de Narvaez, A. Brumel, H. Isaac.
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